venerdì 29 ottobre 2010

Governo : Staccare la spina presto prima che il buon cuore rovini il paese.

Ora non si parla nemmeno più di smentire la telefonata proveniente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Quella sembra del tutto acquisita, vista la conferma  dell'ex Questore Indolfi , ora Prefetto ed Ispettore generale di amministrazione del Consiglio dei Ministri.  Era  la sera del 27 maggio scorso, - dice Indolfi - , da poco passata la mezzanotte, quando al suo capo di gabinetto Pietro Ostuni arrivò una telefonata davvero singolare, nonché «pesante» dalla presidenza del Consiglio dei Ministri che raccomandava vivamente di rilasciare la «nipote di Mubarak», ovvero la diciassettenne Rachida R., fermata poco prima da una pattuglia in seguito a una denuncia per furto aggravato di 3000 euro". Ora a quanto sembra anche il Cavaliere è costretto ad ammettere quello che in fondo non può  più non ammettere. Eccolo allora , come ultima difesa, appellarsi al buon cuore degli italiani e naturalmente al suo, visto che potrebbe essere la scusante di tanta "leggerezza". In fondo non tutti se la sentono di condannare i "buoni sentimenti"  in un paese che ne trabocca.  Peccato che il  buon cuore  del Premier  sia, a senso unico, sempre diretto nei confronti di  ragazze. Non si conoscono  atti di cuore  nei confronti  degli extracomunitari  che languono nei centri di accoglienza del nostro paese o muoiono nel deserto libico  in base ad un accordo stretto con il colonnello Gheddafi. Così come non si conoscono atti di buon cuore  rivolti  ai poveri italiani , costretti a volte a rubarsi una "pagnotta"  per  sbarcare il lunario.  Peccato anche che poi i soliti maliziosi, che non si femano di fronte a nulla , in tutta la vicenda  oltre a parlare ancora una volta ed apertamente di  ingerenze inammissibili,  ravvisino anche nei fatti  un qualche evidente reato ., quale ad esempio l'abuso di ufficio.  Chissa poi che dirà in cuor suo il Presidiene Egiziano Mubarak ,chiamato direttamente in causa. Ancora si starà  chiedendo se sia il caso  di  convocare il nostro Ambasciatore per chiedere  almeno in base a quale strana associazione di idee, una escort  minorenne , nonchè presunta ladra, possa essere stata spacciata per sua parente. C'è di che creare un incidente diplomatico se non fosse che Mubarak , forse con più intelligenza, lascierà correre, pensando come  oramai il nostro paese sia  molto più simile ad un sultanato orientale che ad uno stato europeo. L'opposizione, naturalmente e giustamente, insorge. Fossero accaduti fatti analoghi in qualsiasi altro paese al mondo si  chiederebbero le dimissioni del Premier a gran voce e non solo da parte dell'opposizione. Questa volta però si è passato ogni limite e si dice che anche in casa Pdl i mugugni siano in forte aumento. Di una  nuova "mignottopoli" pare nessuno ne abbia bisogno, ed in fondo tutti ne avrebbero fatto volentieri a meno  proprio nel bel mezzo della discussione sul Lodo Alfano e delle controversie con Fini , con ca minaccia dcostante di nuove e continue defezioni dietro l'angolo, ed un partito oramai allo stremo oltre che allo sbando.   Che si decida di mollare il Premier al suo destino organizzando una congiura di Palazzo e salvando così almeno  il partito prima del crollo totale ? Forse. Ma i più esperti confidano in Fini o meglio sperano che questi assuma l'iniziativa.  E' una speranza reciproca a questo punto, comunque necessaria per togliersi il bubbone, per giungere a quel governo di transizione oramai sempre più ecessario. Ma per far questo occorre che qualcuno stacchi la spina , prima che sia troppo tardi, ed il gesto ultimo , non ci si scappa, spetta comunque ai Finiani.

giovedì 28 ottobre 2010

Ed ora la sera, invece di tv e di monnezza, tutti via con il "Bunga Bunga".

Se Ruby , la minorenne coinvolta dalla stampa nei presunti festini ad Arcore si dice dispiaciuta per quanto sta accadendo, se Emilio Fede, interpellato su presunti fatti di prostituzione, ha dichiarato di "non sapere di che cosa si tratti nè che cosa sia, se Berlusconi , ancora una volta chiamato in causa, liquida la vicenda come "spazzatura mediatica", agli italiani , stanchi di televisione e di "monnezza", non resta che dedicarsi , nelle loro fredde serate invernali al nuovo gioco che sembra impazzare negli ambienti chic, il  "Bunga Bunga".

Nuovo scandalo coinvolge anche una minorenne. Che paese... che gente....

Questa mattina la lettura dei giornali riserva una qualche sopresa in più.
L'argomento del giorno non è il solito Lodo Alfano voluto dal premier a giorni alterni, a secondo degli interlocutori di fronte a cui si trova o delle sedi in cui è costretto a parlare.
Oggi gli argomenti sono  senza dubbio più vivaci, più piccanti e certamente più stimolanti.
Lo scandalo questa volta , se scandalo sarà, è tutto tipicamente italiano
Si tratta infatti di una chiara , se pur torbida, storia di festini e sesso.
La colpa dello scandalo naturalmente è da addebitarsi, come al solito, alla stampa italiana.
O meglio solo a certa stampa.
Provate a prendere, per curiosità, un qualsiasi quotidiano francese, inglese o americano.
Lì si parla di guerra in Afghanistan, di Iraq, di come superare la crisi economica, di scioperi , di ristrutturazioni , di programmi , attuali e futuri.
Cose talmente concrete, da sembrare per noi scontate ed evidenti , cose di tutti i giorni che la gente vive sulla sua pelle e che proprio per questo sembrano perdere interesse per noi italiani.
Noi Italiani , ci ha già spiegato il nostro Premier, abbiamo già superato in pieno la crisi.
Lo abbiamo fatto meglio degli altri.
In fondo è bastato poco , è bastato lasciar lavorare per un certo periodo questo governo del fare , per poter dare un lavoro ed una speranza ai nostri giovani, per dare soldI alla ricerca, alla scuola, al sociale, persino agli anziani che mai avevavno avuto un conto corrente si sono elargite "carte di credito" per fare acquisti. Basta credere nelle cose per vederle avverare , serve fiducia ci si dice di continuo.
Ora attendiamo, sempre fiduciosi dopo i brillanti risutati già raggiunti , quella riforma fiscale sempre promessa e che ancora manca, anche se i soliti maligni parlano di un attesa che sarà secolare.
Il federalismo al contrario, anche se ancora  non ce ne siamo accorti , è già in atto.
Oddio, mancano ancora due o tre questioncine da risolvere, quanto costerà e chi lo pagherà ad esempio, ma poi saremo certamente a cavallo.
Ecco spiegato il motivo per cui il nostro Parlamento viene poco utilizzato per approvare leggi, semplicemente perchè non ha più nulla da fare.
Il governo ed il Premier gli hanno rubato letteralmente il lavoro.
Ora, come insegna anche il Padreterno, avendo risolto ogni cosa, giunti al settimo giorno, tutti giustamente si riposano mentre ammirano la loro creazione, forse pensando a ritocchi qua e là.
Purtroppo , come si sa,  il maggior tempo libero e l'inazione , portano a discussioni spesso inutili, ad attriti continui, a contrapposizioni e divisioni, a volte anche violente. 
Ma sopratutto a  tentazioni a non finire, visto che l'ozio, si sa , è il padre di tutti i  vizi.
Ecco perchè i nostri politici cadono , come mosche sulla carta moschicida, nelle trappole continue costruite ad arte non solo dai giudici, ma dalla stampa ( un po' meno per evidenti motivi dalle televisioni) e anche, diciamolo, di satana stesso, che esiste ed è attivo , come ha riconosciuto anche il Pontefice, e che si definisce anche tentatore.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra si dice.
A leggere i giornali i nostri politici peccano spesso, qualcuno a volte ruba, altri si danno , per gli italiani meno colpevolmente, al sesso, lecito o illecito, altri alla droga.
Uno spaccato delle società, dice qualcuno, se lo spaccato non fosse a volte squallido ed altre addirittura ripugnante, e se non fosse in netta contraddizione con i principi proclamati e per cui questi politici sono stati eletti.
A volte sono talmente grandi le distanze tra l'immagine pubblica e gli obblighi del ruolo che ricoprono ed i fatti raccontati che si fatica a credere possano cadere così in basso, o che un paese intero sia così ingenuo e condizionabile.
Se un ipotetico abitante del futuro dovesse rileggersi, tra 50 o 100 anni, la migliore stampa italiana , potrebbe  ricevere l'impressione che qualche nostro governante abbia passato la più parte del suo tempo tra festini , letti ed alcove piuttosto che nella Camera dei Deputati o al governo del paese.
Certo la meraviglia sarebbe grande se , oltre a questo,  il nostro ipotetico discendente dovesse scoprire che questi personaggi , coinvolti in tanti scandali, tolto rare occasioni , hanno continuato imperterriti nei loro incarichi senza mai pensare a dimissioni, senza mai essere perseguiti nè allontanati.
Rimarrebbe il sospetto più che legittimo, che la stampa non sia veritiera, che i giudici siano persecutori , e che gli imputati siano solo delle vittime.
Oppure che per cambiare il paese ci sarebbe bisogno di una vera e propria rivoluzione.
Leggiamo ad esempio gli odierni quotidiani, non solo Repubblica o il Fatto Qutidiano, ma anche il Corriere e la Stampa.
Tutti indistinatamente parlano di una minorenne di origine marocchina coinvolta in festini a base di sesso.
Il Corriere della Sera parla di  " favoreggiamento della prostituzione nell'entourage del presidente del Consiglio" l'ipotesi di reato per la quale sono indagati a Milano l'impresario televisivo Dario «Lele» Mora e il giornalista che guida uno dei telegiornali del gruppo Mediaset, il direttore storico del Tg4 Emilio Fede.
L'accusa è gravissima , come ben sanno i legali del Premier che si sono affrettati a smentire un coinvolgimento di Berlusconi.
Ancora molto si dice vada indagato se si lascieranno lavorare gli inquirenti senza cercare di ostacolarli, ma alcune stranezze sono evidenti.
La prima è che , come riporta sempre il Corriere, "5 mesi fa la minorenne in questione, sia stata ospitata da Nicole Minetti, l'ex igienista dentale di Berlusconi e ballerina di Colorado Cafè, in marzo paracadutata dal premier nel «listino bloccato» formigoniano che l'ha fatta eleggere nel Consiglio della Regione Lombardia.
 La seconda è che a metà giugno, nella richiesta avanzata dalla figlia di Lele Mora e respinta poi dal Tribunale dei Minori per farsi affidare la ragazza, la minorenne sia stata tutelata da un avvocato (Luca Giuliante) che, oltre a difendere Mora nel procedimento milanese in cui è indagato per bancarotta, è certamente non ostile al partito presieduto da Berlusconi, essendo membro della segreteria regionale del Pdl, tesoriere del partito milanese, ex consigliere provinciale di Forza Italia, e uno dei legali autori del ricorso della lista Formigoni contro l'iniziale esclusione dalle elezioni regionali".
I casi sono troppo sospetti per poter essere liquidati come casuali.
Certo è che che si fatica a credere, a pensare, a sospettare che davvero sia vero quanto riportato , a volte con evidenti allusioni, dalla stampa:
Ma si fatica anche a credere che tanti non possano sentirne vergogna, e altri rabbia e sconforto.
A volte si è portati a credere ad invenzioni , a malelingue astiose , se in fondo a quegli articoli non si trovassero le fime più prestigiose ed onorate della stampa italiana ed estera.
Allora per non voler credere si è costretti a chiedere conforto e rassicuarazioni agli altri, agli amici, ai lettori, ai conoscenti, a confrontare le proprie idee con le loro. E la domanda vien spontanea, sale dal profondo ed è evidente.
Ma davvero secondo voi può essere possibile che un paese intero possa accettare , se vero, anche questo nuovo scandalo senza colpo ferire e senza conseguenze politiche ?
Ma davvero è possibile secondo voi che un Presidente del Consiglio come Berlusconi possa interessarsi ad una minorenne per scopi meno che leciti ?
Io non ho risposte, aspetto di attenermi ai fatti che verranno accertati.
Per ora comunque vale solo la pena di una constatazione , nell'un caso come nell'altro, che paese...che gente... 

mercoledì 27 ottobre 2010

Pdl: sempre più verso la grande fuga.

I segnali si susseguono, assieme alle voci che si fanno  via via nel tempo sempre più insistenti e preoccupanti per il Premier ed il suo partito.
L'aria che si respira è di attesa, non dei programmi futuri , su cui  più nessuno si fa illusioni, bensi attesa di conoscere e sapere chi sarà il prossimo che abbandona il partito.
Qualcuno ha già preparato le valigie è attende solo il momento proprizio di passare, armi a bagagli , con  Fini; altri ,semplicemente delusi ed amareggiati, sbattono la porta gettando la spugna.
Lascia , secondo notizie di stampa,  il senatore ligure Enrico Musso oltre all'ex ministro Alfredo Biondi  , uno dei fondatori del Pdl , che ha  personalmente comunicato a Berlusconi la decisione irrevocabile  di lasciare la direzione del partito.
Ma la frana continua , ed i coordinatori , impegnati a costruire argini qui e là  , sembrano i più sfiduciati e preoccupati dietro un'apparente fiduciosa maschera ed un sorriso di maniera.
Le difficoltà continue in cui si dibatte il partito accellerano quella che oramai sembra destinata a diventare nel tempo una grande fuga.
Alla Camera, Futuro e libertà è in "dolce" attesa semplicemente perchè il parto non vuole essere prematuro.
Si aspetta infatti solo il momento per  l'ufficializzazione del passaggio di Roberto Rosso (per lui è già pronto pare uno dei tre posti di coordinatore Fli in Piemonte) e di Giancarlo Mazzuca, ex direttore del Carlino.
I due , si dice, che per il momento neghino, ma i bene informati lo danno per certo assieme al solo "probabile"  di Alessio Bonciani.
Ora però,  in aggiunta, ci si aspetta l'apertura di nuove inchieste della magistratura, di cui tra laltro proprio oggi si mormora.
Queste , assieme all'immobilità del governo, schiacciato da tempo immemorabile su quella vicenda sempre più confusa del Lodo Alfano, fanno presagire insofferenze e scricchiolii sempre più acuti , con il rischio che una marea di proteste montante possa diventare un vero tsunami.
Allora  non si tratterà  più solo di "mormorii" o mugugni di protesta di  parti consistenti del partito o di alcuni ministri sempre più scontenti , vuoi per le nuove regole interne , per la supremazia di Tremonti e della Lega nel governo o per la scarsa democrazia.
Le grida si faranno alte ed i silenzi ancora più assordanti, mentre comincerà ad echeggiare il grido, sempre più insistente, di "al voto" al voto ", seguito dal  "si salvi chi può".
Allora davvero non si tratterà solo di decidere la sorte di questa legislatura ma anche quella del partito e non sarà certo facile combattere sui due fronti, quello esterno della campagna elettorale e quello interno.
Allora sì che saranno davvero dolori e l'attuale smottamento rischierà di diventare per qualcuno una vera grande fuga.

martedì 26 ottobre 2010

Berlusconi - Unipol, il danno per qualcuno , il guadagno per altri, la beffa per tutti.

Questa mattina il Corriere della Sera, al pari di tanti altri quotidiani riportava la notizia che la Procura di Milano ha chiuso le indagini, in vista della richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di quattro persone tra cui l'ex titolare della Research Control System, Roberto Raffaelli, l'imprenditore Fabrizio Favata, e il fratello del presidente del Consiglio Paolo Berlusconi, per la vicenda del "passaggio di mano" dell'intercettazione Fassino-Consorte ai tempi delle indagini sul tentativo di scalata di Unipol a Bnl.
Paolo Berlusconi -riporta sempre il Corriere - In «qualità di editore del quotidiano  Il Giornale" , il 31 dicembre del 2005  pubblicò la conversazione intercettata tra Piero Fassino e Giovanni Consorte («Abbiamo una banca») nonostante fosse ancora coperta da segreto istruttorio.
Per questo il fratello del presidente del Consiglio è indagato per concorso in rivelazione e utilizzazione del segreto d'ufficio.
"Dall'avviso di chiusura delle indagini - continua il quotidiano- emerge inoltre che il contenuto della conversazione telefonica intercorsa tra Piero Fassino e Giovanni Consorte e intercettata nel corso dell'inchiesta sul tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol, venne rivelata anche da Paolo Berlusconi quando era ancora coperta dal segreto d'ufficio «in favore» del fratello e presidente del Consiglio Silvio Berlusconi".
Repubblica , sempre oggi, riporta tra la'tro le dichiarazioni di Favata ai magistrati di Milano secondo cui  un " Silvio Berlusconi disteso su una poltrona mentre ascoltava le intercettazioni , riconoscuta la voce di Fassino "aperto improvvisamente gli occhi" si lasciò andare ad un "grazie, la mia famiglia vi sarà grata in eterno".
E' stridente il contrasto tra queste dichiarazioni ed il fatto  che nell'immaginario collettivo sono proprio questi  i personaggi che fino a pochi gioni fa se la prendevano con le intercettazioni e volevano una legge ad hoc che le proibisse quasi integralmente.
Ne facevano una questione non solo di privacy  ma di civiltà  e di democrazia.
Berlusconi tra l'altro ha sempre riaffermato il principio che era uno scandalo tutto italiano il fatto che non si fosse mai liberi , come cittadini, di parlare al telefono, senza correre il rischio di vedere le proprie dichiarazioni pubblicate sulla stampa.
"Non è possibile - diceva - vivere con il terrore di usare il telefono.
Ma forse si riferiva solo alle sue telefonate eparlava di una legge solo a tutela del premier.
Anche perchè il telefono farà anche paura quando viene usato contro di te e sei tu l'intercettato, ma è un gran comodo , ed a volte è assai utile per  distruggere gli avversari , per  far vincere le elezioni al proprio partito, per vendere qualche copia di giornale in più, o per puro e semplice interesse.
Per questo in fondo si può giustificare  tutto, si sorvola  sulle intercettazioni, si declina ogni colpa in nome della libertà di stampa , per le pubblicazioni ci si rammarica, dopo averle magari permesse, per la violazione del segreto istruttorio o d'ufficio.
Tanto e in fin del conti gli italiani se le bevono proprio tutte, le lasciano passare sempre inosservate.
Anche quella che vuole che , nell'avviso di conclusione delle indagini , il premier , dapprima indicato come "beneficiario" in tutta la vicenda, risulti poi parte lesa per il tentativo di estorsione messo in atto dall'imprenditore Fabrizio Favata, che , «mediante contatti telefonici e personali con l'avvocato Ghedini Niccolò» e con un collaboratore del suo studio, aveva minacciato «di denunciare all'Autorità Giudiziaria» o «di riferire a testate giornalistiche» la vicenda del "passaggio di mano" del nastro, in cambio di denaro.
Come dire, dopo il danno per qualcuno , il guadagno per altri, la beffa per tutti.

lunedì 25 ottobre 2010

Marchionne , le nostre e le sue verità.

Sergio Marchionne sostiene che la Fiat  senza l'Italia andrebbe meglio. 
Lo dice senza  perifrasi o giri di parole a "Che tempo che fa" , la nota tasmissione di Fazio.
Come era evidente e scontato è subito polemica e per una volta davvero la destra e la sinistra si trovano improvvisamente assieme, in piena sintonia ed in accordo in una critica spietata  all'amministratore delegato della Fiat.
Giornali e blog fanno a gara nell'inseguire una facile polemica. Marchionne , era scontato, non trova sostenitori.
Certo le parole sono state giudicate dure e  sferzanti anche se dette da un uomo poco avvezzo alla diplomazia ed ai giri di parole.
Una qualche cautela in più  gli avrebbe certamente impedito di dare corda  e fiato ai tanti suoi detrattori ed  ai tanti nemici giurati.
Difficile difendere ora un  uomo  che è sembrato volersi affondare da solo.
Persino il suo flebile messaggio  di speranza nelle risorse del paese è passato in secondo piano, svanito nel nulla a seguito delle polemiche.
Tutte vere le critiche odierne, scontato in fondo obiettare  che senza l'Italia e gli italiani la Fiat non sarebbe quello che è, e che nel tempo l'azienda ha vissuto di ingenti aiuti statali  che hanno favorito la sua crescita ed il suo sviluppo.
Facile persino la battuta di Fini che Marchionne parla più da Canadese che da Italiano.
Ed è tra l'altro vero che Marchionne ha dato  l'impressione, che a molti è sembrata  ingratitudine pura, di voler smobilitare dal paese. Con questo tra l'altro  aumentato il livello dello scontro ed i motivi di contesa.
Facile anche dire che sicuramente la Fiat non può pensare di cavarsela così con 4 parole in tv senza ulteriori spiegazioni.
Non è passato molto tempo da che Marchionne parlava di investire nel paese i famosi 20 miliardi in 5 anni.
Qualcuno  ha creduto a queste sue promesse ed ora a questi   bisogna renderne conto.
L' A.D. Fiat dovrebbe dare anche risposte certe in particolare a quei sindacati  che  hanno firmato "una cambiale in bianco" con lui , rischiando la propria reputazione.
Troppo facile cavarsela così , dando l'impressione di voler gettare la spugna dopo aver  fatto sperare in una ripresa aziendale e in un futuro italiano per la Fiat.
Ma detto questo, condannando e persino immaginado di affondare Marchionne e l'intera Fiat, come dargli torto quando sostine che  "L'Italia è al centodiciottesimo posto su centotrentanove per efficienza del lavoro ed è al quarantottesimo posto per la competitività del sistema industriale".
E ancora come non riconoscere obiettivamente che a questo paese, costruito sulle chiaccere di tutti , manca una guida effettiva, un progetto , una via da intraprendere per il futuro.
Come non scontare le inevitabili critiche di tanti politici quando si afferma che negli "ultimi dieci anni il nostro paese non ha saputo reggere il passo con gli altri e che tutt'ora cresce molto meno degli altri".
Per questo critichiamo pure Marchionne e la sua politica aziendale , critichiamo l'asprezza, la crudezza o l'ingenuità delle sue parole, ricordiamogli e buttamogli in faccia tutti gli aiuti ricevuti negli anni, riconoscendo però che ogni paese al mondo così si è comportato con le sue aziende in crisi.
E ancora , dichiariamoci certamente e giustamenti offesi, indignati se ci piace o ci fa comodo, irridiamo Marchionne  quando afferma di "essere" un metalmeccanico.
Disegnamolo pure alla Cipputi, con la tuta anziche con l'inevitabile e scontato maglione, combattiamolo pure quando per noi sbaglia, ma non cancelliamo interamente dalla nostra mente il resto delle sue dichiarazioni. E troppo facile farlo, abbandonandosi così al coro del gregge interessato.
Ricordiamoci però che non sempre fà il nostro bene chi ci elogia, chi ci asseconda e chi ci blandisce, chi ci dice che la crisi è dietro le spalle o che il peggio è passato, a volte ci aiuta di più chi ci critica , chi ci sferza, o chi con durezza   ci parla semplicemente chiaro o ci dice quello che pensa.

La Gabanelli a muso duro contro il Governo, prima tocca a Berlusconi ora a Tremonti.

La settimana scorsa era toccato al Premier ed alla villa di Antigua, stavolta è toccato , dapprima alla Finanziaria, e poi al suo arteficie, il super ministro dell'economia Giulio Tremonti.
Milena Gabanelli non si lascia intimidire dalle querele del Premier, nè arretra di una virgola nella puntata di Report andata in onda ieri sera e dal titolo "conti, sconti e Tremonti".
Si comincia con i 25 miliardi di tagli che si sono abbattuti  come una scure, sulla polizia , sui  vigili urbani, sulla sanità , sui trasporti e sulla scuola.
Non c'è attività delo stato o delle regioni che non ne sia stata coinvolta.
Ma nonostante i tagli e la profonda crisi, dice la Gabanelli, 50 milioni di questi, chissà come e perchè o in base a quali urgenze, sono stati invece destinati alla ristrutturazioni di Chiese, ad associazioni inutili ma altamente sponsorizzate e, ultima chicca in pogramma, alla scuola padana Bosina, a cui sembra si siano voluti assegnare 100 mila euro.
Nonostante i bisogni diffusi, come si vede, lo spreco di denaro pubblico continua, basta solo avere un qualche santo in paradiso o nel Governo ed a cui chiedere una grazia o un'offerta.
"Ma visto che il ministro Tremonti ha un passato da tributarista" dice Milena "certo saprà dove si nascondono le insidie"
E qui , dopo la leggra stoccata, parte l'attacco più duro contro il Ministro , quello che aprirà un'altro scontro e altrettante infuocate polemiche.
Gli inviati di Report infatti, nonostante le smentite, le diffide e le minaccie , persino del Direttore della Rai Mauro Masi , puntano il dito sul  vecchio studio professionale di Tremonti (oggi studio Vitali-Romagnoli-Piccardi) e tirano in ballo le parcelle a suo tempo pagate dalla società Bell del finanziere Emilio Gnutti per essere assistito nel contenzioso con il fisco sulle plusvalenze ricavate dalla vendita di Telecom a Marco Tronchetti Provera.
Una cifra decisamente consistente che, secondo quanto avrebbe riferito ai magistrati Giampiero Fiorani, ammonterebbe a 20-25 milioni di euro.
La storia di questa presunta parcella è decisamente complessa, le versioni , com'è naturale e logico, diverse e contrastanti a secondo dei narratori.
Ma in ogni caso degna di notizia, di essere naturalmente verificata ma anche riportata.
Così ha fatto la Gabanelli , con il solito cipiglio, e, mi pare, con altrettanto equilibrio , stile e correttezza.
Ora di certo si lascerà posto alle smentite ma si riapriranno anche le solite polemiche, non solo sulla storia o sulle storie raccontate, come sarebbe normale e logico,  ma anche e nuovamente sulla Rai e sul servizio pubblico che qualcuno vorrebbe sempre e comunque asservito al potere e ad esso funzionale

venerdì 22 ottobre 2010

Alfano l'ostinato, vuole un "Lodo" che Berlusconi non ha mai chiesto.

Nessuno è profeta in patria, il detto comincia a valere anche per Berlusconi .
Ecco forse spiegato il motivo per cui il nostro Premier  ora le interviste le rilascia all'estero.
Così facendo, è evidente, è meno facile essere contraddetti e poi , vista la distanza, si possono dire cose che in Italia strapperebbero a tanti risate a crepapelle. Trasformerebbero, a volte, anche i sorrisi più compassati, che vi potrebbero cogliere l'ennesima battuta del Premier.
In un'intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi se la prende ancora una volta, e viene istintivo aggiungere come sempre , con  i giudici, che, sostiene, lo attaccano,  "abusando dei loro poteri  per motivi di lotta politica".
Poi - incalza il Premier  -  "Attualmente i giornali parlano di nuovi processi per evasione fiscale e corruzione. La verità è completamente diversa da quella proclamata dalla stampa di sinistra". Noi in patria lo sospettavamo, ora lo hanno sanno anche i tedeschi.
Ma è quando l'intervistatore osserva  che in Italia "C'è tuttavia anche un dibattito su leggi ad personam a suo favore" che il Premier dà il meglio di sè e replica: "Non sono io che le ho chieste. Sono i miei alleati che se ne fanno promotori a mio favore, ricorrendo agli strumenti legali della democrazia".
Ma allora ci si chiede, visto che la gran part dei cittadini italiani, secondo i sondaggi, sono contrari a qualsiasi legge ad personam, visto che i Finiani si trovano in difficltà tutte le volte che ne parlano, visto che l'opposizione le vede come il fumo negli occhi , visto che esiste in tantissimi il fondato dubbio che sia incostituzionale, perchè mai il Ministro Alfano continua ad intestardirsi a volerla fare approvare ad ogni costo ?
E sopratutto Berlusconi , invece di dire in Germania che lui non ha mai chiesto "leggi ad personam" , parli chiaro qui in italia, lo dica apertamente che non vuole alcuna legge in tal senso e vedrà che prima o poi capirà anche il testardo Alfano.
A parlar chiaro ci si guadagna sempre , e tra l'al'tro in questo caso ci guadagneremmo tutti.
Conoscendo però il Premier e la sua abitudine di smentire oggi quello che ha detto ieri, o meglio di correggere oggi quello che la stampa ha male interpretato ieri, aspettiamo in merito una sua chiara e puntuale, se possibile, precisazione.
Ci dica in fondo Berlusconi se lui vuole o meno quel Lodo Alfano, diventato un'ossessione , per proteggersi dai processi e dalla giustizia, o se anche lui  e finalmente , in terra tedesca, si è convinto che in ogni grande democrazia tutti sono uguali di fronte alla legge.  

giovedì 21 ottobre 2010

La riforma del fiasco.

La premessa era buona , quasi azzeccata .
Tremonti aveva infatti affermato  che "Per la riforma fiscale "non è possibile  fare esercizi basati su ipotesi. Si sperava quindi in cose concrete.
Peccato che poi tutto sia svanito e sfumato nel campo dei sogni.
Abili affabulatori hanno provato a ripetere , solo a parole naturalmente, quanto andrebbe fatto e che mai si è riusciti a realizzare in tanti anni di governo.
 "Sappiamo - ha detto Tremonti - che c'è un altissimo tasso di evasione fiscale, che dobbiamo contrastarla, ma prima dobbiamo abbatterla e solo dopo fare i conti e usare quei soldi.
Ecco perchè la riforma del fisco, secondo Tremonti e Berlusconi, va fatta in tre fasi.
La prima fase sarà quella della "raccolta dei dati e l'analisi dei dati stessi, la seconda sarà rappresentata dalla presentazione di una legge delega in Parlamento e infine, la terza fase, servirà a varare i decreti allegati "in maniera organica e progressiva".
Come si vede,  e come si sente, parole tante , sostanza nulla , o poca per ora.
Come al solito solo abili promesse, ad usum stulturum, direbbero persino gli antichi latini, forse più smaliziati di noi moderni.
Certo tutti pronti a dire e giurare che la riforma fiscale è importante, che è necessaria oltre che giusta e sacrosanta, perchè così il sistema paese alla lunga non regge.
Ancora una volta però saremo costretti a sentirci ripetere, come se la colpa fosse nostra, che è scandaloso il fatto che 140 miliardi di euro vengano  evasi annualmente nel paese. Chi può in fondo evade in un sistema di connivenze ed illegalità.
Come non concordare, proprio e anche perchè dipendenti, quando ci svelano , come se fosse un mistero , che il peso dello stato grava quasi integralmente sulle spalle dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, e che proprio su questi la crisi economica ha colpito più duramente.
Le parti sociali, presenti all'incontro con il Governo, hanno ripetuto , come in un rito antico, quanto da anni , inascoltati , osservano.
"La riforma fiscale è allo stesso tempo necessaria e difficile", ha detto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, "non si carichi "troppo sull'Irpef, defalcare più che caricare. Altrimenti il sistema è ingiusto''.
Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che asseriva di parlare a nome dei lavoratori e dei pensionati che sono i più poveri ,  va ''Spostata  la tassazione dalle persone alle cose".
Per il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti invece ,  il  primo pacchetto della rifoma deve puntare ad allegerire la tassazione "su lavoratori dipendenti, pensionati e imprese che fanno buona occupazione e ricerca".
Belle parole, quando i fatti sono assenti.
Ma quanti si illudono ancora che la riforma fiscale preveda nell'immediato una riduzione delle tasse per il lavoro dipendente si disilluda.
Tutto si risolverà nell'annuncio stesso e in una riforma fiscale fatta solo di norme.
Tutto il resto resterà una pia illusione, scritta nel grande libro dei sogni di questo paese.
La riforma forse non si farà mai e ci dovremo in eterno accontentare di ascoltare solo promesse vuote, mai mantenute.
Che ci dovremmo mai attendere infatti da un governo che ha continuato a parlare di lotta all'evasione nonostante la  depenalizzazione del  falso in bilancio e l'approvazione dello scudo fiscale ?
Nulla più che proclami e ancora promesse di là da venire.
Altro che riforma del fisco, questa è solo la riforma del "fiasco", l'ennesimo di questo governo.
 

mercoledì 20 ottobre 2010

I Finiani decidano, fuori o dentro quel bunker, o assieme ad un potere "imbolsito, incattivito e rabbioso" o con il resto del paese.

E'  interessante e anche sincero il corsivo che appare , a firma di Filippo Rossi su FFwebmagazine oggi.
Il titolo la dice lunga sugl contenuto, si parla di  "potere in affanno  chiuso nel bunker . Ma fuori...."
Va giù duro Rossi , da l'impressione di uno che, prima di decidersi a parlare o a scrivere, abbia riflettuto a lungo.
Sembra  uno che abbia davvero visto e sperimentato come il potere del Pdl , del Governo, del Premier e dei suoi collaboatori non si stia dimostrando altro  che "Un sistema di potere chiuso dentro un bunker: imbolsito, incattivito, rabbioso.
Ecco, così sono diventati, forse senza rendersene conto, gli uomini più vicini al premier, i suoi avvocati, i suoi portavoce, i suoi caporali di giornata. Una corte dei miracoli che cerca disperatamente di salvaguardare privilegi conquistati con anni e anni di assoluta fedeltà al sovrano, di reiterati signorsì al capo supremo. Un potere in affanno che continua a raccontarsi (e raccontare) la favola del consenso senza guardare in faccia la realtà di un paese che gli sta voltando le spalle: stufo, inorridito, stupito.
Un potere impaurito dal mondo, dalla vita, dai colori, dalla verità, che azzanna chiunque possa disturbare la sua triste decadenza.
Che vede chiunque non osanni il palazzo, chiunque voglia esercitare il diritto di parola come un nemico assoluto, come un nemico da eliminare, come un untore che porta l'atroce malattia del libero pensiero, dello spirito critico.
E così può succedere di vedere attacchi preventivi a inchieste giornalistiche, in nome di un'insindacabilità considerata ormai come scudo assoluto, come salvacondotto per ogni comportamento, ogni errore, ogni distorsione".
Leggendo Rossi, ma seguendo anche il percorso dei Finiani, si è stati tentati di dire che era ora anche per loro alzare la testa assieme alla voce.
Come non condividere assieme l'idea che il potere oramai cerca disperatamente di isolare qualsiasi voce alternativa, "isolandosi e cercando di isolare il paese in un bunker sempre più buio, sempre più scomodo.
Per fare questo, attaccano qualsiasi nemico , qualsiasi azione che possa dar fastidio al manovratore.
Hanno attaccato -dapprima - il direttore dell'Avvenire Boffo, hanno cercato di massacrare mediaticamente Gianfranco Fini, hanno cercato di chiudere Annozero di Michele Santoro.
Adesso stanno cercando di togliere l'ossigeno alla trasmissione di Roberto Saviano.
Non sopportano chi spariglia le carte, non sopportano chi vuole ragionare senza obbedire. Non sopportano chi vuole raccontare il paese che è e non quello che vorrebbero loro".
Non sopportano, e si dimostra sempre più vero , la complessità, la diversità di pensiero.
Faticano davvero, continuo io condividendo appieno il pensiero di Fffuturowebmagazine, a liberarsi della propaganda dalla presunzione che li porta inevitabilmente al disprezzo delle istituzioni, se a loro contrarie, dei vincoli imposti dalla  legge o dalle regole condivise.
Tutto dovrebbe, secondo questa cocezione, piegarsi ai loro interessi , alle loro volontà , ai loro desideri.
Lo Stato non si governa , ma si occupa , si piega , si usa.
E contro questa concezioni che in certi ambienti sembra dominante ora non si ribella più solo buona parte della sinistra o degli intellettuali del paese  ma ,  finalmente anche una nuova destra, diversa, moderna , europea e liberale.
Fin qui il discorso generale ma poi, come conciliare le premesse e le parole con le azioni e la fedeltà dimostrata, non più tardi di ieri da parte dei Finiani,  non solo al Premier o ad Alfano, ma ad una idea vecchia di politica, che sembra voler calpestare un principio sacrosanto della nostra costituzione, il principio che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.
Ci diranno Rossi e Fini che quanto approvato ieri in Commissione stabilisce che i processi per le massime cariche dello stato possano essere solo sospesi e non eliminati.
Ma come è possibile differire ad altri tempi e non nell'immediato, l'accertamento dell'onestà , della correttezza, della legittimità stessa a governare di un premier.
Forse si è trattato di una furbizia, di uno scambio di favori, di un accordo tra diversi programmi, un "do ut des", ma come è possibile immaginare che il paese capisca o che possa pensare che si è scelto solo il male minore.
Sopratutto se, come sembra, si condividono le premesse di prima.
Che senso ha salvare il Premier, se non si condivide più nulla di quanto lui rappresenta, o se di lui si dice e si pensa tutto il male possibile. Quale è il vantaggio di tali scelte ? E' pur vero che il tragitto di un Lodo  Alfano costituzionale (chissa perchè ci si ostina a  chiamarlo lodo e non "salva ghirba al Premier") è lungo e tortuoso ma sfugge il senso e vien meno l'immagine che qualcuno si era costruito.
Molti e non solo a sinistra, hanno condiviso le idee e le parole dei Finiani, ma queste hanno bisogno poi di convincere, di farsi pratica, consuetudine, e non di rimanere strumenti per altri scopi.
Ecco perchè , se i considera che il potere, il Premier ,o  i suoi collaboratori si sono rinchiusi in un bunker sempre più isolato, se si pensa che siano in decadenza, bisognerebbe poi alla fine decidere, essere conseguenti.
Non è possibile pensare che gli organi direttivi di un partito o una intera classe dirigente che vuole governare il paese  siano costituiti,  per buona parte , da uomini dotati di poco cervello che sanno solamente urlare, che non guardano  in faccia a nessuno, proprio perchè questo è il loro lavoro, quello per cui sono pagati.
Se davvero si pensa , come si scrive e si dice, che sono lì per "restringere ogni spazio di libertà e trasformare tutta l'Italia in un bunker. Il loro amatissimo bunker. L'unico che può ancora garantire un sistema di potere che riesca a nascondere la meravigliosa verità di questi mesi: qua, fuori dal bunker, c'è un altro modo di pensare il nostro paese".
Alla fine viene inevitabile chiedersi dove vogliono collocarsi i Finiani, dentro o fuori, visto che non è possibile rimanere in un tranquillo limbo in eterno.
Perchè alle parole devono prima o poi seguire i fatti , alla fine ci si deve decidere , e anche Rossi , Fini , Bocchino e gli altri , devono avere una logica, una strategia, una minima coerenza, o anche loro finiranno per rinchiudesi nuovamente dentro quel bunker a difendere il Premier, i suoi programmi, il suo modo di fare politica e costruire consenso.
Abbiano davvero , se pensano quanto scritto o detto, il coraggio di andarsene, di abbandonare  tutti al loro destino , e si uniscono, armi, idee e bagagli , con quanti , al di qua di quel  bunker , stufi, inorriditi e stupiti , hanno intravisto la meravigliosa verità, non solo di questi mesi,  e cioè che c'è un altro modo di immaginare e pensare il nostro paese che non ha nulla a che fare con Berlusconi o con il Berlusconismo .

lunedì 18 ottobre 2010

Chi di case ferisce di Antigua perisce.

"Abbiamo inseguito per mesi una Scavolini" conclude ironica la Gabanelli il suo servizio andato in onda su Report.
 Niente cucine ad Antigua , o meglio ville complete, lussuose e perfettamente arredate.
Il caso Antigua scoppia di colpo, mentre scorrono le immagini di un paradiso terrestre a portata di pochi privilegiati che qui godono di bellezze naturali  ineguagliabili  e di un regime fiscale inesistente, fatto per mettere al riparo quelle grandi ricchezze che sempre umiliano  i poveri del mondo.
Antigua non è solo un paradiso terrestre è anche un grande paradiso fiscale.
Ancora una volta sul banco degli imputati, vi sale Silvio Berlusconi.
E' oramia un rito, una consuetudine periodica; chi di casa ferisce di Antigua perisce , direbbe qualche avversario in vena di battute.
La Gabanelli incalza e chiede chiarezza sulle presunte proprietà del Premier ad Antigua, mostra alcuni documenti che sembrano ufficiali.
Ghedini , da par suo, conferma tutto il lecito a nome del Premier e nega , come sempre e come al solito, ogni illecito. Fa di più l'Avvocato , minaccia chi asserisce, chi accusa, chi insinua, e naturalmente chi trasmette.
Si invoca, pare, la censura preventiva contro la trasmissione.
Lo strano è che lo si faccia ancora prima di saperne il contenuto.
Di Pietro aspetta e ritrasmette il tutto al Parlamento, "Il presidente del Consiglio venga in Aula e spieghi al Paese e al Parlamento in diretta televisiva la sua posizione sugli investimenti immobiliari nell'isola di Antigua.
Chi ricopre certi incarichi pubblici - incalza- ha il dovere morale e politico di agire con il massimo della trasparenza e nell'alveo della legalità».

Non è solo questione di legalità , a volte ci sono anche condizioni di opportunità per un Presdiente del Consiglio o un Capo di Stato.
"Le indagini in atto", proclama Di Pietro "coinvolgono anche la Banca Arner" , una vecchia conoscenza di Report , che pare sottoposta , sempre a detta di Tonino , a indagine per riciclaggio.
Ma poi parte , dal leader dell IDV, l'ultima stoccata all'indirizzo del Premier.
Qui le allusioni diventano chiare e diventano veri e propri sospetti.
"E' singolare poi il fatto che Berlusconi abbia chiesto ai leader europei di ridurre il debito estero proprio della suddetta isola, nonostante Antigua non sia un Paese africano ma un paradiso fiscale inserito nella black list internazionale criticato dall'Ocse e dal G20.
Ma questi non sono gli stessi paradisi fiscali a cui il ministro Tremonti ha detto di aver dichiarato guerra?"

Le guerre naturalmente si fanno in tanti modi, e chissa che il nostro Premier non abbia deciso di iniziare a combattere questa proprio così, con un suo avanposto personale , alla chetichella e senza tanta pubblictà.
Certo questa volta non si tratta di una Scavolini e neanche di 70 metri a Montecarlo, c'è di più e di meglio, sempre naturalmente che si dimostri veritiero.
Abbiamo cominciato dapprima con le case, con le cucine , con gli attici al Colosseo, per arrivare ora alle ville di Antigua, stiamo scoprendo che gli Italiani hanno un enorme patrimonio immobilare di cui fare tesoro.
Ma tranquilli, non è ancora arrivati a sapere di un caso che già se ne preannuncia un'altro.
I bene informati dicono che il prossimo coinvolgerà come al solito qualche nostro politico.
E' atteso a giorni, e non si parla più , dicono, di case o di ville, ma della ricostuzione di intere città.

venerdì 15 ottobre 2010

Si mette male per Cota altro che per la democrazia.

Prosegue il conteggio dele schede in Piemonte.
Allo stato attuale manca solo Torino , ma pare che la Bresso abbia già cominciato a cantare vittoria, anche se , per pura e semplice scaramanzia , ancora non intende rilasciare dichiarazioni.
In via ufficiosa sembra che, dal conteggio delle schede delle provincie, Roberto Cota, che il 28 ed il 29 marzo aveva conquistato la poltrona di governatore per 9.372 voti di differenza , starebbe per perdere un po più di 12 mila voti.
Se  così fosse oltre ai voti rischerebbe di perdere anche il posto.
La Lega proprio per questo sembra già essere in fibrillazione, temendo di perdere una poltrona estremamente importante nel nord.
Persino Umberto Bossi si è sentito per questo in dovere di scendere in campo rilasciando una nota ufficiale per difendere "un ragazzo che ha vinto democraticamente le elezioni".
Se vogliono far perdere Cota - dice il Senatùr - si mette male la democrazia perché chi ha perso, ha perso e basta. C'è qualcuno che vuole annullare dei voti validi.  Cota ha vinto e governerà per 5 anni ma se la Bresso dovesse risultare avvantaggiata dal riconteggio allora sì, si metterebbe davvero male.
Si tratta solo di vedere per chi.
Il dubbio è che abbia  ragione la Bresso e che se c'è qualcuno per cui sembra si stia mettendo male non è certo per la democrazia perchè anzi in questo caso trionferebbe annullando un eventuale, e ancora da dimostrare, "illecito".
Che si metterebbe davvero male davvero però , in questo caso è solo per Cota e la Lega.
Pazienza , mi sa che sapranno ben reagire visto che di fronte alla legge ed alla giustizia tutti si devono sempre inchinare e in fondo rassegnare.
Resta solo lo sconforto per tanti , di fronte all'ennesimo pasticcio di questo governo che sembra perseguire un unico grande obietivo , quello di non riuscire mai ad azzeccarne una interamente.

giovedì 14 ottobre 2010

Ma Maroni dov'era mentre Ivan il terribile metteva a ferro e fuoco lo stadio di Genova ?

Ivan Bogadanov, soprannominato il terribile, il capo degli ultras serbi che hanno meso a ferro e fuoco lo stadio Ferraris di Genova è stato finalmente arrestato.
Lo hanno tradito proprio quei tatuaggi che aveva ostentato con tanto orgoglio.
I giornali Serbi parlano , giustamente, di vergogna nazionali per i fatti accaduti.
Dello stesso tono i commenti  dei giornali di tutto il mondo.
Per più di un'ora tutti in mondo visione hanno potuto  vedere un nazista, tatutao da capo a piedi , armato di bengala e tenaglie, con il dito alzato in segno di scherno prendersi gioco delle nostre forze dell'ordine  e della nostra "sicurezza".
Certo i serbi non hanno fatto una bella figura in tutta la vicenda, il loro è stato sicuramente un comportamento vergognoso.
Ma non è che gli italiani abbiano dato miglior spettacolo o ne siano usciti meglio.
A dire il vero, e volendolo dire proprio fuori dai denti, la nostra è stata proprio una figura di merda.
Sono ancora sotto gli occhi di tutti le immagini dello stadio, basta guardarle su youtube o su uno dei tanti filmati; il chiarore dei candelotti illuminava la notte e la scena, l'indegno spettacolo delle spranghe e degli oggetti vari che roteavano in tutte le direzioni, metere cesoie e tenaglie facevano a gare nel rompere reti.
Se i serbi devono vergognarsi del loro comportamento, le nostre forze dell'ordine ed il ministro dell'Interno dovrebbero quanto meno riflettere sulla disorganizzazione e sull'incomptenza dimostrata. A conti fatti avrebbero di che arrossire e di cui vergognarsi. I serbi sono stati certamente violenti, noi invece incapaci a governare una prevedibile situazione.
Oggi non serve a molto dire, come fa il ministro Maroni, che il non intervento italiano ha evitato la strage. A pensarci bene sembra una vera ingenuità , quasi una barzelletta.
Si trattava , non di intervenire, ma di prevenire e di farsi trovare preparati e di evitare che uno stadio si trasformasse, per lima e oggetti introdotti, in una vera polveriera, pronta ad esplodere e in cui , solo il caso ha evitato il peggio.
Dove stava Maroni quando Ivan ridicolizzava l'incapacità e l'impovvisazione italica ?
Era forse impegnato a meditare sulladata probabile delle elezioni prossime e venture  ?
L'insistente presenzialismo del Ministro nel reclamare a sè i successi dei giudici nella lotta alla mafia , non lo assolve di certo, nè lo giustifica della cattiva figura fatta a Genova nell'assicurare l'ordine pubblico, principale compito istituzionale del Ministro degli Interni.
Invece di ricercare le altrui colpe , sempre utili a giustificare i propri errori, sarebbe forse meglio chiedere scusa agli italiani per quanto accaduto, oltre naturalmente a cercare di porvi rimedio ed evitarlo in avvenire.

mercoledì 13 ottobre 2010

"Emergono candidati indegni......dice Pisanu.

Non lo dice il solito blogger in cerca di visite o di consensi , nè lo mormora l'ultimo e frettoloso avventore del bar per rianimare una  discussione morta.
Neanche si tratta di uomo di sinistra che sferra l'ultimo attacco al premier , e questo spiace agli uni che hanno perso un'occasione , ed agli altri che vedono sfumare ogni possibilità di difesa.
Il richiamo e l'avvertimento provengono davvero dall'alto e proprio per bocca di un uomo insospettabile.
E'  lo stesso Presidente della commissione Antimafia, Beppe Pisanu, che parla ed attacca questa volta.
"Alle ultime elezioni regionali e amministrative emergono candidati ed eletti in  liste gremite di persone che non sono certo degne di rappresentare nessuno".
"La disinvoltura nella formazione delle liste è molto più allarmante di quella che noi abbiamo immaginato".
Si scopre poi che , non solo i politici non hanno mantenuto fede alle loro dichiarazioni di presentare liste pulite, ma che anche molte prefetture non hanno adempiuto ai loro doveri istituzionali di fornire i dati dei candidati all'Antimafia.
E non si tratta , come vorrebbe una facile retorica, delle sole Prefetture meridionali; fanno bella mostra di se , sembra, anche Mantova e Bolzano.
Sono state dette , nelle varie campagne elettorali , tante belle parole sulla "trasparenza" delle liste e sull'onesta dei candidati da presentare ma alla fine sono rimaste lettera morta.
Alla luce dei fatti anche le parole pronunciate recentemente dal premier sembrano solo un ennesima battuta, proprio quelle in cui Berlusconi cercava di convincere il paese che a proposito di corrotti e disonesti , oramai nel Pdl non ne se ne trovavano più, visto che erano stati  tutti individuati ed allontanati.
Ci provi ora il Cavaliere a rispondere, con dati ed argomentazioni, a Pisanu, Presidente delle Commissione Antimafia, ex ministro dell'interno, nonchè uomo di punta del Pdl.
Le affermazioni pesano come un macigno , e Pisanu forse è vero sparerà nel mucchio,  ma parla proprio di personaggi indegni.

lunedì 11 ottobre 2010

Berlusconi vuole le teste di La Russa , Bondi e Verdini per salvare la propria.

Berlusconi forse ha davvero incominciato a farsi preparare sondaggi veri, quelli che rappresentano il paese e non le sue aspirazioni o le sue convinzioni.
L'occasione per manifestare un cambio di tendeza viena offerta al premier dal suo discorso al convegno della Dc di  Saint-Vincent.
"Con un'analisi che condivido, - afferma il Premier - l’amico Gianfranco Rotondi ha detto che se negli ultimi due mesi la nostra parte politica ha dato un’immagine che non ha entusiasmato lo si deve a errori del partito e non del governo".
Come al solito il Cavaliere è ottimista.
Che il Pdl abbia fornito un'immagine non certo entusiasmante al paese e oramai risaputo e sotto gli occhi di tutti da molto tempo. Ma le reponsabilità della inefficenza e della conseguente caduta dei consensi vanno equamente condivise tra Berlusconi, governo e partito.
L'ottimismo caratteriale del premier nulla toglie alla sua presunzione.
Infatti nel voler individuare le colpe  di un cattivo "operare" complessivo subito se ne chiama fuori, addebitandone le responsabilità ad altri.
Lo strano e che lo vuole fare in un partito in cui un solo uomo , e cioè lui, ne è stato sempre il padrone assoluto.
I meriti, se ce ne fossero, sarebbero suoi , le colpe naturalmente sono di altri ; è una sceneggiata che il paese conosce da tempo.
Forse ora per la prima volta il premier ha dato una rapida occhiata ai sondaggi e la caduta di consensi ha raggiunto livelli di guardia tali da obbligarlo a pensare di tagliare qualche testa prima che qualcuno pensi alla sua.
Sul piatto d'argento si intravedono alcune teste (si fa per dire), eccellenti ; Bondi , La Russa e Verdini fanno bella mostra di sè. Non a caso Bonaiuti ha pensato bene di minimizzare.
Comunque ancora poco, si tratta solo di aspettare , mancano ancora un paio di punti di caduta in percentuale nel consenso tra  gli elettori è si scoprirà che è arrivato il periodo del "terrore".
Come nella rivoluzione francese , nel Pdl cadranno dapprima alcune teste, poi diventeranno sempre più numerose, ma sarà inevitabile arrivare prima o poi  a far cadere anche quella del "monarca", il responsabile primo ed ultimo di ogni cosa.
A poco potrà servire massaggiare ora il collo a tutti i luogotenenti.

venerdì 8 ottobre 2010

Maroni si difende, ma un minstro indagato si deve fare da parte.

Maroni si difende e dichiara che "I soldi ricevuti dalla società Mythos, 60 mila euro, costituiscono il compenso per una attività legale".
E' questo quello che il ministro degli interni  ha dichiarato , sempre secondo le agenzia di stampa, ai pm di Roma che lo hanno interrogato in gran segreto nei giorni scorsi.
Si dice che gli atti dell'indagine che vede coinvolto il titolare dell'Interno siano "al vaglio della magistratura romana che ha iscritto il nominativo del ministro nel registro degli indagati per l'ipotesi di finanziamento illecito ad un parlamentare".
Vera o falsa che sia l'accusa , concedendo alla magistratura la facoltà e l'obbligo di verifcare nel più breve tempo possibile i fatti ed al Ministro la necessaria e doverosa presunzione di innocenza, tuttavia se il Ministro davvero si trovasse indagato, non possiamo non considerare come anche nella tanto vituperata prima repubblica , quei ministri ed  assessori che si sono  trovati, in casi analoghi indagati, hanno poi spesso deciso di rassegnare immediatamente le proprie dimissioni.
Questo sembrava a tutti doveroso, al fine di poter meglio tutelare se stessi, salvaguardare le istituzioni da ogni macchia o accusa, e per mettersi  a totale e completa disposizione della magistratura, come semplici e comuni cittadini. 

Qualche domanda mattutina. Così, tanto per......

Da Fare Futuro Web Magazine del 5 ottobre 2010

"Uno si sveglia, e si fa qualche domanda. Così, tanto per passare qualche minuto.
Ma davvero Sandro Bondi è meglio di Massimo Cacciari?
E Giorgio Stracquadanio è meglio di Lucia Annunziata?
Ma sul serio gli eroi del senatore Dell'Utri sono migliori di quelli di Roberto Saviano?
Meglio ricevere consigli da Storace o da Beppe Pisanu? Meglio ascoltare Umberto Smaila o Fiorella Mannoia? Meglio Briatore o Fiorello?
Meglio leggere Il Giornale o il Corriere? Libero o la Stampa? Il Predellino o la Repubblica?
Ma soprattuto, le inchieste di Feltri valgono quelle del Fatto? Sono uguali? Minzolini dà le notizie meglio di Mentana? Che mi guardo, oggi: la Rai di Masi o Sky?
È meglio rinunciare all'inno nazionale o al dito medio di Bossi? E Borghezio, Gasparri e Ciarrapico sono tanto meglio di Letta, di Casini, di Rutelli?
Ma soprattutto: le barzellette di Berlusconi fanno ridere?
Uno si sveglia, e inizia a pensare, a farsi un po' di domande. Così, tanto per passare qualche minuto.
Comunque, una cosa è certa: meglio una cena con Rosi Bindi che con Daniela Santanché.
Su questo, nessun punto interrogativo che tenga..."

di Filippo Rossi

Non c'è ma che tenga, inutile farsi meraviglie, nè scandalizzarsi.
Alle domande anche la destra oramai comincia a rispondersi da sola, senza bisogno di suggerimenti , così d'istinto , senza  interrogarsi o arrovellarsi tanto.
Ecco , uno si sveglia ed inizia a pensare, - dice Rossi - a farsi delle domande così tanto per passare qualche minuto.
Forse si dirà, ed è scontato, che ci si poteva pensare prima o che si poteva pensare di meglio.
Certo ,ora l'importante è farlo, anche se, ed è un limite, "così , tanto per passare qualche minuto".
Il fatto, o meglio il dramma , è che noi con questa gente ci abbiamo passato anni , e ancora non vediamo remissione....

martedì 5 ottobre 2010

Nobel a Robert Edwards: La chiesa cattolica decida se stare o no dalla parte della vita.

Ieri l'Accademia di Svezia ha assegnato al britannico Robert Edwards, 85 anni, il Nobel per la medicina. Lo scienziato britannico , assieme al ginecologo Patrick Steptoe scomparso nel 1988 ha messo a punto una nuova tecnica per  fecondazione in vitro  grazie alla quale sono venuti al mondo più di 5 milioni di bambini.
Le  motivazioni  dell'Accademia di Svezia parlano da sole , non hanno bisogno di ulteriori commenti: "le sue scoperte hanno reso possibile il trattamento della sterilità che colpisce un'ampia porzione dell'umanità e più del 10% delle coppie nel mondo".
Meglio tardi che mai si è tentati di dire, ma forse il premio avrebbe potuto essere assegnato molti anni  prima.
Ora forse , sull'onda delle emozioni e del riconoscimento ufficiale della scienza, si potrà finalmente cominciare a discutere anche in Italia, seriamente e senza pregiudizi, di fecondazioni in vitro.
Chissà che non sia arrivato davvero il tempo per rivedere e modificare quella legge 40 che davvero mortifica la scienza e la medicina.
I primi segnali non sono stati confortanti.
La Pontificia Accademia per la vita è subito intervenuta sulla questione, affermando che "lo scienziato inglese ha superato ogni livello etico" e che la scelta dell'Accademia Svedese , "completamente fuori luogo " " lascia tuti perplessi".
Creano notevole sconcerto la durezza delle dichiarazioni odierne, sopratutto se raffrontate con quelle, altrettanto dure , pronunciate da alcuni vescovi sugli umanissimi casi di Eluana Englaro o di  Welby.
Sembrava di poter dire e concludere che, di fronte alla morte volontaria ed assistita , la chiesa si ponesse sempre ed in ogni caso dalla parte della vita, comunque data e vissuta, perchè dono supremo di Dio.
Non è così , la chiesa non parteggia in assoluto , nè per la morte nè per la vita e di fronte ad esse è del tutto indifferente.
La chiesa Cattolica ha  solo due grandi nemici da combattere in continuazione nei secoli e per l'eternità , sono la scienza e la ricerca, che pretendono di mettere in discussione ogni  "verità", oltre naturalmente alla sua autorità.

 

lunedì 4 ottobre 2010

Minzolini e le urla dei suoi silenzi.

Sorgerebbe il fondato dubbio che il Direttore del Tg1 Minzolini fosse sordo e cieco se non si avesse la certezza delle sue buone condizioni fisiche.
Lo si potrebbe pensare distratto se non si avesse la certezza che sulle case di Montecarlo o sui problemi della sinistra mostri a volte un'attenzione smodata.
D'altronde un motivo ci deve pur essere se il nostro direttore non si è accorto di nulla in questi giorni.
Come una scimmietta si è tappato le orecchie, gli occhi e la bocca.
Non solo  Minzolini infatti non ha fatto caso, nè naturalmente menzione nel suo telegiornale, delle "oscene" balrzellette di Berlusconi su Rosy Bindi o sugli ebrei, ma  nemmeno ha colto l'impronunciabile bestemmia.
Di più, è riuscito persino a sorvolare sulle dure prese di posizione dell'Osservatore Romano e di Avvenire, che hanno definito "deplorevoli ed insopportabili le frasi del Presidente del Consiglio".
Forse anche Minzolini, al pari di monsignor Fisichella, giudica le bestemmie  "contestualizzabili".
Aspettiamoci ora che, di barzelletta in barzelletta, e con estremo cattivo gusto, si addentrino prima o poi anche nella "contestualizzazione" della Shoah.
Inutile oramai parlare di omissioni o di parzialità per questo telegiornale.
Il Tg1 si dimostra sempre più al servizio del regime.
Costruito ad arte, non per "dare notizie" o "piacere" al pubblico, visto anche il calo consistente degli ascolti,  ma solo per "compiacere" il Cavaliere e la sua maggioranza.


Quali regole per il web.

"Sono necessarie regole mondiali per la navigazione in Internet.  Lo ribadisce , dal Cairo il nostro garante dell'authority per la privacy Francesco Pizzetti.
In gioco - ha spiegato - c'e' la garanzia al tempo stesso della privacy e della liberta' di informazione e di comunicazione visto lo sviluppo sempre piu' rapido dei social networks. 'E' molto importante avere delle regole in questo settore cosi' come bisognerebbe superare l'idea che e' il mercato che si da' le regole da solo', ha spiegato il garante."
Facile essere in linea di principio in perfetto accordo on Pizzetti. Ma è altrettanto facile immaginare che le regole mondiali a cui pensano paesei come la Cina e l'Iran, solo per farne i più evidenti esempi, sono ben diverse da quelle che ci si auspica in occidente.
Tra l'altro, non è che l'Italia, in materia , brilli per lungimiranza e sensatezza.
Le varie proproste di legge che nel tempo si sono succedute hanno spesso avuto come unico principio quello di legittimare un pesante controllo del web da parte dell'autorità, mentre la rete è stata spesso immaginata ( e non poteva essere altrimenti) come una gigantesca "televisione" da sfruttare commercialmente.
Forse è vero che è giunto il momento di superare l'idea che il mercato si possa dare regole da solo, ma è altrettanto vero che  fino ad ora il mercato ha saputo svolgere il suo ruolo, dandosi regole migliori di quanto si potesse immaginare.
La libertà assoluta e totale è certamente la grandezza ma anche il limite di internet.
Dare regole alla libertà su questa materia può sembrare difficile, quasi una contraddizione.
Puttuttavia alcune regole vanno date, proprio per difenderla per tutti.
Ben vengano quindi "nuove" regole per la privacy,  purchè queste non siano l'ultima scusa per meglio controllare la Rete e purchè alla fine viga sempre un principio, quello della assuluta libertà di informazione e di comunicazione.
Gli Stati Uniti in questo campo insegnano, ed hanno forse idee più chiare di quanto non avvenga in Europa ed in buona parte del resto del mondo.

venerdì 1 ottobre 2010

A Belpietro tutta la nostra solidarietà ma ci risparmi i "predicozzi".

Prima o poi doveva arrivare, si sentiva nell'aria, molti segnali lo lasciavano prevedere.
E' Belpietro stesso oggi  che rivela a Mattino Cinque di essere stato vittima di una aggressione.
Un uomo armato d'arma da fuoco si e' intruffolato ieri nel palazzo dove abita il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, ed e' stato messo in fuga dal caposcorta che ha esploso alcuni colpi di pistola.
"C'è un clima di odio - dichiara Belpietro - "che reato ho commesso per essere ucciso?"
 "Non è un caso se sotto scorta sono i direttori di area moderata: oltre a me anche Feltri e Fede .
Il clima conta. Basta navigare su certi siti per trovare minacce di morte.
Tutto questo mi mette inquietudine, non capisco quale reato ho commesso per meritare addirittura una condanna a morte",  "provo un senso di grande ingiustizia, continua Belpietro , "questo non è un Paese normale, perché da noi non si possono sostenere opinioni senza pagare con paura e minacce?"
Fin qui lo sfogo di Belpietro, giusto e sacrosanto.
Ora però al di là della scontata reazione ricominciamo a ragionare.
Naturalmente, inutile dirlo e dichiarlo, la condanna di quanto accaduto deve essere unanime, senza se e senza ma.
Sul piano umano quindi, va data tutta la solidarietà possibile ed immaginabile, prima all'uomo e poi al giornalista.
Non ci sono infatti giustificazioni per gli autori o per l'autore del vile attentato. Sicuramente si tratta di un idiota o di un pazzo, non si pensi ad un complotto generalizzato.
Ma fatta la doverosa premessa, come non accorgersi del clima del paese ?
Come non accorgersi che a forza di soffiare sul fuoco, prima o poi un qualche idiota si sarebbe fatto avanti ? 
Oggi non vorremmo proprio sentire qualcuno affermare che a forza di seminare vento si raccoglie prima o poi tempesta. Lo avremmo voluto leggere ieri, sentirlo ripetere spesso, ricordato da tanti.
E' brutto doverlo riconoscere, ma da tempo , inascoltati,  in molti  vanno ripetendo di abbassare i toni, di evitare le violente contrapposizioni o gli attacchi violenti.
Il Capo dello Stato lo ripete un giorni sì e un'altro anche..
Riproviamo per un attimo a pensare al clima, allo scontro politico diventato da stadio  tra opposte tifoserie
Ripensiamo agli attacchi continui, ai  giudici, ai giornalisti , al Capo dello Stato stesso perchè esercita le sue funzioni, alla Consulta, agli oppositori in genere, diventati,  prima nemici , ed ora qualcuno di questi , definito persino "vile e traditore.
Ora Belpietro,  non era necessario aspettare l'attentato di ieri  nei suoi confronti, per accorgersi "dell'odio dilagante", bastava semplicemente , senza entrare in  tanti dettagli, ascoltare  le scandalose dichiarazion di ieri in parlamento, o quelle di Bossi e della Lega , esternate a più riprese. O quelle stesse di Berlusconi in tante altre occasioni.
Spiace doverlo dire sopratutto oggi, perchè sembrerebbe quasi un voler giustificare l'ingiustifcabile, ma sarebbe bastato aprire alcune pagine del Giornale o di Libero stesso.
Potevamo accorgerci  con largo anticipo che era sempre più necessario smorzare i toni e gli attacchi, spesso continui e personali, prima che fosse troppo tardi ? Io credo di sì, anche se non è mai troppo tardi.
Tra l'altro poi, una qualche volta si rende anche necessario e doveroso guardare in casa propria, e fare un po' di ordine cominciando magari dal proprio salotto, prima di addentrarsi in casa  d'altri.
E' un buon metodo , che si consiglia a tutti.
Nessuno vuole entrare nel merito di quali siano i giornalisti moderati d'Italia, nè tra questi quanti possano essere considerati  semplicemente giornalisti, prima ancora che moderati.
E' una polemica sterile ed inutile oggi, che non interessa nessuno.
E per fortuna ci è risparmiata almeno ogni considerazione sulla "libertà" e "obiettività" di certa stampa o televisione, oggi non sarebbe il caso , perchè proprio del tutto ininfluente.
E' curioso però che alcune considerazioni e dichiarazioni escano dopo mesi di dossieraggi, di attacchi personali a Fini e a Boffo, dopo che cioè il metodo consolidato, di far tacere i dissenzienti e di elimare o intimidire gli avversari con ogni mezzo e con ogni infamia  passando sopra sentimenti ed affetti sia diventato norma.
Noi davvero non vorremmo sentir riaffermare oggi , e magari nei suoi confronti, che "chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Anche perchè di pietre oramai se ne sono scagliate molte, probabilmente troppe, e qualche idiota ha deciso di passare ai fatti dopo i tanti insulti.
In ogni caso una rassicurazione vorremmo davvero darle caro  Belpietro, a nome di tutti quei blog che lei oggi critica , ed è quella che , per quanto ci riguarda,  noi siamo fra quelli che pregano ogni uomo, e Dio stesso, affinchè venga salvaguardata la sua incolumità, perchè nessuno abbia più ad attentare alla sua vita o a quella di qualsiasi altro.
Lei conti quindi, da subito , su tutta la nostra solidarietà , sulla nostra collaborazione nell'isolare, e se dipendesse da noi  nell'individuare, i colpevoli.
Vorremmo davvero fossero consegnarli al più presto o ad una casa di cura o a  quella legge ed a quei tribunali che spesso altri hanno deriso, ostacolato o infangato.
Consideri pure, e dia per acquisita, ferma e certa, la nostra condanna per questo come per ogni altro attentato, ma per favore oggi  ci risparmi per cortesia i suoi "predicozzi" sulle colpe.
Perchè vede, oggi siamo noi in difficoltà a risponderle.