venerdì 29 luglio 2011

Processo breve o lungo non importa, l'importante è farlo fallire.

Il Senato, con un voto di fiducia, ha approvato il decreto sul processo cosiddetto lungo. I voto a favore sono stati 160, provenioenti da Pdl , Lega e Coesione nazionale. Hanno votato contro Pd, Idv, Udc e Terzo polo. E' un buon inizio per il mInistro della Giustizia Nitto Palma, sembra quasi un programma. Con questo voto il Parlamento è riuscito a smentire persino il Presidente della Repubblica che ieri avevas parlato di politica debole. Napolitano ha usato un eufemismo, ha peccato di troppa fiducia, dimostrato eccessive speranze che questa politica possa mai essere veramente tale, sopratutto alta e forte. Quanti si illudevano di poterli fermare con un referendum, ora hanno una prova provata della loro prepotenza e della loro arroganza. Per quanto riguarda il processo e la giustizia, dapprima lo volevano breve, ora lo preferiscono lungo. La verità è che questi non vogliono proprio alcun processo, e li  vogliono allungare o accorciare quel tanto che basta per farli prescrivere, in barba alla giustizia, alla legge tirata a destra e a manca come un'elastico, e sopratutto in barba alla volontà degli italiani.

Davvero quelle di Tremonti sono solo stupidate ?

E' oramai una montagna impressionante di  fango quella che sommerge la nostra classe politica. E a volte neanche ci sono grandi distinzioni tra uomini di destra o di sinistra. Ora il vero punto di demarcazione è solo nel riconoscere i fatti, prenderne le distanze e lasciar fare il suo corso alla giustizia. Qui sta tutta la differenza tra il partito degli onesti e quello dei furbi. Nella maggioranza di governo purtroppo c'è ancora chi continua imperterrito nella ricerca di leggi ad personam o che possano proteggere e mettere al sicuro la casta dalle inchieste e dai giudici. Senza capire che o la politica riesce a rinnoversi o è la fine per l'intero sistema. Non si può ad esempio accorciare o allungare i processi  secondo le convenienze, una volta lo si vuole corto, altre volte lo si preferisce lungo. E in questo clima gli scandali si susseguono, uno dietro all'altro. Fa specie quello che vede ora coinvolto il ministro Tremonti, anche per le sue implicazioni economiche. I fatti sono seri ed inquitanti, ma altrettanto lo sono le dichiarazioni e le giustificazioni del Ministro. Non è poca cosa, per un ministro delle repubblica,  riconoscere di sentirsi spiato,  seguito e controllato, quando viveva in una caserma delle Guardia di Finanza. Sono accuse gravi e rivolte all'intero sistema, all'intero  sistema di potere berlusconiano, ad un partito degli onesti sempre più strombazzato ma sempre più smentito dai fatti. Ma tutto questo, da solo, non basta a giustificare i sucessivi  comportamenti del ministro. Per ora comunque Tremonti  non si dimette, e minimizza.  Il ministro parla  di leggerezze ed è comunque preoccupante il pensiero di quanto possa essere smisurato per lui il  concetto di gravità. Come non capire che un ministro dell'economia che ha appena imposto agli italiani una stangata da 48 miliardi di euro, non può lasciare che gli italiani pensino abbia pagato l'affitto di casa in nero.  In tutto il resto dell'Europa ci si dimette per molto meno. Se Tremonti non vuola passare per  furbo o peggio ancora per  disonesto spieghi agli italiani. Ma questo da solo non basta, c'è anche altro. Restano da spiegare e giustificare le accuse rivolte ad un stretto collaboratore di Tremonti nel pilotare nomine in importanti aziende pubbliche, restano da spiegare i legami tra questo suo collaboratore ed alcuni faccendieri. Non ci si salva semplicemente parlando di  leggerezza. In una democrazia vera non ci stancheremo mai di dirlo , ci si dimette per molto meno.


giovedì 28 luglio 2011

Per quello che serve un Minsitro della Giustizia in Italia.

Nitto Francesco Palma è il nuovo ministro della Giustizia. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato ieri il decreto di nomina dopo le dimissioni di Angelino Alfano, passato alla guida del Pdl.  Nitto Palma, ex-magistarto sessantenne può vantare una lunga carriera, da giudice istruttore a  Vicenza, a procuratore della Repubblica di Roma, a sostituto procuratore nella Direzione Nazionale Antimafia. Palma è entrato in politica nel 2001 con Forza Italia. Fra le sue numerose attività parlamentari spicca , e sicuramente è stata valutata come nota di merito, un emendamento per reintrodurre l'immunità parlamentare con cui si proponeva che i processi a carico dei deputati venissero sospesi fino al termine del loro mandato.  Il nome di Palma resta comunque sconosciuto ai più e forse non valeva la pena, darsi tanto da fare nella ricerca. Per quello che serve un ministro della Giustizia in Italia, secondo il Governo Berlusconi, poteva andare benissimo anche Ghedini, avrebbe assolto egregiamente al suo compito principale, difendere Berlusconi.

martedì 26 luglio 2011

Per il contingente Italiano è giunta l'ora di lasciare l'Afghanistan.

E' ancora una volta insanguinata la terra Afghana, e ancora una volta lo è del sangue di un militare italiano, che muore in un lontano e quasi sconosciuto paese in nome della democrazia e della libertà, che in pochi, in quella terra, considerano un bene insopprimibile e fondamentale. Questa volta è toccato al caporalmaggiore dei parà della Folgore, David Tobini, 28 anni. Il nostro militare è stato colpito dai talebani durante uno scontro a fuoco nel villaggio di Khame Mullawi. Con lui sono stati feriti altri due militari. Il dolore ed il cordoglio del paese sono certi, diffusi e sentiti. Ma al di là di questo è giunto il momento di alcune riflessioni. Non si tratta di aprire polemiche sterili, e di certo inopportune di fronte alla morte di un giovane. Neanche si tratta di abbandonare vigliaccamente gli alleati. E' semplicemente ora di porre un problema, di aprire un dibattito franco nella coalizione. Si tratta di riconoscere che, dopo tanti anni di guerra in Afghanistan, perchè di questo purtroppo si tratta, senza risolvere nulla, è giunto il momento di fissare una data certa per abbandonare quel paese. Non è oltraggioso farlo, e nemmeno è offensivo. Si tratta di prendere atto di una situazione o semplicemente della realtà dei fatti, o dell'impossibilità di giungere ad una soluzione. Chi è morto per un ideale o per servire il suo paese, resta comunque un eroe.  Ma l'Italia non ha bisogno di eroi morti.  Si decida perciò , e si faccia in fretta, il rientro del nostro contingente, si fissi una data.  E non lo si faccia solo per  la crisi o per tagliare dei costi nel bilancio. Lo si faccia perchè non possiamo perdere altre vite umane o perchè non vogliomo spargere altro sangue. Non lo si faccia  solo a parole, votando poi per il rifinanziamanto della missione. La strumentalizzazzione politica , questa sì, è davvero offensiva dei tanti caduti.

lunedì 25 luglio 2011

Il Ministro Mattioli confida nella nostra pazienza.

Oramai è certo l'incendio verificatosi alla stazione Tiburtina a Roma,  oltre ai  seri danni causati alla rete ferroviaria,  provocherà per molti giorni disagi consistenti alla circolazione dei treni in tutto il territorio nazionale. Ancora incerte le cause, anche se qualcuno avanza  l'ipotesi di furti di rame continuati nel tempo. Pare che tanti cavi rubati giorno dopo giorno, alla lunga finiscano per mandare in tilt qualsiasi centrale operativa scatenando un corto circuito come quello verificatosi alla Tiburtina. I danni in ogni caso sono ingentissimi e la situazione, che appare molto seria, genererà di certo pesanti disservizi, non solo a Roma o nel Lazio, ma proprio per l'inadeguatezza della nostra rete ferroviaria, in tutta Italia. Ecco perchè il Ministro Matteoli si affida alla pazienza dei cittadini che utilizzeranno il treno nei prossimi giorni. Quando tutte le altre virtù vengono meno, purtroppo non ne restano molte oltre la pazienza, l'assuefazione e la sopportazione. Mai una volta purtroppo che i cittadini si possano affidare alla competenza, alla preparazione, alla prontezza o alla lungimiranza dei nostri governanti.

venerdì 22 luglio 2011

Il partito degli onesti si giudica dai fatti e non dai proclami.

Qualche tempo fa Alfano, neo eletto segretario del Pdl, dichiarava di voler rifondare il partito facendolo diventare in breve tempo il partito degli onesti. Già il dirlo presuppone un qualche dubbio nel merito. In ogni caso, proprio per dimostrare che non servono le parole, o meglio i proclami , ma i fatti, bastano solo alcune considerazioni. In ogni partiti ci sono persone più o meno oneste, nessuno comunque si salva dai ladri. L'onestà è spesso una qualità soggettiva, equamente distribuità nei gruppi, nei partiti, come nelle associazioni. Ma se si vuol costruire un "partito degli onesti" si deve, per forza di cose, adottare un qualche comportamento adeguato. Io non so se il Senatore Tedesco possa essere o meno onesto, non lo devo certificare io, ma lo debbono fare i giudici e la legge. Certo è che, per quanto mi riguarda, quando lui stesso si rivolge ai colleghi invitandoli a votare sì alla sua richiesta di arrresto, affinchè la legge sia libera di fare il suo corso, osservo come almeno in quel momento abbia adottato un comportamento "onesto" di fronte alla giustizia. Lo stesso accade per quanto riguarda il vice presidente della Regione Lombardia Penati, coinvolto in una indagine per mazzette. Penati, pur riconoscendosi innocente, ha fatto un passo indietro e si è dimesso dalla sua carica. Nè lui, nè il suo partito hanno attaccato i giudici o la giustizia,  ma hanno coerentemente deciso di difendersi nel processo e non dal processo. Un partito degli onesti  in fondo si costruisce così, accettando la legge e anche i processi, oltre al principio dell'uguaglianza dei cittadini. Serve coerenza, serve umiltà e dignità, oltre a toni bassi e rispettosi dei ruoli. Sta qui tutta la differenza. Nessuno crede che tutti gli onesti si collochino all'opposizione e tutti i disonesti  al governo. E' certo però che è  un po' imbarazzante,oltre che sciocco, furbesco e parecchio preoccupante,  quando viene inquisito o indagato qualche esponente del Pdl, sentire sempre la stessa storia, quella dei giudici rossi, della giustizia a comando o del solito complotto. L'impressione che se ne coglie è che si abbia la presunzione di essere onesti semplicemente perchè non ci si vuole assoggettare alla legge, non rispettandola. Bastava vedere i volti dei parlamentari del Pdl o dello stesso premier una volta visti i risultati delle votazioni per l'arresto di Papa. Il corso della legge, il vedere un parlamentare assogettarsi ad essa, sembrava vissuto come una sconfitta per l'intero partito. Papa , invece in un "partito di onesti" avrebbe dovuto essere invitato a fare un passo indietro e ad attendere le sentenze. Lo stesso dovrebbe fare Berlusconi. Solo così, con i fatti e non con i proclami, si  costruisce davvero il "partito degli onesti", o almeno a me sembra.  

giovedì 21 luglio 2011

Berlusconi sconfitto sul caso Papa si aggrappa ad un Bossi sempre più zoppicante.

Il dramma per il premier si è consumato ieri alla Camera. Il risultato era per tanti versi inaspettato. La Camera ha votato per l'arresto di Papa, nonstante il sostegno del premier, nonostante l'accordo con Bossi. E quello che la Camera concede per Papa, il Senato rifiuta per  Tedesco al Senato. La contraddizione è solo apparente. Il tentativo in atto nella maggioranza era quello di richiudersi a riccio nella difesa delle prerogative dei parlamentari. L'operazione è riuscita solo in parte e proprio al Senato ove Pdl e Lega godono di  una maggioranza più consistente, ma fallita a Montecitorio dove la Lega si è spaccata. Il risultato viene accolto da un Berlusconi sconcertato, deluso, sconfitto e preoccupato. E se ne capiscono le ragioni. E la fine più espicita di questa maggioranza, la fine dell'asse Bossi - Berlusconi. Ci si era illusi fino ad ora che la Lega potesse accettare tutto in nome del federalismo. Ora l'illusione è finita con una spaccatura evidente tra Bossi e Maroni. Un federalsimo sempre più inconsistente e di là da venire non sembra più funzionare più come collante di un elettorato leghista sempre più deluso e non più disposto a digerire tutto. Maroni ieri ha passato il rubicone, decretato la fine di un accordo, di un periodo, di una fase politica. Forse davvero si avvicina la fine di Berlusconi, ma il Cavaliere non sembra destinato a cadere da solo. L'accordo con Bossi resiste fino alla fine, hanno governato assieme, sembrano destinati a finire assieme. 

martedì 19 luglio 2011

L'Italia vive la sua crisi, soffre la caduta, si affida alla rassegnazione e prepara la rabbia.

Inutile sperare di questi tempi. I colori che caratterizzano la borsa sono sempre gli stessi, si passa dal rosso profondo , il colore dominante della caduta, al nero, il colore che scandisce e caratterizza le giornate, sopratutto di lunedì e di venerdi . Certo si dirà che la crisi è globale e tutti i mercati ristagnano e tremano. Ma è evidente che si racconta solo una mezza verità. Cina e India, assieme a tanti altri paesi, crescono comunque a ritmi sostenuti, anche nella crisi. E' vero il fatto, da molti sostenuto, che l'Europa soffre particolarmente in questo periodo e si trova sotto assedio degli speculatori. E'  però innegabile anche che il vecchio continente paga di colpo la sua indecisione e la sua incapacità a decidere una buona volta se si debba o meno salvare la Grecia. Qualsiasi uomo di buon senso, anche se non economista o politico, avrebbe, di primo acchito, optato per la salvezza. Ma in Europa si fanno ancora tante cose incomprensibili, senza senso, senza capo nè coda o controproducenti. Qualche paese europeo sta peggio, si dirà, basta vedere la Grecia, il Portogallo, l'Irlanda e anche la Spagna. Ma se questi paesi piangono, all'Italia non è concesso ridere, nonostante una manovra economica approvata in poche ore e nonostante perseverasse in tanti illusi la convinzione che dalla crisi ne saremmo usciti prima e meglio di altri paesi. Certo, in quanto accade si sente la mano della speculazione, ed è anche giusto aprire inchieste per capire chi trama o rema contro il paese. Ma si deve anche capire che i mercati sono così per natura a volte, e giocano al ribasso laddove ne esistono le condizioni. I mercati sono anche e spesso speculazione, e inutile nasconderlo. Sono speranza, illusione, convinzione e anche scommessa. Resta da vedere allora che cosa non convince i mercati nonostante tutto. E' subito detto. La manovra economica è troppo sbilanciata, troppo proiettata nel futuro, sembra destinata a tempi migliori o a governi diversi. E poi chi ancora può credere in questo governo, che ogni giorno vivacchia alla belle meglio, più per salvare se stesso ed il suo premier che per salvare il paese. E significativa la copertina di ieri del Der Spiegel che titolava "Ciao Bella".  Era un saluto amaro. Nell'articolo contenuto, si parlava del più bel paese del mondo portato ad un declino inesorabile dal suo Premier, invischiato in processi continui, coinvolto in scandali continui, poco credibile in patria, squalificato ed inpresentabile all'estero. Non c'è speranza di salvezza per un paese siffatto erano le conclusioni. Ma anche non volendolo, come non accorgersi che è aria di crisi quella che spira e invade ogni angolo d'Italia, crisi economica e di valori, crisi morale e di identità. E' un paese statico, immobile, ripiegato su se stesso, dove Il poco dinamismo accompagna  un declino che pare inevitabile ed inarrestabile in queste condizioni.  A scatenare  i mercati ci ha pensato la percezione, quando non la convinzione, che il nostro governo non è in grado di durare, di reagire, di prendere misure serie in grado di contrastare gli eventi. E' la percezione di una continua fibrillazzione politica, dove l'indecisione cronica si accompagna alla caduta di consensi, inevitabile negli scandali e nella crisi. La rabbia dei cittadini cresce contro le misure, contro una casta sempre più distante, che lotta con convinzione solo per salvare se stessa e i suoi incredibili privilegi. E'  possibile credere in un paese in queste condizioni, guidate da questo Presidente del Consiglio, retto da una maggioranza litigiosa, che affida se stessa ed i suoi programmi  nelle mani di Scilipoti e dei  responsabili raccattati sulla piazza ? Certamente no. Non meravigliamoci perciò se non ci credono nemmeno i mercati ed operano di conseguenza, scommettendo su una inevitabile caduta, del governo ma anche dell'Italia.


lunedì 18 luglio 2011

La rabbia contro la casta corre sul web.

Già si parla di gola profonda, e ci si riferisce al precario della camerea che svela su facebook i segreti più nascosti della casta. Vero o falso che sia il personaggio poco importa, è vera la rabbia e questo basta e avanza. Proprio nel momento del varo della manovra economica con la quale si chiedono sostanziali sacrifici agli italiani vengono svelati attraverso facebook  piccoli e grandi imbrogli, veri o presunti, della casta, fatti per ottenere scorte, viaggi gratis, favoritismi in genere. Si scoprono barbieri pagati davvero a peso d'oro, poliziotti che diventano autisti per accompgnare l'amante o la moglie. Chi più ne ha più ne metta. L'importante è sfruttare il potere a quanto sembra, difendere i privilegi, scaricare sugli altri i sacrifici. Tutto vero quanto appare su facebook ? forse è solo una piccola parte, un anticipo, che avrà largo seguito. Certo la rabbia monta, ed è tanta nei confronti di una casta sempre più squalificata, da cui non rimane più molto da attendersi. Come ancora la nostra politica non riesca ad accorgersi che la misura è colma e rischia di esplodere è ancora un mistero. Forse ancora si trastullano all'idea di farla franca, ci sperano, si illudono di poter continuare, di poter attraversare la tempesta indenni. Spider Truman intanto impazza, raccoglie i consensi dei delusi, degli arrabbiati, degli sfiduciati e degli indignati, per ora. Domani forse qualcuno tenterà di passare ai fatti. La casta invece affonda sempre più in basso nella considerazione della gente. Lo scandalo e la rabbia sono un fiume in piena che monta, che rischia di straripare

. Se qualcuno vuole  un esempio tipico di incapacità a capire il periodo, il clima ed il momento basta ricordarsi proprio di Formigoni, quello che si autocandida a succedere al premier. Si deve dare atto che se solo si voleva mettere un dito nella piaga, scegliere il momento opportuno per offendere non solo i poveri in aumento, ma anche i tanti a cui si chiede di tirare la cinghia, ecco magari per dare inizio ad una vera e propria rivoluzione facendo sì che la gente scendesse subito in strada, era forse meglio, non solo mostrarsi in diretta a difendere la manovra economica, da Porto Cervo e davanti a tanti yachts, ma farsi proprio vedere buttare per strada ed a mare banconote da 500 euro e sostenere che così non solo ci si divertiva ma si combatteva anche l'inflazione. Questa in fondo è la casta e prima o poi ci si dovrà riuscire a buttare, non i soldi, ma "lei" a mare, e non per divertirsi ma per poter ricominciare a sperare.

La testa del Premier.

Berlusconi a quanto pare è caduto e ha battuto la testa.  E' stato lui stesso che ha spiegato la dinamica dell'incidente nel transatlantico di Monticitorio. Cadere ad una certa età è rischioso, si rischia sempre, nell'immediato, ma anche nel futuro, per i postumi della caduta. A volte il rischio è di perdere conoscenza, ma poi ci si riprende, altre volte invece quello che si rischia è la coscienza, e questo è più grave. Cosa abbia perso il Premier  questa volta, ancora non è certo o conosciuto. Qualcuno però indaghi e lo aiuti, se possibile. Lo aiutino a riprendersi e gli spieghino bene la situazione, gli dicano senza perifrasi, una buona volta, che la manovra finanziaria è stata approvata in tempi stretti grazie a Napolitano ed alla responsabilità dell'opposizione, e non perchè il governo è solido e governa. Ma sopratutto gli si faccia capire che con la manovra lui non ha ridotto le tasse, bensì le ha aumentate, mettendo tra l'altro abbondantemente le mani nelle tasche degli italiani, che veramente non ne possono più. Si capisce che sia caduto, ma per favore si faccia presto, qui rischia di cadere il paese, non solo il Premier.


venerdì 15 luglio 2011

E ora quando cadrà Berlusconi ?

Oggi la Camera ha confermato la fiducia al Governo Berlusconi sulla manovra economica. La rapidità dell'approvazione è un indubbio successo, ma è un successo dovuto per buona parte alla responsabilità delle opposizioni ed al richiamo del Capo dello Stato. Berlusconi continua a vivere delle sue illusioni, nel paese che non c'è. Anche oggi pare abbia ripetuto il solito ritornello, almeno così riporta Libero, quello famoso di "meno tasse per tutti"  ricordandosi però di aggiungere "ma non ora". Bella forza e bella incoscienza, se non fosse tragica sarebbe tutta da ridere. Il premier oramai appare ma non governa, dice e smentisce, riesce a fare notizia ed a creare problemi solo con le sue apparizioni. Con l'ultima ha accellarato il terremoto, criticando Tremonti. Ora proclama che il governo è solido e neanche si accorge che invece questo procede per inerzia, tra un problema e l'altro. La Lega oggi si è defilata su Papa, finalmente è stata concessa l'autorizzazione a procedere. Sullo sfondo però rimane ancora il caso Romano, che accadrà ? Dopo si renderà necessario un rimpasto. Ma come farlo e con chi farlo, visto che si dovrà sostituire anche Alfano , resta un mistero. Dopo aver messo al riparo la manovra economica, il Governo è però stranamente più debole. Il Pdl è sfilacciato, i "responsabili" in fibrillazione annusano l'aria. Un Premier sotto scacco ed incapace di convincere i mercati non interessa più a nessuno. Se il  Titanic affonda dice Tremonti, rischiano di annegare anche i passeggeri di prima classe, metre qualcuno è già con l'acqua alla gola. Intanto Pdl è in balia delle onde, non sa più che pesci pigliare, Scajola scalpita e traffica, mentre Pisanu è in libera uscita con i suoi. Bossi e Maroni annaspano a fatica nel tentativo di guadagnare la riva o di ridare una rotta ad una Lega sempre più in balia dei marosi. Quando cadrà il Governo ? Quando ci si deciderà a staccare la spina ? e quale sarà la scusa ufficiale che darà fuoco alle polveri ? Quando si riuscirà a trovare quel benedetto accordo per un governo di responsabilità nazionale, tanto sognato da chi ha a cuore le sorti del paese, destinato ad intraprendere le riforme necessarie, oramai impossibili per questo governo ? La politica è in movimento e ora aspetta un segnale, o dai partiti o dai mercati. Casini attende e tesse la tela, Fini lo asseconda, la Marcegaglia incoraggia, demolendo il presente e incitando a scelte più coraggiose.  Montezemolo attende sulla linea di partenza, scalpitando o scaldando i motori. A quando la caduta ? ma sopratutto, a quando la rinascita ?  

mercoledì 13 luglio 2011

La civiltà oscurata anche dalla manovra economica.

Sarà il caldo, il periodo estivo e le ferie, potranno essere le preoccupazioni per il paese e per l'economia, la precarietà e l'incertezza di questa stagione politica, fatto sta che anche avvenimenti importanti rischiano di diventare secondari, passare inosservati nel silenzio generale. Si passa su tutto, inavvertimtamente e superficialmente, quando cala la tensione. Si scordano a volte persino principi sacrosanti, anche quando sono brutalmente calpestati. E non si tratta di principi di poco conto, sono etici e morali, trattano di libertà, collettive ed individuali, coinvolgono e impegnano, volontà, sentimenti, affetti profondi, dolori indicibili ed inenarrabili, a volte fisici e a volte dell'anima. E' quel maledetto filo invisibile che separa la vita dalla morte, che per alcuni è sottile e tenue come un alito di vento o un flebile sospiro, invece per altri è pesante e duro da recidere, come la spessa catena di ancoraggio di un bastimento. In genere è comunemente accettata l'idea che ognuno in fondo è libero di decidere della propria vita, purchè non faccia male ad altri, ma chissà perchè tanti di noi, troppi, ancora pensano di avere il diritto di decidere sulla vita degli altri, imponendogli scelte che non vengono condivisie. Eì di ieri la notizia che la Camera dei Deputati, con 278 sì, 205 no e 7 astenuti, ha approvato il decreto sul biotestamento, dopo un iter parlamentare di due anni. Non è una legge innovativa, è al acontario una brutta legge, anzi una pessima legge, degna più di un paese teocratico che di una moderna democrazia.  In essa non si parla  mai nè di volontà nè di libertà, al massimo le si sostituisce con il termine vago di "orientamento". Con questa legge non si potranno più, ad esempio, rifiutare alimentazione e idratazione artificiali. Il caso Englaro non  avrebbe mai trovato soluzione, grazie ai giudici, se fosse stata approvata prima. Inoltre il biotestamento sarà destinato solo a chi si trova in stato vegetativo con accertata assenza di attività cerebrale. I soli che rioschieno ad esultare pubblicamente di queste norme approvate, senza provarne ritegno o vergogna, sono il ministro Sacconi e la Binetti. Naturalmente anche il mondo cattolico ne gioisce, per ora in silenzio, almeno certo mondo cattolico. Durissimo Peppino Englaro e durissime le opposizioni. Da una parte i diritti di chi reclama le proprie libertà, dall'altra l'arroganza di chi vuole imporre con la forza le proprie convinzioni religiose o le proprie idee. Legge che comunque la si pensi resta incivile ed inaccettabile, legge violenta davvero nella sostanza, che invade un terreno dove lo Stato dovrebbe entrare in punta di piedi, ascoltare e rispettare con religioso, questo sì, silenzio, non imporre ostinatamente ed impropriamente. 

martedì 12 luglio 2011

Lunedì nero per l'Italia; il paese rischia il crollo, mentre Berlusconi tace.

Lunedì nero per l'Italia, anzi nerissimo. E non si è trattato di un semplice caso isolato, ma è il seguito di altre giornate di fuoco. Si sa, il periodo è critico, le monete e le economie sono traballanti, a cominciare da quella americana dove Obama sta  facendo salti mortali per cercare di coinvolgere i repubblicani in un progetto di salvataggio estremo. Le incertezze europee sulla Grecia poi, di certo non aiutano i mercati. L'europa sembra ancora indecisa se optare per il salvataggio del paese o semplicemente arrendersi di fronte al disastro, prima che sia troppo tardi. A volte si ha l'impressione che non serva essere espertti di economia per avere delle idee in materia. Basta vedere quali danni ha provocato il fallimento di una banca americana per convincere anche l'ultimo idiota europeo che il salvataggio della Grecia va ricercato e perseguito ad ogni costo. Nel clima di incertezze globali però, l'Italia , che in tanti e con sempre meno convinzione affermano non rischi come la Grecia, paga più di altri paesi i suoi problemi, strutturali e contingenti. L'alto debito del paese è di freno al rilancio e ci obbliga ad un rientro sostanziale della spesa e del debito stesso. Ma a tutto ciò si aggiunge il pesante clima politico, un governo che non governa. I mercati non amano le incertezze. Questo Governo è sotto gli occhi di tutti, è oramai alla frutta, vivacchia tra una polemica e l'altra, tra un processo ed una indagine e l'altra. Un ministro viene definito un cretino da un suo collega di governo. Un giorno sì e uno  no la Lega si smarca dai programmi, persino in politica estera, mettendo in forse anche le alleanze. Il paese è governato da un presidente del Consiglio oramai squalificato all'estero e nel paese, costantemente impegnato a difendersi dai processi e dalle indagini, ora persino condannato al pagamento di una grossa cifra perchè ritenuto colpevole. Fino ad ora il solo Tremonti, il ministro dell'economia, si era presentato come garante del paese e della sua tenuta, almeno economica. Ora anche Tremonti si è trovato invischiato in una brutta storia che rischia di travolgerlo e ne mette i n dubbio la credibilità. Dulcis in fondo, mentre gli speculatori già accerchiavano l'Italia come avvoltoi, il Presidente del Consiglio Italiano, critica , neanche tanto velatamente, il suo ministro dell'economia, ilsuo programma , e persino il suo operato. Ci si dovrebbe meravigliare della tenuta del paese a questo punto, non della bufera che lo ha investito. E mentre l'italia ieri ha rischiato di affondare, quello che più ha meravigliato è stato il silenzio del Premier. Forse era troppo impegnato a leccare le sue di ferite, per pensare a quelle degli altri. Ha dovuto scendere in campo la Merkel, per svegliare il torpore del Cavaliere, ha dovuto parlare Napolitano per richiedere l'unica cosa possibile ora, l'approvazione nel più breve tempo possibile della manovra, magari ampliata, e la collaborazione ed il sostegno dell'opposizione, che per fortuna, con senso di responsabilità, hanno accolto l'invito. Quando la casa brucia ognuno deve collaborare nel gettare acqua sul fuoco. Certo è che i problemi del paese non possono essere risolti così, è sempre più urgente sempre quel governo di salvezza nazionale che ci faccia uscire dalle secche e salvi dal disastro un paese fiaccato dagli scandali e dal mal governo, che abbatta una volta per tutta le spese della politica, e non lo stato sociale. Ma un progetto simile vuole anche che Berlusconi, con un atto di responsabilità che fino ad ora gli è mancato, si faccia da parte, nell'interesse del paese. Sarebbe forse l'ultima possibilità, quella che potrebbe attenuare anche il giudizio più negativo, ma che conoscendo il Premier, pare sempre più improbabile.

giovedì 7 luglio 2011

Dice Tremonti; "ma quello è proprio un cretino".

Maledetti fuori onda, non rispettano nulla, nemmeno i pensieri più riservati e nascosti. Questa volta a quanto sembra, è toccata a Tremonti, Sacconi e Brunetta. E' oggi notizia di dominio pubblico, spopola su tutti i giornali, tiene banco, fa notizia. E Tremonti che apre i fuochi secondo la stampa, e l'occasione è la presentazione della manovra economica a Roma.  Maurizio - dice - Tremonti rivolto a Sacconi ed al riguardo di Brunetta, "ma hai sentito quello che sta dicendo? Ma è scemo" "Io non lo ascolto neanche" replica il ministro del Welfare. Dal tavolo di governo partono commenti pesanti. "Questo è il tipico intervento suicida, è proprio un cretino" sibila ancora Tremonti. Inutile parlare di rispetto tra colleghi di partito o di governo e neanche di professionalità e capacità politiche. A volte le frequentazioni continue giocano brutti scherzi, ti fanno conoscere lati nascosti, fanno uscire piccole e grandi insofferenze, antipatie più o meno grandi. Ogni buon psicologo in fondo lo sa. Su quanto dichiarato nessuno di noi comunque ci vuole mettere becco, certo ora è tutto di dominio pubblico, noi ne prendiamo semplicemente atto, queste cose non le grida la gente in fondo, lo dicono loro.

Lettera ad un partito di governo da una sua elettrice di opposizione.

Solo alcuni stralci di una lettera al Direttore di un quotidiano di partito, uno come tanti. L'argomento ? la recente manovra finanziaria. L'autrice ? Una lettrice media di quel quotidiano, e che a scanso d'equivoci si presenta subito. Naturalmente la lettera ha successo, ed è seguitissima su quel giornale. Chi è l'autrice? senza fronzoli nè enfasi lo dice lei: una qualunque,

"Una che ne ha i coglioni pieni!!!!   Ci manca solo   DI NUOVO    la tassa sulla sanità , Bravi!!!! Perché una persona come me già è ammalata! deve anche pagare la tassa sui farmaci, che di certo non  prendo perché mi piacciono!!!, MA PERCHE’ MI SERVONO PER VIVERE, IDEM PER LE VISITE!!!!!!    l’aumento dell’IVA  che paghiamo sempre e ancora noi     noi poveri che viviamo con mille euro al mese .

TASSARE LE TRANSAZIONI FINANZIARIE: dei soldi che i lavoratori dipendenti hanno risparmiato con tanta fatica     E GIA’ TASSATE,     è il massimo!!!!

L’AUMENTO DELLA BENZINA!!   ANCORA!!!!   ..Tacere bisognava andare avanti…..!!!..... il Piave mormorò:    paga o in macchina te ve nò!!!!!!! Ritorniamo agli anni 30-40 quando i nostri genitori per andare al lavoro andavano con la bici e si facevano 30 KM all’andata e 30 KM al ritorno per poter lavorare!!  La stessa storia succede da tanti anni come diceva una vecchia canzone “se non vuoi andare ai piedi prendi l’asino!!”       BEL PROGRESSO!!!   ANNO 2011  ODISSEA NEL DISASTRO!!!INVECE IL TAGLIO INDENNITA’MINISTRI E SOTTOMINISTRI??? MACCHE’ ANZI IL sig. CALDEROLI,   LI VOLE AUMENTARE  perché poverini prendono poco……BRAVO!! certo  NON MILLE ERO AL MESE!!!   VERO!!!!    Perché uno che lavora per lo stato deve prendere     NON    come un   OPERAIO .   che diavolo! loro lavorano qualche ora al giorno  (soprattutto alla sera)….hanno tutto spesato anche le auto e autisti!!!!!!     LE AUTO BLU VANNO TOLTE !!!! non  diminuire le cilindrate!!!!! Con i soldi che prendete pagatevi i viaggi come i poveri mortali che lavorano,, non per lo stato!!!! Volete l’autista Pagatevelo!!!!
LA STRETTA DELLE PENSIONI -   PERCHE’ NON PER LE PENSIONI CHE SUPERANO I 3,000 euro? ha ragione VENDOLA “TOCCATE IL PATRIMONIALE DEI POVERI!!  “Detto da ME CHE HA RAGIONE VENDOLA è IL COLMO!! VE LO ASSICURO!INVECE IL TAGLIO INDENNITA’MINISTRI E SOTTOMINISTRI??? MACCHE’ ANZI IL sig. CALDEROLI,   LI VOLE AUMENTARE  perché poverini prendono poco……BRAVO!! certo  NON MILLE ERO AL MESE!!!   VERO!!!!    Perché uno che lavora per lo stato deve prendere     NON    come un   OPERAIO .   che diavolo! loro lavorano qualche ora al giorno  (soprattutto alla sera)….hanno tutto spesato anche le auto e autisti!!!!!!     LE AUTO BLU VANNO TOLTE !!!! non  diminuire le cilindrate!!!!! Con i soldi che prendete pagatevi i viaggi come i poveri mortali che lavorano,, non per lo stato!!!! Volete l’autista Pagatevelo!!!!
LA STRETTA DELLE PENSIONI -   PERCHE’ NON PER LE PENSIONI CHE SUPERANO I 3,000 euro? ha ragione VENDOLA “TOCCATE IL PATRIMONIALE DEI POVERI!!  “Detto da ME CHE HA RAGIONE VENDOLA è IL COLMO!! VE LO ASSICURO!ADESSO BASTA MI SONO ROTTA……….. ho ascoltato in TV  il discorso che BOSSI ha fatto , non ha detto NIENTE!!!! Il nulla…….ANZI      UNA MEDA DE BALL !!!!   !La dimostrazione è che avete di nuovo tassato la povera gente,     che della sanità ha bisogno,!!!!!!!   pensate davvero che siamo così coglioni da non vedere!!!!      Il salame ci piace ma non  sugli occhi!!!!l       ALTRA DELUSIONE CALDEROLI!!! A parole ne dice tante, Forse troppo ( vedi le c..ate   che dice su NAPOLI  mitra- lanciafiamme ecc…….)    sta  a ca’ tua che le mei!!!Poi sentiamo i soldi che prendete VOI e TUTTO quello che ruota  intorno a VOI, (portaborse, parlamentari, statali,  segretari auto blu, ecc.)  la domanda è: NON C’E’ UN POSTO ANCHE PER ME!!!!! MI ACCONTENTO ANCHE DI POCO MAGARI UNA BADANTE  che mi aiuti a fare quello che i medici mi chiedono di non fare più da anni se voglio salvarmi la salute ,            ma come faccio chi PAGA!!!!!!
Vi siete bloccati gli stipendi milionari che prendete!!!   NO!  devo ridere  ??? PERCHE’  NON VI SIETE AUTOTASSATI (DIMINUITI) GLI STIPENDI (per voi 10-20 EURO al mese  non sono niente--- così avremmo risolto il problema sanità – senza tassare la povera gente!!!!!!!! NON MI SEMBRA UN’ESAGERAZIONE!!!!!!!per voi!!!!! MA no!, non si può!!!!!!  E allora con chi ve la prendete con noi!!!!! TANTO I COGLIONI PAGANO SEMPRE!!!!

AVETE RITOCCATO LE NOSTRE PENSIONI!!!! Chissà chi come mè sta rinconcorrendo da anni la pensione (iniziato a lovorare a 15 anni , prima avrei dovuto andare in pensioni con  35, poi, con 40),  adesso?? quando potrà andare in pensione    BOH????

PERCHE’ ANCHE VOI NON ANDATE IN  PENSIONE CON 40 ANNI DI SERVIZIO????    E   CON UNA PENSIONE DECENTE NON MILIONARIA!!!!!!       MA CERTO TANTOI CI SONO I COGLIONI CHE DEVONO LAVORARE 40 ANNI  (e oltre)     e POI CI SONO I GIOVANI A CASA CHE NON TROVANO LAVORO,     MA CERTO TANTO SONO I NOSTRI RAGAZZI ,          non i VOSTRI       loro il lovoro lo trovano di sicuro !!!!!!

TOGLIETE LE BABY PENSIONI CHE AVETE DATO ANCHE A CHI HA LAVORATO ANCHE SOLO UN GIORNO IN PARLAMENTO E SI BECCA 3.500 EURO AL MESE!!!!!  O gli Statali che sono andati in pensione con 19 anni di servizio!!! Tutto  sparito     E’ UNA VERGOGNA!!!!!

PARLATE DI FEDERALISMO…. MA CHE CA…VOLO E’!!!    o per lo meno dov’è … a chi serve……. A cosa serve ….. IL FEDERALISMO!!!!    QUELLO SCONOSCIUTO!!!!!
PARLATE sempre di tanti soldi ,  che mi viene da ridere per non piangere , QUANTO MAI UN OPERAIO HA MAI VISTO TANTI SOLDI  andando al lavoro!!!!!  MAI!!!!!!!
PERCHE’ C’E’ COSI’ TANTO DIVARIO TRA I VOSTRI STIPENDI (deputati, statali, calciatori, operatori TV, giornalisti, dirigenti, ecc….) E QUELLI DEGLI OPERAI?????    COSA FATE DI PIU’ DI UN OPERAIO? - LAVORATE   –    E ALLORA!!!          ANCHE NOI!!!!!!!!!."

la lettera continua e questo è solo uno stralcio quello che a me è sembrato più significativo. Naturalmente mi chiederete perchè ? Perchè la lettera è di una elettrice delle Lega e la stessa lettera è pubblicata sulla Padania, il quotidiano leghista. Certo io ho tralasciato parte delle critiche e dei richiami al partito, erano quelli che fanno riferimento al sud. Qui l'animo leghista non fa sconti per principio. Qui il qualunquismo impera comunque, è radicato, si unisce anche ad un po' di razzismo, e la vince su tutto, o almeno ci prova. Inutile parlare di intelligenza, di ragione e di fatti. Quello che conta è il pregiudizio, molto radicato in certi ambienti del nord, ma diffcile da scalzare, sopratutto  ora, vedendo ad esempio com'è ridotta Napoli. Certo si potrà concludere che tutta la lettera in fondo è scontata e che se di qualunquismo si parla , questo è generale, ribolle sotto pelle, esce da ogni poro. Ma anche il qualunquismo rischia di  diventare mentalità comune quando si estende da Nord a Sud, ed è condiviso, per tanta parte, da milioni di cittadini. E questa lettera , qualunquista quanto si vuole, becera per molti aspetti, scontata quanto basta, trasuda però rabbie e sentimenti che sono molto, troppo diffusi.

 

mercoledì 6 luglio 2011

Sul salva Fininvest battono in ritirata.

Non finirà mai di stupirci questo governo. Hanno fatto giornate intere di discussione sulla manovra, ore e ore per vagliarne il testo, hanno dichiarato che c'era l'accordo su tutto, e poi si scopre che neanche sapevano quello che c'era scritto. O sono proprio tonti o ci marciano alla grande. In entrambi i casi andrebbero mandati a casa di corsa, per evitarci guai peggiori. Bossi ha iniziato per primo, e già, la Lega è sempre attenta e pronta. Ancora non si conosceva alla perfezione il testo della manovra, ma tutti già  sapevano che si sarebbero toccate le pensioni. E il Senatur, bello bello, come se niente fosse, rilascia la dichiarazione che le pensioni non si toccano. La stanchezza si sa gioca brutti scherzi , e forse nelle defatiganti sedute del Consiglio dei Ministri , il Senatur si era lasciato prendere un po' dal sonno, una leggera pennichella proprio nell'attimo decisivo, gli aveva fatto sfuggire qualche provvedimento.  Nulla di grave per amor del cielo, un colpo di sonno capita anche al Premier, è capitato più di una volta anche a Brunetta, e i gionalisti rossi ne hanno, con cattiveria, immortalato le immagini. Ma poi si è scoperto che quello di Bossi non era che l'inizio. Guarda caso nella manovra si era inserito un codicillo che i soliti smaliziati hanno definito "salva Fininvest". Anche qui nessuno sapeva, nessuno ne era a conoscenza. Tutti a giurare, e qualcuno a spergiurare. Be, ora si è saputo che per togliere tutti d'impiccio, il Cavaliere ha ritirato il provvedimento. Dicono sia stata una scelta volontaria, un atto di responsabilità estremo. Certo, una qualche spintarella il Cavaliere l'ha ricevuta, dicono che nella scelta sia stato di certo aiutato dal Capo dello Stato, che a quanto pare non voleva firmare la norma, e anche dalla contrarietà e dalla rabbia degli italiani, che rischiava di esplodere. Ma si sa, quello che conta sono i risultati. A dire il vero Berlusconi non sembra molto convinto, infatti afferma ancora che per lui la norma era giusta. E ci mancherebbe, per lui lo era di certo, sembrava fatta proprio su misura, più giusta di così, a pochi giorni dal verdetto, proprio non poteva esserlo. Ora, a quanto pare, la norma salva Fininvest non c'è più, gli italiani questa volta hanno vigilato, hanno fatto squillare alte le loro trombe per dare la sveglia.  Il primo squillo è partito proprio dall'alto di quel colle, il Quirinale, e via via gli italiani gli sono andati dietro. Al Premier ed alla maggioranza, ancora non si sà se tutta intera, non è restato altro che battere in ritirata. Oddio, a dire il vero, anche questa è stata anche un po' scomposta, e avrà anche qualche strascico, ma ciò, ultimamente, capita spesso in questa maggioranza.


martedì 5 luglio 2011

Governo : Manovra Finanziaria ? E' come la giustizia, non è uguale per tutti.

Non c'è niente da fare , ci prendono proprio per fessi o per cretini. La Prova ?  Proprio quelle quattro righe inserite al ventitreesimo comma del trentasettesimo articolo, sotto il genericissimo nome di  "Disposizioni per l’efficienza del sistema giudiziario e la celere definizione delle controversie", spunta un codicillo salvaFininvest  che sembra, e diciamo sembra, che diamine, nessuno in Italia sospetterebbe che il nostro Presidente del Consiglio possa pretendere leggi e trattamenti finaziari costruiti ad personam o ad aziendam. Di certo però è evidente per tutti che con quelle quattro righe al nostro Premier si permetterebbe di non pagare, in caso di condanna anche in appello, la maximulta da 750 milioni di euro a beneficio di Carlo De Benedetti.  Di certo sarà un caso fortuito, che ne so, una piccola norma fatta solo per  i pensionati od i precari, che guarda caso si attaglia anche a Berlusconi. Se sembra costruita apposta su sua misura, se sembra una camicia perfetta, lo è solo casualmente, non ce n'erano le intenzioni, è stato un sarto casuale che ci ha messo le mani.  E' persino un peccato ora che tutti cadano dalle nuvole, anche a Palazzo Chigi. A molti piacerebbe sapere e conoscere il nome di quel fantastico sarto, di quel genio della finanza, di quel fine tessitore. Nulla da fare, bocche cucite e smentite a non finire. Se quindi si taglia su tutti o quasi, di certo sui pensionati  e anche sugli statali qualcuno finalmente ha il suo tornaconto in questa manovra, e che tornaconto, a molti girerebbe la testa, a tanti di certo girano le palle. Chi se ne frega dei precari o dei disoccupati , non fanno reddito o lo danno scarso, e poi tanti lavorano in nero. Per loro nessun codicillo, ma qui con quel codicillo si parla di ben 750 milioni di euro, e non sono bruscolini. Forse ne valgono la pena, forse per quelli ci si può anche perdere la faccia, o la reputazione o la credibilità. Ma tranquilli il nostro Premier  non lo farà, vedrete che quella norma verrà subito cancellata , non appena anche i suoi consiglieri la leggeranno. Lui Berlusconi è lì al Governo, non per  suo interesse, ma per il bene degli Italiani. Tra l'altro non è ancora passata una settimana da che in molti in casa sua hanno dichiarato che il Pdl deve diventare il partito degli onesti. Quale occasione migliore di questa per cominciare, per non dare brutte impressioni, per far capire che i sacrifici devono essere ripartiti  tra tutti, anche tra i più ricchi, anche tra i ministri e perchè no anche per il Presidente del Consiglio. Abbiano fiducia gli italiani, anche se a volte vacilla, anche se sempre più spesso il nostro Premier scivola su bucce di banana che si getta da solo davanti ai piedi, anche se spesso dà l'impressione di  "tentarla", come dire se va bene è fatta, alla faccia di chi mi vuol male. Ancora una volta spunteranno i comunisti che criticheranno, che fomentaranno  l'odio sociale e parleranno di disparità, e poi arriveranno le toghe rosse, ma in fondo qui si tratta solo di 750 milioni di euro, a fronte di una manovra complessiva di  più di 40 miliardi, che mai potranno dire, o provare ?  Smettiamola di pensare male, ora che non c'è più nemmeno Alfano a costruire e volere leggi su misura per il Premier. Decidiamoci una buona volta a lasciarlo lavorare in pace, possibile non si riesca vedere come lavora sempre per noi e per il paese, trascurando persino la famiglia ed i suoi interessi ?


lunedì 4 luglio 2011

Scontri in val di Susa, io sto con Napolitano e non con Grillo.

Non si può tacere, non si può non puntualizzare. Quanto sta accadendo in Val di Susa non è accettabile. Legittima ogni protesta e ogni posizione, sia essa favorevole o contraria, ma la protesta deve essere sempre civile, e sopratutto non ha mai bisogno di eroi, ma solo di manifestanti. Bene ha fatto quindi  il Presdiente della Repubblica a condannare gli scontri.  "Quel che è accaduto in Val di Susa, per responsabilità di gruppi addestrati a pratiche di violenza eversiva, sollecita tutte le isituzioni e le componenti politiche democratiche a ribadire la più netta condanna, e le forze dello Stato a vigilare e intervenire ancora con la massima fermezza", ha detto il capo dello Stato. "Non si può tollerare che a legittime manifestazioni di dissenso cui partecipino pacificamente cittadini e famiglie si sovrappongano, provenienti dal di fuori, squadre militarizzate per condurre inaudite azioni aggressive contro i reparti di polizia chiamati a far rispettare la legge".  Si deve ancora essere in grado di distinguere tra un treno ed una rete ferroviaria e le prove di regime o la dittatura. Ancora ci devono essere dei pesi e delle misure, anche nelle idee e nelle parole. Maroni come ministro dell'interno ha inviato le forze dell'ordine a difesa dei cantieri, peccato che anche lui fino a ieri predicasse che in casa propria ognuno è padrone e lì ha il diritto di fare ciò che vuole. Beata coerenza, visto che non si può parlare da tempo di gioventù. Ma un conto è la critica,  altro cosa sono la violenza e la rivolta. Se si accusa Berlusconi di populismo, come non sentire, anche in qualche angolo di casa nostra, e su un altro fronte, gli stessi toni , sia pure per argomenti diversi. Proprio non ci voleva  quel benedetto o maledetto Grillo, dipende da che pulpito lo si guardi, a predicare che lì in Val di Susa, in mezzo a quegli scontri e tra quei feriti, ci sono degli eroi. Non ci servono gli eroi, Grillo, già ci bastano quelli che abbiamo avuto, nessuno ne vuole altri. Ci accontentiamo di gente normale, laborisoa, onesta, con una testa sulle spalle, che si confronta e che democraticamnte decide. Già abbiamo sentito Berlusconi pochi giorni fa, mentre si proclamava Santo assieme al suo governo. Questo ci è bastato, sia per populismo che per retorica.  E visto che ci accontentiamo della nausea, vorremmo almeno salvarci dal voltastomaco.  No, quel Grillo in val di Susa proprio non ci voleva. Ritorni per favore a predicare nelle piazze, contro il governo, come e quando vuole, è li che si raccoglie il consenso del paese, con le parole e con le idee. Non si lasci prendere, nè la mano nè la testa. Su  tante questioni, in molti sono con lui. Ma in Val di Susa vogliono costruire una rete ferroviaria, non si può per questo fare una rivoluzione. Fino a quel punto non lo seguiremo. Preferiamo il comico a questo politico. 

sabato 2 luglio 2011

Alfano , l'Angelino di Berlusconi.

Nulla di nuovo sotto il sole della politica dicono gli esperti. Nulla di nuovo o di eclatante nemmeno nel Pdl, nonostante la nomina di Alfano a Segretario. Nomina su cui molto ci sarebbe da dire. Non si è mai visto infatti in nessun paese democratico al mondo che il segretario di un partito politico venisse eletto con un semplice applauso. Accade in Corea del nord, accadeva in Russia e nei paesi comunisti. Vuoi vedere che a forza di parlare di comunisti se ne sono prese le abitudini. E che dire poi di un'elezione in cui c'è un solo candidato e in cui, all'unico contrario, si chiedono subito le generalità. Nulla di buono certo. Alfano ha già al suo attivo il fatto di essere stato uno dei peggiori ministri della giustizia della Repubblica italiana, l'arteficie nonchè sostenitore del principio che la giustizia non è uguale per tutti, l'uomo delle leggi ad personam per il premier. Come segretario lo dobbiamo ancora vedere, di certo ha cominciato male, i suoi sono difetti culturali e caratteriali.  Nei resoconti televisivi non lo si è mai visto rivolgersi alla platea, parlare agli italiani, agli elettori, al paese. Il suo è stato un colloquio tra lui e Berlusconi, e del premier  ha tessuto le lodi smodate. E' riuscito Alfano a farci sentire tutta la sua piaggieria, a farcela toccare con mano, il suo senso di inferiorità nei confronti del Cavaliere riempiva l'aula , si tagliava davvero a fette nell'aria, era stamapato nei suoi sottomessi sorrisi di compiacimento. Un perfetto "yes man" si direbbe," l'Angelino"  protettore di Berlusconi, prima brandiva la spada della giustizia, ora protegge le spalle di Silvio. Tra le  novità sentite "ha troneggiato" la dichiarazione che Berlusconi sarà il portabandiera e il candidato nelle prossime elezioni. Tra i programmi da realizzare al più presto, guarda caso sono rispuntate la vecchia riforma delle giustizia e una legge sulle intercettazioni. In pratica non si è ben capito se questa voleva essere, almeno nelle intenzioni, la nascita di un nuovo Pdl , o la morte, l'atto finale, il gesto ecumenico d'estrema unzione di un vecchio partito, di un partito che non è mai riuscito ad essere tale, che è nato dal nulla e che nel nulla sta rientrando e sprofondando.      

venerdì 1 luglio 2011

il Governatore ? naturalmente si sceglie per preparazione, competenza ed esperienza, non per amicizia.

Naturalmente quanto prima si dovrà sostituire Mario Draghi alla guida di Bankitalia, lo esigono non solo la situazione  economica internazionale ma anche i mercati. L'operazione poteva e doveva già essere conclusa da tempo, l'uscita di Draghi non è stata  improvvisa, era risaputa, ricercata ed attesa. Ma ancora una volta la politica, o meglio la cattiva politica ha fatto sentire e fa tuttora sentire i suoi nefandi effetti. E' evidente come  la scelta di un qualsiasi  Governatore di Bankitalia debba avvenire nel più rigoroso rispetto di alcune regole e qualità essenziali, per prima cosa va salvaguardata l'autonomia di Bankitalia, poi la scelta del governatore deve assicurare capacità professionali, competenza, esperienza ed onestà. Tutte doti essenziali ed indispensabili che non possono essere sostituite dall'appartenenza ad uno schieramento piuttosto che un altro, da simpatie politiche, o peggio ancora da vincoli di amicizia e interessi personali. Vorremmo non fossero vere le notizie di stampa che parlano di un vero e proprio braccio di ferro tra il Governo e l'attuale vertice di via Nazionale. Purtroppo però, a quanto sembra, le notizie diffuse hanno qualche fondamento. Ieri è intervenuto nel merito persino il Capo dello Stato. Napolitano ha ricordato, con una nota durissima, come vada garantito nel nomina del governatore, il rispetto delle procedure, l'assenza di ingerenze politiche, e la salvaguardia dell'autorità e del prestigio di Bankitalia. Se anche il Presidente della Repubblica ha sentito il dovere e l'obbligo di intervenire, stabilendo alcuni confini, è perchè un qualche limite si era già superato. Come sempre il lupo perde il pelo ma mai i vizi, non vorremmo che per salvare questi, anche in questo caso, si perdessero di vista gli interessi del paese e dei cittadini, proprio per questo ci affidiamo fiduciosi al Capo dello Stato.