venerdì 8 ottobre 2010

Maroni si difende, ma un minstro indagato si deve fare da parte.

Maroni si difende e dichiara che "I soldi ricevuti dalla società Mythos, 60 mila euro, costituiscono il compenso per una attività legale".
E' questo quello che il ministro degli interni  ha dichiarato , sempre secondo le agenzia di stampa, ai pm di Roma che lo hanno interrogato in gran segreto nei giorni scorsi.
Si dice che gli atti dell'indagine che vede coinvolto il titolare dell'Interno siano "al vaglio della magistratura romana che ha iscritto il nominativo del ministro nel registro degli indagati per l'ipotesi di finanziamento illecito ad un parlamentare".
Vera o falsa che sia l'accusa , concedendo alla magistratura la facoltà e l'obbligo di verifcare nel più breve tempo possibile i fatti ed al Ministro la necessaria e doverosa presunzione di innocenza, tuttavia se il Ministro davvero si trovasse indagato, non possiamo non considerare come anche nella tanto vituperata prima repubblica , quei ministri ed  assessori che si sono  trovati, in casi analoghi indagati, hanno poi spesso deciso di rassegnare immediatamente le proprie dimissioni.
Questo sembrava a tutti doveroso, al fine di poter meglio tutelare se stessi, salvaguardare le istituzioni da ogni macchia o accusa, e per mettersi  a totale e completa disposizione della magistratura, come semplici e comuni cittadini. 

Nessun commento: