martedì 12 luglio 2011

Lunedì nero per l'Italia; il paese rischia il crollo, mentre Berlusconi tace.

Lunedì nero per l'Italia, anzi nerissimo. E non si è trattato di un semplice caso isolato, ma è il seguito di altre giornate di fuoco. Si sa, il periodo è critico, le monete e le economie sono traballanti, a cominciare da quella americana dove Obama sta  facendo salti mortali per cercare di coinvolgere i repubblicani in un progetto di salvataggio estremo. Le incertezze europee sulla Grecia poi, di certo non aiutano i mercati. L'europa sembra ancora indecisa se optare per il salvataggio del paese o semplicemente arrendersi di fronte al disastro, prima che sia troppo tardi. A volte si ha l'impressione che non serva essere espertti di economia per avere delle idee in materia. Basta vedere quali danni ha provocato il fallimento di una banca americana per convincere anche l'ultimo idiota europeo che il salvataggio della Grecia va ricercato e perseguito ad ogni costo. Nel clima di incertezze globali però, l'Italia , che in tanti e con sempre meno convinzione affermano non rischi come la Grecia, paga più di altri paesi i suoi problemi, strutturali e contingenti. L'alto debito del paese è di freno al rilancio e ci obbliga ad un rientro sostanziale della spesa e del debito stesso. Ma a tutto ciò si aggiunge il pesante clima politico, un governo che non governa. I mercati non amano le incertezze. Questo Governo è sotto gli occhi di tutti, è oramai alla frutta, vivacchia tra una polemica e l'altra, tra un processo ed una indagine e l'altra. Un ministro viene definito un cretino da un suo collega di governo. Un giorno sì e uno  no la Lega si smarca dai programmi, persino in politica estera, mettendo in forse anche le alleanze. Il paese è governato da un presidente del Consiglio oramai squalificato all'estero e nel paese, costantemente impegnato a difendersi dai processi e dalle indagini, ora persino condannato al pagamento di una grossa cifra perchè ritenuto colpevole. Fino ad ora il solo Tremonti, il ministro dell'economia, si era presentato come garante del paese e della sua tenuta, almeno economica. Ora anche Tremonti si è trovato invischiato in una brutta storia che rischia di travolgerlo e ne mette i n dubbio la credibilità. Dulcis in fondo, mentre gli speculatori già accerchiavano l'Italia come avvoltoi, il Presidente del Consiglio Italiano, critica , neanche tanto velatamente, il suo ministro dell'economia, ilsuo programma , e persino il suo operato. Ci si dovrebbe meravigliare della tenuta del paese a questo punto, non della bufera che lo ha investito. E mentre l'italia ieri ha rischiato di affondare, quello che più ha meravigliato è stato il silenzio del Premier. Forse era troppo impegnato a leccare le sue di ferite, per pensare a quelle degli altri. Ha dovuto scendere in campo la Merkel, per svegliare il torpore del Cavaliere, ha dovuto parlare Napolitano per richiedere l'unica cosa possibile ora, l'approvazione nel più breve tempo possibile della manovra, magari ampliata, e la collaborazione ed il sostegno dell'opposizione, che per fortuna, con senso di responsabilità, hanno accolto l'invito. Quando la casa brucia ognuno deve collaborare nel gettare acqua sul fuoco. Certo è che i problemi del paese non possono essere risolti così, è sempre più urgente sempre quel governo di salvezza nazionale che ci faccia uscire dalle secche e salvi dal disastro un paese fiaccato dagli scandali e dal mal governo, che abbatta una volta per tutta le spese della politica, e non lo stato sociale. Ma un progetto simile vuole anche che Berlusconi, con un atto di responsabilità che fino ad ora gli è mancato, si faccia da parte, nell'interesse del paese. Sarebbe forse l'ultima possibilità, quella che potrebbe attenuare anche il giudizio più negativo, ma che conoscendo il Premier, pare sempre più improbabile.

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