mercoledì 22 settembre 2010

La Casta vota no su Cosentino, prima sconfitta per Fini.

E' arrivato il primo voto a verifica della tenuta dell'attuale maggioranza o dei buoni risultati della campagna acquisti.
La Camera ha infatti votato no alla richiesta di autorizzazione all’uso delle intercettazini telefoniche che chiamano in causa l’ex sottosegretario e coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino.
La maggioranza era di 297 voti, 308 sono stati favorevoli, 285 i contrari.
La votazione è avvenuta a scrutinio segreto. La Giunta delle Autorizzazioni a procedere, a maggioranza, aveva proposto di negare l’utilizzo delle intercettazioni.
Questa mattina però i finiani avevano fatto sapere che avrebbero espresso voto favorevole, in pratica avrebbero votato sì insieme all'opposizione.
Il risultato però ha smentito Fini ed i suoi, a testimonianza che il Cavaliere ha fatto proseliti o acquisti tra le opposizioni e forse tra gli stessi finiani.
La questione morale, che sembrava far vacillare, il governo sembra definitivamente rientrata.
Nulla cambia sotto il sole della politica italiana e la giustizia, per la maggioranza dei nostri parlamentari, rimane sempre un problema, non da affrontare , ma da evitare con ogni mezzo.
E' caduta così anche l'ultima speranza. Ora si apre davvero la strada per il processo breve, per la legge Alfano , per un più radicale divieto all'uso delle intercettazioni, e questi provvedimenti porteranno inevitabilmente ad uno scontro sempre più accentuato ed aspro con la magistratura , con il Capo dello Stato , con la stampa e anche con un'opinione pubblica sempre più perplessa e rassegnata.
La Casta non cambia, si riconferma sempre tale, e come un'araba fenice risorge dalle sue stesse ceneri, per salvare solo se stessa ed i suoi privilegi.

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