martedì 9 agosto 2011

Ci piaccia o no siamo commissariati come la Grecia, peggio della Grecia.

Pensavamo di essere una grande nazione, ci avevamo sperato, avevano voluto farcelo credere  e noi come allocchi ci avevamo creduto. Forse lo eravamo un tempo quando partecipavamo dei destini dell'Europa, o contribuivamo a costruirla. Ora assistiamo impotenti al nostro declino. Ci avevano detto che la crisi era passata, che potevamo sperare e contare sulla riforma del fisco, sulla riduzione delle tasse, e sul fatto che avremmo superato le difficoltà meglio degli altri paesi. Se qualcuno ancora ci spera o ci crede è meglio si svegli al più presto, non è tempo di dormire. Come potevamo mai pensare che con questo Governo si potesse navigare nel mare in tempesta ? Da tempo i nostro govenanti, e noi con loro, siamo lo zimbello d'Europa. Ci sarebbe da chiedersi come qualcuno potesse mai pensare che la Merkel o Sarkozy , o i tedeschi , i francesi , oppure gli inglesi , così attenti e seriosi, potessere mai fidarsi per davvero di Berlusconi, di Bossi o di quei quattro gatti che li circondano e li sostengono, e che potrebbero al massimo gestire la bocciofila, o ricostituire la famosa banda del buco. Tutti sanno che abbiamo un governo che non governa, che vivacchia, gestendo i cavoli suoi, parlando in continuazione di giustizia e di di processi o di inquisiti e di autorizzazzioni a procedere, dove alcuni parlamentari si vendono ,  armi e bagagli al miglior offerente. Purtroppo siamo governati da incompetenti , quando non sono sprovveduti, che ci hanno raccontato panzane fino ad oggi. Lo hanno fatto per circa 20 anni, senza concludere un fico secco. E ancora incolpano della loro  inconcludenza, o i comunisti o le forze occulte, o la magistratura. Forse in Italia sopravvivono ancora quattro fessi che  possono serenamente sostenere questo governo per convinzione e non per interesse o per comodità. Ma la fiducia cala, e la pazienza è di certo al limite. Inutile pensare di essere  accettati in Europa se non abbiamo una classe dirigente presentabile e credibile. E' questione di qualità, inutile nasconderlo, e qui scarseggia o manca del tutto. Ora forse, o finalmente chi lo sa, siamo governati dagli  altri, dall'europa,  visto che non sappiamo farlo da soli. Forse ci sarà qualcuno che ora ci vorrà parlare finalmente di serietà, forse ci diranno che è ora di  stringere i denti e di rimboccarsi le maniche. Per anni ci hanno detto che lo Stato ci spreme come zucche, che è ingiusto pagare queste tasse, che dobbiamo essere furbi e che ci avrebbero pensato loro a liberaci del gioco. Ci hanno detto che L'Ici era iniqua e che la patrimoniale era il patibolo per molti, ora sognano a vaneggiano sull'una e sull'altra. Quest'anno daremo al fisco circa il 42,6 per cento dei nostri guadagni, anticpando al manovra di rientro nel 2013, come predisposto arriveremo al 44,6 per cento. Ma questo nessuno, o pochi ce lo dicono. Preferiscono illuderci, e anche noi ci adeguamo. Ancora forse non ci siamo ben resi conto di quanta insipienza ci hanno dato, di quanto superficialità abbiamo dimostrato, in quante sciocche favole abbiamo creduto. La grassa ignoranza, la superficialità e le scemenze sono persino riuscite a diventare dogmi, proclami e programmi di governo. Ora è duro il risveglio, e amara sarà  la cura. Di certo dovremo contare su un medico all'altezza della situazione, che ci parli chiaro della malattia e ci dica quante lacrime dovremo versare per sperare nella guarigione.  Non ci serve uno stregone o un nuovo ciarlatano, che ci prometta ancora una volta miracoli. Il fatto è che il mondo è pieno di questa gente, sta a noi ora se qualcuno ancora una volta vorrà tentare di farci fessi , di raccontarci nuove favole o vecchie scemenze, questa volta sta dovremo essere abbastanza grandi, abbastanza maturi e sufficientemente intelligenti per non cascarci nuovamente lasciandoci abbindolare per l'ennesima volta.


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