martedì 14 giugno 2011

Referendum: vincitori e vinti, veri e falsi.

E' strano questo referendum, non solo perchè ha raggiunto finalmente , dopo 16 anni  di attesa, il quorum. E' strano anche perchè ha saputo, strada facendo, convincere i dubbiosi e anche gli iniziali contrari. Chi ha vinto allora e chi ha perso davvero questa volta ? Anche qui i contorni sono indefiniti, e vedrete come sfumeranno le singole posizioni con il tempo. Inizialmente hanno esultato i vari comitati promotori, poi Di Pietro, Bersani ed il Pd, i Grillini, l'UDC assieme all'intero terzo polo. Tutti vincitori, ed in parte è anche vero, sia pure con diversi ruoli e responsabilità. Fin qui nulla di male, lo strano invece comincia quando qualcuno, che si pensava sconfitto, dichiara però di aver vinto anche lui. Paolo Romani ad esempio. In una intervista alla Stampa il Minsitro ha dichiarato che i risultati non sono stati una batosta per il suo partito, visto che il quorum si è raggiunto grazie anche alla partecipazione convinta degli elettori del Pdl. Sarà anche vero, ma Romani si è scordato di aggiungere che questi elettori hanno deciso non ascoltando di certo i  suoi consigli, o quelli del partito e del premier, visto che questi al contrario li sollecitavano ad imitarli, ad andare al mare mentre gli italiani votavano, o comunque a disertare, visto che era inutile votare. E che dire della Santanchè che addirittura  ha dichiarato che “Se il referendum passa vuol dire che il paese è con noi. Il risultato secondo lei confermerebbe "la tendenza ad una contrarietà al nucleare, e l'allineamento alle scelte governative". Come si vede la faccia tosta non manca, e anche la malafede. Gli unici che tacciono e non parlano a sproposito ?  gli italiani e gli elettori che questa volta hanno vinto per davvero, in barba a Berlusconi, in barba alla Lega e a Bossi, non solo contro il nucleare o contro la privatizzazzione dell'acqua ma anche contro il principio che qualcuno possa essere diverso di fronte alla legge. Questa volta gli italiani hanno detto chiaro e tondo che ne hanno le scatole piene di questo governo e di questa classe dirigente, delle sue piccole e squallide furberie, esercitate anche in questo referendum. Che non vogliono più sentirsi raccontare storie e storielle magari per fargli chiudere gli occhi o addormentarsi, o distoglierli dai loro reali problemi. Questa volta il messaggio è chiaro, anche se qualcuno non ha capito. Ora è giunto davvero il momento di cambiare, di  voltare pagina, il vento spira in altre direzioni e gli italiani hanno steso le vele, pronti a navigare in mare aperto, se solo qualcuno saprà guidarli sulla retta via.

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