sabato 2 luglio 2011

Alfano , l'Angelino di Berlusconi.

Nulla di nuovo sotto il sole della politica dicono gli esperti. Nulla di nuovo o di eclatante nemmeno nel Pdl, nonostante la nomina di Alfano a Segretario. Nomina su cui molto ci sarebbe da dire. Non si è mai visto infatti in nessun paese democratico al mondo che il segretario di un partito politico venisse eletto con un semplice applauso. Accade in Corea del nord, accadeva in Russia e nei paesi comunisti. Vuoi vedere che a forza di parlare di comunisti se ne sono prese le abitudini. E che dire poi di un'elezione in cui c'è un solo candidato e in cui, all'unico contrario, si chiedono subito le generalità. Nulla di buono certo. Alfano ha già al suo attivo il fatto di essere stato uno dei peggiori ministri della giustizia della Repubblica italiana, l'arteficie nonchè sostenitore del principio che la giustizia non è uguale per tutti, l'uomo delle leggi ad personam per il premier. Come segretario lo dobbiamo ancora vedere, di certo ha cominciato male, i suoi sono difetti culturali e caratteriali.  Nei resoconti televisivi non lo si è mai visto rivolgersi alla platea, parlare agli italiani, agli elettori, al paese. Il suo è stato un colloquio tra lui e Berlusconi, e del premier  ha tessuto le lodi smodate. E' riuscito Alfano a farci sentire tutta la sua piaggieria, a farcela toccare con mano, il suo senso di inferiorità nei confronti del Cavaliere riempiva l'aula , si tagliava davvero a fette nell'aria, era stamapato nei suoi sottomessi sorrisi di compiacimento. Un perfetto "yes man" si direbbe," l'Angelino"  protettore di Berlusconi, prima brandiva la spada della giustizia, ora protegge le spalle di Silvio. Tra le  novità sentite "ha troneggiato" la dichiarazione che Berlusconi sarà il portabandiera e il candidato nelle prossime elezioni. Tra i programmi da realizzare al più presto, guarda caso sono rispuntate la vecchia riforma delle giustizia e una legge sulle intercettazioni. In pratica non si è ben capito se questa voleva essere, almeno nelle intenzioni, la nascita di un nuovo Pdl , o la morte, l'atto finale, il gesto ecumenico d'estrema unzione di un vecchio partito, di un partito che non è mai riuscito ad essere tale, che è nato dal nulla e che nel nulla sta rientrando e sprofondando.      

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