sabato 6 agosto 2011

Berlusconi anticipa la manovra e le elezioni.

Ora è deciso , il pareggio di bilancio, previsto dalla manovra finaziaria, è anticipato di un anno e portato al 2013. In aggiunta  verrà introdotto, nella Carta Costituzionale, il vincolo di equilibrio dei conti dello Stato. Sono questi gli interventi con i quali il governo intende affrontare la crisi economica sotto la pressione dell'Unione Europea e della Bce. L'improvvisa accelarazione è di certo dovuta all'andamento nettamente negativo dei mercati, alla caduta della borse, alle forti pressioni degli alleati ed a quanto sembra anche a seguito  di una decisiva telefonata della Cancelliera Merkel. Altro che riforma fiscale a tempi brevi o diminuzione delle tasse o tesoretto da dividere, si anticipano i sacrifici. La scelta e le decisioni di certo erano inevitabili, pena il crollo del paese, ma anche così ancora non esistono certezze di tenuta. A  nessuno però può sfuggire che così non solo si avvicina la data del  pareggio di bilancio,  ma si avvicina anche quella delle elezioni. I tagli consistenti al sistema assistenziale e previdenziale, o il sistema degli sgravi fiscali, non potranno più essere affidati al prossimo governo, ma se non si anticiperà la data delle elezioni, dovranno essere affidati a questo governo. Facile prevedere una caduta di popolarità, finite le vacche grasse si tratterà di iniziare la cura dimagrante, riaggiustando la cinghia con tutto quello che ne conseguirà, manifestazioni di piazza e cittadini, a torto o a ragione, comunque infuriati con il Governo. Così adesso si ritorna a parlare di elezioni anticipate. E' impossibile infatti che nessuno, nella cerchia Berlusconiana, prima di prendere ogni decisione in proposito, non abbia fino in fondo valutato la situazione e  le prospettive. Alla crisi finaziaria, come si vede, è riuscito ora quello che sembrava impossibile alla politica, mandare a casa in anticipo questo Governo. Ora qualcuno, di fatto, comincia a dare ragione a Bossi quando suggeriva di andare a votare subito, non per mandare a casa Berlusconi, ma per cercare di salvare questa maggioranza, prima dell'inizio di quei sacrifici che rischeranno di farla affondare definitivamente.

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