martedì 31 maggio 2011

Pdl e Lega c'hanno messo la faccia ora sono gonfi.

Hanno voluto metterci la faccia in queste elezioni, lo aveva detto chiaro e forte Berlusconi. Ora quelle facce sono doloranti dalle sberle ricevute, tanto che i pochi che ancora parlano danno l'impressione di essere alquanto rintronati.  Sarà il vento che cambia direzione, sarà forse che soffia proprio forte e pungente anche al nord , di sicuro sono molte le cose che sono state spazzate via. E' finita un'epoca di certo , si sgretola di colpo il berlusconismo come modo di fare politica, come stile di vita. Ci si augura finiscano le arroganze e la volgarità che spesso lo hanno accompagnato , diventandone  a volte lo stesso substrato, l'essenza più profonda. Tenteranno di dare la colpa ai candidati, alla Moratti come a Lettieri , senza accorgersi ,o facendo semplicemente finta di non vedere, che questo è un crollo , non una semplice sconfitta , e che questo non basta a spiegarne l'estensione.  E' una vera disfatta, un disastro, una Caporetto, uno tsunami dalle proporzioni colossali. Vogliamo provare a riassumere ?  Tralasciamo Milano che sembrava già persa in partenza , però poi ci si è trovati anche senza la provincia di Mantova, e poi  Novara, la città di Cota, che era quasi una bandiera. Ma poi ecco ancora Domodossola, dove era andato persino Bossi a sostenere il candidato leghista, e poi Nerviano, Rho,Trecate, Malnate, Desio. E  poi ancora Trieste, quasi sempre città della destra. Se ne è andato persino Oderzo, in provincia di  Treviso , e dulcis in fundo  , come un ciliegino sulla torta , è caduta persino Arcore , forse a seguito delle sue feste. Se al  Nord piangono sia il Pdl che la  Lega , non è che al Sud possano sorridere o abbozzare. Cade Napoli, ma anche Cagliari.  Basterà minimizzare e dire che si sono sbagliati candidati ? di certo no, basterà dire che si deve rilanciare l'alleanza e la compagine governativa ? Neanche a parlarne. Questa maggioranza è finita , è ora di accorgersene e di tirare le somme, non ha più nulla da dire al paese che a sua volta non crede più alle favole . Berlusconi farebbe bene a lasciare prima che per lui diventi troppo tardi e lo sia anche per il paese. L'amicizia con Bossi , lui dice, è salda , ma se Bossi e la Lega non vogliano affondare con Silvio è bene riflettano e si lecchino le ferite in fretta. Il  Senatur era solito dire che si dovevano realizzare i programmi ed il federalismo , se non si volevano prendere "cachi in testa dal popolo lombardo". Ora ci si salva solo perchè i cachi maturano in autunno. Nessuno si illuda che Berlusconi capisca. Basta ascoltare le sue dichiarazioni, compiange Milano e Napoli , quando dovrebbe compiangere solo se stesso. Prenda atto il Cavaliere , che il feeling con gli elettori è finito, e che per lui  non è più giorno. Se ne dovrebbe accorgere anche Bossi che oramai si è al crepuscolo, e che poi arriverà inesorabile il buio della notte. Ci si prepari, magari con una nuova legge elettorale , e poi si corra al voto , visto che così non si potrà andare avanti , non si regge con un Pdl che implode, con dei "responsabili" sempre più esigenti, con degli elettori sempre più incazzati , e tra l'altro in piena crisi economica  senza vederne ancora una via d'uscita.  faccvia presto la Lega così non si reggerà ancora per molto. A meno che Bossi  e la Lega non ci trovi gusto  oppure riesca ad adattarsi  e  rassegnarsi a questo nuovo ruolo.... quello della "faccia da schiaffi".  

lunedì 30 maggio 2011

Solo per non dimenticare , tutte le "cavolate" del Presidente.

Ancora poche ora e poi finalmente sapremo i risultati del voto a Milano e Napoli. Berlusconi potrà sgolarsi fin che vuole nel dire che in fondo queste sono solo elezioni amministrative e comunque vadano lui non ha alcuna intenzione di dimettersi. E' chiaro a tutti al contrario , e lo è anche per lo stesso Cavaliere, che questi risultati elettorali avranno una notevole valenza politica e che da queste dipenderà proprio l'avvenire dell'attuale maggioranza , ma anche il futuro del Premier.  Bisognerà infatti vedere come reagirà la Lega , di fronte a quella che sembra oramai un'inevitabile disfatta. Disposti i Leghisti  a dissanguarsi e perdere voti per  la bella faccia inceronata del Cavaliere ? .  Giudicando esternamente si ha la netta impressione che nè il Cavaliere, nè la maggioranza ,reggeranno alla caduta di Milano e di Napoli. Che la fine sia nell'aria e spiri un vento nuovo è risaputo , bastava davvero guardare in questi giorni i volti tesi e depressi  di  Berlusconi, della Moratti o di Bossi.  Il lro era il classico il volto deluso degli sconfitti, dei perdenti.  Ancora poco tempo quindi , solo poche ore, e poi ci sarà tempo e modo di sperare che qualcosa cambi, che il paese cambi , che la politica cambi. Nel frattempo, quasi a consolarci e tanto per fugare ogni dubbio, ripensiamo al tempo trascorso, alle tante promesse non mantenute, agli attacchi insensati alle istituzoni, ai giudici, all'improvvisazione politica, e perchè no , al bunga bunga ed ai tanti processi incompiuti. Se ancora c'è qualche dubbio pensiamo alle indecenti battute , alla scarsa considerazione di cui godiamo nel mondo per colpe non nostre. Pensiamo alle tante affermazioni  del premier , non ultima quelle ad Obama basito, pensiamo ad alcuni suoi gesti , alle figure indecorose in tanti sedi ufficiali italiane o straniere, pensiamo alle tante "cavolate" (è l'educazione che ce lo impone) che abbiamo sentito dire, e poi aspettiamo, aspettiamo oggi ,per sperare e per credere nuovamente in un paese migliore che si è alla fine ravveduto.  Già oggi potrebbe bastare. Poi da domani è un'altro giorno e allora si vedrà.

mercoledì 25 maggio 2011

Sallusti si smarca mentre la nave affonda.

Dicono  che questa volta il Cavaliere abbia avuto un soprassalto e qualcuno giura di averlo sentito esclamare, al pari di Cesare, "quoque tu ...fili mi ." La colpa di tanto turbamento ? L'intervista a Vanity Fair  di Sallusti.  Nessuno è profeta in patria , si è soliti dire, e infatti queste cose difficilmente si troverebbero scritte sul Giornale. Ma Sallusti qualche sassolino evidentemente doveva averlo all'interno delle scarpe. Il primo è di certo l'accusa di "estremismo" che spesso gli è stata lanciata anche all'interno dello stesso Pdl. Il giornalista  lascia capire di non aver mai fatto altro che seguire e sostenere, papale papale, la linea del Cavaliere. E'  stato infatti il Premier che per primo ha paragonato i giudici alle Br, non di certo lui. Sulle elezioni di Milano e sulla candidatura Moratti , Sallusti  si sfoga e riconosce che donna Letizia non vincerà mai , sono mesi che che non incontra in città un elettore di centrodestra che sia disposto ancora a votarla. La verità come si vede , si riconosce  e si rilascia  solo su Vanity Fair e non sul Giornale. E già che ci siamo perchè non dire anche qualche cosa sulla questione morale di cui di solito si parla sommessamente nel centrodestra, con la paura di essere sentiti. Caso Minetti ? Non va oltre Sallusti  ma confessa di giudicarlo "inquitante, adesso sappiamo perchè è andata ad occupare quel posto". Come dire..........E la Ruby ? "Ha lasciato il segno, sopratutto sull'elettorato femminile". Se anche Sallusti , come sembra, si smarca, vuol dire  che l'avventura politica del cavaliere è agli sgoccioli. Quando la nave affonda  anche i mozzi si danno precipitosamente alla fuga. Rimandiamo, per ora ,tutto a lunedì  ,poi cominceremo a sentirne delle belle.

martedì 24 maggio 2011

Leggi ad personam e ministeri in giro per l'Italia, hanno perso il senso della realtà e delle priorità.

L'annuale rapporto Istat presentato in questi giorni evidenzia in maniera sorprendente ed impietosi i problemi ed i mali del nostro paese. Nel decennio 2001-2010 l'Italia è stata l'economia europea cresciuta meno, con un tasso medio annuo pari allo 0,2%, contro l'1,1% degli altri paesi dell'Unione. Il nostro ritmo di crescita , a conti fatti , è stato inferiore di circa la metà a quello medio europeo, e la forbice si è ulteriormente allargata negli ultimi periodi della crisi  e della  attuale ripresa. Nello stesso periodo , nonstante le promesse, si sono persi più di mezzo milioni di posti di lavoro ed i più penalizzati sono stati i giovani. Si conferma altissimo anche il numero di questi, al di sotto dei 30 anni, che non studiano nè lavorano. Sono circa 2,1 milioni.  Dulcis in fondo , perchè oramai si è proprio quasi toccato per davvero, i consumi calano , così come cala anche il risparmio , e in genere quasi una famiglia su 4  si trova per la prima volta ad affrontare il rischio della povertà. Sia pure in un quadro generale drammatico di precarietà e carenza di prospettive, se si disaggregano le statistiche e si osservano i dati del solo sud si hanno risultati ben peggiori.  Ma la freddezza dei dati sia pur mostrando la vastità del fenomeno e l'urgenza degli interventi , non rende veramente giustizia a chi sperimenta sulla propria pelle la crisi. Se solo tutti potessero capire. Ma spesso per capire è necessario soffrire, sperimentare, provare. E mentre i nostri politici ci parlano di giustizia, intendendo con questo solo quella che li interessa personalmente, e non quella sociale, di intercettazioni, di bunga bunga più o meno scherzosi e licenziosi, di toghe rosse, di zingaropoli ,  di trasferimento di ministeri  e di altre amenità, molti altri , più preoccupati , vivono sulla loro pelle il terrore di scivolare piano piano nella povertà, l'angoscia di non riuscire a pagare un mutuo, la durezza della perdita del lavoro, l'ossessione di vedere ogni giorno i propri figli ciondolare tra un sonnacchioso divano ed un bar, spaventosamente vicini a quella depressione da cui non vi sarà più ritorno. Gente senza futuro si è portati a dire ,  costretti a vivere la durezza del presente e con un'intera generazione senza futuro. Ecco ,se solo tutto questo potesse importare ai nostri politici, forse ci sarebbe almeno una speranza in più , e prima o poi anche un qualche risultato. Il fatto sconvolgente e che il rapporto dell’Istat non sembra minimamente interessare alla nostra classe di governo convinta che i problemi dei cittadini siano spesso simili ai loro. Chi non ha più nulla da perdere visto che ha già perso tutto, non può far altro che indignarsi e protestare sperando in una rinascita, dopo aver toccato il fondo , e confidando in un cambiamento vero e profondo. E tutto questo che insegna, a chi sa ascoltarlo , l'odierno rapporto Istat. Ha ragione chi oggi dalla Stampa osservava come dovrebbe essere una" lettura obbligatoria per tutti i nostri politici, per aprire loro gli occhi, per scuoterli, per indicargli le priorità e le ragioni di allarme".

lunedì 23 maggio 2011

La capitale a Milano , è questa l'ultima promessa ai milanesi.

Ora siamo davvero alla frutta , non solo per quanto riguarda la Moratti ma anche per l'intera maggioranza. E' davvero il panico a quanto sembra, un vero terrore che porta a compiere gesti e scelte inconsulte. Addirittura di colpo si cambia programma, dopo aver per anni detto che si introduceva l'ecopass a salvaguardia della salute dei cittadini, di colpo si sopprime per i residenti. Bella mossa davvero. Ma non basta a quanto pare, visto che c'è già chi pensa ad un bel condono anche sulle multe, alla faccia della legalità e della sicurezza tanta sbandierata, ma anche dei precedenti elettori di destra. Evidentemente non è servita a nulla la sconfitta al primo turno, nè i segnali di insofferenza degli elettori. Dall'estremismo verbale, la Moratti passa all'estremismo dei fatti e dei gesti. Di promessa in promessa (ma chissà quale dovrebbe essere il prezzo da pagare) si fa a gara su chi la spara più grossa.  E come avrebbero potuto, a questo punto,  non farsi avanti Bossi e la Lega . Si trasferiranno - dicono loro- alcuni Ministeri al Nord . Peccato che questo annuncio ,da solo , spacchi ancora una volta il Pdl in due. La Polverini e Alemanno infatti preparano le barricate. Cicchitto e Gasparri invece, alla ricerca di un accordo, lasciano presagire che si potrà anche andare avanti  e indietro da Roma e Milano. Eccolo un chiaro esempio di buon senso e di serietà politica se solo si riuscisse a non riderne. Ma Berlusconi , visto che è il Premier  e deve dire l'ultima parola, per tenere tutti uniti promette qualche ministero anche al Sud.  Solo questo ci mancava infatti, per ora. Ma alle elezioni manca ancora una settimana , aspettiamoci di meglio e di più , non solo come misura ma anche per insensatezza. E questo solo per averli puniti al primo turno. Ora , visto che non dimostrano di aver capito il messaggio , e pensano di continuare con i trucchetti e le amenità di questa loro seconda repubblica invece di cambiare completamente rotta, viene la voglia di fare qualche cosa di più. Se solo i Milanesi riuscissero a "tener duro" , già da lunedì , appena insediato Pisapia, si potrebbero trovare, nel piatto della politica , assieme al solito trito risotto, anche la proposta di Milano capitale e chissà, forse anche l'esonero definitivo non solo dalle multe, ma anche dalle tasse. Però attenti milanesi, è facile promettere, ma poi in base alle promesse già fatte , l'Aquila dovrebbe essere ricostruita, Napoli pulito, l'Italia piena di casinò e con un milione di posti di lavoro in più , e in più dovremmo avere le tasse abbassate e quasi sparite.  Milano verrrebbe dopo,  cioè "quando si può e se si può".

venerdì 20 maggio 2011

Pdl e amministrative Milano 2011; la rimonta cui nessuno crede.

E' iniziato il conteggio alla rovescia, meno dieci, nove, otto e così via. Si spera nel miracolo a Milano , si crede nell'impossibile in attesa dei risultati del ballottaggio. Almeno i toni sembrano meno alti. Solo Bossi si lascia sfuggire l'insulto.  "E' matto Pisapia " dirà il Senatur. Salvo poi ripensarci , non è vero, non ho detto che è matto, però votarlo è roba da matti. Come se votare Calderoli o il trota o la Santanchè fosse fare bingo. Ma in tanti nel popolo leghista a tutte ste manfrine ci crede ancora . Ma poi chi è quel fesso che può pensare, e credere per davvero , ad una rimonta a Milano ? Nemmeno i candidati ci credono più . Tra l'altro è già cominciata la caccia ai colpevoli . La vera questione è che nel Pdl , come nella Lega, nessuno sa più che pesci pigliare o che linea seguire per evitare di cadere ancora più in basso nei consensi. E allora via alla propaganda quella che sembra almeno ancora possibile. Poco importa se sono balle su balle, l'importante sarebbe che in fondo qualcuno ci credesse.  Eccole lì belle le affermazioni che possono forse far presa: "Pisapia vuole fare di Milano una zingaropoli" . Argomento vecchio, trito e ritrito , paure ancestrali, sbandierate in ogni elezione ed in ogni piazza. Peccato poi che una volta al governo , il problema dei rom non abbia mai trovato soluzioni miracolose , sia a destra che la sinistra . E poi per una forza politica che  come la Lega governa Milano da quasi 20 anni è ancora possibile parlare di colpe altrui ? Dura mi sa la strada. E poi , per quale mai stravagante motivo i milanesi dovrebbero avere fiducia nella Moratti quando nemmeno i leghisti ce l'hanno mai avuta ?  Ma allora come è possibile convincere i milanesi a turarsi il naso , a bendarsi gli occhi , ed a rivotare per la signora Letizia ? Forse si può tentare qualche altra via, anzi seguire le vecchie. Magari si riesce a far credere che Pisapia vuole costruire la più grande moschea europea proprio a mIlano, oppure che vuole riaprire una miriade di centri sociali, fare di Milano la capitale del vizio. peccato che di tutto questo non ci sia alcuna traccia nel suo programma. Però tutte le vecchie argomentazioni leghiste possono andare bene. Peccato cozzino con la realta. Milano ha già tutto ,anche sotto il governo Moratti, ha una vita notturna difficile, circola droga in abbondanza, vi si trova la mafia , non solo quella italiana, ma persino quella cinese.  Per quanto riguarda le moschee ogni buon frequentatore di Milano sa che in città e dintorni ve ne sono di certo già 7 o 8 , tutte illegali naturalmente, basta solo far finta di non vederle per poter dire che non si vogliono. Ma si sa Bossi e la Lega sono bravi, governano a Roma e anche a MIlano, ma basterebbe sentirli per pensare siano all'opposizione. Dopo 20 anni di sparate, di slogan facili e di propagande indecorose, sarà possibile ancora vendere lo stesso sfruttato prodotto, convincere ancora gli elettori che loro ae non gli altri avrebbero cambiato il mondo a la città se solo avessero potuto. Va bene la fiducia , ma qui si rischia di pretenderla eterna,  senza mai dare risultati.  Come dare torto ai tanti compagni leghisti che ora si sentono traditi  e con nulla in mano. Certo colpa della crisi, colpa della sinistra, di Fini, di Casini e chi più ne ha più ne metta. Ma colpe a parte, quali sono i mirabolanti risultati che fino ad ora si è portato a casa il Nord ? Solo fuffa e chiacchere, qualche legge ad personam per il premier , e qualche posto per i vertici del partito nei tanti consigli di amministrazione disponibili. Basterà tutto questo al popolo leghista ? Non credo. Mi sa  che è  finita la festa, come anche la favola che Bossi e Berlusconi non hanno mai sbagliato le loro mosse. Mai sbagliate fino a che il popolo poteva credere, illudersi, sperare, affidarsi al capo. Ora finalmente la gente ragiona sulle certezze, sui risultati, in pratica qui sono costretti a ragionare sul nulla. La Milano che ha in testa il buon Pisapia è molto meglio di quella che hanno costruito la Moratti , il Pdl e la Lega. Pisapia è un ottimo cittadino, non ha mai subito condanne, e soprattutto è un moderato, a differenza dei suoi avversari politici. La Milano da bere non esiste più , se la sono oramai bevuta tutta. Sciacquiamo un poco il bicchiere e proviamo a cambiamo contenuto. Aspettiamo allora con pazienza questi fatidici dieci giorni , non sono un'eternità,  ma nessuno si illuda nella rimonta o nella vittoria della Moratti . Aspetttiamo quella data solo per vedere se è davvero iniziata la fine, del governo e di Berlusconi,  ma anche di un modo di fare politica, e se finalmente si gira pagina in questo paese.

giovedì 19 maggio 2011

Berlusconi il comunicatore è rimasto senza voce.

Non l'avessi visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie ancora fatigherei a crederlo. Da che sono apparse le prime proiezioni elettorali lunedì , non si sono più avute notizie di Berlusconi. Il premier sembra svanito nel nulla , finite le sue tremende battaglie contro ogni mulino a vento che agitasse o meno le sue pale. E' pausa piatta su tutti i fronti, il vento del nord sembra aver cambiato direzione. Il Cavaliere abituato alle battaglie,  l'uomo di spettacolo uso ai riflettori, il comunicatore per eccellenza , ad ascoltare i suoi sostenitori, ha perso la voce, non comunica più. Dapprima si era detto aspettasse i risultati definitivi, poi si era detto avrebbe parlato il giorno successivo . Siamo a mercoledì e ancora i suoi elettori , sia pure in calo, non hanno ancora saputo quale sia il suo pensiero, quali le sue valutazioni , o i programmi futuri. Il Pdl sembra una nave senza nocchiero, in balia dei flutti che lo colpiscono a destra ed a manca. Chi invece sta con i piedi per terra da tempo , si gusta questo inusitato silenzio. Finalmente dopo la sonora sconfitta, dopo il clamoroso schiaffo dato in faccia proprio al cavaliere, si sono abbassati i toni. Non ci sono più toghe rosse in circolazione. Anche i comunisti cominciano a scemare nell'immaginario collettivo. Sembrerebbe a volte , riuscissero a tacere anche alcuni colonnelli, di essere in un paese quasi normale. Che il Cavaliere invece di meditare sulla sconfitta e di leccarsi le ferite, stia invece oliando le armi e le corazze in attesa della battaglia finale ? Poco probabile . Plausibile invece , vista anche l'età, che possa pensare al suo declino, immaginarsi una qualche solitaria isola simile a Sant'Elena , che allieti in qualche modo un dorato esilio.  O forse, e più banalmente  invece, il grande comunicatore s'è accorto che il suo disco si è rotto, inceppato di colpo e non funziona più. Oppure si è accorto finalmente anche lui , sia pure in ritardo , che gli italiani sono stanchi di credere alle favole, ai lupi cattivi ed agli orchi, così come ai gatti ed alle volpi che popolano da  tempo questo strano e vecchio paese, rendedolo sempre peggiore. Ora forse gli italiani non hanno più intenzione ,  nè voglia , di ascoltare  banali o stupide storie, sciocche barzellette, perchè di colpo si sono resi conto che così non si poteva continuare ed era giunta finalmente l'ora di cambiare, voltare pagina, e toccato il fondo , con il vento in poppa, ricominciare.

mercoledì 18 maggio 2011

Se il governatore Formigoni avesse capito per davvero.

Quando il fiume straripa in tanti , per cercare di evitare il peggio, corrono di solito a rinforzare gli argini. E nel fiume in piena dei cittadini , stanchi di essere soli sudditi , che rischiano di travolgere Berlusconi , la Moratti e l'intera maggioranza, lega compresa , nuota controcorrente anche il governatore della Lombardia Formigoni.   Si presenta in tv  con l'evidente obiettivo di arginare le frane . E' pacato e mellifluo il governatore , indossasse il clergyman ed il collare potrebbe essere un suadente predicatore. Arriva subito al "mea" , anzi al "nostra culpa", dichiara che il voto dei cittadini di Milano è stato un segnale , un messaggio chiaro ed inequivocabile per il governo , per la maggioranza e perchè no, per il governatore stesso e per la città, ma che ora ,"loro",  hanno capito e quindi i cittadini, o meglio gli elettori (solo questi contano in fondo) ritornino sul loro passi, prima che sia troppo tardi (non si capisce bene per chi).  Se però Formigoni  avesse capito davvero, o appena colto, il pensiero degli elettori, anzi meglio, dei cittadini ,  non avrebbe atteso un solo attimo, non per fare il predicozzo pro Moratti e Berlusconi, ma per chiedere , seduta stante,  le dimissioni della Minetti dal Consiglio Regionale. Non perchè questo di fatto possa cambiare ,da sè solo,  la sostanza delle cose. Sarebbe però un primo ed inequivocabile segnale che la politica  può , volendolo, redimersi , ridiventare una cosa seria, mettersi magari al servizio dei cittadini e non essere solo destinata al servizio ed ai capricci dei potenti o dei prepotenti  di turno, non considerarla come una prebenda o una ricompensa per  incoffessati ed inconfessabili servigi già prestati o per raggiungere obiettivi futuri. Se questo non è stato fatto, spiace constatare che ancora una volta nonostante le parole , Formigoni , il Pdl , questa maggioranza, o se preferite la politica in generale non hanno capito nulla del messaggio a loro destinato, non hanno ancora ben colto la sfiducia e la stanchezza dei tanti elettori, e non ci sarà quindi alcun cambiamento, questo nonostante le parole e le promesse. 


martedì 17 maggio 2011

Amministrative: Vincitori e vinti.

Forse sarà anche vero che non si è capito bene chi abbia vinto queste elezioni ma è certo chiaro chi ha perso. Berlusconi ha voluto che queste elezioni avessero una chiara valenza politica e si è presentato come capolista a Milano, ora il responso è chiarissimo. Il Cavaliere ha perso, e la Lega che sperava in una buona affermazione anche a scapito del Pdl, è in netto calo. A Milano poi è andato in crisi proprio il Berlusconismo, si è sgonfiato al pari di una bolla speculativa, proprio nelle città in cui è nato e cresciuto e da dove pensava di espandersi nel resto del paese. Ora è chiaro per tutti che il Pdl non può governare, nè vincere le elezioni , senza Casini e Fini. Purtroppo per il premier  , i centristi , non sembrano per nulla disposti ad entrare nell'attuale maggioranza con un Berlusconi bis. Se è sinistra il vero vincitore di queste elezioni è l'Ulivo , e non il Pd che pure aumenta i consensi, a destra è proprio in crisi l'attuale maggioranza voluta da Berlusconi. La strada di un governo Tremonti, vagheggiato a più riprese nel corso della legislatura, ma mai concretizzatosi seriamente, si è di colpo spalancata e riaperta. Paradossalmente sembrava in crisi anche il sistema maggioritario ma non è così. Pur nella parcellizzazzione dei partiti tutto spinge per aggregazioni più ampie , sia a sinistra che a destra.  Ora però , mentre le opposizioni cantano vittoria, a destra tocca alla Lega abbassare il sipario , è evidente che non può continuare a perdere e e rimanere cocciutamente con chi perde. L'unica strada possibile per salvare il centrodestra , dopo questi risultati , è quella di un governo di fine legislatura , senza Berlusconi, che punti a una ricostituzione dell’originaria maggioranza di centrodestra, con Casini e Fini. Ma le strade possibili saranno poi anche probabili e praticabili ? Lo vorrà davvero le Lega e lo accetterà Berlusconi ? Volenti o nolenti oltre questo c'è un continuo logoramento ed il nulla.

lunedì 16 maggio 2011

Calderoli ; coerenza in bilico.

La campagna elettorale di Berlusconi  si è svolta come al solito sull'onda delle promesse. In carenza di altri obiettivi, visto che oramai aveva già da tempo promesso tutto e anche di più, il premier si è trovato costretto, a Napoli , a promettere di impedire , con qualche artificio legislativo, una nuova legge ad hoc o un nuovo condono, la demolizione delle case abusive. Si sa, anche l'illegalità per certi politici può essere oggetto di promessa elettorale o scambio. peccato che l'incauta e vergognosa uscita del premier abbia suscitato le ire della Lega e di Calderoli il quale ha subito dichiarato che ""Sicuramente Berlusconi dovrà prima parlarne anche con la Lega". Come dire , Berlusconi può promettere quello che vuole , non è detto però che noi lo accetteremo. Pare di certo giusta e condivisa la posizione di Calderoli , sia nella sostanza che nel metodo quando . Intervistato dall'Ansa il Ministro ha affermato che, per quanto lo riguarda  "indipendentemente da dove siano collocati gli immobili" lui "è contrario a fermare abbattimenti già disposti di costruzioni abusive, che tra l'altro non avrebbero neppure potuto essere sanate nei precedenti condoni edilizi". Tutto bene fino a qui, potremmo persino applaudire per una volta Calderoli. Se non fosse che ci sconcerta solo un po' il proseguo del suo discorso, ci lascia ,diciamo, solo poco poco basiti . Qualche incongruenza con il suo precedente operato di parlamentare e leghista la rileva. E' un po' "forte" il fatto che Calderoli aggiunga , senza nemmeno arrossire o senza porsi qualche problema, "che non possono esistere nel Paese zone franche per la legge , perché la legge deve essere uguale per tutti".  La coerenza è di certo tra tutte le virtù la più difficile da raggiungere, richiede memoria ed impegno. E'  però una virtù solida e non può essere tirata come un pezzo di caucciù a destra e a manca secondo le convenienze, o cancellata , con una semplice tratto di gomma quando è più scomoda. In pratica è come la legge e come questa non può essere applicata solo al sud  e scordata a milano o al nord.

giovedì 12 maggio 2011

L'ex signora Moratti.

Campagna elettorale al vetriolo quella di Milano e fiato sprecato quello di Napolitano  che invita ad abbassare i toni e le polemiche. Il Sindaco uscente di Milano , Letizia Moratti , ha colpito, più che duro, molto scorrettamente il proprio avversario politico Pisapia.  Ora ,con il senno del poi, il Pdl cerchera scusanti alla sxcorrettezza del suo canditato nell'incertezza dei sondaggi , nel nervosismo dilagante , o in presunte provazioni. Fatto sta che il faccia a faccia tra la Moratti e Pisapia si è conclusa all'insegna di una bella vigliaccata. Mezzuccio da retrobottega , bella furfanteria quella della Signora Letizia , quando ha rispolverato una storia già nota di trent’anni , trita e ritrita , tra l'altro deformandola al punto tale da scordarsi persino che Pisapia se ne era uscito da tutta la vicenda, con un'assoluzione con formula piena. Scorretteza ancora maggiore quella della Moratti visto che ha aspettato l'appello finale, quando a Pisapia , era vietata ogni replica per vomitare un veleno pare a lungo trattenuto. E pensare che la Signora Moratti sembrava appartenere, per tanti versi e modi, e per giudizio quasi universale, alla migliore società milanese. Una volta si diceva ecco La signora Moratti, la "siura" per i milanesi, sempre pochi inclini a riconoscere nel solo casato la fonte di "ogni nobiltà". E' nel momento delle difficoltà e del bisogno che se escono da ognuno di noi i pregi o i difetti. Se non è il censo che fa l'uomo, figuriamoci se questo riesce a fare le donne. Piccola vigliaccheria dunque quella del Sindaco di Milano , pugnalata vigliacca e ribalda alle spalle, che non fa di certo onore alla Moratti, e che persino Bossi ha dichiarato scorretta e inopportuna. Comportamento poco signorile e non degno di una "Signora" milanese , alla fine la bugia avrà di certo le gambe corte e sarà sbugiardata, la stessa autrice ora ridimensiona e precisa. Se ne esce però male la Moratti, che liberatasi del fiele che aveva trattenuto, abbandona di colpo nell'immaginario e comune sentire dei milanesi, il posto spettante alle signore,  quelle vere , quelle a cui il rispetto è dovuto non per il conto in banca, ma per le ricchezze dello spirito e per le loro antiche o dimostrate virtù.  Noi comunque la salutiamo, ex signora Moratti, ma aveva tutte le ragioni Pisapia quando ha deciso di non stringerla la mano, noi avremmo fatto altrettanto.

mercoledì 11 maggio 2011

E se quel nonno fosse Berlusconi ?

Ecco, diciamocelo chiaro ,se a voi fosse capitato in sorte un vecchio nonno ottantenne che porta i tacchi ed il tupè , si tinge i pochi capelli rimasti, si spalma di unto e cerone per sembrare più giovane, racconta stronzate in ogni occasione ed organizza  festini piccanti , sareste un po' preoccupati  di certo ed al massimo non gli affidereste lavori o impegni importanti da compiere, ma nulla di più, questo comportamento, da solo, non basterebbe a giuistificarne il ricovero coatto presso qualche struttura ospedaliera. Ma se poi il povero nonno, di colpo cominciasse, come un vecchio grammofono a puntina spezzata, a cantare sempre la stessa canzone, a ripetere in continuazione di essere circondato, da comunisti che lo vogliono far fuori , da giudici che lo perseguitano, da una stampa ostile e da alleati , sempre in agguato, pronti a raccogliere le sue spoglie, ebbene le preoccupazioni aumenterebbero, qui comincerebbero ad essere videnti qualche ossessione, qualche leggera turba da curare, e forse sarebbe il caso di intevenire. Se però a questo aggiungiamo qualche sbalzo evidente di umore, una certa inconsistenza decisionale e comportamentale , il fatto di dire spesso tutto ed il contrario di tutto , ebbene il quadro clinico si complica ulteriormente , si amplia, assieme alle preoccupazioni. E' evidente poi che la situazione potrebbe sembrare  persa o sfuggita di mano ,quando il già stravagante nonno cominciasse a dire in qualche piazza , che i vicini si lavano magari poco, o che lo fanno quelli di sinistra , che per questo puzzano , aggiungendo magari che , oltre a puzzare , sono sempre incazzati, come effetto del vedere la propria faccia riflessa allo specchio del bagno la mattina. Verrebe da dire che è oramai sera, anzi notte profonda nella testa del povero nonno. Meglio a questo punto intervenire anche perchè fino a questo punto si è stati solo nel ridicolo, nella invereconda farsa,  ma le cose potrebbero diventare più gravi perchè nella foga del discorso ed inseguendo una vecchia mania di grandezza , il povero nonno , credendosi Napoleone, ha già cominciato a dire di volere  tutto il potere per sè, estromettendo addirittura il Capo dello Stato e la Magistratuta. Provate ora per un attimo a pensare se a dire queste cose non dovesse essere un povero e vecchio nonno, ma il presidente del Consiglio Italiano Silvio Berlusconi che più o meno ha la stessa età. Ci sarebbe davvero di che essere preoccupati e qualcuno a questo punto dovrebbe anche intervenire con un aiuto, con un consiglio, con un consulto o con decisioni coercitive.  

martedì 10 maggio 2011

Berlusconi e quella stretta via che potrebbe portarlo al Quirinale.

Fervono gli ultimi discorsi e si sprecano gli ultimi appelli di una campagna elettorale che è oramai andata fuori tono. Si avvicina l'ora x  , e non solo per i vari candidati di questa tornata amministrativa. Queste elezioni  sono state infatti caricate di enormi, e a volte eccessive, aspettative. Lo ha capito dall'inizio Berlusconi che approfitta di ogni occasione per chiamare a raccolta, in ogni occasione e con sempre più forza, il suo elettorato. Il Premier  è riuscito persino ad approfittare del  famoso "processo del lunedi" , della sua "chiamata" settimanale al palazzo di giustizia di Milano,  in funzione propagandistica elettorale. Si è ritagliato persino questo spazio per cercare di rinserrare le fila sfilacciate del suo partito.  Lo ha capito anche Bossi, che a proprosito del voto di Milano si è lasciato scappare, volontariamante,  la dichiarazione che lì "corre" Berlusconi , se vince ne sarà riconosciuto il suo merito, ma se perde ne dovrà subire le conseguenze. Ora lo scenario è facilmente intuibile. E' infatti certo è di già nell'aria , oltre che nei distinuguo sempre più frequenti di Bossi, che una sconfitta elettorale della maggioranza segnerebbe di certo la fine politica del Premier. Ma se il premier e la maggioranza dovessero mantenere o addirittura aumentare i consensi, sopratutto nelle grandi città, ne uscirebbe rinsaldata la maggioranza e anche Berlusconi . E proprio questo, con l'appoggio di Bossi , potrebbe arrivare tranquillo alla fine della legislatura e trovarsi così spianata quella , per ora strettissima via , che lo potrebbe portare dritto al Quirinale.  Non è un caso se Bersani ha già lanciato qualche avvertimento e se Fini , immaginando le conseguenze di un Berlusconi presidente della Repubblica, ha parlato di prospettiva da incubo. Proprio questo prevedibile ed imminente scenario "apocalittico" , dovrebbe servire a rinserrare le fila delle opposizioni ,oltre che indirizzare e convincere quanti tra gli elettorali , sempre più numerosi , nutrono scarssima stima nei confronti di  Berlusconi. Tra questi l'astensionismo non avrebbe proprio alcun senso.   

lunedì 9 maggio 2011

Le riforme, avviate ed in cantiere, sono tutte lì, "nella testa del Governo".

"Emma Marcegaglia sbaglia quando al governo chiede non aiuti, ma riforme, perché le riforme sono già state avviate" dice il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi alla presidente di Confindustria. Peccato che forse tutti questi cambiamenti in Italia nessuno li abbia visti o forse eravamo distratti, intenti ad occuparci delle leggi ad personam del Premier noi italiani, metre il governo lavorava per il paese. Ma quali mai saranno le grandi riforme di cui parla Sacconi ?  Sono, sempre secondo il ministro il fiore all'occhiello del Governo, quelle che hanno dato slancio e smalto al paese; sono la riforma della scuola e dell' Università, quella della pubblica amministrazione, dello Statuto dei lavoratori, della previdenza, del federalismo fiscale, della giustizia, tutte sono state o realizzate, o in cantiere o avviate. Buona dote per un politico è il non arrossire mai, anche di fronte all'evidenza. Mai indietreggiare, mai dubitare. In fondo anche la Salerno - Reggio  Calabria è in cantiere, poco importa se lo è da trentanni, per una vita quindi hanno potuto dirci, senza paura di essere smentiti,  che era avviata ed in cantiere. La confindustria dice Sacconi , "deve concentrarsi sul suo compito principale: dar vita a buone relazioni industriali decentrando ancor più la contrattazione nelle aziende e nei territori, e non solo chiedere". E' la solita raccomandazione come si vede, quella rivolta ai magistrati, alle forze sociali, al Presdiente delle Repubblica, alla stampa, ed in genere al paese , lasciateli lavorare tranquilli, senza interferire, senza criticare, in fondo stanno lavorando per noi, dicono loro, peccato che noi in genere , distratti, non ce ne accorgiamo, e non riusciamo ad essere per nulla riconoscenti.

venerdì 6 maggio 2011

Il vero tratto distintivo della casta: la mancanza di vergogna.

Vorrei spezzare una lancia, o almeno una pancia, a favore del povero Scilipoti, ingiustamente elevato da noi pennivendoli a simbolo del mercato delle vacche di piazza Montecitorio. Nel rimpasto di ieri il capo dei Responsabili ha rimediato soltanto un esilarante inno di partito, composto da una sottomarca di Apicella, che sta facendo il giro di tutte le radio come antidepressivo. Ben diverso il destino del compare Antonio Razzi, cresciuto anche lui alla corte di Di Pietro (l’ex magistrato non ha gran fiuto nella scelta degli uomini, gli vengono quasi meglio i congiuntivi). Razzi. Quello che sei mesi fa diceva «io ho una faccia sola: come potrei farmi vedere ancora in giro, se passassi con Berlusconi?» e poi è passato con Berlusconi, faccia compresa. Quello che denunciava «il Pdl ha persino proposto di pagarmi il mutuo» e da neo-alleato del Pdl ha presentato una proposta di legge per togliere l’Ici agli italiani residenti all’estero, cioè a se stesso. Quello che, sistemata la casa, voleva arredarla con una poltrona, «un posticino, qualcosa per dire grazie». E ieri il posticino è arrivato: consigliere personale del ministro dell’Agricoltura, il corresponsabile Romano.

Razzi dovrà occuparsi di lotta alla contraffazione alimentare. Cautamente sondato sulle sue esperienze in materia, il neo-consigliere ha risposto: «Sono un buongustaio e soprattutto un buon cuoco: a tempo perso, aiuto mia moglie in cucina». Perché il vero tratto distintivo di questa casta di macchiette non è più nemmeno l’incompetenza. E’ la mancanza di vergogna.

giovedì 5 maggio 2011

Bossi ce "l'ha duro", Berlusconi lo accarezza; è amore certo e duraturo.

"Non è successo niente, proprio niente. Nessuna incomprensione con Bossi", lo giura Berlusconi davanti ai giornalisti attoniti. Ma come, se Bossi parlava di far cadere il governo ? Come è possibile che ora la guerra con la Libia continui come prima quando Bossi aveva fatto fuoco e fiamme proprio per questa ? Miracoli della politica, in mezzo c'è stata una mozione comune che ha stabilito l'evidenza e cioè che si entra in guerra con l'obiettivo di finirla prima o poi, d'accordo con gli alleati naturalmente, i quali hanno già risposta che la guerra finirà quando si raggiungeranno gli obiettivi. Bella scoperta dirà qualcuno, c'era proprio bisogno di scriverla una baggianata simile, tra l'altro scontatissima, e far perdere tutto questo tempo al parlamento ? Unica soddisfazione , si fa per dire, è sapere che non saranno aumentate le tasse per finanziare la missione, anche se i soldi da qualche parte dovranno saltar fuori e qualcuno in una maniera o nell'altra comunuque le pagherà , non credo saranno disoisti a farlo per noi i francesi o  gli americani o Bossi stesso e  Berlusconi. Ma se il Premier minimizza anche Bossi flirta con il Cavaliere "Con Berlusconi siamo sempre amici, anche questa volta abbiamo trovato la quadra" dice orgoglioso il Senatur. Non avevano dubbi gli italiani che sis tava in fondo scerzando, persino gli elettori leghisti avrebbero potuto metterci la mano sul fuoco, come Muzio Scevola, sicuri di non perderla. Patetica la scena fissata da tutti i fotografi a Montecitorio , a termine della votazione. Si vede Berlusconi che accarezza  la testa di Bossi e Bossi che risponde mostrando il pugno serrato. Scene per i posteri ? scene forse più per il teatro o la platea e che fanno seguito ad una tempesta scoppiata in un bicchiere di acqua. Se Bossi grida ancora, anche se sempre più incredibilmente e fantasticamente, di averlo ancora una "volta duro", tutti fanno finta di credergli così almeno lui è contento e non crea problemi e se li crea se li risolve poi. Si tratta di vedere poi come la penseranno i suoi elettori in fondo, in tutta questa inutile sceneggiata sulla guerra, il premier qualche cosa gli ha dato davvero. Almeno la speranza di un Tremonti Premier , visto che questa non costa nulla, e poi forse un qualche posto in più...

mercoledì 4 maggio 2011

L'umanità e la decenza ci hanno resi diversi da Obama Bin Laden.

Il mondo occidentale ha in genere gioito della morte di Bin Laden, l'ha vissuta come una liberazione, la fine di un incubo ben presente e radicato nella mente di ognuno di noi , americano o meno, da quel lontano 11 settembre. E' quasi una liberazione, l'offesa alla nostra civiltà è stata finalmente lavata con il sangue del feroce terrorista, di quell'assassino che  incurante della morta di migliaia di innocenti, di donne , uomini e bambini , ha perseguito per anni i suoi disegni criminali in tutto il mondo. Le immagini televisive che si susseguono sugli schermi occidentali, rendono palpapile la gioia di quanti scandiscono, per le strade di mezzo mondo, il nome di quell'america vendicatrice che ha saputo difendere e vendicere il "nostro mondo" dall' assalto della barbarie fondamentalista islamica. E' una sorta di identificazione collettiva. Certo si possono capire molte cose , di certo si comprende l'orgoglio americano. Anche la gioia di fronte alla morte dell'odiato nemico può avere una sua logica, quando si è in guerra , e questa era una guerra, la debolezza di un attimo e al pietà umana si pagano spesso molto care. Tutto vero certo, tutto comprensibile, ma qualche cosa forse non è giustificabile. Come non accorgersi infatti che in questa occasione le strade di New York come di Atlanta , di Chicago o di Boston siano state terribilmente simili alle strade di Tripoli, di Teheran di Islamabad in quel teribile 11 settembre . Anche allora gente felice ed entusiasta che gioiva di quella che considerava una grande rivincita, una grande vittoria sull'occidente. Nessuno di noi, di certo, rimpiangerà Osama , ognuno di noi lo avrebbe voluto vedere marcire in una prigione, e molti lo avrebbero voluto catturare vivo o morto che fosse. Stonano solo quella gioia e quelle manifestazioni di tripudio, ancor più in chi pretende poi di rappresentare per intero la civiltà. Questo vale sempre , anche di fronte alla morte del peggior nemico , anche quando questo non meriti  alcun rispetto. In fondo forse sono stati proprio l'umanità e la decenza che ci hanno fino ad ora distinto dai terroristi e ci hanno fatto diversi da questi e da Osama Bin Laden.


martedì 3 maggio 2011

La pena del governo.

A quanto pare dopo il botta e risposta degli ultimi giorni Pdl e Lega Nord hanno trovato un accordo sulla formulazione della mozione sull'intervento militare in Libia. Ora la tensione sembra definitivamente calata nella magghioranza. Pare che l'intesa preveda che la missione militare in Libia abbia un termine, così come richiesto dai leghisti. Peccato che poi si dica che tale termine sia deciso insieme alle organizzazioni internazionali. E che pensavano ? che rimanessimo da soli a combattere in Libia quando se ne fossero andati gli altri ? Come si vede erano questioni di lana caprina. La lega abbaia ma non morde, era semplicemente un po di fumo negli occhi degli elettori, in pieno clima di campagna elettorale. Si è solo sfruttato la questione libica per qualche voto in più, e neanche di migliori, anche se è vero che i voti non si guardano in faccia ma si contano. Difficile comunque lasciarsi convincere dal pacifismo di facciata dei  leghisti. Se a quanto pare sembrano finite, con questo accordo, le pene del governo , spiace constatare come sia sempre maggiore la "pena" che questo governo suscita sul piano internazionale e tra i cittadini. Si sarebbe potuto , con più accortezza, giocare un ruolo centrale nella vicenda libica e invece , per mancanza di ideee, siamo stati a rimorchio degli Stati Uniti , della Francia e dell'Inghilterra. Questo governo si era già giocato la sua credibilità sia interna , che internazionale. Ora abbiamo definitivamente raggiunto il ridicolo con questa penosa burla dei finti dissapori interni alla maggioranza. Si è trattato solo di un meschino e strumentale utilizzo di una seria questione internazionale, cominciata male, diventata strada facendo una farsa, finita ora ancora peggio, nel ridicolo e nella vergogna.