venerdì 11 febbraio 2011

Berlusconi il "peccatore".

Alla fine Ferrara è riuscito , almeno in parte , a convincere Berlusconi a riconoscere qualche colpa. Fino a ieri su di lui si erano dette solo falsità, mostrate arbitrarie e malevole ricostruzioni di quelli che non erano altro che eleganti incontri culturali con gli amici, maldicenze vere e proprie, messe in giro per screditare il premier e disonorare l'Italia.  Quante volte ha giurato su quanto di più caro ha al mondo ? Molte. Poche sono state fino ad ora le ammissioni di colpa, quasi nessuna , nemmeno quando sarebbe stato impossibile negare. Il Premier è riuscito in questo tempo , non solo a dire, ma persino a far dire al nostro parlamento, che la sua famosa telefonata alla questura di Milano aveva come unico scopo quello di evitare un incidente diplomatico con l'Egitto. Si faccia avanti quel grullo in Italia che ancora ci crede, diventerebbe famoso in un baleno, ma il nostro Premier ancora insiste nella versione. Nell'intervista al Foglio di Ferrara di oggi , non appaiono molte novità, ritorna tutto il repertorio del cavaliere, l'attacco, come la congiura. Dice Silvio che  “C’è un piano antidemocratico, gestito da procure spioniste e con giacobini al seguito, per liberarsi di me evitando il voto. Ma io non cedo, e al Quirinale c’è un galantuomo” (Ora persino Napolitano, dapprima comunista , diventa un galantuomo).  Dalle cronache di questi giorni si capisce che i pubblici ministeri e i giornali o i talk show della lobby antiberlusconiana, che trascina con sé un’opposizione senza identità propria, si muovono di concerto: si passano le carte, non si comprende in base a quale norma, come nell’inchiesta inaccettabile di Napoli; oppure, come è avvenuto a Milano, scelgono insieme i tempi e i modi per trasformare in scandalo internazionale inchieste farsesche e degne della caccia spionistica alle ‘vite degli altri’ che si faceva nella Germania comunista”. Quale scopo? “Lo hanno scritto su tutti i giornali il professor Zagrebelsky, la signora Spinelli, il professor Asor Rosa e tanti altri: bisogna liberarsi di Berlusconi evitando il voto degli italiani, tutti rincretiniti secondo queste élites boriose e antidemocratiche, e ci vuole dunque una iniziativa, cito letteralmente, ‘extraparlamentare’ che punti sull’emergenza morale per distruggere la sovranità politica che il popolo italiano non è degno di esercitare”. “Stavolta c’è una coscienza pubblica diffusa dell’intollerabilità costituzionale e civile di un siffatto modo di procedere, il famoso golpe bianco, anche perché abbiamo un presidente che è un galantuomo, e allora ricorrono a quello che lei, caro direttore, ha chiamato ‘golpe morale’. E’ per questo che nel documento del Popolo della Libertà si parla di eversione politica. E’ un giudizio tecnico, non uno sfogo irresponsabile”. “Non ce la faranno, però, intanto perché c’è un giudice a Berlino, e io ho fiducia di trovarlo, e poi perché in una democrazia il giudice di ultima istanza, quando si tratta di decidere chi governa, è il popolo elettore e con esso il Parlamento, che sono i soli titolari della sovranità politica”. Mi fermo , anche perchè lo sproploquio non merita di andare oltre, anche perchè ancora, il Premier e Ferrara non hanno ancora capito oppure fanno finta. Non si tratta qui solo di costumi, moralità, stili di vita o del diritto ad una vita privata, nossignori su questo piano neanche vogliamo scendere. Nessuno discute qui nemmeno l'autorità del Parlamento, nè le sue prerogative. Qui si discute semplicemente di una sola cosa, si discute di alcuni presunti reati , della divisione dei poteri e del principio costituzionale che la legge è uguale per tutti, tutto il resto non conta, anche se aberrante o vergonoso. Poco importa agli italiani sapere ora che il Premier è un "peccatore", come per la prima volta lui stesso riconosce. Potevano essere affari suoi , decisamente privati , se non avesse deciso da solo di farli diventare pubblici.  Per i suoi peccati si rivolga ad un confessore o al giudice supremo, non agli italiani.   Agli italiani importa solo sapere se il premier ha commesso i reati di cui è accusato. Decida allora di presentarsi davanti ai giudici e di risponderne, come ogni cittadino, tutto il resto importa solo o a Giuliano Ferrara.

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