giovedì 19 maggio 2011

Berlusconi il comunicatore è rimasto senza voce.

Non l'avessi visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie ancora fatigherei a crederlo. Da che sono apparse le prime proiezioni elettorali lunedì , non si sono più avute notizie di Berlusconi. Il premier sembra svanito nel nulla , finite le sue tremende battaglie contro ogni mulino a vento che agitasse o meno le sue pale. E' pausa piatta su tutti i fronti, il vento del nord sembra aver cambiato direzione. Il Cavaliere abituato alle battaglie,  l'uomo di spettacolo uso ai riflettori, il comunicatore per eccellenza , ad ascoltare i suoi sostenitori, ha perso la voce, non comunica più. Dapprima si era detto aspettasse i risultati definitivi, poi si era detto avrebbe parlato il giorno successivo . Siamo a mercoledì e ancora i suoi elettori , sia pure in calo, non hanno ancora saputo quale sia il suo pensiero, quali le sue valutazioni , o i programmi futuri. Il Pdl sembra una nave senza nocchiero, in balia dei flutti che lo colpiscono a destra ed a manca. Chi invece sta con i piedi per terra da tempo , si gusta questo inusitato silenzio. Finalmente dopo la sonora sconfitta, dopo il clamoroso schiaffo dato in faccia proprio al cavaliere, si sono abbassati i toni. Non ci sono più toghe rosse in circolazione. Anche i comunisti cominciano a scemare nell'immaginario collettivo. Sembrerebbe a volte , riuscissero a tacere anche alcuni colonnelli, di essere in un paese quasi normale. Che il Cavaliere invece di meditare sulla sconfitta e di leccarsi le ferite, stia invece oliando le armi e le corazze in attesa della battaglia finale ? Poco probabile . Plausibile invece , vista anche l'età, che possa pensare al suo declino, immaginarsi una qualche solitaria isola simile a Sant'Elena , che allieti in qualche modo un dorato esilio.  O forse, e più banalmente  invece, il grande comunicatore s'è accorto che il suo disco si è rotto, inceppato di colpo e non funziona più. Oppure si è accorto finalmente anche lui , sia pure in ritardo , che gli italiani sono stanchi di credere alle favole, ai lupi cattivi ed agli orchi, così come ai gatti ed alle volpi che popolano da  tempo questo strano e vecchio paese, rendedolo sempre peggiore. Ora forse gli italiani non hanno più intenzione ,  nè voglia , di ascoltare  banali o stupide storie, sciocche barzellette, perchè di colpo si sono resi conto che così non si poteva continuare ed era giunta finalmente l'ora di cambiare, voltare pagina, e toccato il fondo , con il vento in poppa, ricominciare.

Nessun commento: