giovedì 9 settembre 2010

Attenzione ai fatti di Torino, sono un segnale pericoloso di sfiducia e di rabbia.

Non vorrei che alcuni segnali di questi giorni passassero inossservati ai più.
La lente di ingrandimento e gli occhi di tutti sono puntati sul governo , su Fini , Berlusconi e Bossi, mentre il paese .
assiste attonito, stanco e a volte smarrito, al teatrino della politica, al trionfo degli affari personali, degli egoismi, del menefreghismo totale, all'arroganza di chi pensa di guidare il paese come lo può fare "un padrone della ferriera".
Sono gli zombi ora che guidano l'Italia, ombre di se stessi e di quello che resta del loro programmi, ciechi e sordi da tempo ai reali interessi politici e sociali dei loro cittadini, e mentre l'America ed Obama aumentano le tasse ai ricchi, nel nostro paese la crisi viene fatta pagare sempre più ai poveri ed al ceto medio, proprio quella "middle class" che è tessuto vitale e nerbo , non solo degli Stati Uniti, ma di ogni democrazia occidentale. 
Il disagio del paese è evidente anche se vissuto nella disattenzione dei media più attenti ai problemi del palazzo.
Quanto accaduto a Torino alla festa del Pd non passi inosservato, prima è toccato a Schifani, ora a Bonanni.
Certo la nostra condanna di fronte all'accaduto deve essere pronta e decisa, quei dimostranti non ci rappresentano, nè possono essere "la voce " del paese, che rifiuta sempre la violenza.
E' anche possibile, se si vuole, addossarne le colpe al sistema d'ordine della manifestazione, che avrebbe potuto intervenire ed impedire.
Ma attenzione, guai a non capire, guai a non valutare che un tappo preventivo non evita lo scoppio.
Guai a non accorgersi che i problemi dell'Italia nulla hanno a che fare con il processo breve o con la legge bavaglio, ma sono ben altri, sono la voglia ed il diritto al lavoro, ad una vita migliore , ad una speranza di futuro.
Guai a non accorgersi che la protesta e la sfiducia, quando non la rabbia ed il rancora, montano e dilagano tra i cittadini e tra sempre più vasti ceti sociali.
E allora, con uno sguardo ai fatti di Torino, onde evitare che ritornino i tempi bui di "quel terrorismo" che pensavamo definitivamente sconfitto, si volga finalmente l'attenzione ai tanti precari, ai senza lavoro, ai giovani, spesso disoccupati o sotto occupati, e anche a quel ceto medio che dovrebbe essere la vera ricchezza del paese.
Non è possibile per nessuno vivere solo di rabbia, senza alcuna speranza concreta nel futuro e  vedere attorno a sè  una classe politica sempre più corrotta e moralmente inqualificabile.
L'autunno si avvicina ed è già certezza  che sarà per tanti versi un autunno caldo, sul piano politico e sociale; un periodo in cui le manifestazioni e gli scioperi rischeranno di essere imponenti, oltre che frequenti.
Evitiamo almeno che per nostra colpa ci possa essere un idiota, o più idioti,  a cui saltino i nervi o a cui sfuggano le mani.
Non mettiamo la nostra idiozia al pari della loro.
Essere disattenti o indifferenti ora rischierebbe di costarci molto caro in futuro.

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