martedì 27 settembre 2011

Anche la chiesa da il benserito al Premier e lo invita a farsi da parte.

Alla fine anche i Vescovi si sono decisi e la loro non è stata certo una decisione affrettata, anzi.  Non sempre è possibile tacere cercando di difendere gli interessi economici rilevanti, deve prima o poi arrivare per tutti il momento e l'occasioni in cui il silenzio diventa agli occhi del mondo tolleranza inopportuna, incomprensibile complicità, o peggio ancora vigliaccheria. Il limite della decenza era da tempo superato e molti fedeli oramai sembravano smarriti, senza guida, senza indicazioni. Finalmente ora, anche i vescovi parlano, rompendo ogni indugio, lo fa Bagnasco, a nome della CEI. Il dito accusatore rivolto al cielo, le parole di fuoco dirette e chiare vanno in una unica direzione, additano senza tante perifrasi i comportamenti del Premier, anche se cercano di volare alto.  Bagnasco parla di "comportamenti licenziosi" , di "relazioni improprie che sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà, ammorbano l'aria e appesantiscono il cammino comune". Continua. "Mortifica dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui", dice il numero uno dei vescovi. "Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda". E ancora: "Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica". Infine l'affondo: "La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l'immagine del Paese all'esterno ne viene pericolosamente fiaccata". "Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi - conclude Bagnasco - e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono nè vincitori nè vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili" . Chi ha orecchi per intendere intenda, è questo il benservito, la richiesta di un passo indietro. Solo Sacconi e compagni possono far finta di nulla, parlare di richiamo generale e generalizzato. Il silenzio della chiesa di fronte ai fatti è finalmente rotto, spezzato un incantesimo. Le strade si dividono e la minaccia per berlusconi ed il Pdl neanche tanto velata, l'aggregazione dei cattolici in un nuovo soggetto politico, se non se ne va Berlusconi.

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