mercoledì 27 ottobre 2010

Pdl: sempre più verso la grande fuga.

I segnali si susseguono, assieme alle voci che si fanno  via via nel tempo sempre più insistenti e preoccupanti per il Premier ed il suo partito.
L'aria che si respira è di attesa, non dei programmi futuri , su cui  più nessuno si fa illusioni, bensi attesa di conoscere e sapere chi sarà il prossimo che abbandona il partito.
Qualcuno ha già preparato le valigie è attende solo il momento proprizio di passare, armi a bagagli , con  Fini; altri ,semplicemente delusi ed amareggiati, sbattono la porta gettando la spugna.
Lascia , secondo notizie di stampa,  il senatore ligure Enrico Musso oltre all'ex ministro Alfredo Biondi  , uno dei fondatori del Pdl , che ha  personalmente comunicato a Berlusconi la decisione irrevocabile  di lasciare la direzione del partito.
Ma la frana continua , ed i coordinatori , impegnati a costruire argini qui e là  , sembrano i più sfiduciati e preoccupati dietro un'apparente fiduciosa maschera ed un sorriso di maniera.
Le difficoltà continue in cui si dibatte il partito accellerano quella che oramai sembra destinata a diventare nel tempo una grande fuga.
Alla Camera, Futuro e libertà è in "dolce" attesa semplicemente perchè il parto non vuole essere prematuro.
Si aspetta infatti solo il momento per  l'ufficializzazione del passaggio di Roberto Rosso (per lui è già pronto pare uno dei tre posti di coordinatore Fli in Piemonte) e di Giancarlo Mazzuca, ex direttore del Carlino.
I due , si dice, che per il momento neghino, ma i bene informati lo danno per certo assieme al solo "probabile"  di Alessio Bonciani.
Ora però,  in aggiunta, ci si aspetta l'apertura di nuove inchieste della magistratura, di cui tra laltro proprio oggi si mormora.
Queste , assieme all'immobilità del governo, schiacciato da tempo immemorabile su quella vicenda sempre più confusa del Lodo Alfano, fanno presagire insofferenze e scricchiolii sempre più acuti , con il rischio che una marea di proteste montante possa diventare un vero tsunami.
Allora  non si tratterà  più solo di "mormorii" o mugugni di protesta di  parti consistenti del partito o di alcuni ministri sempre più scontenti , vuoi per le nuove regole interne , per la supremazia di Tremonti e della Lega nel governo o per la scarsa democrazia.
Le grida si faranno alte ed i silenzi ancora più assordanti, mentre comincerà ad echeggiare il grido, sempre più insistente, di "al voto" al voto ", seguito dal  "si salvi chi può".
Allora davvero non si tratterà solo di decidere la sorte di questa legislatura ma anche quella del partito e non sarà certo facile combattere sui due fronti, quello esterno della campagna elettorale e quello interno.
Allora sì che saranno davvero dolori e l'attuale smottamento rischierà di diventare per qualcuno una vera grande fuga.

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