venerdì 14 ottobre 2011

Inutile che Berlusconi cerchi oggi una fiducia che ha già perso.

Siamo alle solite , oggi il Premier chiederà, per l'ennesima volta ad un parlamento ingessato, la fiducia per il suo governo. Può darsi che anche questa volta, anche se con più malumori delle precedenti, alla fine la otterrà.  Ma per far che cosa ? per realizzare quali nuovi programmi ? e sopratutto, per andare dove ? Sarebbe bastato, come in molti hanno sottolineato, seguire ieri  il discorso del Premier alla Camera, se possibile ascoltarlo attentamente.  Si è trattato di un vecchio e stanco discorso, risentito mille volte, senza contenuti se non le solite promesse vuote, infarcito della solita retorica Berlusconiana. Un discorso fatto da chi non ha più nulla da dire nè da proporre al paese ed agli italiani. Per capire il clima, l'ambiente, le condizioni o le convinzioni diffuse nel Governo, bastava guardare gli sdadigli di Bossi , ben 12 in 19 minuti di discorso. Mentre l'Italia è sull'orlo del baratro, il suo Presidente si arrabatta aggrappandosi a destra e a manca pur di sopravvivere, ad un voto di fiducia inutile, sorretto da un unico angosciante, e in fondo schizofrenico pensiero, la riforma della giustizia e il bloccco delle intercettazioni.  Bastava in fondo ascoltare ieri il premier per essere presi dall'angoscia. In 19 minuti ha ripetuto e promesso quanto non è riuscito a fare, tradendo la fiducia degli elettori, in tanti anni di governo. Dov' è finito quel famoso contratto che aveva firmato con gli italiani ? "Se non lo realizzo in 5 anni me ne vado" aveva detto. Oltre a non aver realizzato nulla, il Cavaliere è anche riuscito a combinare molti disastri,  e non sembra per nulla intenzionato a lasciare quello scranno  che oramai occupa al pari di una mummia imbalsamata. Gli sbadigli di Bossi ieri sono stati quelli di un paese spento ed annoiato. C'è ancora qualcuno che può credere davvero che questo governo possa, in questo breve squarcio di legislatura,  realizzare almeno una delle riforme promesse ? Basterebbe guardare il Premier in questi giorni, basterebbe ascoltarlo, osservare le polemiche che animano il governo, i suoi ministri, la stessa maggioranza o le divisioni con la lega. La permanenza di Berlusconi al governo non fa altro che il  male del paese, la Spagna e Zapetero ce lo insegnano, con un po' più di dignità, Tremonti lo riconosce, ma non ha il coraggio di chiedergli di gettare la spugna, lo ammettono a bassa voce persino i suoi più stretti collaboratori. E' un coro unico di italiani, davvero responsabili, e che vanno dalle associazioni alle istituzioni, dai giornalisti liberi ed impegnati alle menti migliori e più attive, dai giovani in cerca di lavoro ai vecchi pensionati, tutti in coro chiedono al Presidente del Consiglio di farsi da parte, perchè non è più tempo di fiducia, gli italiani l'hanno già persa da tempo e quella che riceverà oggi in parlamento sa tanto di interessata, puzza di vecchio e di muffa, già prima di essere accordata. Di Pietro non sarà un fine dicitore e la sua dialettica forse potrà anche non entusiasmare, qualche lacuna mostrerà anche il suo fair play, ma di certo ha colto nel segno e rappresentato il  pensiero di tanti italiani quando , dopo aver ricordato che il paese sta morendo, ha dichiarato " "A Silvio! Ci hai rotto, vai a casa, non ti vogliamo sentire più".


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