lunedì 29 novembre 2010

Ma doveva proprio essere Wikileaks a svelare le "qualità" di Berlusconi ?

Dopo la lunga ed estenuante attesa che ha tenuto, più attive che mai, le cancellerie e la diplomazia di mezzo mondo ecco arrivare le prime indiscrezioni sul contenuto dei documenti svelati da Wikileaks.  Notizie ancora sicuramente da raccogliere, perchè sparse qui e là, divulgate o riportate su vari giornali o siti, forse ancora del tutto incomplete. L'attesa delle notizie riguardanti il nostro paese ha destato tanta prematura preoccupazione nel nostro governo da spingere Frattini , sembra in  accordo con l'intero esecutivo, a dichiarare che "era in atto una campagna internazionale  contro l'Italia, solo per destabilizzarla.  Le dichiarazioni del ministro naturalmente, oltre che incredibili ed inimmaginabili, sono apparse subito a tutti anche ridicole e fantasiose. Certo è che, dalle prime anticipazioni ora avute, si fatica ad individuare destabilizzatori internazionali gli informatori americani ,  quando ci abbiamo messo così tanto da solo per destabilizzarci e squalificarci da soli .  Wikileaks in fondo, per ora , non ha svelato nulla di nuovo sul conto del nostro paese e del nostro Premier. Sono tutte cose già risapute , trite e ritrite, immaginate o sospettate. La diplomazia americana rimprovera in fondo a Berlusconi essenzialmente tre o quattro cose , che non sono del tutto ininfluenti o marginali, sopratutto se riferite al Presidente del Consiglio di uno degli alleati principali. Innanzitutto gli si rimprovera la sua amicizia con personaggi  come Ghedafi e Putin , poi la smania, a volte ossessiva, ai troppi festini,  ed infine la sua inadeguatezza a guidare un paese come l'Italia.  L'amicizia con Putin viene considerata di per sè sospetta dagli americani  anche se poi include "regali generosi" e contratti energetici redditizi. In molte occassioni lasciano intendere gli americani , Berlusconi  è sembrato "essere il portavoce di Putin" in Europa. Che dire poi , riporta il quotidiano spagnolo El Pais , utilizzando una nota americana, delle  "feste selvagge di Berlusconi" e della  "sfiducia profonda che suscita a Washington".  Noi che consciamo i fatti lo possiamo immaginare. Poco più avanti lo stesso quotidiano mette in evidenza come , sempre secondo gli americani , lo stile machista del dittatore Putin lo metta in sintonia e collegamento proprio con il nostro Premier.  L'ultima considerazione di fonte americana , sempre su Berlusconi, viene riportata dal britannico Guardian ed è quella che dovrebbe notevolemente abbassare il livello di autostima , di solito smisurato ed irreale, del nostro Premier.  Certo è difficile, per chi è abituato a ripetere , forse per autoconvincersi , che l'attuale governo è il migliore degli ultimi 150 anni  e che il suo Premier è riuscito a far rispettare l'Italia nel consesso internazianale essere così brutalmente smentito proprio dal superpotente alleato americano. Per chi si è così spesso immaginato come un secondo Napoleone, uno statista di fama internazionale convinto di essersi meritato in più occasioni il rispetto dei grandi , è deprimente di certo sentirsi considerato un leader  "inetto, vanitoso e incapace (in originale feckless, vain, and ineffective) e , sempre in un altro rapporto, "fisicamente e politicamente debole".  Dicono che Berlusconi abbia reagito alle rivelazioni americane con una sonora risata. E che altro doveva fare se non ridere istericamente ? In queste occasioni sono solo tre gli atteggiamenti possibili, o si ride istericamente minimizzando, o si dimostra di prendere seriamente le dichiarazioni, congelando i rapporti con gli Stati Uniti, la qual cosa non sarebbe politicamente possibile per il governo italiano,  o si rassegnano le dimissioni, di fronte al riconoscimento dei propri insuccessi e della scarsa considerazione di cui si gode , non solo in patria , ma nel mondo. Berlusconi ha scelto di ridere e forse una qualche ragione ce l'ha. In fondo ci si aspettava chissà quali segreti e misteri da Wikileaks, ora davvero si scopre che non ha svelato nulla di nuovo. Sarebbe bastato girare un po' per l'Italia invece che frugare nei cassetti o nei computer  della diplomazia americana, per accorgersi come su Berlusconi non si sia in fondo scoperto nulla di nuovo. Già si sapeva, e lo ha dimostrato in tante occasioni, come tra i tanti leader mondiali lui si trovasse più in sintonia con Putin e Gheddafi che con altri, già si sapeva, e se ne sono avute dimostrazioni e scandali a iosa, di come amasse i festini e la compagnia delle escort. Che un premier come lui  fosse poi inadeguato e incapace a guidare l'Italia, dovevamo sentircelo ripetire dagli americani o da Wikileaks ? Non potevamo accorgercene da soli qui in patria con un po' di anticipo ? e sì che di prove ne avevamo, non solo nei suoi comportamenti, ma nei suoi programmi, nelle sue idee, nei suoi discorsi, nelle sue intenzioni.

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