venerdì 29 aprile 2011

Guerra di Libia: La Lega abbaia ma non morde.

Poco prima Bossi aveva affermato di non volere in alcun modo una crisi di governo per la Libia. Trascorse solo poche ore il Senatur sembra aver cambiato idea. "Se Berlusconi dovesse proseguire con la sua linea interventista  allora può capitare di tutto" gli attribuiscono le agenzie, "noi non facciamo passi indietro", ripeteva Bossi. Se la Lega però alza i toni e la voce, nella maggioranza Berlusconi ed i suoi minimizzano. La Lega si è sempre comportata così, parlano e sbraitano ma poi rientreranno come al solito nelle fila. E poi siamo in campagna elettorale, sembrano dire, vedrete che tutto finirà in una bolla di sapone e si troverà presto la quadra per il proseguimento della legislautura. Per ora Bossi e Berlusconi non si sono ancora parlati , se non a distanza o per interposta persona. Il 3 maggio è previsto il voto del del parlamento sulle varie mozioni della missione Libica. Cadrà o non cadrà allora il governo sotto i colpi e gli attacchi della Lega ?  Già ora Bossi ha fatto capire che Berlusconi "la pagherà cara", quanto ancora, al Premier non è dato sapere. Di certo il Governo  viaggia sul filo del rasoio e la maggioranza naviga a vista. Ma alla fine vedrete che una soluzione si troverà. Su questo forse il Cavaliere ha ragione, chi meglio di lui riconosce gli appetiti dei suoi polli. Non è la primna volta che la Lega abbaia, ma can che abbia non morde , dice un  vecchio, ma sempre attuale, proverbio. Bossi alzerà un poco il tiro, in fondo la base è insofferente e mugugna, ma poi riconoscerà che per qualche bomba in più sgancita sulla Libia  , di certo non si può far cadere "irresponsabilmente" il Governo italiano.  Ci saranno solo divergenze di opinione, questioni di lana caprina su un testo o su una mozione che dirà tutto e nulla, salvando capra e cavoli. In fondo la Lega  si è è sempre  accordata con il Cavaliere. Bossi e compagni si trovano bene a Roma, si sono adattati al clima ed alla mentalità. E non hanno certo intenzione di abbandonare la città eterna per  far ritorno, proprio ora,  alle umide nebbie del nord, tra l'altro a mani vuote ed in vista delle elezioni. Nemmeno pensano di lasciare gli incarichi di governo ed i posti nei consigli di amministrazione dei vari enti. Anzi ed a proposito proprio in questi giorni si tratta per qualche posto di sottosegretario nel Governo o del nuovo direttore generale della Rai, potrebbe essere un buon tavolo di trattativa, l'occasione di un "decente scambio", per farla magari  , pagare cara a Berlusconi,  ed agli sprovveduti elettori italiani. Chissa...

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