martedì 30 novembre 2010

Nessuna riforma può essere fatta contro gli studenti.

Dicono sia quasi spettrale la Roma che oggi accoglie la protesta degli studenti universitari e medi. Una Roma completamente isolata ed inaccessibile, quasi barricata e chiusa su se stessa. Piazza Montecitorio è già blindata dal mattino, un accorgimento voluto , e per qualcuno necessario, dopo l'assalto al Senato della scorsa settimana. Una doppia fila di camionette divide non solo la piazza, ma anche le idee , e due generazioni.  Inutile chiedere dove sia in quella piazza il cuore del paese o la ragione. Non ci sono dubbi, entrambe le cose sono lì,  tra quei giovani . Con loro sta istintivamente chi ha un figlio o si prepara ad averlo , chi pensa al futuro  o anche solo al domani, chi giudica le cose ed i fatti dalla loro sostanza e non dalle apparenze o dal sentito dire, chi riesce ad avere idee proprie e non mutuate da altri, chi rifiuta il principio che si debba sempre e per forza essere più realisti del re accettando ogni cosa per il semplice fatto che è meglio di niente o del presente. E' sciocco il pincipio che ci vogliono inculcare. Per essere rifomatori e moderni non basta voler cambiare solo le cose. Dipende da quello che si vuol fare. Non si è reazionari per il semplice fatto di opporsi a qualche cosa. La modernità non è quello che ci strombazza il ministro o il governo , non solo sulla scuola. la modernità è ben altra cosa, sta nelle idee, nei valori , nei principi, in quello che si vuole realizzare e in come lo si vuole. Qualche vecchio trombone o qualche pseudo riformatore , si sentirà oggi in diritto di criticare e contestare quei giovani che da giorni protestano nelle piazze e nelle aule di tante scuole d'Italia. Li chiamano  settantottini senza sapere cosa sia stato il 68. Li giudica superficialmente e stupidamente , senza capirli, ma la colpa non è loro.  Li si accusa di schierarsi a difesa dei baroni della scuola, di una scuola o di una cultura vecchia sorpassata, decadente, inadeguata. Nessuno di quei giovani però ha mai rifiutato una riforma della scuola, tutti la vogliono, la chiedono , la cercano, nessuno è contento. Nelle loro menti sono ben chiari i principi del merito e della competenza. Quello che chiedono però è che venga fatto salvo il diritto allo studio e che venga salvaguardata una scuola pubblica d'eccellenza , per tutti, non solo per chi ne ha i mezzi. Come non capire che quei giovani non difendono nulla, non hanno privilegi, non hanno niente in fondo da difendere se non delle idee ed il futuro, che tra l'altro non gli appare nemmeno tanto roseo, visto che lo definiscono solo un enorme buco nero. Comunque la si pensi su questa riforma, la si condivida,  la si rigetti totalmente o la si consideri emendabile, a quei giovani si deve un maggior rispetto, lo meritano, non solo perchè rappresentano il futuro del paese, ma anche perchè la loro battaglia non è facile. La crisi incombe, su tutto e su tutti, ma sopratutto sui giovani, che per primi ne pagano le coseguenze. Le prospettive non sono nè belle nè incoraggianti, e l'avvenire sempre più buio, incerto e difficile. Per questo bisogna dare risposte alle loro domande, fugare i loro dubbi, ascoltare le loro ragioni. Va colta l'opportunità di un loro ritrovato impegno, per dei valori, per dei principi, per la difesa di ideali.  In fondo non chiedono altro che un loro diritto, quello di essere per primi gli artefici del proprio destino, della propria vita, del proprio futuro, senza più deleghe in bianco per nessuno. Confrontiamoci pure quindi su una proposta ragionevole, ma  deve essere ben chiaro il  principio, che il mondo è loro. I  vecchi in fondo vivono di ricordi, di  esperienza, a volte la saggezza, questo è giusto per chi si è già fatto una vita, vive di passato e di nostalgia. Ma i giovani devono poter sognare e sperare,  guai a toglier loro la fiducia nel futuro, guai a togliergli la speranza. 

lunedì 29 novembre 2010

Ma doveva proprio essere Wikileaks a svelare le "qualità" di Berlusconi ?

Dopo la lunga ed estenuante attesa che ha tenuto, più attive che mai, le cancellerie e la diplomazia di mezzo mondo ecco arrivare le prime indiscrezioni sul contenuto dei documenti svelati da Wikileaks.  Notizie ancora sicuramente da raccogliere, perchè sparse qui e là, divulgate o riportate su vari giornali o siti, forse ancora del tutto incomplete. L'attesa delle notizie riguardanti il nostro paese ha destato tanta prematura preoccupazione nel nostro governo da spingere Frattini , sembra in  accordo con l'intero esecutivo, a dichiarare che "era in atto una campagna internazionale  contro l'Italia, solo per destabilizzarla.  Le dichiarazioni del ministro naturalmente, oltre che incredibili ed inimmaginabili, sono apparse subito a tutti anche ridicole e fantasiose. Certo è che, dalle prime anticipazioni ora avute, si fatica ad individuare destabilizzatori internazionali gli informatori americani ,  quando ci abbiamo messo così tanto da solo per destabilizzarci e squalificarci da soli .  Wikileaks in fondo, per ora , non ha svelato nulla di nuovo sul conto del nostro paese e del nostro Premier. Sono tutte cose già risapute , trite e ritrite, immaginate o sospettate. La diplomazia americana rimprovera in fondo a Berlusconi essenzialmente tre o quattro cose , che non sono del tutto ininfluenti o marginali, sopratutto se riferite al Presidente del Consiglio di uno degli alleati principali. Innanzitutto gli si rimprovera la sua amicizia con personaggi  come Ghedafi e Putin , poi la smania, a volte ossessiva, ai troppi festini,  ed infine la sua inadeguatezza a guidare un paese come l'Italia.  L'amicizia con Putin viene considerata di per sè sospetta dagli americani  anche se poi include "regali generosi" e contratti energetici redditizi. In molte occassioni lasciano intendere gli americani , Berlusconi  è sembrato "essere il portavoce di Putin" in Europa. Che dire poi , riporta il quotidiano spagnolo El Pais , utilizzando una nota americana, delle  "feste selvagge di Berlusconi" e della  "sfiducia profonda che suscita a Washington".  Noi che consciamo i fatti lo possiamo immaginare. Poco più avanti lo stesso quotidiano mette in evidenza come , sempre secondo gli americani , lo stile machista del dittatore Putin lo metta in sintonia e collegamento proprio con il nostro Premier.  L'ultima considerazione di fonte americana , sempre su Berlusconi, viene riportata dal britannico Guardian ed è quella che dovrebbe notevolemente abbassare il livello di autostima , di solito smisurato ed irreale, del nostro Premier.  Certo è difficile, per chi è abituato a ripetere , forse per autoconvincersi , che l'attuale governo è il migliore degli ultimi 150 anni  e che il suo Premier è riuscito a far rispettare l'Italia nel consesso internazianale essere così brutalmente smentito proprio dal superpotente alleato americano. Per chi si è così spesso immaginato come un secondo Napoleone, uno statista di fama internazionale convinto di essersi meritato in più occasioni il rispetto dei grandi , è deprimente di certo sentirsi considerato un leader  "inetto, vanitoso e incapace (in originale feckless, vain, and ineffective) e , sempre in un altro rapporto, "fisicamente e politicamente debole".  Dicono che Berlusconi abbia reagito alle rivelazioni americane con una sonora risata. E che altro doveva fare se non ridere istericamente ? In queste occasioni sono solo tre gli atteggiamenti possibili, o si ride istericamente minimizzando, o si dimostra di prendere seriamente le dichiarazioni, congelando i rapporti con gli Stati Uniti, la qual cosa non sarebbe politicamente possibile per il governo italiano,  o si rassegnano le dimissioni, di fronte al riconoscimento dei propri insuccessi e della scarsa considerazione di cui si gode , non solo in patria , ma nel mondo. Berlusconi ha scelto di ridere e forse una qualche ragione ce l'ha. In fondo ci si aspettava chissà quali segreti e misteri da Wikileaks, ora davvero si scopre che non ha svelato nulla di nuovo. Sarebbe bastato girare un po' per l'Italia invece che frugare nei cassetti o nei computer  della diplomazia americana, per accorgersi come su Berlusconi non si sia in fondo scoperto nulla di nuovo. Già si sapeva, e lo ha dimostrato in tante occasioni, come tra i tanti leader mondiali lui si trovasse più in sintonia con Putin e Gheddafi che con altri, già si sapeva, e se ne sono avute dimostrazioni e scandali a iosa, di come amasse i festini e la compagnia delle escort. Che un premier come lui  fosse poi inadeguato e incapace a guidare l'Italia, dovevamo sentircelo ripetire dagli americani o da Wikileaks ? Non potevamo accorgercene da soli qui in patria con un po' di anticipo ? e sì che di prove ne avevamo, non solo nei suoi comportamenti, ma nei suoi programmi, nelle sue idee, nei suoi discorsi, nelle sue intenzioni.

venerdì 26 novembre 2010

Ministro Carfagna, ma ci faccia il piacere....

giovedì 25 novembre 2010

Emilio Fede; dopo i festini si prende l' amaro Giuliani.

Emilio Fede preso a cazzottate. L'episodio , annunciato dalla stampa, si è consumato martedì sera al ristorante "La Risacca", dieci minuti dal Duomo. Il direttore del Tg4 è stato colpito con un cazzotto all'occhio sinistro ed uno dietro all'orecchio, dall''imprenditore Gian Germano Giuliani, noto per l'amaro digestivo.  La prognosi parla di 15 giorni.

E meno male che i motivi dell'aggressione non erano politici. D' altronde chi mai potrebbe aggredire Emilio Fede per un qualche motivo politico o per il suo lavoro ?  Emilio Fede non ha mai fatto politica in vita sua, solo propaganda, dapprima per la Democrazia Cristiana e ora per il suo datore di lavoro Berlusconi.  Neanche a pensare poi che Fede  possa essere picchiato da qualche giornalista invidioso.  Non si riuscirebbe proprio a capire quale giornalista italiano potrebbe mai essere invidioso di Fede sul versante "professionale".  Non c'è nulla credo da invidiare a Fede.

Certo un'aggressione è sempre tale e comunque la si pensi va sempre condannata. Vale comunque la pena sdrammatizzare questa volta, anche perchè i motivi sembrano proprio banali, oltrechè del tutto personali.

Fede potrebbe comunque consolarsi, prenderla con una buona dose di fatalismo ed un po' di umorismo, dopo l'arrabbiatura. Considerare che in fondo , dopo le note allegre , dopo il divertimento, dopo i tanti festini e le cene , consumate persino al tavolo di Berlusconi , questa volta, oltre allo spumante è giunto il momento del digestivo, e così Fede si è "beccato" l'amaro per eccellenza, l'amaro Giuliani.  Ora da parte nostra gli auguriamo una buona digestione.

"Basta munnezza" , ma per merito dello Stato e non di un boss.

Sono solo dieci metri di vicolo lungo trinità degli Spagnoli a dare una presunta immagine di normalità a Napoli per quanto riguarda il problema dei rifiuti. Ma propio quei dieci metri sono un segnale inequivocabile della diversità di Napoli, della "legge" che tutt'ora vige e governa interi quartieri della città. Quel vicolo, libero dall'immondizia per ordine di un boss è anche la risposta certa ed immediata a chi, con tanta enfasi propagandistica e scarso senso della realtà , continua a pensare che lo stato , di successo in successo , si appresta a vincere la guerra contro la camorra e la mafia. Quante volte, negli ultimi tempi,  ci siamo sentiti dire che "mancano ancora solo due superlatitanti" ? Mancano a che ? o per che cosa ? Per chiudere il cerchio si dice efose non si sa nemmeno di che si parla. Forse quel cartello , quell'avviso perentorio, che è diventato ordine e "legge", sveglierà alla fine anche qualche bella addormentata nel bosco.  Solo poche parole "qui niente munnezza" , hanno trasformato dieci metri di un vicolo Napoletano , in una normale e linda strada di Lugano. Quel che l' intero Governo non è riuscito a fare l'ha fatto la mafia. Quel boss non ha fatto promesse, niente proclami, nessuna propaganda o pubblicità; si è solo comportato da boss, e come tale ha  ordinato e minacciato.

Quando anche lo Stato riuscirà a comportarsi da Stato ? quando, anche il Governo, si deciderà ad intervenire e  governare, senza tante chiacchere e distinguo, una situazione divenuta una vera vergogna nazionale ? Il dubbio è che fino a quando si cercheranno  capri espiatori invece di discariche ed inceneritori, fino a quando non si finirà di litigare e di addossare ad altri anche le proprie colpe  o fino a quando non si smetterà di dire che se Napoli è pulita e merito del Governo e se invece è sporca è colpa del Comune, tutti quei rifiuti rimarranno lì, in bella mostra a testimoninaza dell'incompetenza e del fallimento dello Stato, del Governo, della Regione, del Comune,  di quanti dovrebbero decidere e risolvere il problema ed invece accusano , chiaccherano inutilmente e cercano scappatoie che non hanno. Decidano in fretta però, perchè Napoli non può continuare così e perchè deve ritornare quanto prima quella bella città che tanti ricordano, decidano, perchè non si può lasciare che la mafia governi non soli i rifiuti ma anche l'intero territorio.  Anche perchè gli italiani sono stanchi di vivere nel paese delle emergenze, gradirebbero finalmente vivere in un paese normale , un paese in cui ognuno fa il "suo" , senza tanto clamore, senza perder  tempo in propagando e strumetalizzazzioni. Un paese in cui sia lo Stato a ripulire i vicoli di Napoli e non la mafia o la camorra.  A questi al massimo si potrebbe sì affidae la pulizia di dieci metri di territorio , ma dovrebbero essere quelli delle loro celle, in un carcere di massima sicurezza.

martedì 23 novembre 2010

La vera emergenza dell'Italia, ancor prima dei rifiuti, è la cattiva politica.


lunedì 22 novembre 2010

Saviano e l'indegna raccolta di firme contro.

giovedì 18 novembre 2010

Maroni depone le armi che sembrava agitare contro le "ovvietà" di Saviano.

"Deponiamo le armi" dice Roberto Maroni a Roberto Saviano dopo le dure polemiche, e dopo che il Ministro sembrava più che mai deciso a querelare lo scrittore. Poi alla fine, dopo una giornata convulsa e dopo l'arresto del boss Iovine, il  titolare del Viminale prova a placare gli animi.  "Spero che con l'arresto di oggi, il boss latitante delle terre di Saviano, si possa chiudere questa brutta pagina, e continuare tutti insieme la lotta alla criminalità". "Conosco Roberto Saviano, e lo stimo - aggiunge Maroni - per questo sono rimasto sorpreso da lui: Saviano dovrebbe essere al mio fianco, non dovremmo litigare, per questo mi sono arrabbiato. Ma l'arrabbiatura ora è passata e vorrei dirgli di deporre le armi che lui ha imbracciato contro di me". 

Tutti naturalmente si augurano che abbiano termine le polemiche tra il Minsitro e Saviano, anche perchè del tutto inutili e sterili. Le arrabbiature di Maroni infatti sembrano a tanti del tutto immotivate.  Saviano ,a "vieni via con me", non ha fatto altro che narrare fatti, tra l'altro documentati, e provenienti da indagini. A chi segue con attenzione le questioni di mafia alcune affermazioni dello scrittore potevano sembrare persino scontate ed evidenti.  Le reazioni spropositate del Ministro dimostrano ancora una volta che non si deva mai dare nulla per scontato. 

Ma davvero qualcuno pensa che "il Nord", la Lombardia, la Liguria, la Romagna od il Veneto,   siano  liberi dalla criminalità e dalla mafia ? Davvero c'è qualcuno che pensa ancora che la mafia sia un fenomeno solo ed esclusivamente meridionale che non può minimamente turbare il resto del Paese,  e sopratutto un nord ricco e industrializzato ? Se così fosse sarebbe davvero una grossa sottovalutazione del fenomeno e dei pericoli. Ci sarebbe davvero di che essere preoccupati di una gigantesca e madornale superficialità. La mafia ha sempre dimostrato di essere estremamente "democratica" e di non fare distinzione tra destra e sinistra o tra partiti.  L'importante per lei è riuscire ad entrare nei centri di potere, laddove vengon prese le decisioni e sopratutto dove vengono affidati gli appalti. Per poter far questo la mafia deve , per forza di cose,  cercare in ogni maniera di "interloquire" con chi comanda e decide , e sopratutto con chi governa. Questo viene fatto in Sicilia ed a Palermo, come a Bologna , a Torino o Milano. Scandalizzarsi di questo, o di chi lo afferma,  è ridicolo.  Anzi, è molto meglio riuscire a farlo a Torino, Bologna e Milano proprio perchè qui si trovano le maggiori ricchezze del paese, le risorse più cospicue. Ecco perchè le affermazioni di Saviano sembrano ovvietà che non offendono nessuno. Il non dirle sarebbe stato però fare la politica dello struzzo, che nasconde semplicemente la testa nella sabbia per non vedere.

Ora Maroni chiede di poter controbattere a Saviano. Ma a chi ed a che cosa ? E sopratutto se tutti dovessere ribattere a tutti o reclamarne il diritto, sarebbe una babele e non un fatto democratico. Maroni ha già ribattuto e lo farà in altri spazi a lui riservati. Il Ministro ha in fondo già detto la sua e mai nessuno ha affermato, nemmeno Saviano, che la Lega è collusa con la mafia. Saviano ha semplicemente chiesto di non illudersi, di non sottovalutare il fenomeno, di non sentirsi esclusi o immuni, perchè così davvero si  rischierebbe di fare il gioco della mafia. Nella lotta alle infiltrazioni ed al fenomeno mafioso i partiti possono veramente giocare un ruolo importante, escludendo dalle loro liste quanti sono in tal senso personaggi troppo "chiaccherati".  E non pare sia sempre stato così  per tutti, quando persino un uomo di destra come Pisanu,  ha affermato che alcune liste di partito , nelle ultime elezioni erano davvero "indegne".  Ma per far questo, per non creare sospetti, per non dare adito ad illazioni, si deve sempre essere coerenti e conseguenti, e non si deve in alcun modo dare copertura o appoggi, diretti o indiretti, a personaggi in odore di mafia, anche se occupano posti importanti, anche se fossero ministri o sottosegretari di Governo. Il caso Cosentino ne è un esempio e non certo incoraggiante.

mercoledì 17 novembre 2010

Che dio , la sorte o la fortuna, ci salvino almeno da Marina Berlusconi.

martedì 16 novembre 2010

"Vieni via con noi" , dove Bersani e Fini fanno sognare un'Italia diversa.

Ieri sera Bersani e Fini , ospiti  di Fabio e Saviano a "vieni via con me" hanno elencato in 3 minuti quelli che sono i valori delle rispettive parti politiche. Per una volta destra e sinistra hanno parlato assieme di valori , e lo hanno fatto senza insulti reciproci e senza violente contrapposizioni. Molti di questi valori fanno parte della cultura, della mentalità e degli ideali di tanti italiani, indipendentemente dal loro schieramento o delle loro convinzioni politiche. Fini è apparso deciso e determinato, ed è riuscito ad infondere sicurezza. Bersani , forse un po' più sommesso , è però riuscito, smentendo una battuta che lo riguardava, a dire molte cose di sinistra ed a parlare, con convinzione, al cuore ed alla mente dei suo popolo.  Ascoltarli è stato, non solo piacevole ma anche utile ed importante. Assieme sono riusciti a farci immaginare e sognare un'Italia diversa. Proprio per questo mi sembra importante , a nostra ed a loro memoria, riproprre i rispettivi interventi :

Bersani : "La sinistra è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti. Abbiamo la più bella Costituzione del mondo. La si difende ogni giorno e il 25 aprile si fa festa". Inoltre "nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po' bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l'economia non gira perché l'ingiustizia fa male all'economia. Ci vuole un mercato che funzioni, senza monopoli, corporazioni e posizioni di dominio. Ma ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l'istruzione, la sicurezza. Il lavoro non è tutto, ma questo può dirlo solo chi il lavoro ce l'ha. Il lavoro è la dignità di una persona. Sempre. E soprattutto quando hai trent'anni e hai paura di passare la vita in panchina. Ma chiamare flessibilità una vita precaria è un insulto. E allora un'ora di lavoro precario non può costare meno di un'ora di lavoro stabile".

"Chi non paga le tasse mette le mani nelle tasche di chi è più povero di lui. E se 100 euro di un operaio, di un pensionato o di un artigiano pagano di più dei 100 euro di uno speculatore, vuole dire che il mondo è capovolto. Davanti a un problema serio di salute non ci può essere né povero né ricco, né calabrese né lombardo né marocchino. L'insegnante che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola è l'eroe dei nostri tempi. Indebolire la scuola pubblica vuol dire rubare il futuro ai più deboli". E ancora: "La condizione della donna è la misura della civiltà di un Paese. Calpestarne la vita è l'umiliazione di un Paese".

"Dobbiamo lasciare il pianeta meglio di come l'abbiamo trovato perché non abbiamo il diritto di distruggere quello che non è nostro. E l'energia va risparmiata e rinnovata sgombrando la testa da fanta-piani nucleari. Il bambino figlio di immigrati che è nato oggi non è né immigrato né italiano. Dobbiamo dirgli chi è. Lui è un italiano. Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento. Perché un uomo resta un uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco. C'è un modo per difendere la fede di ciascuno, per garantire le convinzioni di ciascuno, per riconoscere la condizione di ciascuno. Questo modo irrinunciabile si chiama laicità. Per guidare un'automobile, che è un fatto pubblico, ci vuole la patente, che è un fatto privato. Per governare, che è un fatto pubblico, bisogna essere persone perbene, che è un fatto privato".

"Infine chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace, senza odio e violenza, e deve combattere contro la pena di morte, la tortura e ogni altra sopraffazione fisica o morale. Alla fine, essere progressisti significa combattere l'aggressività che ci abita dentro; quella del più forte sul più debole, dell'uomo sulla donna, di chi ha potere su chi non ne ha. E' prendere la parte di chi ha meno forza e meno voce".

 

Fini : "Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani perché è un piccolo privilegio, a Milano come a Palermo la nostra patria ha un patrimonio paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia. Anche per questo, anche nel 2010, essere di destra vuol dire innanzi tutto amare l'Italia, avere fiducia negli italiani, nella loro capacità di sacrificarsi, di lavorare onestamente e pensare senza egoismi al futuro dei propri figli, di essere solidali e generosi, perché per la destra sono generosi innanzi tutto i nostri militari che in Afghanistan ci difendono dal terrorismo, come lo sono le centinaia di migliaia di nostri connazionali che ogni giorno e gratis fanno volontariato per aiutare gli anziani, gli ammalati, i più deboli".

La destra ritiene "solidali e quindi meritevoli di apprezzamento le imprese e le famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli domani saranno anch'essi cittadini italiani perché la patria non è più solo terra dei padri. Ma oggi nel 2010, per crescere insieme unito, il nostro popolo non può confidare solo sulla sua proverbiale e generosa laboriosità, gli italiani hanno bisogno di istituzioni politiche autorevoli, rispettate, giuste. Per questo destra vuol dire senso dello Stato e dell'etica pubblica, cultura dei doveri. Per la destra lo Stato deve essere efficiente ma non invadente, spendere bene il denaro pubblico senza alimentare burocrazie e clientele, per la destra solo lo Stato deve garantire che legge è uguale per tutti, che deve combattere gli abusi e il malcostume, deve valorizzare l'esempio degli italiani migliori. Per questo bisognerebbe insegnare fin dalla scuola che due magistrati come Falcone e Borsellino sono davvero eroi e che sarà grazie al loro sacrificio che un giorno la nostra Italia sarà più pulita, più libera, più bella, più responsabile, attenta al bene comune, più consapevole della necessità di garantire che chi sbaglia paga e chi fa il suo dovere viene premiato".

"La destra sa che senza autorevolezza e buon senso delle istituzioni, senza autorità della legge, senza democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c'è libertà ma anarchia, prevalenza dell'arroganza e furbizia a discapito dell'uguaglianza dei cittadini. Per la destra l'uguaglianza tra i cittadini va garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, a uomini e donne, ai figli degli imprenditori, degli impiegati e degli operai. Da questa vera uguaglianza delle opportunità la destra vuol costruire una società in cui merito e capacità siano i soli criteri per selezionare una classe dirigente. La destra vuole un paese in cui chi lavora di più, e meglio, viene pagato di più, un paese in cui chi studia va avanti, in cui chi merita ottiene maggiori riconoscimenti".

"La destra sa che senza autorevolezza e buon senso delle istituzioni, senza autorità della legge, senza democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c'è libertà ma anarchia, prevalenza dell'arroganza e furbizia a discapito dell'uguaglianza dei cittadini. Per la destra l'uguaglianza tra i cittadini va garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, a uomini e donne, ai figli degli imprenditori, degli impiegati e degli operai. Da questa vera uguaglianza delle opportunità la destra vuol costruire una società in cui merito e capacità siano i soli criteri per selezionare una classe dirigente. La destra vuole un paese in cui chi lavora di più, e meglio, viene pagato di più, un paese in cui chi studia va avanti, in cui chi merita ottiene maggiori riconoscimenti".

giovedì 11 novembre 2010

Bossi incontra Fini, entrambi vogliono un nuovo Governo senza Berlusconi.

Oggi  anche Bossi proverà a gettare un po' di acqua sul fuoco delle polemiche interne alla maggioranza di Governo.  L'incontro è già stato prefissato, anche se è difficile immaginarne i risultati. Già  vedere Bossi in veste di mediatore è di per sè inusuale. Tra l'altro i segnali che accompagnano l'incontro non sono per nulla di buon auspicio, anche perchè l'offerta di per sè ha già creato più di un sospetto. Non è un caso se Berlusconi , informato della iniziativa di Bossi, ha subito precisato di non aver conferito al capo della Lega  "alcun mandato specifico". Fino ad ora Bossi è stato un alleato fedele del Cavaliere , ma di acqua ne è passata sotto i ponti oramai da che la crisi ha avuto inizio, e tra l'altro tanta ne è caduta anche in Veneto. Gli scandali del Premier non aiutano la Lega, ed i mugugni sono in notevole aumento tra il popolo leghista. Le contestazioni degli ultimi giorni , anche se negate dal Cavaliere, sono una realtà difficilmente cancellabile, e bossi è conosciuto per essere dotato di  un buon fiuto politico e di capire dove tiri il vento.  Una cosa sembra certa già in partenza e cioè, se Bossi ha chiesto questo incontro è perchè le elezioni anticipate non rientrano più tra i suoi immediati obiettivi.  Ma allora cosa potrà davvero concedere di così interessante per convincere Fini a rientrare in una maggioranza da cui non vede l'ora di uscire  ?  Per prima cosa  le dimissioni del Governo ed un Berlusconi bis allargato all'Udc, con una nuova compagine, con un nuovo programma che faccia salvo il federalismo, ma sopratutto dovrà concedere , su un piatto d'argento, l'accordo per la revisione della legge elettorale. Fini e l'Udc potranno accettare ? E possibile, ma non scontato anche perchè Bossi non è tanto sciocco da non aver capito che il cavaliere è oramai al capolinea, comunque vadano le cose e che un Berlusconi bis non avrebbe vita facile e neppure tanto lunga. Ma allora che senso ha l'incontro ? Semplice Bossi non vuole presentare proposte, almeno non vuole presentare proposte accettabili, e sarebbe deluso se le sue lo fossero. Bossi semplicemente vuole sentirsi dire che non è possibile alcun Berlusconi bis. Che ci potrà essere un tentativo, ma che Berlusconi dovrebbe passare in una cruna d'ago per averne qualche possibiltà . Chi mai potrebbe desiderare od auspicare ora un Governo che avesse Berlusconi come Premier ? Un uomo che si trova sotto scacco continuo della magistratura, inseguito dai processi, che già di suo una la fa e l'altra la inventa, e che tra l'altro ora non potrà più in alcun modo contare su leggi d personam che lo possano salvare e mettere al riparo dalla legge.  Piaccia o no  la riunione odierna potrà avere come unico tangibile risultato di far rotolare la testa del Cavaliere, solo che Bossi non vuole , o non può , tirare il primo fendente. Si vedrà dai sorrisi e dalle strette di mano se dovremo preparaci ad un nuovo Governo dopo aver fatto fallire, ancor prima di nascere un Berlusconi bis. Tremonti e Pisanu stanno scaldando i muscoli ed in dirittura di partenza oggi sono stati affiancati  proprio da Letta, l'uomo di fiducia di Berlusconi.

mercoledì 10 novembre 2010

Califano e le diverse miserie italiane.

Renata Polverini promette sostegno a Califano, "ha fatto la storia" dice. Califano , per ringraziarla , vuole dedicarle una canzone  visto che è "una gnocca". La storia in fondo è fatta anche di queste piccole idiozie. E' in ogni caso sentimentalmente coinvolgente e bella  l'immagine giornalistica che vuole sia una donna a salvare chi per le donne dicono si sia rovinato. Chissà che tra qualche decennio non si sia costretti a concedere un qualche aiuto statale anche a Berlusconi.  Califano dopo una vita vissuta sopra le righe, dopo aver sperperato una fortuna, in vizi, donne e lusso, ha chiesto alla fine di poter accedere ai benefici della legge Bacchelli perchè in grande difficoltà economica. E' stato subito un coro entusiastico di sì, una mobilitazione generale, dalla Polverini a Bondi, tutti si sono attivati promettendo soldi e aiuti, non loro, ma dello stato. Se Bondi si fosse attivato tanto celermente per altre cause forse potremmo ancora godere della casa dei Gladiatori a Pompei. Ma questa è "storia vecchia", che non interessa nessuno, e poi l'hanno fatta , aggiungo io per fortuna, altri. Sulle difficoltà vere, presunte od immaginarie della gente non si discute mai, per principio e non discuterò certo dei problemi di Califano. Califano giustamente sbandiera i suoi problemi , e fa bene se trova tanto credito. Ma non si può dimenticare che, come riportano tutti i giornali, Califano percepisce già 1.600 euro al mese. Non saranno tanti, ma in Italia molti lavoratori vivono e crescono una intera famiglia, a volte con meno. Non ci si può dimenticare che in Italia , milioni di pensionati , dopo aver sgobbato una vita e cercato di risparmiare fino all'ultimo centesimo si ritrovano , nonostante tutto,  in miseria ed a dover vivere con 400 euro al mese circa. Va bene quindi la solidarietà a Califano, ma purchè la stessa solidarietà venga concessa a tutti quelli che si trovano nelle stesse condizioni.  Non è infatti immaginabile che anche nella solidarietà si creino privilegi, per chi è famoso, per chi ha amici potenti, per chi fa notizia. E se potesse bastare dedicare una canzone qualsiasi ad una qualche gnocca per aver più credito, l'Italia si riempirebbe di ritornelli e di cantanti.  Non è certamente cattiveria o  crudeltà quella che fa dire a molti italiani che in fondo Califano può vivere di quello che ha, dei suoi 1.600 euro al mese e dell'offerta del centro benessere Messeguè di Melezzole, in Umbria, pronto ad accoglierlo. "Da noi c'è pronta una stanza per lui, ovviamente tutto a titolo gratuito  - ha detto Marc Messguè - perchè non posso pensare di abbandonare un amico. Califano è stato un nostro ex cliente ma soprattutto lo consideriamo un amico e ci mettiamo a sua disposizione. Può stare da noi tutto il tempo che gli serve per superare questa grande solitudine e malinconia".  Califano è già per questo fortunato, non in assoluto, ma relativamente ad una grande moltitudine di italiani, giovani e vecchi. Non è infatti solo, ha un "decoroso" stipendio e neanche può dirsi abbandonato. Ma la solidarietà dello Stato, se c'è, deve esserci per tutti, non solo per lui. Non ci possono anche qui essere privilegi , e neppure privilegiati.

martedì 9 novembre 2010

Piccole polemiche strumentali , moralismi che fanno ridere.

Carlo Giovanardi, il difensore ad oltranza della famiglia, quella "vera", quella tradizionale, il censore e fustigatore dei costumi italiani,  il cattolico fervente e convinto , commenta così il forfait del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dall'inaugurazione della Conferenza nazionale della famiglia a Milano.

"Contro Berlusconi - dice candido Giovanardi - ci sono piccole polemiche strumentali;  leggo dei moralismi che mi fanno ridere. Ci sono pochi leader in Italia che hanno situazioni famigliari ortodosse".

Tutto legittimo al mondo , anche questa difesa ad oltranza del Premier.  Detto questo però, si dovrebbe poi , per logica conseguenza, giustificare tutto nel paese e nelle famiglie, anche le  situazione più scabrose ed imbarazzanti.  Anche le precedenti polemiche di Giovanardi  rischiano a questo punto di essere liquidate come  "piccole e strumentali".  Al pari di  qualsiasi suo precedente o futuro moralismo, che da ora in poi potrebbe essere accolto solo da un'enorme, canzonatoria e fragorosissima risata. 

lunedì 8 novembre 2010

Teatrino finito dice Fini, si spengono le luci ed il Premier si incammini verso il colle.

Hanno chiesto con tale insistenza un governo per portare a termine la legislatura  che alla fine i Finiani li hanno accontentati . Peccato che non sia lo stesso governo che il Pdl invocava a gran voce o immaginava in cuor suo. Fini questa volta ha parlato chiaro, sciogliendo qualsiasi dubbio. Un governo è possibile, ma Berlusconi prima deve salire al colle e rassegnare le sue dimissioni; accettare un nuovo incarico e provare davvero a governare il paese , seriamente questa volta, oppure passare la palla ed il gioco in altre mani, più esperte e forse anche più adeguate. Quello che Fini chiede a Berlusconi non è poca cosa, è il riconoscimento esplicito della incacapacità a governare del suo Governo, è il riconoscimento che questo governo ha fallito miseramente e che a questo punto ne serve un altro, con un nuovo programma,  allargando anche la maggioranza all'Udc. Quando cadrà questo Governo per permettere la nascita del nuovo, ancora non è dato sapere. Di certo è solo questione di giorni o di settimane.  Dopo il discorso di Fini , il famoso cerino è nuovamente finito nelle mani del Premier, che però questa volta rischia davvero di scottarsi. I finiani  infatti  oltre ad avere già in mano una intesa con Casini possono contare su quell'ampio accordo, tra forze politiche diverse , tra cui il Pd, per un governo tecnico che si prefigga la modifica dell'attuale vergognosa legge elettorale.  Ora davvero il dado è tratto , l'esercito Finiano ha abbondantemente superato il Rubicone , il teatrino della politica, tanto evocato da Berlusconi non ha più marionette da mettere sulla scena, solo un Premier che dovrà rassegnarsi a scendere da quel palco, a spegnere le luci prima di uscire. E mentre una maggioranza  si prepara a dissolversi ,  un'altra, sta con ogni probabilità, muovendo i primi stentati passi. Chi pensava ad un Fini arrendevole questa volta si dovrà ricredere. Molti dicono che sia furente il Berlusconi "sconfitto", mentre chiede a gran voce , come un'ennesima ed inutile minaccia, che la crisi avvenga in Parlamento. Di certo dovranno accontentarlo  e non solo perchè per lui e per i suoi luogotenenti è l'ultimo tentativo per  tirare a campare, ma perchè non esistono altre strade che possano convincere il Capo dello Stato. Sinistri scricchiolii scuotono il Palazzo , metre qualche prezzolato mercenario già si appresta ad abbandonare il castello sotto assedio o  la nave che affonda.  Per Bondi già doveva essere un presagio il crollo dellla casa dei gladiatori a Pompei , anche se nei palazzi della politica alloggiano più servi, che veri gladiatori. Pochi giorni basteranno per  capire se, dopo la crisi avremo un nuovo governo o le elezioni anticipate. In molti  si apprestano a festeggiare, brindando a champagne , anche in anticipo sui tempi. Smorza  però la gioia ed il sorriso l'amara considerazione di Giannini , sulla Repubblica di oggi, "c'è  poco da festeggiare - dice- : il "conto" di questi rovinosi due anni e mezzo, purtroppo, li ha pagati e li pagherà l'Italia.

venerdì 5 novembre 2010

Il Premier ci prova a renderci allegri.

Sarà diventato oramai un pallino fisso, sarà il tormentone che ci perseguiterà per tutto l'inverno senza che ancora non lo sappiamo, fatto sta che anche oggi sono costretto a ricordarmi di alcuni fatti.  Ho appena sentito, in diretta su Sky, la conferenza stampa del Ministro dell'Interno e del Presidente del Consiglio.  Maroni ha illustrato il nuovo pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri. Sono previste  nuove misure per la lotta alla criminalità organizzata, la possibilità di espellere cittadini comunitari, il ripristino dell'arresto in flagranza differita per i tifosi violenti, il potenziamento dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia, la liberalizzazione delle connessioni internet.  Tutto bene o quasi, si sarà tentati di dire, tutte cose serie quantomeno, su cui si può essere più o meno d'accordo, ma serie. Sembravano tutte perle bianchissime , infilate apposta in una nuova collana da mettere al collo del Premier. Ma tutto a un tratto ecco la famosa perla nera, quella che stona tra le tante, che rischia di far cadere tutti sulla classica buccia di banana. Una stonatura vera e propria, una voce in falsetto, una bella stecca, direbbero gli appassionati. La conferenza stampa di colpo rischia di tramutarsi nel più spettacolare cabaret, con evidenti sott'intesi. Neanche Totò è mai riuscito in così poco tempo a passare dal serio al faceto o al ridicolo. Che è accaduto ?  Forse il Premier voleva renderci allegri dopo i brutti momenti.  Fato sta che a un certo punto  è stato inquadrato proprio nel momento in cui annunciava , con malcelato orgoglio, che nel pacchetto sono contenute anche misure di sicurezza urbana tra cui  una stretta contro la prostituzione. Naturalmente , e me ne scordavo, su strada. Non ho più resistito, sono scoppiato a ridere , ed ho cambiato canale.

giovedì 4 novembre 2010

Come il suo amico Gheddafi per guardie del corpo solo Amazzoni.

mercoledì 3 novembre 2010

Unica scelta l'eutanasia, prima che questo paese muoia.

Non è ancora finita la vicenda di Ruby che già i giornali riportano le prime confessioni di Nadia. Chi è Nadia , molti si chiederanno. Tranquilli non è una nuova Ministra , almeno per ora, è semplicemente un'altra escort, o meglio, un'altra prostituta di alto bordo che dice di "avere avuto incontri con il Presdiente Berlusconi tramite Lele Mora. Nadia dice ai magistrati di  Palermo  di essere stata tre volte ospite, assieme ad altri, da Berlusconi  , ma  di avere avuto rapporti sessuali solo in due occasioni. Per questi ricevette 10.000 euro eda lcuni regali.  Di certo non è finita qui ed a breve ci dobbiamo aspettare altre dichiarazioni, di questa, come di altre prostitute, perchè qui non si tratta più di commercio del sesso o della prostituzione, oramai siamo a livelli industriali. Scorrendo la stampa estera, il paese sembra un enorme sexy shoap in cui crescono sia l'export che l'import . Mentre si consolidano gli scambi con la Libia e la Russia e ci si allarga verso il mondo egiziano di Mubarak.  In tutto questo baillame di vere e proprie "puttanate",  il Governo ed il Parlamento sono bloccati, l'intero consiglio dei ministri sembra precettato per difendere in tv, con scarsa dignità, un Presidente del Consiglio sempre più indifendibile.  L'Italia nel frattempo, forse un po' smarrita, si interroga, dibatte e si divide, non sui problemi del lavoro o su come uscire dalla crisi, ma sulle ultime, presunte o vere , prestazioni sessuali del Cavaliere. Come se da queste dipendessero le sorti dell'intero stivale. Il girone dantesco, a cui ci hanno condannati tutti, è molto più simile ad un grande bordello che al bel Paese di qualche anno fa. Ironia della sorte, o maggiore disgrazia, pare che ora il Premier non sia più solo e , coinvolti a vario titolo  nella nuova bufera ci siano personaggi politici a lui vicini, addirittura qualche ministro che naturalmente smentisce. Negare, negare sempre ed in ogni occasione , farlo anche di fronte all'evidenza. In fondo è stato il motto costante  del Premier , un suo profondo insegnamento. Berlusconi naturalmante, ed a sua volta, nega tutto, mentre si affida al suo buon cuore ed all'ingenuità degli italiani. Preferisce parlare  di stili di vita, quando invece si dovrebbe parlare unicamente di ragazze di vita. Lo stile oramai si è perso, e si fatica a coglierne nei fatti e negli atteggiamenti. "Che fare..." dicono i saggi, gli onesti rimasti, i più coraggiosi, gli idealisti che ancora credono e sperano. Aspettare o rompere gli indugi, affidarsi al Parlamento, sperare nella magistratura  e nel Capo dello Stato, confidare nelle piazze ?  Non ci sono soluzioni certe, di certo la malattia è vera, grande e profonda, e come un enorme cancro divora e distrugge dall'interno il paese. Incerta però appare la cura. Anche se, a ben guardare, sembrerebbe giunto il momento di abbandonare ogni principio morale in questo caso , e affidarsi ciecamente all'eutanasia, staccare quella spina , lasciare morire quel cancro assieme al suo corpo, e ritornare dagli elettori al più presto, prima che il paese muoia. 

martedì 2 novembre 2010

C'era un governo....e tre giorni forse basteranno per "spazzarlo" via.

Questa mattina , non su un giornale di sinistra , ma addirittura su Libero , a testimonianza di quanto la misura sia oramai colma ,a firma di Filippo Facci , si poteva leggere :

"So di parlare a titolo personale, ma dire che sono stufo non rende neppure l'idea. Non si può campare pensando sempre che gli altri sono peggio, che i giudici sono comunisti e che Fini è un traditore: anche se ci fosse del vero in tutto quanto. Non si può passar la vita a difendere il privato di Berlusconi se poi Berlusconi non fa niente per difendere dal suo privato noi, cittadini o giornalisti che perdiamo intere stagioni a discutere delle sue mutande: e questo solo perché lui ha sottovalutato dei rischi o perché deve affermare qualche principio. Berlusconi sarà anche un genio, ma i suoi casini impediscono di dimostrarlo e fanno perdere un sacco di tempo al Paese: e parlo di casini autoprocurati, non di complotti dei poteri forti. Se di notte il Premier non telefona a Obama ma a Nicole Minetti, e se la liberazione di una cubista marocchina è divenuta la missione più rilevante della nostra politica estera, la colpa non è mia. Se il Lodo Alfano serve a guadagnare tempo e a non farlo perdere al Paese, e però per farlo ci vogliono tre anni, la colpa non è mia. Se dietro Berlusconi non c'è un partito ma c'è solo lui, oltre a una serie di soldatini imbarazzanti, la colpa forse è addirittura sua. Non ho capito se alle famiglie italiane arriverà davvero un opuscolo su quanto realizzato dal governo negli ultimi due anni, ma credo che i prossimi due anni alle famiglie italiane interessino addirittura di più. Ci facciano, anzi, ci faccia sapere. "

E il Premier faccia sapere anche a quanti, certamente non di destra, da anni e non da giorni, si vergognano di essere così malamente rappresentati , e ripetono fino all'ossessione che così non si può continuare e che non se ne può più. E finalmente non siamo più i soli.

Ora solo una breve considerazione. Certamente non si tratta di avere la sfera di cristallo nella quale  leggere le sorti del Premier e della legislatura per capire quanto accadrà  a breve. Certamente è facile immaginare che i magistrati di Milano, al termine degli accertamenti e delle deposizioni, accuseranno Berlusconi per la sua telefonata in questura. Scelga lui il reato visto che se ne potrebbe facilmente immaginare più d'uno. A quel punto Fini , forse non solo ma sostenuto da un ampio schieramento, chiederà al premier , ancora una volta, di fare un passo indietro. Quanto tempo servirà a Berlusconi per capire che è giunto il momento di salire al Colle e formalizzare le sue dimissioni ? Basteranno anche qui i fatidici tre giorni,  concessi ad esempio alla spazzatura di Napoli , o ne serviranno di più, visto le scadenze ed i congressi dei Finiani ? Ma detto questo, nel Pdl , credo  non possano più sussistere altre considerazioni se non quella generale e cioè che, quanto prima si riesce a liberarsi di un Premier oramai allo sbando ed incontrollabile meglio è per tutti, o si dovranno mettere in programma durissimi scontri e rischiose  avventure. I sondaggi odierni non danno molte speranze , anzi parlano chiaro, l'80% degli italiani non ne può più.