venerdì 29 aprile 2011

Guerra di Libia: La Lega abbaia ma non morde.

Poco prima Bossi aveva affermato di non volere in alcun modo una crisi di governo per la Libia. Trascorse solo poche ore il Senatur sembra aver cambiato idea. "Se Berlusconi dovesse proseguire con la sua linea interventista  allora può capitare di tutto" gli attribuiscono le agenzie, "noi non facciamo passi indietro", ripeteva Bossi. Se la Lega però alza i toni e la voce, nella maggioranza Berlusconi ed i suoi minimizzano. La Lega si è sempre comportata così, parlano e sbraitano ma poi rientreranno come al solito nelle fila. E poi siamo in campagna elettorale, sembrano dire, vedrete che tutto finirà in una bolla di sapone e si troverà presto la quadra per il proseguimento della legislautura. Per ora Bossi e Berlusconi non si sono ancora parlati , se non a distanza o per interposta persona. Il 3 maggio è previsto il voto del del parlamento sulle varie mozioni della missione Libica. Cadrà o non cadrà allora il governo sotto i colpi e gli attacchi della Lega ?  Già ora Bossi ha fatto capire che Berlusconi "la pagherà cara", quanto ancora, al Premier non è dato sapere. Di certo il Governo  viaggia sul filo del rasoio e la maggioranza naviga a vista. Ma alla fine vedrete che una soluzione si troverà. Su questo forse il Cavaliere ha ragione, chi meglio di lui riconosce gli appetiti dei suoi polli. Non è la primna volta che la Lega abbaia, ma can che abbia non morde , dice un  vecchio, ma sempre attuale, proverbio. Bossi alzerà un poco il tiro, in fondo la base è insofferente e mugugna, ma poi riconoscerà che per qualche bomba in più sgancita sulla Libia  , di certo non si può far cadere "irresponsabilmente" il Governo italiano.  Ci saranno solo divergenze di opinione, questioni di lana caprina su un testo o su una mozione che dirà tutto e nulla, salvando capra e cavoli. In fondo la Lega  si è è sempre  accordata con il Cavaliere. Bossi e compagni si trovano bene a Roma, si sono adattati al clima ed alla mentalità. E non hanno certo intenzione di abbandonare la città eterna per  far ritorno, proprio ora,  alle umide nebbie del nord, tra l'altro a mani vuote ed in vista delle elezioni. Nemmeno pensano di lasciare gli incarichi di governo ed i posti nei consigli di amministrazione dei vari enti. Anzi ed a proposito proprio in questi giorni si tratta per qualche posto di sottosegretario nel Governo o del nuovo direttore generale della Rai, potrebbe essere un buon tavolo di trattativa, l'occasione di un "decente scambio", per farla magari  , pagare cara a Berlusconi,  ed agli sprovveduti elettori italiani. Chissa...

giovedì 28 aprile 2011

Figure da "cioccolatai" del Governo.

Bossi  di solito ha il difetto di parlare chiaro e dire quello che pensa, senza perifrasi e giri di parole, quando scopre che non gli conviene più, per niente, tacere. Poco gli importa in genere del politicamante corretto o della buona educazione.  Questa volta lo ha fatto nei confronti del Governo e della sua stessa maggioranza, messa secondo lui , in serie difficoltà dalla decisioni del premier . "Figura da cioccolatai" dice il Senatur e forse questa volta è persino stato troppo generoso. Di brutte figure infatti negli ultimi tempi ne hanno fatto una discreta raccolta nella maggioranza, a volte anche con Bossi e Lega consenzienti. Si è passati infatti dalla profonda amicizia con Gheddafi e dal vergognoso baciamano , alla dichiarazione di guerra inaspettata di questi giorni, passando dalla fase intermedia in cui si spergiurava che l'italia per il suo trascorso coloniale non avrebbe mai potuto impegnarsi direttamente in Libia. Ora è di oggi la notizia che i nostri aerei hanno eseguito la loro prima missione di guerra. E se in politica estera, come si sa, le titubanze e l'incoerenza si pagano sul piano della credibilità, in politica interna il decisionismo e la mancanza di collegialità rischiano di costare altrettanto cari. Ora abbiamo ottenuto il bel risultato che le incertezze internazionali si vengono a sommare a quelle nazionali.  Ma le figure non sono ancora finite qui. Come una doccia fredda, arriva oggi la notizia che l'Unione Europea ha bocciato la norma italiana sul reato di clandestinità . Capita di sbagliare si sa quando si improvvisa o non si ha la necessaria preparazione, oppure quando ci si dimostra dilettanti allo sbaraglio. Si vivacchia al più in Italia, ma si sfigura, ed è evidente, in Europa. Ora forse riusciranno a prendersela ancora una volta con l'Unione Europea, ne avranno forse un motivo in più. Tuttal più se la prenderanno con i giudici anche in questo caso, visto che non la potranno dare a Sarkozy. Ma le cattive figure non viaggiano mai isolate , hanno sempre bisogno di compagnia quandio si è impreparati ad evitarle. Ecco quindi arrivare l'ultima chicca, quella più vigliacca, quella che sa tanto di meschinità, di vigliaccheria, di una buona dose di insensibilità e di opportunistica spregiudichezza politica. La brutta figura più "cerebrale" e voluta , e che giocando sui sentimenti squalifica più di tutte. Che dire infatti della decisione  del Premier di sostenere apertamente, inviando una lettera ai parlamentari, il progetto di legge sul testamento biologico. Pare che il principio sia quello di approvare la legge per impedire che possano decidere i giudici, e poco importa se il paese ne è contrario. Le elezioni si avvicinano , la Chiesa vuole la legge e Berlusconi ha bisogno , oltre che del suo cristiano perdono , anche dei suoi voti. Si può così giocare allegramente con la morte,  persino con le coscienze ed i sentimenti, anche quelli più sacri e profondi, quando l'obiettivo non è quello del bene del paese, ma di tirare a  campare, senza nemmeno arrossire e senza alcuna vergogna.


mercoledì 27 aprile 2011

La poltica estera del grande stratega Berlusconi.

Berlusconi si inginocchia a Parigi titola il quotidiano la Padania di oggi. Il titolo è già un programma. Ma se Bossi è infuriato e sbotta che siamo "diventati una colonia francese" , dalle fila del Pdl e dal Governo ci sarà ancora chi avrà la faccia tosta di raccontarci "dei grandi successi del nostro Premier in politica estera e del credito di cui gode oltralpe. Per ora Berlusconi si accontenta di dire che con "Bossi è tutto a posto".  Il dramma è che anche con Sarkozy il nostro Presidente Berlusconi  giura che "E andato tutto bene ". Peccato non per noi, ma per i francesi. Per il nostro Premier è stata una vera Caporetto, trascinato dapprima controvoglia nella guerra di Libia, costretto a riconoscere il diritto francese a chiudere le frontiere quando lo credono opportuno. In aggiunta i cugini d'oltralpe si portano a casa Parmalat come ragalo. Che cosa potevano sperare di più e di meglio ? Ancora non riescono a crederci . Meglio di così, dice Sarkozy , non poteva andare. E Berlusconi che ci guadagna ?  Qualche sonoro, e naturalmente metaforico , ceffone oltre a qualche calcio ben assestato. Tutto questo per aver preteso di incontrare Sarkozy. Teniamolo ad Arcore il nostro Premier , li fa meno danni al paese, e almeno si diverte.

martedì 26 aprile 2011

Oggi incontro Berlusconi-Sarkozy ; un disastro annunciato.

Oggi è previsto l'incontro tra i due leader. Quello che riusciranno a dirsi rimane un mistero , anche se gli argomenti di discussione non mancano di certo. Purtroppo per loro, ma anche per i rispettivi paesi, la crisi di identità, di consensi e di prospettive che li attanaglia, li rende estremamete deboli e pericolosi. Cercheranno sicuramente di convincerci che il loro incontro sia stato un grande successo, una necessità , una cosa dovuta per risolvere problemi e situazioni, primo fra tutti il problema degli immigrati.  In realta, dalla debolezza di entrambi i leader, non potrà uscire nulla di buono. L'unica loro possibilità sarà quella di far ricadere anche le loro colpe su un terzo incomodo, magari l'Europa. Insomma non aspettiamoci alcunchè di buono  o di importante o di "epocale" . O non cambierà nulla oppure ci ritroveremo, da domani, sommersi di parole e con un altro, ed ulteriore, pasticcio da sbrogliare . In pratica il disastro è già scritto ed annunciato, ed è già nei fatti.

giovedì 21 aprile 2011

L'ipocrisia del Pdl sul caso Lassini.

Alla fine Lassini , l'ideatore dei manifesti anti-pm di Milano, ha deciso sensatamente di fare un passo indietro e di ritirare ufficialmente al sua candidatura al Consiglio Comunale di Milano. La scelta sembrava oramai scontata dopo le critiche che gli erano piovute addosso, non solo dall'opposizione , ma anche da quei normali cittadini che ancora credono nella legge e nella giustizia. Anche dal pdl si erano levate voci critiche nei suoi confronti e in quelli del suo gesto. Renato Schifani aveva parlato di vile attacco alla magistratura, Letizia Moratti era stata più esplicita, o lui o io, aveva detto. Un po' più defilato e prudente era stato invece Roberto Formigoni, forse conscio del fatto di aver già dovuto, non senza qualche imbarazzo, digerire la presenza in consiglio regionale della Minetti. Il Governatore lombardo si era infatti affidato alla coscienza del Lassini ed al suo senso di responsabilità. Forse Formigoni ancora non si è accorto di quanto siano rare queste qualità tra le fila del suo partito. Di certo l'ingenuità , se vera, in politica non è mai una virtù. Lassini comunque ha "lasciato" , ha fatto un passo indietro dicono o glielo hanno imposto. O forse ,e con maggior esperienza, si è portati a pensare che ne ha fatto uno indietro per farne presto due in avanti. Sul caso Lassini questa volta forse ha pesato davvero in maniera preponderante l'altolà ed il monito di Napolitano. E' servito forse a svegliare qualche rimasuglio di coscienza da troppo in torpore, o a rendere talmente evidente che oltre non si poteva andare da consigliare di dover cogliere subito le ultime opportunità di togliersi dagli impicci prima che fosse troppo tardi. O forse semplicemente si è sacrificato Lassini per salvare qualcun altro. Certo Lassini l'ha fatta grossa , le sue colpe sono evidenti e fanno bella mostra di sè sui muri di Milano. Ma a caso chiuso è giusto chiedersi se Lassini sia stato l'artefice o lo strumento , e quali siano in sostanza le sue vere colpe . A quanto sembra la più macroscopica ed evidente , la preponderante, è quella di aver preso alla lettera e sul serio le affermazioni del suo leader Silvio Berlusconi. Quante volte infatti abbiamo sentito il premier parlare di "toghe rosse", di "giudici comunisti" ed "eversivi"  che tramano ai suoi danni, o nei confronti della democrazia e del paese. Non più tardi di ieri il Riformista coglieva correttamente la situazione quando diceva che " Il manifesto rosso fuoco che Lassini ha fatto affiggere per le strade di Milano, con l’invito a cacciare i magistrati-terroristi dalle Procure, in fondo era la traduzione allegorica e parossistica, ma relativamente fedele, di un pensiero che il Presidente del Consiglio reitera da anni in forma ossessiva. Perché allora prendersela tanto? " .  Già, perchè allora nel Pdl se la sono presa tanto ? Forse perchè era facile prendersela con Lassini che era solo lo strumento. Forse e più semplicemente si si è trattato ancora una volta di una sceneggiata , di una messa in scena, di uno smentire per poi riaffermare nuovamente. Forse Lassini è stato l'agnello sacrificale o forse ai pochi coscienzosi è mancato ancora una volta la forza di dire davvero basta, o forse ci si ancora una volta piegati alla viltà o peggio alle convenienze. Di certo non sono credibili nè Formigoni, nè Schifani . nè la Moratti ne quanti hanno criticato Lassini nel Pdl , se non mostrano il coraggio di guardare più in alto, di non fermarsi solo al dito, al pari degli idioti, quando gli si mostra la luna. C'è ancora molta, troppa ipocrisia, nei loro atteggiamenti e nelle loro affermazioni. Così come sono non risolvono davvero alcun problema e neanche sono coerenti.

martedì 19 aprile 2011

Stefania Craxi e la "verità" su Berlusconi.

Non è che tutto quello che sostiene il sottosegretario agli esteri Stefania Craxi  corrisponda al vero, ma a volte, direbbe Di Pietro, nei suoi giudizi "ci azzecca".  Certo non sempre ha il coraggio di andare fino in fondo nei giudizi, anche perchè così facendo dovrebbe smentire se stessa e la propria storia, ma questa volta sul premier la sua posizione è netta e la coscienza della realtà anche.  Berlusconi - riconosce Stefania - "deve fare un passo indietro  "È ora di aprire una stagione nuova, con idee nuove, uomini nuovi, linguaggi nuovi. Perché, direbbe mio padre, `Non era questa l’Italia che sognavo; derisa all’esterno e miserabile al suo interno´. "Silvio deve uscire di scena nel modo giusto, non può essere travolto dal ridicolo. Deve smetterla di raccontare queste barzellette oscene: non gli fanno onore e non fanno ridere". E sulle feste di Arcore, aggiunge Stefania, dico solo due cose, " la magistratura deve perseguire il reato e non moralizzare la società, ma tutto quello che è successo non è stato un spettacolo bello". Sarebbe forse il caso per Silvio, quand'anche non volesse ascoltare i consigli degli oppositori, fidarsi almeno del giudizio degli amici e della ex-moglie, prima che sia troppo tardi , per l'Italia e per se stesso. Il ridicolo è già stato raggiunto , ed il patetico anche.


lunedì 18 aprile 2011

L'ultima battuta ? Berlusconi che ci ha insegnato "una nuova moralità".

Non tutti e non sempre ne hanno il coraggio di dire tutto ed il contrario di tutto. A volte che ti frena è l'intelligenza, a volte la paura dell'indecenza o la semplice e pura vergogna che prima o poi dovrebbe prendere ogni coscienza. Di certo invece il nostro Presidente del Consiglio non ha limiti e nemmno ritegno. Ne ha data un'ulteriore prova a Milano nel suo discorso in occasione del convegno per l'apertura della campagna elettorale in favore di letizia Moratti.  E'  stato un discorso davvero torrenziale , infarcito della solita retorica, di consolidato qualunquismo e di vecchie, e un poco demenziali,  battute. Ha parlato di calcio e dei successi del Milan , ha parlato di Mondadori e dei suoi affari, ha parlato dei suoi nemici , e poi di televisioni e di giornali  "che lo azzannano" . Inutile dire che ha parlato di comunismo e di magistrati, sono in fondo le sue "scuse" e le "sue giustificazioni", le sue bandiere senza di cui non sarebbe nessuno o le bandiere sotto cui è convinto di raccogliere uno stuolo di sostenitori. Ha parlato anche , con qualche infelice sott'inteso , dei negozi Tim, a lui vietati  per colpa delle intercettazioni, che hanno sostituito i negozi in cui lui , più di un mezzo secolo fa, acquistava le pipe per suo padre. Naturalmente il tutto serviva per poter affermare che ci si deve mobilitare per impedire le intercettazioni, anzi , bisogna eliminarle del tutto perchè sono "immonde in uno Stato libero". Credo sia inutile continuare quando si sa che il "bestiario" Berlusconiano è oramai il solito, quello conosciuto, trito e ritrito, quello che tutti si aspettano già,  con l'aggiunta di qualche sciocchezza o di qualche durezza in più. Basterebbe risentirsi il discorso precedente del premier,  quello in cui ha parlato o meglio ,sparlato, di scuola pubblica e di giudici, per chiedersi fino a che punto possa essere per lui lecito spingersi, negli attacchi alla magistratura, senza che prima o poi senta il dovere di intervenire, con altrettanta durezza, il Capo dello Stato, il "garante dei poteri".  Ma il massimo Berlusconi lo ha dato quando ha parlato di moralità. E' riuscito a farlo, forse complice l'abbondante cerone, senza arrossire e senza vergognarsi. Anche se oramai si sa che in "sfrontatezza" il premier non è secondo a nessuno, fa sempre un certo effetto sentire Berlusconi affermare di aver insegnato agli italiani "una nuova moralità". Scandalizzati ? tranquilli , anche se non fa molto ridere, potrebbe trattarsi della sua ultima battuta.

martedì 12 aprile 2011

Berlusconi ed i pm ovvero lo spettacolo, l'eterno show.

C'è chi si guarda Zelig per divertirsi un po' , chi preferisce le iene e chi più semplicemente il grande fratello. Di certo Silvio Berlusconi per divertire gli italiani ha scelto una strada tutta sua che passa dalla famose barzellette a tutta una serie di dichiarazioni, una più farneticante dell'altra. Oddio non è che il Premier riesca a far divertire tutti e neppure a suscitare un'enorme e diolagante ilarità. Il fatto preoccupante è che in Italia manca, a differenza di altri paesi, il senso dell'humor. Se qualcuno raccontasse in Inghilterra o in Francia, o persino in Ugand,a quanto racconta il premier in Italia, là di certo sarebbe sommerso dalle risate e cacciato a furor di popolo. Gli italiani invece sono dei semplici , sostituiscono spesso alla ragione la fede, diventando spesso, più che credenti, dei creduloni. Lo hanno dimostrato anche ieri in presenza dell'ennesimo show Berlusconiano davanti al Palazzo di Giustizia . Berlusconi come al solito non ha lesinato ai fans , nè battute, nè sciocchezze e neppure amenità. E' stato in tal senso un fiume in piena. Volete sentirne alcune ? perchè è intervenuto telefonando in Questura ? naturalmente perchè convinto di evitare un incidente diplomatico.  I soldi dati a Ruby ? Servivano per redimerla, per toglierla dalla cattiva strada , per evitare che si prostituisse. In pratica era una buona azione la sua, un atto di carità, che dio lo abbia in gloria e ne riconosca i meriti. Qui non si tratta più di "piena" , ma di pena; la stessa che ci coglie quando rivediamo i  sostenitori di Silvio, che sembrano convinti dalle sue parole. Poi di getto il Cavaliere ne ha ancora ne ha per i magistrati definiti "Toghe contro il Paese" e per  il Pm De Pasquale, definito infantilmente "cattivo".  È insomma un Silvio Berlusconi scatenato quello che parla ai giornalisti e che arringa la folla di sostenitori. E' come essere al Bagaglino solo che si è davanti ad un palazzo delle istituzioni. E se il Premier viene invitato a contenersi in aula, lui invita il pm a "contenere le accuse". Lapidaria la risposta del pm "Le accuse sono il mio lavoro, le battute no". Che fa uno strano effetto se si considera che al contrario il premier prosegue a battute per tanta parte del giorno e della notte. In mezzo a tanto ciarpame però non è mancata  nemmeno una considerazione del Presidente del Consiglio ,passata quasi inosservata, ma di grande rilievo. Ora anche le intercettazioni non sono più affidabili , "in un paese civile" ha detto il premier " le intercettazioni non possono essere portate a processo perché manipolabili". Chissà che anche queste rientrino nuovamente nel progetto di riforma della giustizia di questo paese, che oramai è come Disneyland , come il villaggio dei balocchi, con tanti pagliacci , gatti e volpi, che girano per le sue strade. Ognuno di questi ha una sua storia da raccontare, a volte fantastica, a volte incredibile, a volte ridicola o stomachevole. Sono storie non vere, ma create ad arte, create per un pubblico ad hoc, ripetute per convenienza o interesse, per turlupinare o imbrogliare la gente. Ma solo quella che vuole continuare a lasciarsi imbrogliare o a cui piacciono queste storie. Ora aspettiamo, chissà quando arriveranno le prossime, ancora più ridicole, ancora più incredibili, ancora più grosse.


lunedì 11 aprile 2011

Governo , Europa ed immigrati quando la coerenza non è una virtù.

Dopo che per  anni autorevoli membri del governo e della maggioranza  hanno definito l' Unione Europea a volte una sventura , altre volte un  problema , un'inutile  accozzaglia di burocrati  , un "laccio" , "una zeppa" alla "dinamica" crescita del paese ora di colpo anche il Governo Berlusconi si scopre, nel momento del bisogno e delle difficoltà Europeista , come pochi altri. Gli sbarchi sono un problema europeo, si dice, e l'Europa dovrebbe dimostrarsi accogliente e tollerante.  L'Europa in pratica sventolata ora come una bandiera, usata come un taxi, su cui è possibile salire e scendere a proprio piacere o convenienza. Poco importa se fino a ieri si sbandieravano altri "programmi", uno per tutti ,il famoso "forà dei ball", la memoria è diventata di colpo corta. Lo stesso ministro Maroni sembra essersi scordato i suoi trascorsi da leghista. Forse dimentica o non vuole proprio ricordare che la posizione del Governo Francese o Tedesco sugli immigrati , non è molto dissimile, da quella che l'Italia voleva adottata nei confronti dei romeni. A nulla serviranno i proclami o le minacce , che vanno da quella del Premier di uscire dall' Europa a quella di Calderoli di abbandonare il Libano. Ancora una volta è questione di credibilità , di programmi e di coerenza, e su questo piano il nostro Governo ha poco da mostrare o da esibire. In molti hanno il dubbio fondato che la riposta Europea alle nostre richieste sarà del tutto negativa sul piano pratico, e che gli sbarchi ed i migranti , al di là delle belle parole e della comprensione, resteranno un problema nostro. Se non ci fossero tante vite umane coinvolte , se gli sbarchi non fossero per tutti un vero e grande problema, verrebbe davvero da dire , con la stessa dose di cinismo mostrata dai nostri governanti, che chi è causa del suo mal pianga se stesso.


giovedì 7 aprile 2011

Bianche scogliere di Lampedusa: miraggio e speranza, morte e tragedia.

E ancora una volta tristissima la cronaca quotidiana che arriva da Lampedusa. E' un segno dei tempi, dei fatti che accadono, non solo qui nel nostro paese, ma in lontananza, oltre quelle sponde, oltre i flutti schiumosi di quel mare, così dolce quando è dolce e così crudele quando si mostra insensibile persino al dolore ed alla fatica del vivere degli abitanti delle sue sponde. La cronaca di questi giorni è il segno della tragedia, che qualcuno vuole annunciata, ma che tanti rifiutano come ineluttabile. La semplicità dei fatti e del racconto è sconfortante. Uno dei tanti , dei troppi barconi che cercanodi raggiungere le coste dell'isola, in questo caso salpato da un porto libico, come a volte accade non ha retto il mare e la traversata. Molti dei suoi 300/350 occupanti ora si trovano in fondo al mare. Ancora una volta si assiste al tardivo ed ora inutile scambio di accuse, con il senno del poi qualcuno sussurra che forse la tragedia poteva essere evitata se solo si fossero mosse, assieme alle navi italiane, anche quelle maltesi. Purtroppo per quei morti non ha più alcun senso la risposta. Per quanti restano contano ora i fatti. Di certo se si vuole capire quanto accade è utile porsi alcune domande. Ma che cosa ha di cosi importante quell'isola ? che hanno  quei quattro scogli, che a volte sono prigione persino per i suoi abitanti, per essere così desiderati , sognati, agognati e voluti,  da un così grande numero di migranti ? il darsi una risposta vuol dire capire il problema ed attrezzarsi a risolverlo. Lampedusa non è un'isola , è semplicemente un miraggio, è sempre la speranza. E' a volte il sogno di una vita, appena degna di essere vissuta, per chi vive  la quotidianità della miseria e della guerra. Per tanti italiani sono poco più di quattro scomodi sassi troppo vicini all'africa, solo pochi e miseri scogli su cui solo uno sciocco o un povero pazzo , potrebbe pensare di costruirvi un campo da golf. Per tanti quell'isola è baciata e resa luminosissima dal sole della speranza, ecco perchè per essa si mettono in gioco tutte le proprie ricchezze e si scommette, con tanta facilità e non poca imprudenza ed ingenuità , persino il bene più prezioso, la vita.

mercoledì 6 aprile 2011

Parlamento: sfascisti all'attacco , tra il discredito ed il ridicolo.

Chi più ne ha più ne metta direbbe qualcuno, altri invece preferirebbero il meno diplomatico non c'è mai fine alle scemenze o la mamma degli sciocchi è sempre incinta. Di certo abbiamo che il nostro parlamento ci ha abituato a tutto e gli italiani rischiano di non far più caso a nulla. Tanto peggio di così un parlamento non potrebbe essere, o almeno in Europa non se ne coscono di più screditati o ridicolizzati del nostro. La sua maggioranza è riuscita , non più tardi di ieri , a "certificare" , con tanto di "patente" uffciciale,  che il nostro Premier è un vecchietto talmente sciocco e sprovveduto d'essere stato davvero convinto , quando fece la famosa telefonata, che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Ma c'è di più,  314 di questi "onorevoli" (si fa per dire) hanno anche certificato, voto alla mano, che loro se la sono bevuta fino in fondo. Visto che sono nostri "dipendenti" conviene chiedere il loro immediato licenziamanto per palese incapacità. Ma ancora non è  finita ed ecco allora che cinque senatori del Pdl (più un finiano che poi ha abiurato) hanno presentato un disegno di legge costituzionale per abrogare la dodicesima disposizione transitoria e finale della nostra Carta Costituzionale, quella che vieta «la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». Fra le tante urgenze del paese di questa ancora nessuno si era accorto. Quella famosa "mamma", come si vede, è sempre incinta e sforna figli in continuazione. Lunedì avevamo avuto la proposta degli eserciti regionali padani, oggi la ricostituzione dei vecchi fasci. Che ci aspetterà la settimana prossima ? Pensandoci bene ci mancano ancora la ricostituzione dell'impero ,  l'abrogazione definitiva della costituzione , e la beatificazione di Berlusconi a cui naturalmente stanno già lavortando come buoni "servitori" Ghedini ed Alfano e poi avremo per davvero toccato il fondo. Fermiamoci a riflettere almeno un attimo, pensiamo davvero con più attenzione alle nostre sorti, a quelle del paese, dei nostri figli e per favore, rimandiamoli a casa i nostri onorevoli che è meglio. Ma facciamolo in fretta, prima che questi sfascisti all'attacco creino danni davvero irreparabili. Del fascio non ne abbiamo fino ad ora sentito la mancanza, di questi Onorevoli di certo non la sentiranno nei secoli a venire. Una volta mandati a casa, rendiamo il cambio plausibile, ricordiamoci almeno di sceglierne di migliori nella prossima tornata, non fidiamoci ancora una volta delle chiacchere e delle apparenze.


martedì 5 aprile 2011

Le parole di Frattini fanno presagire che Gheddafi sia alla frutta.

Sembra quasi impossibile, visto gli atteggiamanti precedenti del nostro Premier, ma persino l'Italia ha finalmente riconosciuto il  Consiglio nazionale di Transizione dei ribelli anti-Gheddafi quale legittimo rappresentante del popolo libico. C'è però di più e di meglio nel momento in cui persino il nostro, di certo poco audace ministro Frattini, è riuscito a riconoscere che il nostro paese deve cambiare al più presto la sua politica estera. "E' stato un errore", ha detto, "sostenere dei dittatori sulla sponda Sud del Mediterraneo". Ci auguriamo che il ministro non venga poi smentito dai fatti o dallo stesso Premier. In ogni caso l'ammissione è significativa, quanto meno perchè , per farla il nostro ministro,  vuol dire che davvero Gheddafi è, o oramai spacciato o quantomeno alla frutta..

Oggi Governo Berlusconi con il fiato sospeso

Oggi a Montecitorio si vota la richiesta di conflitto di attribuzione, davanti alla Corte Costituzionale, tra la Camera ed i giudici di Milano. il Premier dovrà quindi conquistare, nel segreto dell'urna, i 316 voti necessari alla sua approvazione. L'operazione non è di per sè scontata anche se probabile. Il gruppo dei Responsabili  (così si autodefinisono suscitando spesso l'ilarità degli ascoltatori) più conosciuti come i "voltagabbana" o i "transfughi" di Montecitorio sembrerebbero, sulla carta, assicurarne il successo. Ma pare che tante siano le insoddisfazioni nel gruppo, visto che le promesse del Premier  d' assegnare loro posti ed incarichi nel governo sono , fino ad ora, state disattese. E questo non è un caso. Ogni nuova nomina infatti accontenta una parte e ne scontenta molte altre, tanto che alla fine forse sono più i problemi di tenuta che si pongono al governo operandole, che un reale e solido allargamanto della maggioranza.  Oggi quindi il Governo sarà , fino a votazione conclusa, con il fiato sospeso. Tutti i parlamentari sono già stati precettati. Pare addirittura che chi risulterà assente si giocherà il posto definitivamente. In gioco c'è molto per Berlusconi e per la maggioranza , nulla che invece possa realmente essere utile al paese. Come al solito a Roma si discute sì , ma del nulla o dei problemi del premier, mentre i problemi veri,  gravi ed irrisolti, che angustiano il paese, sono sempre lì , in eterna attesa, immutati ed immutabili.  Quando tutto il mondo attorno a noi cambia  e preme in subbuglio alle nostre frontiere, solo noi riusciamo ad essere sempre uguali a noi stessi, eternamente irresponsabili. 

lunedì 4 aprile 2011

Che ora si voglia passare agli scontri in piazza ?

Settimana delicata per la politica italiana sotto vari aspetti.  Gli eventi che aspettano il Governo e Berlusconi sono certamente rilevanti, avrà inizio il processo  Ruby con quelloc he ne segue, ci sarà poi il voto della Camera sul conflitto di attribuzioni e quello sul processo breve. A fronte di ciò le opposizioni hanno già messo in programma  una miriade di manifestazioni iniziando proprio da domani contro la prescrizione breve proprio davanti alla camera alle 14, poi alle 18 seguirà il comizio del Pd ed alle 20 avrà inizio in Piazza Santi Apostoli una notte bianca per la democrazia. Questo è solo un programma giornaliero a cui ne faranno seguito altri. Dopodomani ad esempio si terrà, sempre davanti a Montecitorio, un sit-in di protesta contro il Governo. Questa volta toccherà agli abruzzesi che si riconoscono nello slogan "la rivolta del silenzio per l'Aquila". Tutto questo per quanto riguarda Roma; ma sarà Milano il centro dell'attenzione degli opposti schieramenti. Dopodomani infatti si terrà la prima udienza del processo Ruby. L'occasione sarà ghiotta per gli oppositori del Premier , ma di certo la destra non lascerà la scena e la piazza solo alle opposizioni. Le elezioni infatti si avvicinano e la campagna elettorale ha già avuto inizio. Da che mondo è mondo le opposizioni manifestano nelle piazze il loro scontento, lo fanno ovunque sia possibile farlo e non è questo che impensierisce alcun governo democratico di questo pianeta. Strane invece possono sembrare a tanti le parole rilasciate dal ministro Alfano in una intervista a Repubblica. Suonano minacciose e preoccupanti , sopratutto dopo aver assistito alla violenza dello scontro istituzionale già in atto. "Oltrechè in Parlamento" ha detto il Ministro "ci batteremo nelle piazze". Che anche il Governo voglia portare la battaglia politica nelle piazze quando gode di tanti altri strumenti, ci pare unntantino eccessivo, ma  sopratutto preoccupante se si pensa a quale potrà essere l'intensità dello scontro.


venerdì 1 aprile 2011

Governo e Parlamento: il disgusto e l'indecenza al potere.

Da tempo memorabile questo governo e questo parlamento sono in guerra aperta con le istituzioni e con quella parte del paese che intende salvaguardarle e difenderle. Ma un clima così invelenito come l'attuale ancora non si era visto. Questa destra oramai ha raggiunto il limite della decenza, oltre ad essersi trasformata in "eversiva" è diventata un pericolo concreto per le istituzioni democratiche. Sconcerta il clima di questi giorni ed il livello dello scontro quando si osserva che tutto avviene solo ed esclusivamente per difendere e mettere al riparo dalla "legge" Berlusconi , tutto avviene solo per assicurare l'impunità al "Rais" d'Italia, per questo si mette a ferro e fuoco il paese. Le manifestazioni di protesta dei cittadini oramai esasperati, sono sempre più spesso considerate dal governo , in barba ad ogni diritto di democratico disssenso, come vere e proprie provocazioni, mentre il consenso al premier  , tanto sbandierato è affidato a gruppi di sostenitori in buon parte prezzolati o a vere a proprie comparse, da assegnare a trasmissioni televisive. Basta seguire con un po' di attenzione il dibattito parlamentare , sia gli argomenti che i toni, per provare spesso fastidio per la faziosità, o repulsione , e a volte vero e proprio disgusto. Con sempre maggior frequenza viene istintiva una sola domanda. Capita quando si osservano gli interventi del Premier, di La Russa, di Alfano , di Cicchitto, le insolenze di Bossi e dei leghisti in genere, a cui oggi si aggiungono anche quelle senza precedenti nei confronti di un parlamentare disabile; ma quando davvero cominceremo a stancarci di pagare un profumato stipendio a dei personaggi che a stento si riuscirebbe a tollerare in strada, allo stadio o nei circhi ? Quanti sono gli elettori che onestamente ancora riescono a considerarsi rappresentati da tanti tristi figuri, preoccupati solo di salvare se stessi,  il proprio portafoglio, la propria  carriera?  Spero pochi. Spero che questo sia solo un caso contingente, voluto da un triste destino e che tutto finisca presto, che il paese si svegli dal lungo torpore che ha fatto seguito a tangentopoli e che riprenda al più presto la sua strada, senza vane illusioni , senza credere o sperare nell'uomo del destino a cui affidare il paese. Basta poco  in fondo per rendersi conto che siamo noi gli artefici del nostro destino e che , se davvero siamo migliori di quanti ci rappresentano, è giunta l'ora di dimostrarlo attivamente, con il cambiamanto, con l'opposizione, con la partecipazione attiva, altrimenti davvero ha ragione che dice che in ultima analisi ognuno ha i rappresentanti che si merita e che questa e la nostra triste realtà.