giovedì 21 ottobre 2010

La riforma del fiasco.

La premessa era buona , quasi azzeccata .
Tremonti aveva infatti affermato  che "Per la riforma fiscale "non è possibile  fare esercizi basati su ipotesi. Si sperava quindi in cose concrete.
Peccato che poi tutto sia svanito e sfumato nel campo dei sogni.
Abili affabulatori hanno provato a ripetere , solo a parole naturalmente, quanto andrebbe fatto e che mai si è riusciti a realizzare in tanti anni di governo.
 "Sappiamo - ha detto Tremonti - che c'è un altissimo tasso di evasione fiscale, che dobbiamo contrastarla, ma prima dobbiamo abbatterla e solo dopo fare i conti e usare quei soldi.
Ecco perchè la riforma del fisco, secondo Tremonti e Berlusconi, va fatta in tre fasi.
La prima fase sarà quella della "raccolta dei dati e l'analisi dei dati stessi, la seconda sarà rappresentata dalla presentazione di una legge delega in Parlamento e infine, la terza fase, servirà a varare i decreti allegati "in maniera organica e progressiva".
Come si vede,  e come si sente, parole tante , sostanza nulla , o poca per ora.
Come al solito solo abili promesse, ad usum stulturum, direbbero persino gli antichi latini, forse più smaliziati di noi moderni.
Certo tutti pronti a dire e giurare che la riforma fiscale è importante, che è necessaria oltre che giusta e sacrosanta, perchè così il sistema paese alla lunga non regge.
Ancora una volta però saremo costretti a sentirci ripetere, come se la colpa fosse nostra, che è scandaloso il fatto che 140 miliardi di euro vengano  evasi annualmente nel paese. Chi può in fondo evade in un sistema di connivenze ed illegalità.
Come non concordare, proprio e anche perchè dipendenti, quando ci svelano , come se fosse un mistero , che il peso dello stato grava quasi integralmente sulle spalle dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, e che proprio su questi la crisi economica ha colpito più duramente.
Le parti sociali, presenti all'incontro con il Governo, hanno ripetuto , come in un rito antico, quanto da anni , inascoltati , osservano.
"La riforma fiscale è allo stesso tempo necessaria e difficile", ha detto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, "non si carichi "troppo sull'Irpef, defalcare più che caricare. Altrimenti il sistema è ingiusto''.
Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che asseriva di parlare a nome dei lavoratori e dei pensionati che sono i più poveri ,  va ''Spostata  la tassazione dalle persone alle cose".
Per il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti invece ,  il  primo pacchetto della rifoma deve puntare ad allegerire la tassazione "su lavoratori dipendenti, pensionati e imprese che fanno buona occupazione e ricerca".
Belle parole, quando i fatti sono assenti.
Ma quanti si illudono ancora che la riforma fiscale preveda nell'immediato una riduzione delle tasse per il lavoro dipendente si disilluda.
Tutto si risolverà nell'annuncio stesso e in una riforma fiscale fatta solo di norme.
Tutto il resto resterà una pia illusione, scritta nel grande libro dei sogni di questo paese.
La riforma forse non si farà mai e ci dovremo in eterno accontentare di ascoltare solo promesse vuote, mai mantenute.
Che ci dovremmo mai attendere infatti da un governo che ha continuato a parlare di lotta all'evasione nonostante la  depenalizzazione del  falso in bilancio e l'approvazione dello scudo fiscale ?
Nulla più che proclami e ancora promesse di là da venire.
Altro che riforma del fisco, questa è solo la riforma del "fiasco", l'ennesimo di questo governo.
 

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