giovedì 14 ottobre 2010

Ma Maroni dov'era mentre Ivan il terribile metteva a ferro e fuoco lo stadio di Genova ?

Ivan Bogadanov, soprannominato il terribile, il capo degli ultras serbi che hanno meso a ferro e fuoco lo stadio Ferraris di Genova è stato finalmente arrestato.
Lo hanno tradito proprio quei tatuaggi che aveva ostentato con tanto orgoglio.
I giornali Serbi parlano , giustamente, di vergogna nazionali per i fatti accaduti.
Dello stesso tono i commenti  dei giornali di tutto il mondo.
Per più di un'ora tutti in mondo visione hanno potuto  vedere un nazista, tatutao da capo a piedi , armato di bengala e tenaglie, con il dito alzato in segno di scherno prendersi gioco delle nostre forze dell'ordine  e della nostra "sicurezza".
Certo i serbi non hanno fatto una bella figura in tutta la vicenda, il loro è stato sicuramente un comportamento vergognoso.
Ma non è che gli italiani abbiano dato miglior spettacolo o ne siano usciti meglio.
A dire il vero, e volendolo dire proprio fuori dai denti, la nostra è stata proprio una figura di merda.
Sono ancora sotto gli occhi di tutti le immagini dello stadio, basta guardarle su youtube o su uno dei tanti filmati; il chiarore dei candelotti illuminava la notte e la scena, l'indegno spettacolo delle spranghe e degli oggetti vari che roteavano in tutte le direzioni, metere cesoie e tenaglie facevano a gare nel rompere reti.
Se i serbi devono vergognarsi del loro comportamento, le nostre forze dell'ordine ed il ministro dell'Interno dovrebbero quanto meno riflettere sulla disorganizzazione e sull'incomptenza dimostrata. A conti fatti avrebbero di che arrossire e di cui vergognarsi. I serbi sono stati certamente violenti, noi invece incapaci a governare una prevedibile situazione.
Oggi non serve a molto dire, come fa il ministro Maroni, che il non intervento italiano ha evitato la strage. A pensarci bene sembra una vera ingenuità , quasi una barzelletta.
Si trattava , non di intervenire, ma di prevenire e di farsi trovare preparati e di evitare che uno stadio si trasformasse, per lima e oggetti introdotti, in una vera polveriera, pronta ad esplodere e in cui , solo il caso ha evitato il peggio.
Dove stava Maroni quando Ivan ridicolizzava l'incapacità e l'impovvisazione italica ?
Era forse impegnato a meditare sulladata probabile delle elezioni prossime e venture  ?
L'insistente presenzialismo del Ministro nel reclamare a sè i successi dei giudici nella lotta alla mafia , non lo assolve di certo, nè lo giustifica della cattiva figura fatta a Genova nell'assicurare l'ordine pubblico, principale compito istituzionale del Ministro degli Interni.
Invece di ricercare le altrui colpe , sempre utili a giustificare i propri errori, sarebbe forse meglio chiedere scusa agli italiani per quanto accaduto, oltre naturalmente a cercare di porvi rimedio ed evitarlo in avvenire.

Nessun commento: