venerdì 25 febbraio 2011

Il Colonnello disarcionato ed il Cavaliere in difficoltà, spira un vento forte sul Mediterraneo.

Le sponde del mare Mediterraneo non sono mia state tanto agitate da secoli. La rivolta divampa ovunque , le proteste si susseguono e non conoscono confini. Prima la Tunisia, poi l'Egitto , ora la Libia. Non è solo il sole che di colpo ha reso infuocato anche il deserto. Dapprima si è trattato di fucili, poi di cannoni , ora di aerei. E la Libia è oramai rossa dal  troppo sangue versato. Qui si è oramai al caos totale e ancora non si vedono spiragli, mentre una repressione sempre più dura miete vittime, a centinaia , forse migliaia. Le notizie si rincorrono , Muammar Gheddafi è morto. Ma la secca smentita arriva subito a raffreddare gli entusiasmi. Ieri Gheddafi non è apparso. Ha scelto , al pari di tanti dittatori, la diretta telefonica in tv per definire la rivolta  "una farsa" e per affermare che lui non si arrenderà mai. In questo il Colonnello si dimostra molto simile al Cavaliere. Poco importa se il paese affonda, loro resistono a tutto, nella ferma convinzione che quando muore Sansone devono morire anche tutti i filistei. Quella del Colonnello libico è una litania, che  ripete fino alla nausea,  lui resterà fino alla morte al suo posto e poi attacca tutti;gli Stati Uniti, i nemici interni, Bin Laden, l'italia. Nessuno si salva. Resta però oramai la certezza che alla fine anche il Colonnello cadrà sotto i colpi di una rivolta e di una protesta oramai inarrestabili. Non èpiù tempo di Colonnelli in Libia, almeno non di questi. Non si sa se il nuovo sarà meglio del vecchio, l'importante è cambiare ed avere una speranza, per quanto tenue. In questo periodo ed in pochi giorni tanti personaggi discussi e discutibili hanno abbandonato la scena politica ed internazionale, altri lo faranno a breve. E mentre il Colonnello, che appare oramai disarcionato, lancia pesanti accuse dalle sponde opposte del "Mare Nostro", qui , in casa nostra, un suo vecchio amico, il nostro Cavaliere, che in un primo tempo aveva deciso di non disturbare, per delicatezza ed educazione, il suo amico rais impegnato ad ammazzare i rivoltosi, ora alza la testa e la voce chiedendo ,sia pure fuori tempo massimo e con molto ritardo, la fine della repressione in Libia. Parla di libertà il nostro Cavaliere e di democrazia, ma lo fa solo riferendosi alla Libia. Qui , nel suo paese pochi giorni fa , anche lui in videomessaggio, ha cercato di convincere gli italiani che il paese va "rivoltato" come dice lui, fattoi ad immagine e somiglianza di Arcore o di Mediset, ove uno comanda e gli altri obbediscono. Se l'è infatti presa con il Parlamento, con la Consulta , con il Capo dello Stato. Tutti contro di lui, tutti che remano contro il "nuovo che avanza". La sua convinzione è sempre la stessa, essendo stato eletto dai cittadini (un 30 per cento circa) dovrebbe essergli tutto permesso essendo al di sopra delle regole e delle leggi. Pecato che questo che lui vuole cambiare sia il succo stesso della democrazia e dell'equilibrio dei poteri dello stato. In un medittareo annichilito, Berlusconi è rimasto senza più "amici" segno che il vento spira in altre direzioni, e un Cavaliere in grande difficoltà, lascia ben sperare per questo paese, forse il vento che spira dall'Africa verso di noi non rimarrà senza conseguenze e se il Colonnello sarà disarcionato chissa non volga al termine anche la stagione politica e l'avventura del suo grande amico, il Cavaliere Berlusconi.


venerdì 18 febbraio 2011

Wikileaks "Berlusconi è un clown".

Il presidente Silvio Berlusconi per anni ci ha vantato le sue fortune internazionali e il prestigio che la sua persona , secondo suo dire aveva fatto guadagnare al paese. Tolto un vago sentore,  e l'uso della ragione da parte di molti italiani,  fino ad ora nessuno poteva, con certezza e con prove concrete, smentirlo. Anche sei i sospetti erano tanti ora anche questi si fanno realtà leggendo le dichiarazioni di  Wikileaks. Non si parla più di centralità dell'Italia nelle relazioni internazionali, a cominciare dai rapporti con gli Stati Uniti come volavano farci credere. Ne parlano chiaramente oggi Repubblica e L'Espresso. Le considerazioni riportate ,degli ambasciatori e dei diplomatici americani , sono impietose "l premier Silvio Berlusconi con le sue frequenti gaffe e la scelta sbagliata delle parole ha offeso, nel corso del suo mandato, quasi ogni categoria di cittadino italiano e ogni leader politico europeo" si dice.  "La sua volontà di mettere gli interessi personali al di sopra di quelli dello Stato ha leso la reputazione del Paese in Europa e ha dato, sfortunatamente, un tono comico al prestigio dell'Italia in molte branche del governo degli Stati Uniti". Insomma: un uomo incapace di gestire le relazioni con gli altri politici, in particolare con i partner esteri. Di più, un politico che antepone i suoi interessi a quelli del Paese. E poi per finire una considerazione che da sola basterebbe a completare l'immagine "Berlusconi è incline alle cattive figure ed è un po' clown". Come si vede non è proprio, come qualcuno pensava, un attesato di stima e di rispetto, ma solo a quanto pare a molti la triste realtà. 

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mercoledì 16 febbraio 2011

Libia a rischio e la tragedia dilaga.

Anche la Libia oramai  è spazzata dal vento della rivolta sociale che imperversa oramai sull'intero Nord Africa. Sono proprio di questi giorni le prime importanti manifestazioni, il fuoco della protesta brucia e divampa su tutta la costa del mediterranea dell'antico continente. Sono trentotto le persone rimaste ferite negli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine che si sono verificati nella notte tra martedì e mercoledì a Bengasi, in Libia. E ancora non è finita visto che la tensione rggiungerà il massimo nella cosiddetta Giornata della collera, prevista per domani e che  nelle intenzioni dovrebbe essere la più imponente manifestazione contri il regime libico del Colonnello. Domani si dovrebbe certamente essere in grado di valutare la consistenza della protesta e la tenuta del regime. Pochi dubbi sul fatto che la manifestazione sarà costellata da vari incidenti  e scontri con le forze dell'ordine. Si temono, anche se si vorrebbe scongiurarali, morti e feriti. E forse domani sarà solo l'inizio della fine, per il regime Libico. Se anche la Libia, come sembra prevedibile, alla fine crollerà  sotto i colpi della rivolta , prepariamoci ad una vera e propria invasione. E le parole ed i proclami non basteranno a fermare gli  sbarchi . Una vera tragedia umana  si mostrerà ad  Europa inorridita ,  quando il deserto libico e le pattuglie del Colonnello, armate dal nostro governo, non riusciranno più ad arginare la disperazione di un continente. Questa dilagherà sulle nostre coste,  se solo riuscirà a sopravvivere alle onde  e alla profondità del Meditteraneo, non ai nostri pattugliamenti.  Ma la rinascita dell'Africa passa anche dalla caduta dei suoi regimi dittatoriali, per questo il governo Italiano non si sogni nemmeno di sostenere Gheddafi, rischierebbe alla lunga di pagare molto di più tale sciagurata scelta, ammesso che si riuscisse a sopportare adesso il peso della coscienza. Prepariamoci dunque al peggio, prepariamoci subito, ma non dimentichiamo nemmeno per un attimo che la vera, la maggiore e paggiore tragedia umana, la vivono proprio loro, quei poveri e disperati migranti, non noi che dovremmo accoglierli.


martedì 15 febbraio 2011

Voleva il processo breve, ora può essere contento, ce l'ha immediato.

Per il prossimo 6 aprile è stata fissata la prima udienza del processo a carico del premier Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile. Lo ha stabilito proprio oggi il gip di Milano Cristina Di Censo, disponendo il rito immediato nei confronti del premier.  Destino della sorte , a giudicare il capo del governo sarà un collegio composto da tre donne. "Non ci aspettavamo nulla di diverso" commentano i legali del premier" anche se in fondo desideravano altro.  Appena battuta dalle agenzie la notizia , com'era prevedibile, ha fatto il giro del mondo. Inutile nasconderl,o lo scandalo è enorme, in pratica all'estero in molti si chiedono come gli italiani possano accettare tutto questo. Mentre il Gip  accoglieva la richiesta  della procura, motivava anche le sue decisioni , a quanto sembra, partendo proprio dalla competenza del tribunale di Milano e concludendo con le questioni dell'evidenza della prova e della connessione tra i reati contestati. Quanti fino a ieri parlavano, strumentalmente e furbescamente, di sollecitazione europee per l'approvazione del "processo breve", ora dovrebbero essere quantomeno soddisfatti. Più breve di così il processo non avrebbe potuto mai essere, ora è addirittura immediato. Rimane un solo augurio, unito alla speranza, non per Berlusconi , ma per gli italiani. L'augurio e la speranza sono quelli che, forse e finalmente, nonostante i tanti tentativi contrari, alla fine prevarranno, non solo la verità, ma anche la giustizia.


venerdì 11 febbraio 2011

Berlusconi il "peccatore".

Alla fine Ferrara è riuscito , almeno in parte , a convincere Berlusconi a riconoscere qualche colpa. Fino a ieri su di lui si erano dette solo falsità, mostrate arbitrarie e malevole ricostruzioni di quelli che non erano altro che eleganti incontri culturali con gli amici, maldicenze vere e proprie, messe in giro per screditare il premier e disonorare l'Italia.  Quante volte ha giurato su quanto di più caro ha al mondo ? Molte. Poche sono state fino ad ora le ammissioni di colpa, quasi nessuna , nemmeno quando sarebbe stato impossibile negare. Il Premier è riuscito in questo tempo , non solo a dire, ma persino a far dire al nostro parlamento, che la sua famosa telefonata alla questura di Milano aveva come unico scopo quello di evitare un incidente diplomatico con l'Egitto. Si faccia avanti quel grullo in Italia che ancora ci crede, diventerebbe famoso in un baleno, ma il nostro Premier ancora insiste nella versione. Nell'intervista al Foglio di Ferrara di oggi , non appaiono molte novità, ritorna tutto il repertorio del cavaliere, l'attacco, come la congiura. Dice Silvio che  “C’è un piano antidemocratico, gestito da procure spioniste e con giacobini al seguito, per liberarsi di me evitando il voto. Ma io non cedo, e al Quirinale c’è un galantuomo” (Ora persino Napolitano, dapprima comunista , diventa un galantuomo).  Dalle cronache di questi giorni si capisce che i pubblici ministeri e i giornali o i talk show della lobby antiberlusconiana, che trascina con sé un’opposizione senza identità propria, si muovono di concerto: si passano le carte, non si comprende in base a quale norma, come nell’inchiesta inaccettabile di Napoli; oppure, come è avvenuto a Milano, scelgono insieme i tempi e i modi per trasformare in scandalo internazionale inchieste farsesche e degne della caccia spionistica alle ‘vite degli altri’ che si faceva nella Germania comunista”. Quale scopo? “Lo hanno scritto su tutti i giornali il professor Zagrebelsky, la signora Spinelli, il professor Asor Rosa e tanti altri: bisogna liberarsi di Berlusconi evitando il voto degli italiani, tutti rincretiniti secondo queste élites boriose e antidemocratiche, e ci vuole dunque una iniziativa, cito letteralmente, ‘extraparlamentare’ che punti sull’emergenza morale per distruggere la sovranità politica che il popolo italiano non è degno di esercitare”. “Stavolta c’è una coscienza pubblica diffusa dell’intollerabilità costituzionale e civile di un siffatto modo di procedere, il famoso golpe bianco, anche perché abbiamo un presidente che è un galantuomo, e allora ricorrono a quello che lei, caro direttore, ha chiamato ‘golpe morale’. E’ per questo che nel documento del Popolo della Libertà si parla di eversione politica. E’ un giudizio tecnico, non uno sfogo irresponsabile”. “Non ce la faranno, però, intanto perché c’è un giudice a Berlino, e io ho fiducia di trovarlo, e poi perché in una democrazia il giudice di ultima istanza, quando si tratta di decidere chi governa, è il popolo elettore e con esso il Parlamento, che sono i soli titolari della sovranità politica”. Mi fermo , anche perchè lo sproploquio non merita di andare oltre, anche perchè ancora, il Premier e Ferrara non hanno ancora capito oppure fanno finta. Non si tratta qui solo di costumi, moralità, stili di vita o del diritto ad una vita privata, nossignori su questo piano neanche vogliamo scendere. Nessuno discute qui nemmeno l'autorità del Parlamento, nè le sue prerogative. Qui si discute semplicemente di una sola cosa, si discute di alcuni presunti reati , della divisione dei poteri e del principio costituzionale che la legge è uguale per tutti, tutto il resto non conta, anche se aberrante o vergonoso. Poco importa agli italiani sapere ora che il Premier è un "peccatore", come per la prima volta lui stesso riconosce. Potevano essere affari suoi , decisamente privati , se non avesse deciso da solo di farli diventare pubblici.  Per i suoi peccati si rivolga ad un confessore o al giudice supremo, non agli italiani.   Agli italiani importa solo sapere se il premier ha commesso i reati di cui è accusato. Decida allora di presentarsi davanti ai giudici e di risponderne, come ogni cittadino, tutto il resto importa solo o a Giuliano Ferrara.

giovedì 10 febbraio 2011

Parla con me : Prove di regime , censurata la scena finale del Caimano.

"Parla con me" la trasmissione condotta da Serena Dandini ieri sera avrebbe dovuto trasmettere la scena finale del film "il Caimano", del regista Nanni Moretti. Era già tutto previsto quando improvvisa e repentina è calata sul programma la censura della Rai che, per bocca del suo vice-direttore Antonio Mariano , comunicava alla stessa dandini di ridurre le scene del film che sarebbero dovute andare in onda solo a tre minuti esatti. La stessa conduttrice ed il regista del programma a questo punto decidevano di non mandare in onda il pezzo. Curioso è senz'altro sapere che la scena che avrebbe dovuto andare in onda parla di di uno scontro, in un aula del Tribunale di Milano, tra un Presidente del Consiglio Italiano ed un magistrato. Non si fanno nomi  ma i riferimenti sono per tutti evidenti, così come le argomentazioni e le tesi sostenute sanno essere uno spaccato di vita quotidiana che ogni italiano deve sorbirsi almeno tre volte al giorno su tutte le tv.   "Voglio ricordare - dice il Caimano del film - a questo tribunale che oggi io sono qui a parlare non solo in veste di imputato ma anche e soprattutto come cittadino a cui la maggioranza degli italiani ha conferito l'onere e la responsabilità di guidare il Paese". Dottoressa - prosegue il premier in questione - lei sta attaccando me come Presidente del Consiglio e questo ad un magistrato non può essere concesso. Se lei vuole fare politica si dimetta e si faccia eleggere in Parlamento". "Non si possono continuare a sprecare i soldi dei cittadini per un processo esclusivamente basato su delle menzogne".  Sembra di ascoltare, non solo un generico Premier, ma davvero il nostro Premier. La verità spesso è scomoda , a volte e per qualcuno può sembrare impresentabile,  insostenibile o semplicemente profetica, è così che ogni regime prima o poi tenta di "nasconderla", negarla  o  "censurarla".  Ma non sempre, per fortuna, ci riesce. L'italia purtroppo non sfugge, in questo periodo, a questa tentazione, si vuole porre limiti ad ogni cosa, ai processi, alle intercettazioni, ai giudici, alla libertà stessa. Quella che era una grande democrazia, sembra sempre più avviarsi al declino , vicina non a Francia , Germania , Stati Uniti ed Inghiliterra, ma sempre più simile all' Egitto, alla Libia, alla Tunisia, o a qualche repubblica delle banane, quelle in cui pochi possidenti ricchi controllano ogni aspetto delle vita del loro paese, senza regole, senza controlli, senza opposizioni.


mercoledì 9 febbraio 2011

Oggi il Governo più che di pacchetti si occuperà di "pacchi".


lunedì 7 febbraio 2011

Tentano di entrare ad Arcore ma senza Lele Mora.

Ieri manifestazione organizzata dal Popolo Viola ad Arcore. Molti e colorati i manifestanti, tanta la gente che scandiva , all'indirizzo del Cavaliere, "vattene non ne possiamo più" . " Deve sapere , non glielo devono raccontare, - diceva qualcuno - che ormai la maggioranza del paese non solo non lo ama, ma lo detesta". La contrapposizione tra i manifestanti e le Forze dell'Ordine è finita purtroppo a calci, pugni e bastonate ,quando , alcuni scalmati hanno tentato di entrare ad Arcore, forzando il blocco predisposto.  Oggi un cronista del Giornale, senza neanche un briciolo di vergogna , senza neanche un briciolo di onestà intellettuale e senza nemmeno arrossire, affermava che la colpa di quanto era accaduto doveva essere ascritta a quanti in questi giorni avevano strumentalmente alzato i toni ed il livello dello scontro politico. Parole accettabili se fossero state riferite al Premier ed a qualche suo collaboratore, a dir poco vergognose se riferiti ad altri. Nessuno condivide è certo,  l'uso della violenza, questa va sempre rifiutata, ma sarebbe un grosso errore condannare l'intera e civile manifestazione solo per qualche atto estremo di alcuni esagitati. L'Augurio  è che in avvenire tutti mantengano, in situazioni analoghe, la calma ed il controllo delle proprie azioni. Questo andrebbe sicuramente a merito degli stessi manifestanti . E se proprio qualcuno volesse entrare ad Arcore, per cantarla più da vicino a Berlusconi, comunque pacificamante e per i fatti suoi, ma senza creare sospetti, un consiglio, si ricordi di farsi almeno precedere da Lele Mora, l'ingresso potrebbe essere così garantito e permesso, e senza essere bastonati.

venerdì 4 febbraio 2011

La vera Ruby ? naturalmente quella che "racconta" il giornale....

Poco più tardi di ieri la maggioranza dei nostri Parlamentari ha in sostanza votato che  quando il Premier telefonò alla questura di Milano per Ruby  fosse nell'effettiva convinzione che la ragazza era la nipote d Mubarak. Nessun dubbio ha imbarazzato i nostri Onorevoli, nessun rossore ha infiammato il loro viso. La loro è in fondo è una fede assoluta nel loro leader che nemmeno le più incredibili ed impossibili storie riuscirebbero mai a scalfire. Per gli italiani più pragmatici , invece e purtroppo, è il chiaro e lampante esempio che i nostri onorevoli , o ci sono, o si fanno, o ci marciano alla grande. D'altronde la propaganda del  "regime", ed i "servitori" del Premier sono in questi giorni attivissimi  a smentire ogni cosa , anche l'evidenza se mnecessario ed utile. Le feste di Arcore ? non sono altro che cene tra amici, lussuose ed eleganti fin che si vuole ma semplice occasione per piacevoli e colti discorsi , una amichevole chiaccherata tra conscenti , a volte con cineforum finale. Lele Mora ed Emilio Fede  pare ne siano grandissimi appassionati, così come lo sono la "preparatissma" Minetti e le tante altre ragazze che facevano cornice agli incontri. Il fiume di denaro che passava di mano in mano ?  semplice solidarietà, beneficenza, buon cuore di Silvio, che si commuove sempre sopratutto quando si tratta di giovanissime fanciulle, questi sì che spezzano davvero anche il cuore più duro. Non c'erano prostitute ad Arcore, anche perchè la cosa sarebbe stata imbarazzante e bruttissma per un Presidente del Consiglio, ma non c'erano nemmeno escort. Ma allora a che titolo erano ad Arcore tutte queste ragazze ? E la minorenne Ruby  che ci faceva. Se si dovesse dar credito al giornale di oggi  Ruby  è una povera ragazza che ha subito molestie e violenze inaudite dal padre , dagli amici e dalla vita stessa. Una storia toccante la sua , proprio per questo forse, fa intendere l'articolo, tenuta nascosta dai pm. Una certa Cubeta , amica di Ruby ne parla benevolemente, Ruby ,dice,  "non è una ragazzina di facili costumi e non può essere, una prostituta". Mentre si scorre sulle righe del giornale la sua storia, sis corre quasi la sua vita, balzano evidenti le immagini "dei soprusi subiti, del­l’olio bollente in testa, delle frustate sulla schiena di cui esistono le foto scattate dai medici, delle botte prese per­c­hé aveva deciso di cambiare reli­gione. Nella decrizione Ruby è dipinta quasi come una santa, persino il fatto della conversione, forse si potrebbe fare "beata" , visto la rarità di queste nei nostri. Ruby , dice sempre l'amica, è stata più volte invitata, nella sua vita , a prosti­tuirsi in feste e case private di gente facoltosa, ma giura d’es­sersi sempre rifiutata di fare sesso a pagamento perché, so­lo l’idea, la fa vomitare. Prefe­risce morire di fame, come ef­fettivamente le capitava in certi momenti, piut­tosto che cedere. Un solo picolo neo per  Ruby, una sola falsità era solita raccontare la ragazza, si trattava di un suo piccolo vezzo che è meglio a questo punto far conoscere a tutti; aveva l'abitudine di mentire sulla sua età, lo faceva con tutti. Sì, avete capito bene, a tutti, raccontava di essere maggiorenne. E la storia del furto di cui è stata accusata ? una malvagità, come le altre d'altronde. Dice l'amica , " quando ho sentito che Ruby rischiava di far cadere il go­verno, che il premier era indagato per aver fatto sesso a paga­mento con Ruby , non ci volevo proprio credere. Non scher­ziamo. Non s’è prostituita quando stava morendo di fa­me, figurarsi se ha tradito se stessa una volta raggiunto il sogno di Arcore". E brava Ruby,  viene istintivo a questo punto dire, forse venivi pagata solo per la tua virtù . Gran bella storia dunque, a tratti commovente anche se stride spesso e profondamente con i testi delle intercettazioni. Ma si sa queste ultime sono il  frutto di una campagna mediatica, non è la realta questa. La realtà che si deve diffondere è questa storia sulla vita di Ruby. Bella storia si diceva, se fosse vera. Basterebbe però voler credere o voler far credere, e anche questa storia, potrebbe tranquillamente diventare o "essere" la realtà. "Così è se vi pare" diceva Pirandello.

Governo , avanti tutta , una birbonata dietro l'altra.

E' inutile girarci attorno , la legge parla chiaro, il voto in pareggio ottenuto nella commissione bicamerale  sul federalismo va considerata a tutti gli effetti una bocciatura. Lo smacco per la Lega e la sua mediazione è stato forte, ma il Governo non cede, conscio che in caso contrario si va dritti alle elezioni, che oramai il Pdl considera come una sciagura. Così ieri , nella seduta del Consiglio dei Ministri, si è approvato , nonostante il parere contrario della commissione parlamentare, un nuovo decreto legislativo sul federalismo. Le opposizioni naturalmente , e come era prevedibile, sono insorte gridando al golpe e dichiarando che preparanno le barricate.  Non credo che però il governo si lascerà intimidire da tutto questo. Quello che preoccupa davvero la maggioranza è l'aria che tira sul Colle più alto di Roma. Di certo si sconta il nuovo provvedimento non piacerà molto al Capo dello Stato, il quale avrà sicuramente qualche problema a controfirmarlo. Già i  collaboratori di Napolitano si sono espressi dichiarando che ci saranno problemi di "metodo e di procedure".  Insomma per la maggioranza e per il premier, finito un problema ne inizia un'altro, e detto tra di noi per buona parte se li sono cercati. Visto che nel tempo non non ne hanno risolto uno nonostante "l'impegno" profuso, la situazione, come si vede, è sempre più ingarbugliata e insostenibile. Tutto oramai consiglierebbe la scelta del ricorso alle urne, proprio nel più breve tempo possibile , e a questo punto anche nell'interess degli italiani. Saremmo già in aperta campagna elettorale se negli ultimi periodi  a Berlusconi non venisse l'orticaria tutte le volte che ci pensa. Rassegnamoci quindi , a meno che non si giunga alle barricate davvero, si andrà avanti così, un problema dietro l'altro, una birbonata dietro l'altra, fino a che a che si potrà e fino a che il paese reggerà.


giovedì 3 febbraio 2011

Federalismo , pietra tombale di Berlusconi ?

Oggi , poco prima delle 13 si voterà alla Bicamerale il decreto sul federalismo. Se passasse non sarebbe la grande e tanto sognata svolta per la Lega, ma un contentino, solo un pannicello caldo. Si finirebbe , facendola semplice e breve, per continuare a pagare le stesse tasse centralizzate che paghiamo ora, più altre locali, visto che lasciaranno una maggiore capacità impositiva alla periferia. Le proposte , nonostante la paziente mediazione di Calderali per convincere tutti , non hanno convinto le opposizioni, in molti, in troppi, non credono in "questo" federalismo. Baldassarri lo ha definito "figlio del peggior centralismo" e le opposizioni voteranno quindi compatte per il no. Nessuno in questo momento, visto la durezza delleo scontro, e disposto a concedere sconti a nessuno.  A quanto pare quindi le votazioni sul federalismo finiranno con un bel 15 a 15, pari e patta, ma il decreto così rischerebbe di non passare. "Se sarà pareggio diremo a Pdl e Lega di fermarsi, non ci sono le condizioni politiche e neppure giuridiche per andare avanti", ha detto Bersani.  Ma ogni decisione spetterebbe in questo caso alla Lega ed a Bossi. Saranno disponibili a cavillare giuridicamente e politicamente in attesa di tempi migliori, o oramai, passati anche i tempi supplementari, decideranno di ritirare la squadra ? I sondaggi elettorali consiglierebbero di portare a casa almeno un qualche risultato anche minimo prima di andare alle elezioni, quanto basterebbe per poter dire eravamo molto vicini e per colpa di altri siamo rimasti con un pugno di mosche, . Ma i sondaggi, e quanto ancora dovrà aspettarsi il premier sul piano della giustizia, non lasciano ben sperare in grossi risultati o improbabili rimonte , ecco perchè forse, proprio da oggi il federalismo potrebbe diventare il "casus belli", la pietra tombale di Berlusconi e del suo governo. Il Cavaliere potrebbe cadere non sotto il peso degli scandali, visto che qui hanno tollerato e sopportato tutto, anche l'indecenza, ma per l'incapacità e l'impossibilità di realizzare i loro stessi programmi. Più sconfitta politica di questa che cosa potrebbe esserci ?

mercoledì 2 febbraio 2011

Rieccoli, con gran faccia tosta, a ripresentare il processo breve.

Rieccoli ritornare alla politica, almeno così pensano loro, dopo essersi occupati a vario titolo, e per un buon  pezzo della legislatura, di festini, di minorenni, di prostituzione e di sesso. Certo, oramai è assodato, che al governo rimane pochissimo tempo per dedicarsi agli affari del paese,  visto l'impegno profuso dai ministri e dai segretari a difendere il Premier in ogni trasmissione televisa. Purtroppo , mentre il paese langue e non crsce, mentre l'evasione fiscale aumenta e la disoccupazione, la precarizzazione e la cassa integrazione galoppano, raggiundendo livelli decisamente preoccupanti ed impensabili, ci si era illusi, leggendo anche alcune dichiarazioni del Premier , che fosse giunto finalmente il momento per tutti di tirare i remi in barca, di dimostrare almeno un po' di serietà e di quel buon senso che fino ad ora era mancato, e di dedicarsi finalmente ai veri , ai reali problemi del paese. La speranza era data anche dal fatto che si volesse proporre all'opposizione un patto per lo sviluppo e la crescita, per le liberalizzioni e  per quelle riforme che il Pdl da solo non è stato in grado di realizzare. Nulla di tutto questo. Ricevuto il no delle opposizioni, anche quelle che sembravano le iniziali speranze, sono svanite nel nulla , tutto è ritornato come prima. La lettera,le proproste , nonchè le intenzioni, hanno così dimostrato di non essere altro che fumo negli occhi degli italiani, un bluf evidente, una scusa persino infantile e persino ingenua di voler far credere la convinzione che l'opposizione , per risolvere la crisi, fosse , a differenza del premier che pensava ai grandi progetti, intenzionata a proporre l'introdurre di una tassa patrimoniale, a cui nessuno degli oppositori ha mai pensato e che nessuno ha mai proposto. Il no di Bersani e di Casini alle offerte di Berlusconi poteva essere uno stimolo a fare da sè, poteva servire forse a stimolare l'orgoglio di parte, la dignità almeno di voler tentare da soli, a proseguire con proposte serie e sensate visto che erano stati eletti dagli italiani. Ma è evidente che oramai stanno raschiando il fondo del barile , in questa maggioranza si fatica a cogliere un po' di serietà, di sincerità, di volontà vera di governare seriamente il paese. Occore infatti una grande dose di irresponsabilità , una faccia tosta tremenda, forse solo la loro, quando , date le premesse e la crisi, si vuole di nuovo riproporre e ricalendarizzare in Parlamento non le riforme , non le proposte, non leggi innovative o di grande respiro, ma solo , ancora e nuovamente la proprosta di legge per il processo breve. Finito malamente (per il Premier) il legittimo impedimento, dopo il pronunciamento della consulta , visto avvicinarsi i processi antichi, e forse anche qualcuno di recente, il problema del "paese" per loro rimane sempre quello, salvare la "ghirba" a  Berlusconi ed impedirgli di rispondere ai giudici delle sue accuse. C'è lo chiede l'Europa, ci dice serissimo Alfano, ed ogni italiano, mediamente dotato e con un briciolo di serietà, dovrebbe semplicemente ridergli in faccia. L'europa chiedi di snellire i processi, di renderli celeri e certi, ma l'europa chiede che i processi si facciano e che la giustizia trionfi, non che , con un colpo di spugna e solo per salvare il Cavaliere, si annullino di fatto circa 100.000 di questi processi. Non ci si vergogna di essere italiani solo ed esclusivamente per il caso Ruby, o per avere un simile Presidente del Consiglio o questi ministri , ci si vergogna proprio anche di certe indecenti proposte di legge, che non servono di certo agli italiani che avrebbero bisogno di ben altro, magari anche di sapere e riconoscere che non siamo un paese di furbi e che qui la legge e la giustizia sono proprio uguali per tutti.


martedì 1 febbraio 2011

E' forse questo il giudice perfetto per Berlusconi.

 Oggi è stata perquisita l’abitazione romana della giornalista del Giornale, Anna Maria Greco. La perquisizione è avvenuta, sembra, a seguito dell'articolo sul procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini, dal titolo “La doppia morale della Boccassini”. Nell'inchiesta si dice sia indagato dalla procura di Roma, per abuso d'ufficio, il consigliere laico (di nomina Pdl) del Csm, Matteo Brigandì. Forse il giudice voleva sentirsi vicino al premier almeno nelle accuse di reato. Indiscrezioni circolanti sembrano attestare che l'inchiesta sia  partita da una segnalazione ufficiale fatta dal CSM stesso. Il consigliere Brigandì, secondo l'accusa, avrebbe passato documenti interni al Csm alla giornalista che ha poi redatto un articolo sul procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini. Chissa se Brigandi  verrà attaccato da Berlusconi ed accusato di essere di parte. Oppure se, in questo caso, questo giudice goda del gradimento del Premier. Forse è proprio così allora che Berlusconi vuole i giudici, li vuole sempre ed in ogni caso, solo dalla "sua parte". 


Egitto, oggi la spallata finale.

E' già inziata al Cairo la marcia delle opposizioni contro il regime di Mubarak. Oggi per le strade dellla capitale Egiziana  sono attesi circa un milione di dimostranti.  Tante dovrebbero essere le persone che cercherenno pacificamante di dare la spallata finale al  Presidente Egiziano. Ora in Egitto, solo i militari sembrano controllare la situazione , a questi è affidato il potere e fino ad ora non hanno dimostrato di essere intenzionati ad usarlo contro la  popolazione. L'augurio agli egiziani è di non cadere nelle bracce del fondamentalismo islamico, di non sostituiere una dittatura con un'altra,  ma di pretendere e realizzare una vera democrazia. Di certo il vento della rivoluzione soffia su tutto il Nord Africa, e caduto Ben Ali in Tunisia, e Mubarak in Egitto , rischia ora anche Gheddafi in Libia. Anche perchè proprio la Tunisia insegna che non saranno ammesse operazioni di faccita. E se anche L'Occidente, e l'Italia in particolare, rischiano di perdere alleati , scomodi ed impresentabili , ma che per anni sono stati giudicati  interlocutori importanti , poco importa. La cattiva politica estera se perseguita per troppo tempo , prima o poi si sconta e si paga. Non è infatti pensabile che la sicurezza dell'Occidente possa  reggersi a lungo sull'ingiustizia e ui soprusi che regimi dittatoriali esercitano nei confronti di milioni di loro cittadini. Di certo , nella confusione egiziana , e Nord Africana in generale, resta ora solo la speranza che nei nuovi assetti locali ci possano guadagnano le popolazioni, la democrazia e la libertà.