mercoledì 7 luglio 2010

Vergogna , ora i terremotati si accolgono con i blindati e con le forze dell'ordine.

Doveva essere una pacifica manifestazione di protesta , doveva servire a risvegliare la coscienza del paese, a fugare l'errata convinzione di chi è convinto che tutto sia stato risolto all'Aquila.
Erano 5.000 pacifici manifestanti , appositamente arrivati a Roma dalla città, per buona parte abitanti del cratere , la zona più colpita dal terremoto.
. Come ha spiegato il sindaco dell’Aquila, volevano semplicemente protestare davanti al Parlamento per il trattamento ricevuto dal governo.
La tensione si coglieva già da sola nell'aria, a surriscardare ancora di più gli animi ci hanno pensato le autorità che ad accogliere i manifestanti hanno pensato bene di mandare due blindati dei carabinieri e forze di polizia in tenuta antisommossa.
Sono così subito scoppiati i tafferugli e non sono bastate le raccomandazioni del sindaco dell'Aquila a trattenere i più arrabbiati.
Pare che negli scontri ci siano feriti e contusi.
I manifestanti in fuga elavano ancora, alte e minacciose,  le grida di "Aquila Aquila" e "vergogna vergogna".
Un corteo di terremotati sembra abbia sfondato il cordone di polizia e si sia così portato davanti a Palazzo Grazioli, residenza romana del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, gridando lo slogan  "più forti, meno gentili" e l'ossesivo, e ripetuto a squarciagola ,"vergogna, vergogna".
E' stato un risveglio brusco quello degli Aquilani , la fine di tante speranze, il crollo delle certezze, della fiducia volutamente riposta , come si è visto spesso , malamente, anche se utile a tirare avanti, per avere una speranza di vita , cieca e incontrollata come spesso sono tutte le fedi.
Ma la fede ha bisogno speso di miracoli e quando questi non avvengono subentra la disillusione , la rabbia per il mondo migliore che era stato promesso.
I profeti di ieri , diventano gli aguzzini di oggi, quelli che con enfasi spergiuravano, davanti alle televisioni ed ai telegiornali che mai avrebbero dimenticato i terremotati dell'Aquila, ora mandano ad accoglierli i blindati,  ed a loro difesa schierano la polizia in tenuta antisommossa , chiudono i pesanti cancelli di palazzo Grazioli per tenerli a dovuta distanza, quando fino sembravano desiderare i bagni di folla.
Lo fanno per paura, ma lo fanno anche per non mischiarsi alle grida accorate di quella gente che si era illusa e si è sentita  usata.
Strumentalizzata di certo, da parte di qualche faccendiere e mascalzone di troppo, amici di merende , di malaffare, di imbrogli a non finire,  sulla pelle della povera gente e sulle loro disgrazie.
Certo chiudendo i cancelli, sbarrando palazzo Grazioli, si può anche pensare di non vedere quanto accade fuori, di non vedere la realtà dei fatti, forse si possono anche non sentire quelle urla e poi l'Aquila ora è tanto lontana e qui contano di più il lodo Alfano e la legge bavaglio.
Ma Roma le sente quelle urla, l'italia intera le ode, e ancora un po' di più oggi , anch'io mi sento di poterle fare un po' mie , "vergogna , vergogna".

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