mercoledì 20 ottobre 2010

I Finiani decidano, fuori o dentro quel bunker, o assieme ad un potere "imbolsito, incattivito e rabbioso" o con il resto del paese.

E'  interessante e anche sincero il corsivo che appare , a firma di Filippo Rossi su FFwebmagazine oggi.
Il titolo la dice lunga sugl contenuto, si parla di  "potere in affanno  chiuso nel bunker . Ma fuori...."
Va giù duro Rossi , da l'impressione di uno che, prima di decidersi a parlare o a scrivere, abbia riflettuto a lungo.
Sembra  uno che abbia davvero visto e sperimentato come il potere del Pdl , del Governo, del Premier e dei suoi collaboatori non si stia dimostrando altro  che "Un sistema di potere chiuso dentro un bunker: imbolsito, incattivito, rabbioso.
Ecco, così sono diventati, forse senza rendersene conto, gli uomini più vicini al premier, i suoi avvocati, i suoi portavoce, i suoi caporali di giornata. Una corte dei miracoli che cerca disperatamente di salvaguardare privilegi conquistati con anni e anni di assoluta fedeltà al sovrano, di reiterati signorsì al capo supremo. Un potere in affanno che continua a raccontarsi (e raccontare) la favola del consenso senza guardare in faccia la realtà di un paese che gli sta voltando le spalle: stufo, inorridito, stupito.
Un potere impaurito dal mondo, dalla vita, dai colori, dalla verità, che azzanna chiunque possa disturbare la sua triste decadenza.
Che vede chiunque non osanni il palazzo, chiunque voglia esercitare il diritto di parola come un nemico assoluto, come un nemico da eliminare, come un untore che porta l'atroce malattia del libero pensiero, dello spirito critico.
E così può succedere di vedere attacchi preventivi a inchieste giornalistiche, in nome di un'insindacabilità considerata ormai come scudo assoluto, come salvacondotto per ogni comportamento, ogni errore, ogni distorsione".
Leggendo Rossi, ma seguendo anche il percorso dei Finiani, si è stati tentati di dire che era ora anche per loro alzare la testa assieme alla voce.
Come non condividere assieme l'idea che il potere oramai cerca disperatamente di isolare qualsiasi voce alternativa, "isolandosi e cercando di isolare il paese in un bunker sempre più buio, sempre più scomodo.
Per fare questo, attaccano qualsiasi nemico , qualsiasi azione che possa dar fastidio al manovratore.
Hanno attaccato -dapprima - il direttore dell'Avvenire Boffo, hanno cercato di massacrare mediaticamente Gianfranco Fini, hanno cercato di chiudere Annozero di Michele Santoro.
Adesso stanno cercando di togliere l'ossigeno alla trasmissione di Roberto Saviano.
Non sopportano chi spariglia le carte, non sopportano chi vuole ragionare senza obbedire. Non sopportano chi vuole raccontare il paese che è e non quello che vorrebbero loro".
Non sopportano, e si dimostra sempre più vero , la complessità, la diversità di pensiero.
Faticano davvero, continuo io condividendo appieno il pensiero di Fffuturowebmagazine, a liberarsi della propaganda dalla presunzione che li porta inevitabilmente al disprezzo delle istituzioni, se a loro contrarie, dei vincoli imposti dalla  legge o dalle regole condivise.
Tutto dovrebbe, secondo questa cocezione, piegarsi ai loro interessi , alle loro volontà , ai loro desideri.
Lo Stato non si governa , ma si occupa , si piega , si usa.
E contro questa concezioni che in certi ambienti sembra dominante ora non si ribella più solo buona parte della sinistra o degli intellettuali del paese  ma ,  finalmente anche una nuova destra, diversa, moderna , europea e liberale.
Fin qui il discorso generale ma poi, come conciliare le premesse e le parole con le azioni e la fedeltà dimostrata, non più tardi di ieri da parte dei Finiani,  non solo al Premier o ad Alfano, ma ad una idea vecchia di politica, che sembra voler calpestare un principio sacrosanto della nostra costituzione, il principio che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.
Ci diranno Rossi e Fini che quanto approvato ieri in Commissione stabilisce che i processi per le massime cariche dello stato possano essere solo sospesi e non eliminati.
Ma come è possibile differire ad altri tempi e non nell'immediato, l'accertamento dell'onestà , della correttezza, della legittimità stessa a governare di un premier.
Forse si è trattato di una furbizia, di uno scambio di favori, di un accordo tra diversi programmi, un "do ut des", ma come è possibile immaginare che il paese capisca o che possa pensare che si è scelto solo il male minore.
Sopratutto se, come sembra, si condividono le premesse di prima.
Che senso ha salvare il Premier, se non si condivide più nulla di quanto lui rappresenta, o se di lui si dice e si pensa tutto il male possibile. Quale è il vantaggio di tali scelte ? E' pur vero che il tragitto di un Lodo  Alfano costituzionale (chissa perchè ci si ostina a  chiamarlo lodo e non "salva ghirba al Premier") è lungo e tortuoso ma sfugge il senso e vien meno l'immagine che qualcuno si era costruito.
Molti e non solo a sinistra, hanno condiviso le idee e le parole dei Finiani, ma queste hanno bisogno poi di convincere, di farsi pratica, consuetudine, e non di rimanere strumenti per altri scopi.
Ecco perchè , se i considera che il potere, il Premier ,o  i suoi collaboratori si sono rinchiusi in un bunker sempre più isolato, se si pensa che siano in decadenza, bisognerebbe poi alla fine decidere, essere conseguenti.
Non è possibile pensare che gli organi direttivi di un partito o una intera classe dirigente che vuole governare il paese  siano costituiti,  per buona parte , da uomini dotati di poco cervello che sanno solamente urlare, che non guardano  in faccia a nessuno, proprio perchè questo è il loro lavoro, quello per cui sono pagati.
Se davvero si pensa , come si scrive e si dice, che sono lì per "restringere ogni spazio di libertà e trasformare tutta l'Italia in un bunker. Il loro amatissimo bunker. L'unico che può ancora garantire un sistema di potere che riesca a nascondere la meravigliosa verità di questi mesi: qua, fuori dal bunker, c'è un altro modo di pensare il nostro paese".
Alla fine viene inevitabile chiedersi dove vogliono collocarsi i Finiani, dentro o fuori, visto che non è possibile rimanere in un tranquillo limbo in eterno.
Perchè alle parole devono prima o poi seguire i fatti , alla fine ci si deve decidere , e anche Rossi , Fini , Bocchino e gli altri , devono avere una logica, una strategia, una minima coerenza, o anche loro finiranno per rinchiudesi nuovamente dentro quel bunker a difendere il Premier, i suoi programmi, il suo modo di fare politica e costruire consenso.
Abbiano davvero , se pensano quanto scritto o detto, il coraggio di andarsene, di abbandonare  tutti al loro destino , e si uniscono, armi, idee e bagagli , con quanti , al di qua di quel  bunker , stufi, inorriditi e stupiti , hanno intravisto la meravigliosa verità, non solo di questi mesi,  e cioè che c'è un altro modo di immaginare e pensare il nostro paese che non ha nulla a che fare con Berlusconi o con il Berlusconismo .

Nessun commento: