venerdì 13 agosto 2010

A proposito di fango e di dimissioni....

Qualcuno dicie che il caso Fini è agli sgoccioli.
A giorni è atteso altro e abbondante fango sul Presidente dlla Camera, almeno di questo ne sono convinti  i fedeli Berlusconiani.
Qualcuno ha messo le mani in profondità nel pantano e lo ha fatto scientemente su incarico di ricevuto.
Le intenzioni sono evidenti, distruggere Fini per avvisare i finiani.
Di certo Fini non avrà sconti, se ne potrà uscire solo da questa melma solo dimostrando la sua estraneità ai fatti e che non ha in alcun modo mentito agli italiani.
Poco importa se qualcun altro lo fa quotidianamente ed impunemente.
Detto questo dobbiamo per forza di cose aspettare perciò gli esiti e le eventuali prove , di fronte alle quali , se non dimostrasse di aver ragione Fini dovrebbe lasciare.
Ma con altrettanta chiarezza si deve dire che chiunque sia il burattinaio che tira le fila di questo teatrino , non fa alcuna lotta politica , compie solo un'infamia dietro l'altra, usa mezzi vergognosi e sicuramente meschini per raggiungere i propri fini ed i propri interessi.
Facili i sospetti  , visto che la prima domanda di ogni investigatore è la stessa da secoli, "qui prodest" ( a chi fa comodo tutto ciò).
Difficile però sarà trovarne le prove o averne qualche certezza.
di certo vi è solo che questo è un paese, sempre più triste e vergognoso, un luogo in cui gli avversari politici si combattono  con ricatti ed intimidazioni invece che con i programmi, un paese in cui , con atteggiamento mafioso, si proteggono gli amici e si distruggono con infamia quando diventano "nemici".
Non solo Fini perciò , se colpevole, se ne dovrebbe andare, ma dovrebbe "lasciare" anche chi eventualemnte fosse scoperto a combattere le sue battaglie con questi mezzi ed in questa forma , qualunque sia il ruolo che ricopre. Basterebbe dimostrare che ne sia il mandante, per accertare senza dubbio che non può essere degno della stima del paese, non è degno di alcun rispetto, non può "predicare", e men che meno potrebbe governare.

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