lunedì 20 settembre 2010

Quando anche la Svezia diventa razzista e xenofoba.

E' un vento freddo e gelido di intolleranza e di razzismo che soffia oramai sull'Europa intera.
E' tanto forte che è riuscito ora a raggiungere persino la democratica e tollerante Svezia , un paese che nell'ultimo secolo è stato quasi sempre governato dai Socialdemocratici.
Ora dai risultati delle ultime elezioni sono scaturiti dati preoccupanti.
Che preocuupa non è certamente la rielezione, di Fredrik Reinfeldt , che molti davano per scontata già prima, visto che , proprio sotto il suo precedente governo, la Svezia ha potuto beneficiare di una delle più forti riprese economiche in Europa.
Neanche preoccupa , anche se forse è un primo segnale del clima, che la campagna elettorale del primo Ministro sia stata tutta incentrata sulla promessa di  ulteriori tagli alle tasse e sulla riduzione del welfare, per un paese che ha sempre fatto vanto degli alti livelli raggiunti dal suo "stato sociale".
Il dato più inquitante scaturito dalle elezioni svedesi è la crescita  evidente e preoccupante del partito anti-islamico degli Svedesi Democratici , che guadagna di colpo 20 seggi in parlamento.
In pratica dalle urne svedesi è uscito un responso di instabilità evidente.
La Svezia, per la prima volta nella sua storia , vede un partito xenofobo diventare l'ago della bilancia nella politica del paese.
Come questo abbia potuto accadere, anche nella tollerante e civile Svezia, potrebbe sembrare un mistero se non ci fosse la certezza che nessuna società può dirsi veramente al riparo dall'intolleranza, dalla paura degli altri e dal razzismo.
L' incertezza del futuro e l'avanzare di una grande crisi, non solo economica ma di valori, porta con sè dubbi, rancori e risentimenti.
Il sentimento predominante in tali circostanze sembra essere la difesa; difesa della propria società, del proprio mondo, dei propri immediati interessi.
Un "mondo" in declino che sembra sempre più vacillare sotto il  peso degli anni,delle sue stesse regole democratiche e civili, ha sempre bisogno nei momenti difficili di cercare colpevoli da additare, da perseguire, da sconfiggere.
Non ci si rassegna al fatto che un mondo così bello e perfetto possa avere a volte evidenti problemi ancora irrisolti.
A volte i nemici sono gli ebrei, a volte i rom, a volte l'islam.
Nessuna società è mai disposta a considerare che il male non necessariamente deve venire da fuori o dagli altri.
A volte vive nel profondo delle proprie maglie sociali, altre volte dentro se stessi e nelle proprie paure.
Nessun uomo dotato di un minimo di intelligenza può pensare di vincere l'integralismo islamico con altrettanti ed opposti integralismi.
Nessuna società nel contempo è mai riuscita a prevalere chiudendosi in se stessa, per quanto alte siano state le mura erette a propria difesa.
Le società che hanno trionfato sono state solo quelle che si sono aperte al nuovo con ragionevolezza, con intelligenza , con perspicacia e costanza.
Roma è stata grande non solo per la forza dei suoi eserciti , ma sopratutto perchè ha saputo dare la speranza e la possibilità, a tanti popoli conquistati, di essere e diventare, prima o poi , "cittadini" romani.
Oggi più che mai, in un mondo globalizzato, vi è l'esigenza di essere cittadini del mondo, senza paure , senza reticenze, senza rinchiudersi in se stessi, senza ricercare,  veri o falsi colpevoli , da additare e da perseguire ogni volta che ci si trova in difficoltà o in ristrettezze.

1 commento:

storico ha detto...

un risultato che deve far riflettere..... in periodo di crisi la paura dello straniero aumenta e si cercano le soluzioni facili

La Svezia sdogana alle elezioni la destra xenofoba di Jimmie Akesson