venerdì 10 settembre 2010

Brunetta e l'anima vera del suo partito.

I primi freschi venti settembrini che sotto forma di leggera brezza spazzano la laguna Veneta dalle leggere nebbie accumulate nel periodo estivo, ci regalano di colpo, non solo il necessario refrigerio dopo la calura estiva, ma anche il ritorno in "grande" stile, si fa per dire, del ministro Brunetta, finalmente "risvegliatosi" alla vita pubblica.
Certo non si può passare la vita a rincorrere, anche solo idealmente, tutti i lavativi ed i fannulloni della pubblica amministrazione, la cosa alla lunga è defaticante,  e tra l'altro oramai inutile visto che doveva servire solo per i proclami e per farsi un po' di pubblicità.
Tra l'altro i cittadini hanno dimostrato di nutrire in lui scarsa fiducia, visto che persino i suoi concittadini hanno deciso di trombarlo persino in patria, nella sua Venezia, quando con caparbietà si era intestardito a volerne diventare sindaco.
Si tranquillizzi e si rassegni , nessuno è profeta in patria.
Ora però, forse nutrendo qualche gelosia nei confronti del loquace Tremonti, o forse desideroso di ritalasciarsi uno spazio politico vedendo avvicinarsi la fine del Cavaliere , ecco che il nostro Brunetta di colpo scende in campo con una sua bella intervista ed una ancor migliore dichiarazione.
Lo spunto gli viene offerto dai fatti accaduti alla festa del Pd di Torino, dove le contestazioni a Schifani e Bonanni hanno lasciato il segno.
Un esiguo numero di contestatori è bastato per far concludere al nostro Ministro Brunetta che "Dentro la cultura e l'anima vera del Pd si mantiene una componente squadrista, reazionaria, estremista e conservatrice".
Più che un compiuto pensiero a tanti questa dichiarazione è sembrata un' ennesima sciocchezza, una banalità indegna, frutto di radicati pregiudizi. Un chiaro esempio di "sciacallaggio politico" come dice Bersani.
Ma visto che il nostro eroe, l'illustre Ministro Brunetta, sembra volere  in questa occasione volare "alto", si fa sempre per dire naturalmente,  e andare, filosofeggiando, alla ricerca di un "anima vera" nei vari partiti, ci pare doveroso segnalargli una breve, ed estrememente facile , riflessione.
Ci sa dire il Signor Ministro quale mai potrebbe  essere  la cultura di un governo in cui come Presidente ci si ritrova Berlusconi  e come Ministri,  a vario titolo, ci figurano uomini della levatura di Bossi e Calderoli ?
Non è una domanda difficile Brunetta, mi creda.
Ci sa poi dire , in alternativa, il Signor Ministro come potrebbe mai essere definita  "l'anima vera" di un partito in cui , come illustri rappresentanti, e a volte come cooordinatori, si ritrovano personaggi come Verdini, Cosentino, Scajola, Previti, Dell'Utri  e Lunardi ?
Attendiamo la sua risposta Signor Ministro, l'augurio è che però sia più intelligente, più meditata e più sincera della prima.

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