giovedì 3 marzo 2011

Libia: ecco l'eterna improvvisazione del Governo Berlusconi.

Siamo al caos totale sulla Libia. Il nostro Governo dapprima si era convinto che la Libia non potesse diventare come l'Egitto , poi che Gheddafi non fosse come Mubarak. In tanti anni di amicizia "Italo-Libica" possibile nessuno si fosse accorto che Gheddafi era proprio il peggiore ? Siamo così passati dalla puara di disturbare il rais mentre ammazzava i rivoltosi al terrore del prossimo venturo esodo biblico dalla terra africana e ora sembiamo rincorrere , ansimando non poco, le posizioni più aperte e decise degli Stati Uniti e del resto d'Europa. In ritardo ci siamo accorti con non poca preoccupazione che su quelle coste africane, o si interviene in fretta o le conseguenze umanitarie saranno disastrose. Ora, mentre il mondo si accorge con sgomento che la Libia è sull'orlo di una guerra civile il nostro governo pensa al trattato bilaterale italo-libico ed alla sua sospensione. Sarebbe stato forse meglio non firmarlo quel trattato , ma ora , nell'attuale situazione , è decisamente inutile discuterne, visto che non esistono più , nè controparte, nè interlocutori ; lo stesso è di fatto superato dagli eventi. Il vero problema ora è che mentre in Italia ci si attarda in discussioni inutili (proprio perchè non si è capito nulla) e superate, come se la Libia fosse, non nel mediterraneo e di fronte alle nostre coste , ma nell'Oceano Pacifico, distante miglia e miglia,  la si combatte e si muore, e forse ci si prepara a dividere il paese in due. Tranquilli, non è solo in Italia che questo governo non riesce a concludere nulla, lo stesso , e anche peggio, avviene sul piano internazionale. Va tutto bene finchè si fanno pasticci e non si sa mai che pesci pigliare nel Corno d'Africa o nelle ex repubbliche sovietiche, ma non sarà senza conseguenze quando questo avviene nel Maghreb o in Libia, visto che "due passi" li separano da casa nostra. 


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