martedì 21 settembre 2010

Adro , il luogo dove sembra essersi concentrata tutta l'insipienza della politica italiana

Adro, per qualche strano caso del destino e con l'aiuto palese ed evidente del suo sindaco, rischia di diventare  il luogo in cui si concentra e si dimostra tutta l'insipienza della politica italiana.
I fatti sono noti, si è cominciato dapprima con la mensa della scuola e si è fatto sì che un problema,forse anche vero,venisse utilizzato e strumentalizzato,indegnamente ed indecorosamente, per una campagna propagandistica i cui fini lasciano tuttora sbigottiti.
Ma questo era solo una premessa, una sorta di aperitivo di quello che si sarebbe poi fatto con l'intera scuola, tappezzata in ogni sua parte da quello che il sindaco del paese , caparbiamente si ostina a definire il "sole delle alpi". Come se ad Adro tutti ne avessere sentito parlare, come se tutti ne avessero, non solo le case ma anche le teste piene.
Il fatto vero è che ad Adro si contavano sulle dita di una mano quanti conoscessero quel sole.
Il vero scandalo in tutta la vicenda è che con tanta supeficialità, con tanta insipienza e spesso sfrontatezza si sia deciso di utilizzare la scuola ed i suoi alunni per propagandare dei simboli palesemente riconosciuti come di partito.
Solo il regime fascista aveva osato tanto, e solo dalle peggiori tirannie al mondo ci si sarebbe potuto aspettare tanto.
A questo poi va aggiunto, ed il fatto non è trascurabile, che il ministro Gelmini, abbia taciuto per parecchi giorni prima di decidersi a rilasciare, quasi balbettando, le sue prime timide dichiarazioni di disapprovazione, intervenendo solo quando la marea della protesta stava oramai montando in tutto il paese.
Ora i simboli leghisti verranno finalmente rimossi dalla scuola, ed i ragazzi potranno finalmente, cessando ogno polemica, far uso dello studio per crescere, e non essere, essi stessi, strumenti involontari della crescita di un partito.
Ma tutto questo è avvenuto, non per ordine preciso ed immediato del ministro o del Governo.
Il sindaco di Adro infatti ha deciso, di fronte al decreto ministeriale, di mettere in atto il suo estremo tentativo di  screditare l'autorità dello stato e del  paese.
Ha infatti subito dichiarato che avrebbe ottemperato al decreto del ministro solo se Bossi glielo avesse chiesto.
Così è stato infatti, anche perchè la Lega di questi periodi è più interessata al quieto vivere che agli scontri sui simboli.
Ma la vicenda di Adro non va sottovalutata , in essa si raccoglie e si denota tutta l'impotenza, l'insipienza, la vacuità della politica italiana.
Essa  raschia il fondo del barile, si perde in sciocchezze ed in retorica, sprofonda piano piano nel peggiore qualunquismo, nel populismo più bieco o arrogante, è incapace di confrontarsi con le idee, con il nuovo e con il mondo.
Per questo si piega sempre più spesso su se stessa, sui simboli, su una immaginaria tradizione, quando non sulla propoganda e sulla retorica.
Di fronte ai reali problemi del paese si abbandona a sempre più colpevoli e frequenti silenzi, mentre insegue nel contempo, quasi a diversivo, solo gli umori e gli istinti, a volte anche i peggiori, abbandonando così definitivamente ogni idea di futuro, ogni speranza di una ragionevole crescita civile e democratica, dove trionfino tolleranza, rispetto reciproco , diritti e doveri, uguali per tutti , nel rispetto delle leggi, dello stato e delle istituzioni.
Così sembra essere stato ad Adro, ma così, sempre più spesso sembra essere in tutto il paese.

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