venerdì 24 settembre 2010

Il paese crolla vergognosamente sotto i colpi dei dossier e delle accuse.

Il nulla più assoluto avvolge la politica e la classe dirigente italiana, come una nebbia densa ed impenetrabile oltre la quale non si riesce ad andare.
E' squallido e sconfortante il quadro che ne esce e che appare anche agli occhi degli osservatori più distratti.
Ieri sera a Ballarò ne è andato in onda un piccolo assaggio. Si è trattato solo di uno sguardo dentro il pozzo profondo del dossieraggio e della corruzione ramificata.
E' Bocchino che ha aperto le danze e snocciolato nomi, fatti ed accuse.
L'indice accusatorio si è subito alzato verso quelli che lui definisce i mandanti, verso il Presidente del Consiglio, gli uomini a lui vicino, i pezzi deviati dei servizi segreti che stanno , sempre secondo Bocchino , tirando le fila di una operazione di dossieraggio nei confronti del Presidente della Camera.
Vero è che il Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi conduce in prima fila una campagna accusatoria contro Fini senza precedenti.
Questo di per sè sarebbe sufficiente a creare forti sospetti sul burattinaio che tira le fila in segreto.
Il metodo in fondo è già stato provato con Boffi. Il dossieraggio continuo, anche se falso, ha già dato, in altre occasioni, i suoi frutti.
E così un paese, oramai alla deriva, assiste impotente al crollo del sistema, alla deriva di un parlamento squalificato, alle accuse continue, con poche eccezioni, scambiate tra le istitituzioni e le massime autorità dello stato, all'arroganza di un potere fine a se stesso,  incurante dei cittadini e delle loro reali necessità. E' davvero una vergogna, uno spettacolo inqualificabile di cui certo avremmo fatto volentieri a meno.
L'Italia è già di per sè una nazione divisa come non mai, tra opposte tifoserie, un paese allibito, orami in bilico tra la democrazia ed un sistema di potere oligarchico autoreferenziante, un paese sull'orlo di un baratro in cui rischia di cadere, senza più possibilità di ritorno.
Resterebbe solo da chiedersi come sia potuto accadere tutto ciò, chi siano i veri responsabili di questo clima,del degrado, quali le colpe, ed eventualmente , se possibile, quali i rimedi.
E' quasi retorico riconoscere che serve una classe politica nuova, giovane, responsabile, che sappia finalmente operare nell'interesse comune e non nel proprio. Lo riconosce , non senza tante ragioni, anche Grillo quando viene intervistato.
Sarebbe davvero un miracolo inaspettato, ma forse anche l'ultima spiaggia su cui approdare e salvarsi.
Serve un cambiamente vero e totale, un colpo di cesoia netto.
Così continuando infatti , nonostante l'ottimismo sbocchioso e incosciente, restano poche illusioni sul fatto che il paese ce la possa fare ad uscire dalla crisi e dalle difficoltà con questa classe dirigente.
Urge davvero , come non mai, un cambiamento epocale e drastico, prima che sia troppo tardi, prima che si imbocchi la strada del non ritorno, prima che la rabbia ed il rancore di tanti montino davvero nel paese e si sostituiscano alla rassegnazione odierna ed alla disaffezione.
Lo spettacolo vergognoso ed ignobile di questi giorni e di questi mesi, non è altro che il sintomo del degrado di una lotta politica inqualificabile, degna dei peggioi regimi.
Nel marciume generale e generalizzatoimputrisce il paese e pochi sono quanti riescono  a differenziarsi, chiamandosene fuori, proponendo soluzioni ragionevoli.
Tutto però è ancora più difficile quando è la totalità delle regole , degli isituti e dei pincipi che sono a fondamento della nostra vita politica e civile, che vengono derisi, offesi, e che si sta cercando di distruggere, spesso volontariamente per non lasciare sul campo più alcun oppositore o rivale, ma senza pensare che così facendo si distrugge un paese, un popolo, una nazione.
Inutile ricordare, a quanti sono irresponsabili, che questo avviene in piena crisi economica , con la disoccupazione in aumento, in un paese in cui un ragazzo su tre è senza lavoro, senza prospettive, senza futuro. 

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