lunedì 10 ottobre 2011

Vento di contestazione su Bossi, nella sua culla di Varese.

Maurilio Canton è comunque segretario della Lega  di varese, ma non senza molte difficoltà e solo perchè non si è proceduto al voto. I giornali riportano in coro la notizia che il Congresso Varesino sia esploso in coro nel grido "voto" voto". Un vecchio proverbio affermava che tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. E Bossi qualche graffio nel Congresso se lo porta a casa. Fino a ieri nessuno avrebbe mai osato pensare ad una contestazione così forte, plateale ed aperta al Senatur ed al suo candidato. E proprio a Varese, la culla del movimento leghista, il centro della padania, là dove batte il cuore pulsante e vero del movimento. Dicono che Bossi abbia affermato di aver visto dei fascisti in prima , seconda e terza fila. Forse il suo sguardo non riusciva ad andare oltre, la miopia anche politica incalza. In molti dicono che a Varese si è davvero sfiorata la rissa tra le opposte fazioni di leghisti. Ma non è solo Varese che si infiamma, sono molti i paesi, le città e le valli in cui soffia il vento delle contestazione. Davvero ci sono stati tempi migliori per la Lega, almeno ad ascoltare gli iscritti. In molti giurano di aver strappato o bruciato le tessere. Ora Canton è conosciuto da tutti a Varese come il   "non eletto", il  segretario "dichiarato" appunto. Nella notte qualcuno, all'esterno della Segreteria provinciale di Varese, ha esposto uno striscione verde con la scritta "Canton segretario di chi ? di nessuno". Quel nessuno dovrebbe essere Bossi che lo ha volutamente imposto ad un congresso recalcitrante. In molti dicono che questa non è più la Lega, o forse che è solo questa la Lega che oramai può sopravvivere a se stessa. Pare che Bossi abbia affermato in questi giorni che la Lega senza Berlusconi non andrebbe da nessuna parte. Di certo si capisce dove sta andando con Berlusconi, alla rovina ed alla disfatta, più chiaro di così.

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