martedì 20 luglio 2010

Per il Premier "non ci sono mele marce , Tutti angeli, a parte quattro......"

Non bisognava essere indovini per capire come la pensasse Berlusconi sulla questione morale nel Pdl.
Non cambia idea il Cavaliere, nel suo partito non si sbaglia mai.
E' questo il ritornello, cascasse il mondo, fossero anche tutti convinti e lo dimostrassero, che il Cavaliere stia raccontando le panzane più terribili e madornali , lui insisterebbe , imperterrito nelle sue affermazioni, semplicemente come un disco rotto.
E' stato così per i suoi processi, la colpa era dei giudici e di certa stampa; è stato così per Scajola e per Cosentino, salvo poi  mollarli quando erano indifendibili  e , a meno di passare per cerebrolesi, non si poteva più, nè dire nè fare fare null'altro per loro.
Ora è così anche per lo scandalo della loggia P 3 , dapprima erano "quattro pensionati sfigati che volevano semplicemente cambiare il paese", (strana affermazione sopratutto se riferita a chi , intrallazzando in vario modo e per motivi personali , esercitava indebite ed improprie pressioni su vari organi dello stato) , poi sono diventate "alcune mele marce", ora invece siamo ritornati all'inizio , "sono tutti angeli  , dice Berlusconi, " a parte 4, come in tutte le categorie , dai sacerdoti ai carabinieri".
le affermazioni assomigliano in maniera indegna ad alcune affermazioni di vescovi doltr'alpe, a difesa dei preti pedofili , salvo poi essere smentiti , dai fatti e persino dal Papa.
E pensare che Tremonti , con non poca fatica ed un po' più di lungimiranza, ma anche proprio perchè , a meno di non offendere la sua intelligenza e quella dei tanti italiani, si era spinto a riconoscere che la questione morale esisteva e  come nel Pdl,  dove oramai, almeno "una cassetta di mele marce" bisognava riconoscere di averla in bella mostra sui bancali del partito.
Ora Tremonti è servito e tra l'altro subito smentito.
Se per caso il ministro dell'economia pensava di raccogliere consensi, e lanciare , proprio sulla questione morale, segnali ben chiari e precisi, sia ai finiani che al Pd ora è il Cavaliere che "avvisa ", semplicemente non esiste alcuna questione morale da affrontare nel partito.
Se Tremonti mostrava di cercare alleati interni per arginare la caduta del castello del Pdl , che si  sbriciola e perde pezzi sotto i colpi delle inchieste si ravveda e lasci perdere.
Se invece Tremonti , pur negandolo e riaffermando il principio che non esistevano possibiltà di governi di larghe intese , di fatto pensava , con qualche apertura sulla questione morale, di condidarsi alla guida della nuono governo, si disilluda.
Nulla avverrà di tutto questo, avvisa Berlusconi, il pdl va bene così, lo stesso dicasi del governo.
Ogni critica è per il Cavaliere infondata, a priori, e senza alcuna valutazione preventiva.
Se a qualcuno quel partito non "va bene così com'è" ,dice il Cavaliere, " liberissimo di andarsene" , sono così avvisati ed avvertiti sia i Finiani che Tremonti. 
Sono avvisati però anche gli italiani.
Si potranno di certo cambiare le leggi, e dopo quella "bavaglio", se ne potranno ripresentare altre,  magari anche più restrittive delle libertà di informazione e di espressione, ma la politica non cambia, non cambia la sostanza, non cambierà il Pdl e non cambierà nemmeno Berlusconi.
Questo è un paese perfetto, uno di quelli in cui i problemi non si affrontano, si nascondono e si negano, sempre e ad ogni costo, qualunque sia il prezzo da pagare per i cittadini, qualunque sia il prezzo per il paese.
Questo è il paese di bengodi , un paese in cui non vivono e prosperano corruttori e corrotti , evasori fiscali e mele marce di ogni tipo che si arricchiscono sulle spalle degli  onesti e dei lavoratori, questo è semplicemente il paese che "non c'è", ma che vive ben saldo nella testa di Berlusconi e dei suoi portavoce. 

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