Alla fine, com'è tradizione, ogni amore finisce tra strascichi e polemiche. Non fanno eccezione alle regola Fini e Berlusconi , ne sono al contrario la conferma, visto che il loro si è consumato ieri , in quella che puo essere definita "la notte dei lunghi coltelli ", dopo incomprensioni e riappacificazioni continue, durate ben 16 anni.
Ora Berlusconi , con al seguito Cicchitto, Schifani, Bondi e Capezzone, dice che Fini e compagni hanno fatto il male del partito e per questo se ne devono andare da qualsiasi incarico, anche istituzionale.
Sembra a ben guardare il riconoscimento implicito che Scajola, Brancher , Caliendo, Dell'Utri , Cosentino e Verdini invece, si sono comportati bene, ne hanno fatto il bene, e proprio per questo sono stati difesi e sostenuti , e tutt'ora mantengono i loro incarichi nel Pdl.
I Finiani, al contrario, vengono cacciati o deferiti ai probiviri perchè sostengono semplicemente che "non è opportuno che chi è indagato abbia incarichi politici".
In pratica perchè predicano l'onestà e ricordano al Premier i suoi trascorsi e le sue "pendenze".
E' vero , potrebbero forse, invece di gridarlo a voce alta, semplicemente sussurrrarlo nei corridoi del partito, senza fare tanto baccano.
C'è comunque da dire che è sempre più strano questo Pdl.
Viene istintivo chiedersi quale sia il curriculum ideale , da presentare ai probiviri o al suo Presidente, per esserne accolti onorevolemente.
Sarà poi un caso ma ha forza di parlare di "comunisti" a destra e manca ora proprio il Pdl ne assume i comportamenti tipici, schiacciando ogni opposizione interna ed ogni libertà di pensiero.
Sarà di certo per una sorta di legge del contrappasso.
Comunque , quando finisce un amore, prima o poi , si divide ogni cosa, si dividono di certo la casa, i beni comuni, e Fini , cacciato ora finalmente da quell'odioso e oramai insopportabile talamo, sembra volersene andare con armi, bagagli ed amici , costituendo un suo movimento autonomo. Forse questo si chiamerà "Azione Nazionale".
Solo gli sprovveduti , anche fra i giornalisti ce ne sono, aveva creduto infatti fossero sincere le offerte di resettare la situazione e ripartire da capo lanciate da Fini al Cavaliere.
La mossa era propagandistica, serviva solo a far capire a tutti che, per quanto lo riguardava, non sarebbe stato lui a tradire l'impegno assunto con gli elettori, e se tradimento ci fosse stato, a consumarlo fino in fondo doveva essere Berlusconi.
Oggi Fini risponde al premier che tutto si può dividere o restituire , ma per quanto riguarda "l'anello di fidanzamento", cioè la Presidenza della Camera, non se ne parla nemmeno. Il Premier se la, scordi.
Forse il Cavaliere questa volta ha seguito consigli sbagliati, forse non ha fatto bene i calcoli o si è lasciato prendere dal suo cattivo carattere.
Forse semplicemente confida nel classico "stellone" che lo protegge.
Altri parlano di strategia e di tattica, ma non quadra , non regge, non dà spiegazioni.
Spesso molti osservatori sembrano cogliere negli atteggiamenti del Premier una strategia o una tattica che non esiste e che da tempo ha ceduto il posto alla convinzione di onnipotenza ed alla rabbia.
Il Pd , entrando a gamba tesa nella mischia, parla di crisi e chiede a Berlusconi di presentarsi in parlamento anche se è certo che non lo farà.
Di certo non si può non riconoscere come davvero la crisi esista, e come sia reale e profonda.
Dove andrà ora il governo ?
Di certo in ferie , passata anche la fregola di sfornare la tanto odiata legge bavaglio, ora non più gradita nemmeno al suo ideatore , cioè a Berlusconi.
Meglio lasciar passare un po' di tempo, visto che anche la finanziaria , appena votata ed approvata, ha avuto i suoi intoppi , infatti il tar del Lazio ha annullato subito gli aumenti autostradali. Per via di improvvisazione e dilettantesimo, i nostri non li batte nessuno, quelle poche che fanno , sono sempre sbagliate o smentite.
Meglio il riposo quindi per i nostri Onorevoli, è più saggio, in spiaggia al massimo si sbaglia a fare un tuffo, o un castello di sabbia.
Ritornato dalle ferie però il Cavaliere dovrà fare i conti con i finiani, che a quanto pare sono , non solo decisi a contare , ma, proprio e del tutto, necessari alla tenuta del governo.
Ammesso e non concesso comunque che i finiani possano reggere e votare per il governo, nell'incomunicabilità tra Fini e Berlusconi, è ben chiaro come Bossi trionfi , si dimostri il vero premier, il leader che , con l'amico Tremonti , tirerà le fila del governo, facendo ballare tutti i burattini, presidente del Consiglio compreso.
Non si vede tattica o strategia in tutto questo, solo improvvisazione, a meno che non si confidi sul tempo , ma sopratutto su Casini e Rutelli in avvicinamento.
Comunque vada, l'autunno sarà caldo per il Cavaliere, ammesso si possa paragonare ad un grande condottiero, ed io ne dubito, l'impressione è che rischi , ben gli vada, di trovarsi presto come Napoleone, Imperatore sì , sulla carta ed ancora, ma rinchiuso a Sant'elena ed in attesa del suo 5 maggio.
Prima Scajola , poi Brancher, Cosentino , dell'Utri , Verdini e ora Caliendo, è una epidemia, che colpisce più e peggio della peste e del colera.
Dapprima gli scandali all'Aquila ed il coninvolgimento, a vario titolo, della protezione civile e la sempre più chiaccherata e difficile posizione di Bertolaso.
E' un Tremonti allegro ed appagato quello che ai microfoni televisi afferma che gli italiani "hanno capito ed accettato la sua manovra con grande senso di responsabilità".
Certo , con l'emendamento presentato ieri al disegno di legge sulle intercettazioni il governo ha fatto un clamoroso, e per tanti versi inaspettato, dietrofont.
Non bisognava essere indovini per capire come la pensasse Berlusconi sulla questione morale nel Pdl.
"Tranquilli" dice Berlusconi , intervenuto ala cena per i 30 anni di Capital, "non succederà proprio nulla" , "l'inchiesta cosiddetta P3 sull'eolico che coinvolge anche esponenti molto vicini al presidente del Consiglio è solo un polverone".
Doveva essere una pacifica manifestazione di protesta , doveva servire a risvegliare la coscienza del paese, a fugare l'errata convinzione di chi è convinto che tutto sia stato risolto all'Aquila.
Solo il Giornale riesce a difendere ancora l'ex minsitro Brancher, le cui dimissioni vengono presentate come un volontario sacrificio e non come un atto dovuto, doverose dopo il richiamo del presidente della Repubblica.
Tempo addietro era di sinistra solo chi si azzardava a parlare di manovra economica.