martedì 17 agosto 2010

Gli smemorati di Collegno nel Governo e nel Palazzo.

A parole nella maggioranza di governo dicono di voler sempre smorzare i toni, ma poi nei fatti sono una continua provocazione.
Si capiscono quindi e si apprezzano, le note stizzite e le parole di Napolitano e si condividono fino in fondo.
Qualche emerito incompetente , per non dire alro, non si sa se in buona o in cattiva fede, vuol convincere gli italiani che possano esistere i governi tecnici e che questi vivano di vita propria , non del sostegno parlamentare.
Naturalmente si tratta solo di favole metropolitane a cui si può credere fino ad una certa età, quando ancora non si ha l'uso della ragione e non oltre.
Ora dopo, dopo che il Presidente della Repubblica ha deciso di alzare la voce, a seguito delle continue polemiche su quello che a lui converrebbe o meno fare, polemiche innescate a più riprese dai vari portavoce o portaborse, che dir si voglia, di Berlusconi,  eccoci arrivati alle dichiarazioni congiunte, come se dicendo la stesa cosa in due si riuscisse a trasformare una cavolata in una verità.
Questa volta tocca scendere in campo niente di meno che ai capogruppo del Pdl alla Camera e al Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri.
Al pari del gatto e della volpe di collodiana memoria,  sembra vogliano confondere non Pinocchio ma gli italiani, per tirare l'acqua al loro mulino  e buttarla poi sul fuoco delle polemiche , "nessuno" dicono "sta forzando e nemmeno pensa di forzare la mano al capo dello Stato".
Ma è indubbio -continuano i nostri - che nel nostro sistema bipolare i cittadini trovino sulla scheda anche il nome del premier. E ipotizzare governi tecnici o di transizione senza consenso elettorale sarebbe vista come una manovra di palazzo lontana dal mandato del popolo".
In sostanza , con le loro dchiarazioni, sembrano essersi dimenticati di colpo la Costituzione, che assegna , al contrario, al Capo dello Stato, non solo la facoltà ma il dovere di verificare la possibilità di ulteriori governi che godano del sostegno parlamentare.
E a questa costituzione, per sfortuna di Cicchitto, di Gasparri , di Bossi o di Berlusconi, si deve attenere il Presidente Napolitano.
Pur sembrando strano ed incomprensibile c'è ancora in questo paese chi difende i diritti e le leggi, e sia pur parlando poco e non volendo entrare in inutili polemiche, non intende per nulla abdicare alle sue funzioni.
Almeno finchè non verrà approvata ad Arcore una nuova Costituzione questa è la regola.
Si tranquillizzino perciò i nostri smemorati  di Collegno , non continuino a suggerire al Presidente strade per ora impraticabili , si arrendano all'evidenza ed alla Costituzione, su cui tra l'altro hanno giurato.
E magari nel frattempo, approfittino un po' dell'estate e delle ferie per rileggersela tutta e non solo quella parte che fa comodo, che poi forse o almeno non ne parleranno più a vanvera.

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