Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso di un’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Auschwitz, scoprendo l’orrore del campo di concentramento e svelando per la prima volta al mondo le stragi del genocidio nazista. La storia ricorda come le vittime, uccise e cremate nell'arco di soli 4 anni , sono stimate fra i 13 ed i 19 milioni. Gente sparita nel nulla, passata come fumo in un camino, ma di cui rimarrà memoria imperitura, visto che loro vivono per sempre nel nostro ricordo. Non è possibile davvero dimenticare il dolore e le indicibili sofferenze di milioni di uomini, donne e bambini, privati della libertà , della dignità e della vita. Neanche è possibile scordare e perdonare la barbarie e la crudeltà dei carnefici, assieme all'indifferenza ed all'ignavia di tanti. Proprio per questo vivono il ricordo e la memoria, perchè rimangano accesi e vivi, anche se flebili fiamme, il desiderio e la speranza che tutto questo non dovrà e non potrà accadere mai più.
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