martedì 25 ottobre 2011

Il dileggio di Sarkozy e della Merkel la dicono lunga su quel pensano di Berlusconi in Europa.

Certo si potrà anche protestare, lo può fare il Minisitro degli Esteri, il presidente del Consiglio che si è visto deriso, o addirittura il presidente delel Repubblica, ma il sorriso beffardo di  Sarkozy  e della  Merkel non potrà essere scordato per anni. Si dirà di certo che è una caduta di stile del presidente Francese, uno scivolone delle teutonica Angela, o una sua piccola vendetta per quell'indecente "culona" che ha attraversato l'Europa.  E' vero, Sarkozy  trionfa sulle disgrazie altrui visto che non può farlo sui meriti propri. Ripetiamocele tutte le considerazioni, prendiamocela pure con la grandeur francese,  con la presunzione tedesca o con il mondo intero. Di certo però riconosciamolo, quel sorriso beffardo e di compassione la dice lunga su come venga considerato il nostro Presidente del Consiglio in Europa,  di come abbia saputo guadagnarsi  rispetto e ammirazione tra i suoi stessi alleati. Parliamo pur male degli altri, ma riconosciamo che quel sorriso ironico e strafottente ce lo siamo meritato fino in fondo, non fosse altro per l'unica colpa di aver sopportato Berlusconi fino a questo momento.


lunedì 24 ottobre 2011

Governo: si trovano sempre alleati quando i sacrifici li debbano fare i soliti noti.

Ed eccoli ancora, freschi e sereni come una Pasqua, pronti a dire che la riforma delle pensioni la vuole l'Europa. L'Europa chiede un piano per lo sviluppo, il resto e le scelte toccano all'Italia ed al suo Governo. Quello che è grave è che il nostro Governo non decide, non ha ancora un programma, non riesce a darsi un progetto. Ed ora alle dichiarazioni di chi vorrebbe mettere mano ad una riforma delle pensioni per "soddisfare l'Europa" risponde la Lega dichiarandosi contraria , non senza molte ragioni, all'ipotesi di una ridiscussione dell'età pensionabile. Quando si chiedono sacrifici ad un paese intero si tratta, come sempre, di avere delle priorità e di dare il buon esempio. Si doveva  cominciare  dai costi della Politica, purtroppo nonsotante le tante chiacchere, non si sono visti grandi risultati. E' toccato poi alle Provincie ma si è fatto solo per finta. Che fine hanno fatto poi le liberalizzazzioni, chieste sempre dall'Europa, ma osteggiate in Italia financo da autorevoli membri del Governo. Chi avrà il coraggio ad esempio di far votare l'abolizione dei vari ordini professionali ? Li aspettiamo al varco, vorremmo vedere la schiera degli avvocati del Premier, così numerosa in Parlamento e sempre pronta a difendere i suoi interessi. Che rispondere poi persino alla Confindustria  che per prima si è lanciata nella campagna sacrosanta di una tassa sulle grandi ricchezze. lo faceva per questioni di equità sociale. Chissà perchè invece si vuole partire ancora una volta dal fondo, dai lavoratori, dai pensionati, dai più deboli. E se la Lega si oppone ci travano sempre nuovi alleati sulla strada dei soprusi nei confronti delle categorie più debolil. Pare infatti ci sia già una certa disponibilità di UDC e Finiani , forse per dividere la maggioranza, o per liberarsi del premier. Non mi pare però una grande tattica politica, mi sa che rischierebbero di pagarla cara anche loro.  Il paese è allo stremo, ed i soliti noti non possono dare in eterno e pagare per tutti.


martedì 18 ottobre 2011

Berlusconi ed i cattolici, la verità e la farsa.


lunedì 17 ottobre 2011

Quello che aveva in animo Berlusconi, secondo Repubblica.

Intercettazioni e ancora intercettazioni. Non passa giorno che non se ne sentano o leggano di nuove. E' un getto continuo di notizie, di colloqui, di comportamenti, un fiume in piena che rischia di straripare, di rompere prima o poi gli argini della sopportazione e della tolleranza dilagando davvero nel paese. Tocca oggi a Repubblica uscire allo scoperto pubblicando alcune presunte telefonate del Premier a Lavitola. Quando si legge è davvero sconvolgente, di una gravità estrema e tale da svegliare anche le coscienze più intorpidite. Si capisce così la fretta di una legge che ne impedisca le pubblicazioni.  Siamo, dice repubblica, nell'autunno del 2009 ed è il premier che "parla, con il direttore del'Avanti, di lodo Alfano, di raccomandazioni alla Guardia di Finanza e soldi ai giornali. Berlusconi  parla  o meglio, se vere le notizie, straparla con il suo interlocutore.  "Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...". Si continua "La situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che si appoggiano a Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, e alla stampa estera". "Facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera". E pensare che la Russa, non più tardi di ieri, parlava di clima di contrapposizione quasi rivoluzionario nel paese, per colpa della sinistra.  Fa sempre comodo addebitare le colpe proprie agli altri. Forse quanto riportato da Repubblica, e attribuito, al Premier potrà anche essere penalmente non rilevante. Toccherà di certo alla magistratura indagare, accertare e contestare, se del caso, ma di certo, se tutto questo sarà provato, non sarà altro che un ulteriore tassello a dimostrazione del fatto che la decenza  si è passata da un pezzo. E'  giunta davvero l'ora di riflettere non solo sulle capacità, ma anche sulle reali intenzioni di chi ci governa. Non ci possono essere più attenuanti per nessuno, qui è in gioco non solo l'economia del paese ma anche i suoi fondamenti democratici.

 

venerdì 14 ottobre 2011

Inutile che Berlusconi cerchi oggi una fiducia che ha già perso.

Siamo alle solite , oggi il Premier chiederà, per l'ennesima volta ad un parlamento ingessato, la fiducia per il suo governo. Può darsi che anche questa volta, anche se con più malumori delle precedenti, alla fine la otterrà.  Ma per far che cosa ? per realizzare quali nuovi programmi ? e sopratutto, per andare dove ? Sarebbe bastato, come in molti hanno sottolineato, seguire ieri  il discorso del Premier alla Camera, se possibile ascoltarlo attentamente.  Si è trattato di un vecchio e stanco discorso, risentito mille volte, senza contenuti se non le solite promesse vuote, infarcito della solita retorica Berlusconiana. Un discorso fatto da chi non ha più nulla da dire nè da proporre al paese ed agli italiani. Per capire il clima, l'ambiente, le condizioni o le convinzioni diffuse nel Governo, bastava guardare gli sdadigli di Bossi , ben 12 in 19 minuti di discorso. Mentre l'Italia è sull'orlo del baratro, il suo Presidente si arrabatta aggrappandosi a destra e a manca pur di sopravvivere, ad un voto di fiducia inutile, sorretto da un unico angosciante, e in fondo schizofrenico pensiero, la riforma della giustizia e il bloccco delle intercettazioni.  Bastava in fondo ascoltare ieri il premier per essere presi dall'angoscia. In 19 minuti ha ripetuto e promesso quanto non è riuscito a fare, tradendo la fiducia degli elettori, in tanti anni di governo. Dov' è finito quel famoso contratto che aveva firmato con gli italiani ? "Se non lo realizzo in 5 anni me ne vado" aveva detto. Oltre a non aver realizzato nulla, il Cavaliere è anche riuscito a combinare molti disastri,  e non sembra per nulla intenzionato a lasciare quello scranno  che oramai occupa al pari di una mummia imbalsamata. Gli sbadigli di Bossi ieri sono stati quelli di un paese spento ed annoiato. C'è ancora qualcuno che può credere davvero che questo governo possa, in questo breve squarcio di legislatura,  realizzare almeno una delle riforme promesse ? Basterebbe guardare il Premier in questi giorni, basterebbe ascoltarlo, osservare le polemiche che animano il governo, i suoi ministri, la stessa maggioranza o le divisioni con la lega. La permanenza di Berlusconi al governo non fa altro che il  male del paese, la Spagna e Zapetero ce lo insegnano, con un po' più di dignità, Tremonti lo riconosce, ma non ha il coraggio di chiedergli di gettare la spugna, lo ammettono a bassa voce persino i suoi più stretti collaboratori. E' un coro unico di italiani, davvero responsabili, e che vanno dalle associazioni alle istituzioni, dai giornalisti liberi ed impegnati alle menti migliori e più attive, dai giovani in cerca di lavoro ai vecchi pensionati, tutti in coro chiedono al Presidente del Consiglio di farsi da parte, perchè non è più tempo di fiducia, gli italiani l'hanno già persa da tempo e quella che riceverà oggi in parlamento sa tanto di interessata, puzza di vecchio e di muffa, già prima di essere accordata. Di Pietro non sarà un fine dicitore e la sua dialettica forse potrà anche non entusiasmare, qualche lacuna mostrerà anche il suo fair play, ma di certo ha colto nel segno e rappresentato il  pensiero di tanti italiani quando , dopo aver ricordato che il paese sta morendo, ha dichiarato " "A Silvio! Ci hai rotto, vai a casa, non ti vogliamo sentire più".


lunedì 10 ottobre 2011

Vento di contestazione su Bossi, nella sua culla di Varese.

Maurilio Canton è comunque segretario della Lega  di varese, ma non senza molte difficoltà e solo perchè non si è proceduto al voto. I giornali riportano in coro la notizia che il Congresso Varesino sia esploso in coro nel grido "voto" voto". Un vecchio proverbio affermava che tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. E Bossi qualche graffio nel Congresso se lo porta a casa. Fino a ieri nessuno avrebbe mai osato pensare ad una contestazione così forte, plateale ed aperta al Senatur ed al suo candidato. E proprio a Varese, la culla del movimento leghista, il centro della padania, là dove batte il cuore pulsante e vero del movimento. Dicono che Bossi abbia affermato di aver visto dei fascisti in prima , seconda e terza fila. Forse il suo sguardo non riusciva ad andare oltre, la miopia anche politica incalza. In molti dicono che a Varese si è davvero sfiorata la rissa tra le opposte fazioni di leghisti. Ma non è solo Varese che si infiamma, sono molti i paesi, le città e le valli in cui soffia il vento delle contestazione. Davvero ci sono stati tempi migliori per la Lega, almeno ad ascoltare gli iscritti. In molti giurano di aver strappato o bruciato le tessere. Ora Canton è conosciuto da tutti a Varese come il   "non eletto", il  segretario "dichiarato" appunto. Nella notte qualcuno, all'esterno della Segreteria provinciale di Varese, ha esposto uno striscione verde con la scritta "Canton segretario di chi ? di nessuno". Quel nessuno dovrebbe essere Bossi che lo ha volutamente imposto ad un congresso recalcitrante. In molti dicono che questa non è più la Lega, o forse che è solo questa la Lega che oramai può sopravvivere a se stessa. Pare che Bossi abbia affermato in questi giorni che la Lega senza Berlusconi non andrebbe da nessuna parte. Di certo si capisce dove sta andando con Berlusconi, alla rovina ed alla disfatta, più chiaro di così.

venerdì 7 ottobre 2011

Forza gnocca o forza Italia ?

Pensavamo che le preoccupazioni per un Primo Minsitro potessero essere grandi di questi tempi, pesanti da sopportare, da affrontare e da condividere con i tanti italiani in difficoltà. Basta fare un po di  zapping in giro, sui vari canali televisivi stranieri, e si vedono faccie serie, di circostanza, adatte al clima ed alle decisioni, si passa da una Merkel impettita e serissima ad un Sarkozy rabbuiato per le sue banche, ed a un Cameron che non ha di che ridere. L'Italia tra tutte sta peggio, battuta solo dalla Grecia e forse dal Portogallo, a cui però si sta avvicinando pericolosamante, con grande ostinazione e caparbietà. Ci si immaginerebbe, in queste condizioni, un Parlamento attivissimo, impegnato sui grandi temi e su più fronti, un Presidente del Consiglio indaffarato a cercare soluzioni socialmente accettabili alla crisi, un fiorire di programmi sul lavoro, sulle liberalizzazzioni, su come abbassare il deficit e reperire risorse per la crescita. Ci si aspetterebbe persino di sentire parlare di patrimoniale, o di certo se si fosse responsabili, di provvedere in fretta alla nomina del successore di Draghi perchè i tempi ed il periodo lo impongono. Si potrebbe pensare persino ad un premier preoccupato del consenso in caduta libera, delle difficoltà di una maggioranza azzoppata, rabberciata e litigiosa, di un Tremonti che senza giri di parole afferma che potremmo stare molto meglio se solo Berlusconi si facesse da parte. Ancora. Vedremmo un Berlusconi  accigliato,  nerissimo e del tutto impotente per aver oramai raggiunto coscienza che la situazione è irrecuperabile quando si hanno contro la Confindustria, il Sindacato, la Confcommercio, la stampa libera e indipendente, le categorie, la Chiesa stessa,  e un buon 80 per cento dei cittadini che non approvano più le scelte di questo governo. Di tutto ci aspetteremmo, purchè serio, impegnato, utile al paese ed alla sua credibilità, alle evenienze, alle grandi difficoltà, ed ai cittadini. Nulla di tutto ciò, oramai questo premier ed il suo Governo non si vergognano più di niente. Da tempo hanno già superato ampiamente anche il limite della decenza. Pensano alle battute di cattivo gusto, al nome di un nuovo partito, ritornano ad un pallino fisso, che ha accompaganto e reso indecente un'intera legislatura, ridicolizzato per le sue conseguenze il paese ed il Parlamento. Questi pensano alla gnocca ed a tirare a campare. Magari, ed al massimo, ad approvare una legge che impedisca le intercettazioni o la loro pubblicazione, per salvare ancora una volta il culo al premier ed a se stessi. A questo punto ci hanno portato, anche in raffinatezza, educazione, rispetto dei ruoli e delle istituzioni. In pochi anni con questo Governo, abbiamo raggiunto il bordo del precipizio, economico, materiale, morale, etico. Ci manca solo di  sapere se ancora Bossi ed i leghisti che l'hanno duro e poi abbiamo completato l'opera e passato in rassegna i problemi più seri degli italiani.  Forza Italia ora comincio a dirlo io, assieme a tanti italiani, forza italia mandiamoli  casa.

mercoledì 5 ottobre 2011

Wikipedia a confronto con l'incompetenza e la stupidità italiana.

Da questa mattina chiunque si collega con il sito di Wikipedia in lingua italiana leggerà il seguente comunicato. Si tratta semplicemente di un avviso, di una seria protesta, di un tentativo estremo di convincere i tanti sordi, ciechi e incompetenti che popolano i banchi del nostro governo o gli scranni di Montecitorio. Il tentativo di Wikipedia è giusto, corretto e sacrosanto, va sostenuto comunque ed in ogni caso. Si deve cercare di impedire con ogni mezzo l'approvazione di una sciagurata legge che ha come unico obiettivo quello di mettere il bavaglio a stampa e informazione. Non ci si meravigli troppo poi delle condizioni di arretratezza, anche culturale, in cui versa questa paese. Quanto qui descritto non avrebbe potuto accadere in nessun altro paese moderno e civile del mondo, in nessun altro si sarebbe mai avanzata una simile proposta di legge. Non si abbia paura a scegliere con chi stare, e nemmeno a gridarlo, Wikipedia è l'intelligenza e cultura, questa è incomptenza e stupidità. Diamo quinadi voce a Wikipedia afffinchè  non la possano togliere anche a noi tutti.

 

Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.

L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".

Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia

martedì 4 ottobre 2011

Nonciclopedia, Vasco Rossi e il mondo che io vorrei.

Vasco Rossi è grande , è unico nel panorama della canzone italiana, A Vasco si urla spesso "sei tutti noi".  A volte però  corre l'obbligo di differenziarsi o di dissentire.  Capita ora , proprio al riguardo di Nonciclopedia. Per chi non lo sapesse  è una sorta di Wikipedia scherzosa, scrive biografie di personaggi inventate, satiriche e ridicole. Spesso la satira si sa diventa pesante e anche offensiva. In ballo ci sono sentimenti e convinzioni. Chi non ricorda ad esempio le famose vignette su Allah, per qualcuno erano satira, per altri invece addirittura bestemmia. Ebbene Nonciclopedia pare sia stata querelata dai legali di Vasco per diffamazione nei confronti del loro assistito. Tanto che, per non dover pagare cifre astronomiche, o imbarcarsi in una causa non sostenibile da un sito blog, gli autori hanno deciso di chiudere il sito, non senza aver prima ringraziato Vasco per "l'attenzione" riservata. Inutili pare siano stati i tentativi di contattare il cantante per farlo recedere dalle sue decisioni. Peccato viene da dire. Peccato per Nonciclopedia, ma peccato anche per Vasco. Da sempre Vasco ci fa sognare con le sue canzoni, ha accompagnato la vita, serena o sregolata, di alcune generazioni, ci ha spesso parlato di buoni e di cattivi sentimenti, ma anche di grandi aspirazioni, di un futuro migliore nel mentre ci additava le miserie di un sempre più triste presente. Ma Vasco è stato grande perchè ha saputo parlare  al  cuore di tanta gente di  libertà, anche dai pregiudizi e dalle convenzioni o dal qualunquismo imperante. Sono valori grandi che io vorrei  vedere universalmente condivisi, nel mondo che io sogno, "nel mondo che vorrei".  Vasco è grande anche per questo. Ma il Vasco che io conoscevo avrebbe di certo capito che la libertà è sempre tale, deve essere per forza di cose quasi smisurata e per tutti. E che la satira è anche libertà, dai costumi e dalle convinzioni, può essere dura, a volte offensiva, può piacere o meno, ma resta sempre tale ed ha diritto di vita. Il Vasco che io vorrei avrebbe di certo capito cosa viaggia sul web, e quale potente mezzo questo sia. Guai a porgli freni solo perchè ci si trovano scritte cose che non piacciono, ci si schiera con la parte più retrograda del paese, ci si schiera con i goffi tentativi di questo governo di imbavagliare la rete. Ma Vasco questo lo sa. Vasco di certo sa di essere grande come cantante anche senza Nonciclopedia o nonostante quanto scritto da Nonciclopedia. Dimostri  allora Vasco, con i fatti , non solo di essere un grande cantante, ma di essere, come di certo è e fino ad ora ha dimostrato, anche un grande uomo.

 


 


lunedì 3 ottobre 2011

nella Lega, dice Bossi, in molti parlano a vanvera, ma il referendum li fa straparlare tutti.

Un milione e 200 mila firme raccolte per la richiesta di referendum sulla legge elettorale non sono poca cosa. Danno da pensare anche ai più menefreghesti o disattenti.  Ecco perchè ora tutti hanno da dire la loro, chi si dà giustificazioni, chi ricerca una via d'uscita e chi si smarca. Persino Calderoli, universalemte giudicato padrino del "porcellum" se ne lava le mani e ne addossa ora le colpe ad altri. Si scopre così che su questa legge la Lega venne ricattata. Ognuno ora schiera le sue ragioni ed affila le armi. sullo sfondo nuove ed insolite alleanze. Casini e Maroni ad esempio. Bossi e Maroni hanno di che preoccuparsi. Il Senatur se la prende con chi parla troppo ed a vanvera nel partito ma si sa mal comune si potrebbe anche scusare. Purtroppo però sono in tanti oramai che parlano a ruota libera nella Lega. Un segno dei tempi ? oppure segno di una certa stanchezza e di un malcontento diffuso ? Più probabile. E Bossi non sa più come controllare il partito. Anche Brescia, una volta la leonessa d'Italia, ora quasi un ovile per i leghisti, con l'elezione del nuovo segretario, è caduta in mano ai Maroniani. E poi, proprio lui  Bossi, mentre accusa altri è accusato a sua volta, niente meno che dal Capo dello Stato, di parlare a vanvera proprio quando parla di Padania o di secessione. Ma si sa, siccome Bossi non ha in mano proprio nulla, cerca di puntare in alto. Finito il federalismo, si ritorna alla secessione, e Bossi dà i suoi numeri. Scende in campo persino Calderoli, in questa Lega sempre più mal messa, anche lui annusa l'aria, e sentito l'odore di elezioni anticipate tenta la carta della proposta di una legislatura costituente. Povero lui se davvero non si è ancor accorto con questa maggioranza non può costruire proprio nulla e che il premier, forse il suo capo e lui stesso, sono oramai al capolinea e non gli resta che scendere nell prossime fermate, prima che il paese sbandi del tutto. Certo tutti loro cercano disperatamente di aggrapparsi a quello che hanno, con le unghie e con i denti. Chi ha centrato il problema è davvero Ostellino quando dice che per Berlusconi «il tempo è davvero scaduto» visto che «non è stato la soluzione dei problemi del Paese ed è diventato lui stesso il problema». Non gli resta che farsi da parte, prima lo mettano da parte gli altri ela riforma elettorale sembra davvero essere ilgrimaldello adatto a scardinare ogni alleanza.