lunedì 31 gennaio 2011

La lettera di Berlusconi a Bersani non è farina del suo sacco

venerdì 28 gennaio 2011

Annozero, scontro in diretta tra Santoro e Masi ,ennesima figura barbina

giovedì 27 gennaio 2011

Parla il Presidente, tranquilli non è Berlusconi, è Obama, e non parla solo al suo paese.

Dove tagliare
So che c’è chi in questa Camera chiede tagli ancora più profondi e incisivi, e ho intenzione di eliminare tutte le cose di cui credo possiamo fare a meno. Ma facciamo attenzione a non farlo sulle spalle dei nostri cittadini più vulnerabili. E facciamo attenzione a tagliare quello che è davvero superfluo. Ridurre il debito tagliando gli investimenti nell’innovazione e nell’istruzione è come alleggerire un aereo troppo carico buttando via il motore: all’inizio magari potrà sembrarti di andare più veloce, ma poi arriva lo schianto.  Prima di togliere i soldi alle nostre scuole dovremmo chiedere ai milionari di rinunciare ai loro sgravi. Non si tratta di punire il loro successo, ma di promuovere il successo dell’America.

La storia di Brandon Fisher
Possiamo avere differenze nelle politiche da adottare, ma crediamo tutti nei diritti espressi dalla nostra Costituzione. Possiamo avere opinioni differenti, ma crediamo nella stessa promessa che dice che c’è un posto in cui ce la puoi fare, se ci provi. Possiamo avere storie differenti, ma crediamo nello stesso sogno che dice che questo è il paese in cui tutto è possibile. Non importa chi sei e da dove vieni. Quel sogno è la storia di un piccolo imprenditore che si chiama Brandon Fisher.

Brandon ha aperto la sua azienda a Berlin, in Pennsylvania: è specializzato in una nuova tecnica di trivellazione. Un giorno, l’estate scorsa, ha sentito che dall’altra parte del mondo trentatré persone erano rimasti intrappolati in una miniera in Cile e nessuno sapeva come salvarli. Brandon ha pensato che la sua azienda poteva dare una mano. Ha progettato un sistema di salvataggio che poi è diventato noto come Plan B. I suoi operai hanno lavorato senza soste per costruire la strumentazione necessaria. Poi Brandon è andato in Cile. Insieme ad altri, ha cominciato a trivellare senza soste, lavorando tre o quattro giorni senza dormire. Trentasette giorni dopo il Plan B ha funzionato e i minatori sono stati salvati. Ma siccome non gli piace stare al centro dell’attenzione, Brandon era già tornato a casa, lavorando al suo nuovo progetto. Pochi giorni dopo, uno dei suoi impiegati ha detto: “Abbiamo dimostrato che Center Rock è una piccola azienda, ma fa grandi cose”. Noi facciamo grandi cose. Dai primi giorni della nostra fondazione, l’America è la storia di gente normale che osa sognare. Così conquisteremo il futuro.

«Il mondo è cambiato»

Sì, il mondo è cambiato. La competizione per i posti di lavoro è reale. Ma questo non dovrebbe scoraggiarci, dovrebbe spronarci. Ricordate: pur con tutti i colpi che abbiamo preso negli ultimi due anni, pur con tutti i pessimisti che prevedevano il nostro declino, l’America è ancora la più grande e più prospera economia del mondo. Non ci sono lavoratori più produttivi dei nostri. Non c’è un paese che abbia più aziende di successo o che registri più brevetti a inventori e imprenditori. Siamo la casa dei migliori college e delle migliori università del mondo: gli studenti vogliono venire a studiare qui più che in qualsiasi altra parte della Terra.

Innovazione
La prima cosa da fare per conquistare il futuro è incoraggiare l’innovazione. Nessuno può prevedere quale sarà la prossima grande industria, da dove verranno i nuovi posti di lavoro. Trent’anni fa non sapevamo che una cosa chiamata Internet avrebbe portato a una rivoluzione economica. Quello che possiamo fare – e che l’America fa meglio di chiunque altro – è lasciare sprigionare la creatività e l’immaginazione della nostra gente. La libera imprenditoria guida l’innovazione. Ma siccome per le aziende non è sempre proficuo investire in ricerca, nel corso della storia il governo ha dato a scienziati e inventori il sostegno di cui hanno bisogno. È così che abbiamo piantato i semi da cui è nata Internet. Così abbiamo reso possibile la nascita di cose come i microprocessori e la tecnologia GPS.

Il momento Sputnik
Questo è il momento Sputnik della nostra generazione. Due anni fa, dissi che dovevamo raggiungere un livello di ricerca e sviluppo che non conoscevamo dalla Corsa allo spazio. Da qui a poche settimane, invierò una legge finanziaria al Congresso che ci aiuta a raggiungere quell’obiettivo. Investiremo in ricerca biomedica, in information technology e in energia pulita – un investimento che rafforzerà la nostra sicurezza, proteggerà il nostro pianeta e creerà innumerevoli posti di lavoro. Queste sono le cose su cui dobbiamo lavorare. E per potercele permettere, chiedo al Congresso di eliminare i miliardi di dollari dei contribuenti che diamo alle compagnie petrolifere. Non so se viene siete accorti, ma se la cavano benissimo da sole. Inoltre, l’energia pulita creerà posti di lavoro solo se le aziende che la producono troveranno un mercato. Quindi stasera vi invito a unirvi a me nel porci un nuovo obiettivo: da qui al 2035, l’80 per cento dell’elettricità americana verrà da fonti di energia pulita.

«Se vuoi fare la differenza nella vita di un bambino»
Nei prossimi dieci anni, la metà dei nuovi posti di lavoro richiederà un’istruzione che va oltre un diploma di scuola superiore. E intanto oltre un quarto dei nostri studenti non finisce nemmeno quella. La qualità della nostra matematica e delle nostre scienze sta dietro quella di diverse altre nazioni. Siamo precipitati al nono posto al mondo in proporzione al numero di laureati. La questione ci riguarda tutti – come cittadini, come genitori – e riguarda la nostra volontà di fare quel che si deve per dare a ogni bambino la possibilità di realizzarsi. Per questo, voglio dire una cosa ai giovani che ci ascoltano stasera e stanno riflettendo sul loro futuro: se vuoi fare la differenza nella vita del tuo paese, se vuoi fare la differenza nella vita di un bambino, diventa un insegnante. Il tuo paese ha bisogno di te.

«Non ha senso»
Oggi ci sono centinaia di migliaia di studenti che eccellono nelle nostre scuole ma non sono cittadini americani. Alcuni di loro sono figli di immigrati clandestini, e non hanno responsabilità per le azioni dei loro genitori. Sono cresciuti come americani, sono fedeli alla nostra bandiera e intanto vivono ogni giorno con la minaccia della deportazione. Altri vengono qui dall’estero a studiare nei nostri college e nelle nostre università. Non appena si laureano, però, noi li rispediamo a casa loro così che possano competere contro di noi. Non ha senso.

Ricostruire l’America
Il terzo passo per conquistare il futuro è ricostruire l’America. Per attrarre nuove imprese sul nostro territorio ci serve il modo più veloce e affidabile possibile per spostare persone, beni, informazioni: dalle ferrovie ad alta velocità alla rete internet ad alta velocità. Le nostre infrastrutture devono essere le migliori: ora non lo sono più. In Corea del Sud le case hanno internet più veloce delle nostre. Ci sono paesi in Europa e in Russia che investono più di noi in strade e ferrovie. La Cina produce più velocemente treni e aeroporti.

Internet wireless
Da qui ai prossimi cinque anni, faremo sì che sia possibile estendere la copertura internet wireless ad alta velocità al 98 per cento degli americani. Non si tratta solo di navigare più velocemente o non far cadere la linea quando telefoniamo. Si tratta di collegare ogni parte dell’America all’era digitale. Si tratta di una comunità rurale in Iowa o in Alabama dove fattori e piccoli imprenditori possono vendere i loro prodotti in tutto il mondo. Si tratta di un pompiere che può scaricare la planimetria di un edificio in fiamme su uno smartphone. Si tratta di uno studente che può studiare su un libro digitale, di un malato che può parlare col proprio medico e vederlo in faccia senza spostarsi.

Il debito pubblico
L’ultimo passo – il più critico – per conquistare il futuro è accertarci di non finire sepolti da una montagna di debito. Viviamo con l’eredità di un debito che è cominciato dieci anni fa. Alla luce della crisi finanziaria, una parte di quel debito è servito a a salvare posti di lavoro e mettere dei soldi nelle tasche della gente. Ora che il peggio è passato, dobbiamo affrontare il fatto che il nostro governo spende più di quanto incassa. Non è sostenibile. Ogni giorno le famiglie fanno sacrifici per vivere con i loro mezzi: meritano un governo che faccia lo stesso. Per questo propongo il congelamento della spesa interna per i prossimi cinque anni. Questo ridurrebbe il debito di 400 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni e richiederà tagli dolorosi.

E poi abbiamo ancora chi si chiede per quale motivo tanti giovani abbandonino l'Italia per gli Stati Uniti d'America. Non lo fanno solo per una vita migliore, lo fanno anche per un sogno.

Giorno della Memoria: 27 gennaio 2011, per non dimenticare.

 

mercoledì 26 gennaio 2011

Non "scendiamo" al livello del Cavaliere.

Attenzione a non perdere il senso della misura come sta facendo Berlusconi. Non si pensi che il Cavaliere alzi i toni solamente per difendersi o perchè si senta oramai assediato nel suo bunker, circondato solo dai suoi fedelissimi o dai portaborse. Certo anche questo avrà la sua importanza, ma guai a pensare che Berlusconi sia defintivamente finito, lo dimostrano proprio i sondaggi di questi giorni. Il Pdl perde consensi ma non in maniera così eclatante come ci si potrebbe aspettare. Il perchè è subito detto, Berlusconi e company hanno già iniziato la loro campagna elettorale, basta ascoltare i videomessaggi del Premier , basta sentirlo mentre cerca di convincere gli italiani della sua innocenza in tutto, basta ascoltarlo mentre stringe le file dei suoi elettori. Attenti allora a seguirlo proprio sulla sua strada , attenti a  cadere nel tranello di discutere solo ed unicamante di Ruby, di festini, di sesso, di privacy e di altre squinternate trovate sue o del  Pdl. Guai a pensare che il "regime" possa cadere sotto i colpi degli scandali che offendono la morale e l'etica.  Questo accade negli Stati Uniti e non in Italia, dove si è perso da tempo il significato stesso di etica e di morale pubblica. Silvio Berlusconi non attacca nuovamente tutti, i media, i magistrati, i giornalisti, Fini, solo per difendersi. Lo fa perchè di fatto ha dato inizio ad una campagna elettorale che sarà sicuramente durissima. E lui naturalmente la conduce a suo modo, come ne ha capace, come ha sempre funzionato, come più gli si addice. E per ora l'opposizione lo sta seguendo a ruota , discutendo sul suo stesso piano. Se lui attacca i magistrati, l'opposizione li difende, se lui parla di vita privata gli altri discutono di morale, se lui parla di libertà individuale , pretendendo con questo di portarla ai limiti della decenza quando gli fa comodo, gli altri sembrano volerla vietare e discutono di etica. Con il bel risultato che per qualcuno Berlusconi è un santo perseguitato e per altri è semplicemente Belzebù in persona. Ma davvero si pensa che per rovesciare Berlusconi possano bastare gli attacchi di Di Pietro e queste argomentazioni  ? Davvero si pensa di poter usare gli stessi metodi del Cavaliere o i suoi atteggiamenti ? Ci si dimentica forse che lui gode di mezzi mediatici spropositati rispetto ai contendenti. Ecco il motivo per cui necessita ritornare a parlare di politica e di programmi. Poi tutti d'accordo , Berlusconi può di certo essere giudicato indegno di ricoprire la carica di Primo Ministro, la sua vita privata può esssere discutibile o scandalosa come può darsi abbia commesso reati importanti di cui dovrà risponderne alla legge. Ma questo non creerà alcuna seria e credibile alternativa al Premier ed ai suoi metodi. Per avere qualche cosa di meglio di Berlusconi bisogna costruirlo, ritornando alla gente, ai cittadini, ai loro problemi, alle loro speranze , e perchè no ai loro sogni. Bisogna ritornare alle cose concrete , al paese reale che non vive di  talk show  ma delle difficoltà della vita stessa, al paese che paga la crisi, che sconta la cassa integrazione,  il lavoro precario , la disoccupazione, ai giovani senza futuro ed ai vecchi che vivono solo di passato. Ha ragione davvero il Finacial Times , il paese merita di meglio del Cavaliere, merita di meglio di Ruby ,  delle  varie "donnine", merita di meglio dei loro festini , delle loro sconosciute prestazioni e dei loro sprechi. L'Italia, che chiede il rispetto internazionale è quella che difende le proprie istituzioni e le proprie leggi , è quella fatta di cittadini che sanno di avere dei diritti ma che sono coscienti di avere anche obblighi e dei doveri, è quella che pretende una nuova stagione politica, dei nuovi leader , nuovi progetti e nuovi programmi. Proprio per questo serve un nuovo slancio  per vincere davvero Berlusconi.  Non lo si può fare solo vivendo dei suoi scandali , delle sue tristissime ed indecenti battute , sugli ebrei, sulle donne, sul bunga bunga.  La politica non vive di queste cose e queste non possono essere le scorciatoie per battere davvero Berlusconi , per stanare i tanti italiani onesti, convincere i dubbiosi, gli indecisi, chi non pensa di avere alternative valide o soluzioni praticabili, serve altro davvero per inchiodare tutti gli italiani alle loro responsabilità. Proprio per questo questo non cadiamo nel tranello del Cavaliere, non "scendiamo"  al suo livello ed "alla sua politica".

martedì 25 gennaio 2011

Berlusconi all'infedele: misura, sobrietà, disciplina e l'onore

Il Cardinale Bagnasco , a nome dei Vescovi , è intervenuto con parole pesanti sulle note e recenti vicende italiane. Non ha usato mezzi termini, nè perifrasi, e gli accenni e le allusioni sono state evidentissime, per chi le ha volute cogliere. Se un'accusa può essere mossa a Bagnasco  è quella di aver voluto dare un colpo al cerchio e uno alla botta per mostrare una certa equidistanza dai fatti e dai contendenti , o il non aver osato, nel nome della diplomazia, andare fino in fondo denunciando fatti, costumi e vicende con maggior chiarezza e durezza. In ogni caso frasi così esplicite non erano mai state pronunciate dai vescovi italiani. "Nel paese c'è disagio morale" ha detto Bagnasco , "mentre la collettività “guarda sgomenta gli attori della scena pubblica”.  E' necessario, ripete, il porporato « fermarsi in tempo utile e fare chiarezza in modo sollecito e pacato, e nelle sedi appropriate". Serve, dice ancora  che “Chiunque accetta di assumere un mandato politico deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda”.  Ancora una volta quindi il numero uno della Cei, torna a citare l’art. 54 della Costituzione, quello che impone a chi accetta di assumere un mandato politico misura, sobrietà, disciplina e onore. Valori che evidentemente Bagnasco vede non rispettati e sempre più urgenti. Per capire forse in minima parte a che cosa si riferisse Bagnasco parlando di sobrietà e di misura sarebbe bastato ascoltare l'intervento di Berlusconi all'Infedele di Gad Lerner di ieri sera. E' stata una vera rissa televisiva , con il premier che dopo i saluti di rito ha esordito concitatamente con la frase :  "Sto vedendo una trasmissione disgustosa, con una conduzione spregevole, turpe, ripugnante" siete "disgustosi , un vero postribolo televisivo". Ebbene è proprio anche questo che intendeva Bagnasco quando parlava della misura, della sobrietà , della disciplina e dell' onore che ogni personaggio pubblico dovrebbe avere.  Lerner a questi principi, come è nel suo stile, si è attenuto.  Berlusconi, che dal vivo si è guadagnato (e meritato) l'appellativo di "cafone", ha dimostrato ancora una volta di essere fuori tono e sopra le righe, più un personaggio da spettacolo e da circo, che uno statista ed un politico. 

lunedì 24 gennaio 2011

C'è ancora chi dice a Berlusoni "tieni duro".

Che ancora ci sia gente, dopo tutto quello che è accaduto e che si è intercettato, che possa dire seriamente a Berlusconi  "tieni duro" , mi fa semplicemene morire dalle risate.

Il vero orrore è difendere questa immagine dell'Italia.

Marina Berlusconi in persona scende in campo a difesa del padre. Lo fa criticando Saviano che aveva voluto dedicare ai magistrati di Milano Boccassini , Forno e Sangemano, la laurea honoris causa in Giurisprudenza, attribuitagli dall'Università di Genova. Non si capisce ben quale sia l'orrore che possa avere provato Marina Berlusconi in tutta la faccenda. Forse suscita orrore in un paese sempre più asservito chi ancora compie il proprio lavoro senza guardare in faccia nessuno, forse lo fa la giustizia o solo quella parte di essa, ma allora che giustizia è,  che si interessa del Presidente del Consiglio e delle sue azioni. Forse è vero si inorridisce a volte per interesse e per nulla, quando invece si dovrebbe essere nauseati dei fatti e inorridire davvero per molto altro. Come non essere quindi con Saviano quando proclama che  non "c'è contraddizione nel dedicare una laurea in Giurisprudenza a chi attraverso il diritto cerca di trovare spiegazioni a ciò che sta accadendo nel nostro Paese".  Quando dichiara che avrebbe preferito e di molto "che la parola "orrore" fosse stata spesa per tutti quegli episodi di corruzione e di criminalità che da anni avvengono in questo paese, dalla strage di Castelvolturno sino alla conquista della 'ndrine di molti affari in Lombardia. Ma verso questi episodi è stato scelto invece il silenzio.Che fa davvero "orrore chi sta colpevolmente e coscientemente cercando di delegittimare e isolare coloro che in questi anni hanno contrastato più di ogni altro le mafie. Accusarli, isolari, delegittimarli, minacciare punizioni significa inevitabilmente indebolire la forza della magistratura in Italia, vuol dire togliere terreno al diritto e favorire le mafie".  E' questo il vero orrore che provano ancora tanti italiani onesti. Questi avrebbero di certo preferito , in questo caso, almeno il silenzio della figlia del Premier, lo avrebbero almeno capito. Forse avrebbero gradito avesse manifestato magari il suo personale "orrorre" per tutto il resto che è accaduto, che invece è passato nel silenzio generale, lasciandola del tutto indifferente, almeno in apparenza. Agli Italiani è proprio e anche questo atteggiamento che a volte fa davvero orrore e paura.

venerdì 21 gennaio 2011

da via Olgetina arriva lo sfratto, a quando quello da Palazzo Chigi di Berlusconi ?

Se ancora qualche italiano sembra disposto al perdono o a concedere scusanti, i condomini di via Olgettina sono al contrario inflessibili e non ci pensano due volte quando secondo loro è in discussione il buon nome ed il decoro della loro palazzina . Non hanno atteso i tempi lunghi della giustizia, e nemmeno hanno disquisto sul principio che ognuno è  innocente fino a prova contraria. Forse gli è sembrato che di prove e di intercettazioni ve ne erano di più che sufficienti per un processo con "rito immediato" e detto fatto hanno  già  emesso, nei confronti delle 14 ragazze di via Olgettina 65 , coinvolte nello scandalo che riguarda Ruby e Berlusconi , una sentenza di sfratto. Nulla da eccepire credo, visto che ognuno tiene al buon nome ed al decoro del suo paese, della casa o del palazzo, sopratutto quando li amministrano.  E' un vero peccato al contrario che Bossi e la Lega , sostenitori indefessi del governo e di Berlusconi, ancora non abbiano deciso di sfrattare da Palazzo Chigi il Premier. Forse a loro  la buona reputazione ed il buon nome del Paese interessano molto meno, e per questo sono ancora disponibili a pazientare ed chiudere oramai, come le tre famose scimmiette, sia gli occhi , che le orecchie e la bocca..


giovedì 20 gennaio 2011

Sarà anche vero che la crisi è superata.....

Sarà anche vero che la crisi economica è oramai alle noste spalle e che l'Italia l'ha superata molto meglio di altri paesi,  ma sarebbe da veri irresponsabili trascurare gli avvisi e gli avvertimenti della Banca Centrale Europea , che in una sua dichiarazione sottolinea come " La crisi del debito sia tutt'altro che archiviata e come , a  dicembre ed agli inizi di gennaio , le «tensioni» sul debito sovrano si sono manifestate «anche in Italia, Spagna e Belgio». 

Forse sarebbe meglio  affrontare questi seri problemi piuttosto che dedicare ogni forza e risorsa del Parlamento nell' inseguire gli scandali veri o presunti del Premier e le sue implicazioni con la giustizia.

Solo alcune differenze tra le due conferenze , quella di Obama e quella di Berlusconi.

Ieri Obama ha tenuto una conferenza stampa con il Presidente Cinese Hu Jintao. Nella stessa giornata anche Berlusconi ha trsamesso al paese un videomessaggio. Il primo ha parlato di commercio mondiale, della crisi economica e di scambi commerciali senza , tra l'altro, tralasciare gli importanti temi della giustizia sociale, della libertà e dei diritti civili.  Anche il Presidente del Consiglio Italiano ha parlato ieri ai suoi cittadini. Lo ha fatto per cica 20 minuti , per minacciare e disconoscere , non solo i giudici ma anche la giustizia e per darci la sua , per nulla convincente,  versione sul caso Ruby.  Come si vede sono notevoli le differenze tra i due Presidenti, così come lo sono le idee , i problemi ed i concetti espressi nella conferenza dell'uno e nel videomessaggio dell'altro. Ma diverso è anche il rispetto che danno e riconoscono a se stessi, al proprio ruolo, ai rispettivi paesi ed ai propri cittadini. Non si tratta di riconoscere, qui ed in questi aspetti, solo le differenze individuali e personali tra i due personaggi, ma di osservare e notare come diversa sia anche la mentalità e la concezione stessa che si ha del potere pubblico nei due popoli . In America un politico è ritenuto al servizio del paese, in Italia , un incarico pubblico ed i voti ricevuti, trasmettono sempre l'idea e la convinzione che lo stato debba essere al servizio ed a disposizione dell'eletto. Inutile certo, forse sciocco e anche retorico ripeterlo, ma un Presidente come Berlusconi , fosse vissuto in America probabilmente non sarebbe mai stato eletto. Ma se anche lo fosse stato , per gli scandali che lo vedono coinvolto, per la pesantezza stesse delle accuse che gli vengono mosse, se non avesse deciso da solo di fare un passo indietro, avrebbe sicuramente dovuto dimettersi a furor di popolo.


mercoledì 19 gennaio 2011

Quel che resta del giorno di Berlusconi

Sul caso Ruby le opposizioni oramai lo invitano apertamente a dimettersi , il Colle gli chiede di fare chiarezza. Sono lontani però , e già dimenticati,  i tempi in cui Berlusconi assicurava di non vedere l'ora di raccontare la sua verità ai magistrati. Ora ci ha ripensato , o meglio sono stati i suoi legali a consigliarlo in tal senso. Neanche ad immaginare però che il premier si dimetta. Neanche nel momento in cui , anche la chiesa, ne prende le distanze. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui si diveva contestualizzare persino la bestemmia, purchè fosse sua. Qui resta poco da contestualizzare, e anche l'idea che si potesse fare già la prima volta , meritava di per sè che lo stesso Ponteficie scendesse dal soglio per prendere a calci in culo qualche cardinale. Ma il mondo è pieno di farisei , sempre più simili a sepolcri imbiancati, a cui nemmeno la vergogna sembra riuscire a dare un po' di sano rossore. Se il Premier dice di divertirsi , un po' meno ci riescono gli italiani, svergognati ed umiati davvero in tutto il mondo. A ben guardare però , i sorrisi sono un po' tirati, a denti stretti. E poi sinceramente , per avere di che ridere ora , bisognerebbe essere più idioti che sciocchi. Di fronte ai fatti , ci si dovrebbe forse vergognare, chiedere scusa agli italiani e togliere il disturbo. Che deve accadere ancora per prendere una decisione sensata ? Ieri sera ascoltavo su La7  l'Onorevole Reguzzini , della Lega, mentre difendeva a spada tratta il Premier . In fondo diceva,  al popolo leghista interessa una cosa sola , il federalismo. Tutto il resto non conta. Strana idea , aberrante concetto, sopratutto se proclamato da un rappresentante di quel partito che sembrava aver fatto , dell'etica pubblica  un suo principio sacrosanto. Ora tutto si giustifica nel nome di un federalismo raffazzonato e di maniera. Per quanto tempo ancora, diceva Reguzzini, gli italiani dovranno occuparsi dei problemi giudiziari del Premier invece che dedicare ogni risorsa alla risoluzione dei veri problemi del paese.  Ben detto, si è tentati di dire, ma possibile che non ci siano idee sensate e suggerimenti ? In fondo se ci si pensa bene basta staccare quella spina, basta togliere l'appoggio ed il sostegno, e di Berlusconi e dei suoi problemi non ne parleremmo più. Possibile non ci si accorga, nonostante il fiuto politico, che mancano poche ore al compimento del giorno di quella vita politica del premier che sembrava eterna , e che si avvicina , sempre più rapidamente , dopo un pessimo tramonto, il buio della sera. Se poi serve a svelenire il clima , a rasserenare gli animi più coinvolti , non solo nelle indagini , ma anche emotivamente, ascoltiamo il saggio consiglio di Cacciari, proprio nel momento in cui si ricomincia a parlare della priorità della Riforma della giustizia. Non facciamo più leggi complicate , quando ne basta una semplice, quattro parole per dire che qualunque cosa abbia fatto Berlusconi è assolto automaticamente, lo dichiariamo innocente comunque, l'importante è che ci liberi da questa agonia e da questa vergogna.  Credetemi è più dignitoso così, ci facciamo tutti una miglior figura.

martedì 18 gennaio 2011

L'insostenibile leggerezza della difesa del premier va lasciata ai soli legali.

Sfogliare oggi i giornali rende bene l'idea di come dovrebbe essere stata la vita in una casa chiusa d'altri tempi. La volgarità degli argomenti  che traspare spesso unita ad un evidente interesse mercenario delle ragazze coinvolte ed alla depravazione resa norma, rendono  subito evidente il disgusto ed il fastidio che ognuno di noi istintivamente prova di fronte alla narrazione ed ai fatti riportati. Poco importa se Berlusconi abbia o meno commesso reati a questo punto, per questo indagherà la magistratura e farà, si spera al più presto, chiarezza. Quello che conta davvero è il mondo che ne esce , che si vede, che si sente aleggiare in ogni frase, in ogni azione, in ogni atto, in ogni frase. Non basta parlare di immoralità; quella privata non interessa al paese, al masssimo può interessare alla legge. Ma certo è che in nessun paese al mondo  un Presidente del Consiglio potrebbe essere indagato per reati legati alla prostituzione, sia essa giovanile o meno, e rimanere imperterrito al suo posto, come se nulla fosse. E' un brutto segnale questo, di un evidente abbassamento costante del livello di moralità pubblica degli italiani. E neanche si può dire che si tratti qui di un caso isolato , quando è talmente evidente che si tratta di uno stile di vita. E' per questo che non poteva non essere conosciuto da quanti hanno frequentato assiduamente Arcore o il Premier. A Berlusconi è certo e logico  va lasciata l'integrale sua difesa , a  lui ed ai suoi legali, nella costante presunzione che ognuno è innocente fino a prova contraria e nonostante le prove fino a qui esibite dai giornali. Ma fa pena davvero , oltre ad un senso diffuso di disgusto , assistere alle difese d'ufficio dei comportamente del Premier da parte dei vari ministri, da Alfano a Bondi , a Cicchitto. Ma davvero pensano ancora di essere credibili ? Ricordo solo per inciso quando il Premier , in piena campagna elettorale chiedeva agli italiani; " vi fidereste a comperare una macchina da tizio o caio o sempronio "? Oggi mi piacerebbe chiedere agli italiani quanti di loro affiderebbero la loro figlia per essere educata dal premier. E poi anche con un sempre più diffuso senso di insofferenza che si vedono, attorno alla scena del delitto, si direbbe, a reggere , narrare e colorire i fatti, tutta una serie di personaggi ,a vario titolo coinvolti, Lele Mora, Emilio Fede, e sopratutto la figura ambigua , così come almeno è dipinta dalla stampa, di Nicole Minetti, l'ex igienista dentale di Berlusconi ed ora Consigliere Regionale, eletta nella lista di Formigoni. Non si sa quali siano stati i suoi meriti politici, nè la sua professinalità. Piacerebbe a molti sapere che cosa mai pensassaro i suoi elettori potesse mai fare di bene e di importante per la Lombardia. Pare che i suoi compiti fossero , così si legge sulla stampa, "non solo reclutare e selezionare ragazze per le feste di Berlusconi ad Arcore, ma anche addestrarle, istruirle su cosa vedranno e faranno a casa del premier". Può bastare questo per ingraziarsi un potente, non basta per diventare assessore o consigliere e neanche per diventare un politico. O almeno, questo non basterebbe in nessun paese al mondo. Ecco perchè la difesa del Premier è sempre più insostenibili, leggerissima ed evanescente,  da lasciare solo ai legali, che in fondo esercitano , pagati, la loro professione. Nessun uomo politico degno di tale nome dovrebbe oramai difendere l'indifendibile. E' giunto il momento di dire ad alta voce e ripeterlo senza stancarsi, in ontinuazione, che il paese merita di meglio, e non è vero che non esistono alternative a Berlusconi, ce ne ne sono eccome, anche perchè di uguali o di peggiori è un po' difficile trovarne oramai.


giovedì 13 gennaio 2011

Berlusconi oggi potrebbe così convincere definitivamente il Brasile ed il suo Presidente.

E' attesa per  il tardo pomeriggio di oggi la sentenza della Corte Costituzionale per decidere sulla costituzionalità del legittimo impedimento, la legge che congela i processi al premier Silvio Berlusconi fino al prossimo ottobre. Certo si sà la decisione è complessa e proprio per questo i tempi sono lunghi.  L'attesa in ogni caso è per un rigetto della legge , per qualcuno totale e per altri solo parziale. Se così fosse potrebbero così riprendere i tre processi in cui il Premier è imputato a Milano e per cui , unutile negarlo o nasconderlo, è stata architettata la legge stessa. Mentre Berlusconi uffficialmente si dichiara "totalmente indifferente" all'esito della decisione della Corte, " perché si tratta di processi ridicoli, basati su fatti inesistenti", non si capisce però per quale motivo li veda e li rifugga come la peste. Di certo comunque sono già iniziati gli attacchi ai magistrati ed alla magistratura. Si tratta ora di rimanere , ancora per qualche ora , in attesa, non solo delle decisioni della Corte ma anche delle reazioni del Premier e della sua maggioranza se il giudizio fosse a questi contrario.  Possiamo tutti essere certi che cominceranno , su un versante, gli attacchi contro una giustizia "ingiusta", liberticida e persecutoria, sull'altro , contro i giudici comunisti e  complottisti che limitano la democrazia italiana e la volontà popolare. Lo spettacolo sarà come al solito squallido e miserevole, da Repubblica delle banane. Non meraviglierà forse più di tanto gli italiani che oramai si trovano abituati alle più invereconde pagliacciate istituzionali, ma forse avrà notevole risalto in Brasile. Come potrebbe mai infatti essere possibile convincere, non solo Lula, ma anche i Brasiliani su una nostra giustizia "giusta" quando chiediamo il rimpatrio di Battisti , quando proprio la giustizia ed i suoi giudici vengono attaccati così pesantemente dal nostro Presidente del Consiglio ? Oggi forse lo stesso Berlusconi convincerà i Brasiliani a trattenere in Brasile , in attesa di ulteriori valutazioni, un criminale condannato da un tribunale italiano, fino a quando in Italia non cambieranno , o le condizioni della giustizia ,o il Presidente del Consiglio.