martedì 10 maggio 2011

Berlusconi e quella stretta via che potrebbe portarlo al Quirinale.

Fervono gli ultimi discorsi e si sprecano gli ultimi appelli di una campagna elettorale che è oramai andata fuori tono. Si avvicina l'ora x  , e non solo per i vari candidati di questa tornata amministrativa. Queste elezioni  sono state infatti caricate di enormi, e a volte eccessive, aspettative. Lo ha capito dall'inizio Berlusconi che approfitta di ogni occasione per chiamare a raccolta, in ogni occasione e con sempre più forza, il suo elettorato. Il Premier  è riuscito persino ad approfittare del  famoso "processo del lunedi" , della sua "chiamata" settimanale al palazzo di giustizia di Milano,  in funzione propagandistica elettorale. Si è ritagliato persino questo spazio per cercare di rinserrare le fila sfilacciate del suo partito.  Lo ha capito anche Bossi, che a proprosito del voto di Milano si è lasciato scappare, volontariamante,  la dichiarazione che lì "corre" Berlusconi , se vince ne sarà riconosciuto il suo merito, ma se perde ne dovrà subire le conseguenze. Ora lo scenario è facilmente intuibile. E' infatti certo è di già nell'aria , oltre che nei distinuguo sempre più frequenti di Bossi, che una sconfitta elettorale della maggioranza segnerebbe di certo la fine politica del Premier. Ma se il premier e la maggioranza dovessero mantenere o addirittura aumentare i consensi, sopratutto nelle grandi città, ne uscirebbe rinsaldata la maggioranza e anche Berlusconi . E proprio questo, con l'appoggio di Bossi , potrebbe arrivare tranquillo alla fine della legislatura e trovarsi così spianata quella , per ora strettissima via , che lo potrebbe portare dritto al Quirinale.  Non è un caso se Bersani ha già lanciato qualche avvertimento e se Fini , immaginando le conseguenze di un Berlusconi presidente della Repubblica, ha parlato di prospettiva da incubo. Proprio questo prevedibile ed imminente scenario "apocalittico" , dovrebbe servire a rinserrare le fila delle opposizioni ,oltre che indirizzare e convincere quanti tra gli elettorali , sempre più numerosi , nutrono scarssima stima nei confronti di  Berlusconi. Tra questi l'astensionismo non avrebbe proprio alcun senso.   

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