mercoledì 16 febbraio 2011

Libia a rischio e la tragedia dilaga.

Anche la Libia oramai  è spazzata dal vento della rivolta sociale che imperversa oramai sull'intero Nord Africa. Sono proprio di questi giorni le prime importanti manifestazioni, il fuoco della protesta brucia e divampa su tutta la costa del mediterranea dell'antico continente. Sono trentotto le persone rimaste ferite negli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine che si sono verificati nella notte tra martedì e mercoledì a Bengasi, in Libia. E ancora non è finita visto che la tensione rggiungerà il massimo nella cosiddetta Giornata della collera, prevista per domani e che  nelle intenzioni dovrebbe essere la più imponente manifestazione contri il regime libico del Colonnello. Domani si dovrebbe certamente essere in grado di valutare la consistenza della protesta e la tenuta del regime. Pochi dubbi sul fatto che la manifestazione sarà costellata da vari incidenti  e scontri con le forze dell'ordine. Si temono, anche se si vorrebbe scongiurarali, morti e feriti. E forse domani sarà solo l'inizio della fine, per il regime Libico. Se anche la Libia, come sembra prevedibile, alla fine crollerà  sotto i colpi della rivolta , prepariamoci ad una vera e propria invasione. E le parole ed i proclami non basteranno a fermare gli  sbarchi . Una vera tragedia umana  si mostrerà ad  Europa inorridita ,  quando il deserto libico e le pattuglie del Colonnello, armate dal nostro governo, non riusciranno più ad arginare la disperazione di un continente. Questa dilagherà sulle nostre coste,  se solo riuscirà a sopravvivere alle onde  e alla profondità del Meditteraneo, non ai nostri pattugliamenti.  Ma la rinascita dell'Africa passa anche dalla caduta dei suoi regimi dittatoriali, per questo il governo Italiano non si sogni nemmeno di sostenere Gheddafi, rischierebbe alla lunga di pagare molto di più tale sciagurata scelta, ammesso che si riuscisse a sopportare adesso il peso della coscienza. Prepariamoci dunque al peggio, prepariamoci subito, ma non dimentichiamo nemmeno per un attimo che la vera, la maggiore e paggiore tragedia umana, la vivono proprio loro, quei poveri e disperati migranti, non noi che dovremmo accoglierli.


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