lunedì 26 luglio 2010

Per affrontare la questione morale si dovrebbe avere un minimo di moralità.

In molti dicono che Silvio Berlusconi stia solo aspettando che vengano approvate dalla Camera sia la manovra finanziaria he la legge bavaglio, o quel che ne resta,  per  far squillare le sue trombe e dar fuoco così alle polveri.
Con Fini ed i suoi, oramai  il Premier  lo ha capito , non esistono possibilità di accordo.
I finiani infatti chiedono quello che per Berlusconi non è possibile  concedere senza smentire se stesso e le sue "battaglie", e cioè che nel partito e nel gruppo dirigente c'è una questione morale da affrontare e che gli inquisiti ed i condannati, dovrebbero, definitivamente o temporaneamente, "lasciare" non solo il governo ma anche il partito.
Nel silenzio del premier chi soffia ora sulle ceneri sono i cosiddetti colonnelli, i portavoce o, come qualcuno sostiene , i portaborse;  sono i vari Cicchitto, Gasparri e Frattini.
Mancano all'appello per ora , ed è strano, i soli Bondi e Capezzone, ma statene certi arriveranno.
La questione è sempre la stessa e anche gli argomento, non esiste questione morale nel Pdl, gli attacchi agli uomini del partito sono sempre pretestuosi, fatti solo per destabilizzare il governo, il partito od il premier.
Il disco , come si sa si è inceppato in questo punto e "scivola" in continuazione, sulla questione morale e sul rinnovamento interno al Pdl, il ritornello è sempre lo stesso, e anche le argomentazioni.
Chi voleva trasmettere l'immagine di un movimento politico nuovo e moderno, con  grandi ed acclarati valori morali , di democrazia e di libertà, se ne esce a pezzi, sconfessato da una realtà sempre più deprimente.
Già le leggi volute o in approvazione faticano a convivere con i vecchi concetti di libertà e di democrazia, dimostrano che tra il dire ed il fare ci sta di mezzo spesso il mare e a volte anche l'interesse personale.
Si trasmette poi,  quand'anche questo non bastasse il resto, l'immagine di un partito  che non ha nulla di nuovo da offrire, un partito  "vecchio", in cui conta di più pensare a se stessi che al paese, in cui si scoprono zone d'ombra diffuse, linee indistinte di confine e a volte di continuità, con il malaffare e con la corruzione , con intrallazzi diffusi, un movimento politico in cui si muovono personaggi, legati ai vertici del partito , che definire "squallide consorterie" è già un eufemismo.
E' questo quello che resta dei proclamati slanci iniziali, in cui molti italiani hanno anche voluto credere.
Per affrontare davvero il rinnovamento del paese, come di un partito, per affrontare sistematicamente l'evidente questione morale, si dovrebbe avere un minimo di moralità, di senso dello stato, di etica politica.
Tutte cose che mancano.
In pratica  sarebbe come chiedere ad un cieco di cogliere la bellezza di un cielo stellato, ad un sordo di commuoversi sulle note di una sinfonia.
E di ciechi e sordi , di uomini qualunque ,senza virtù o morale, si stà dimostrando pieno il pdl.
Certo è vero, non lo è in maniera diversa dallas società  ma quest'ultima, o la sua parte più numerosa, quella onesta, li vorrebbe espellere come un cancro, il pdl li difende, li gratifica, li promuove ed a volte gli affida il partito o pezzi dello stato.
Ecco perchè a chi , come Granata, pone la gravità della questione morale, l'onorevole Lupi, uomo di spicco del suo partito e vicino al Premier risponde , come un cieco o un sordo, che "Lo Statuto che anche Granata ha votato è molto chiaro e preciso: chi non si ritrova nel partito, chi pronuncia parole durissime e strumentali nei confronti del Pdl, o va via o c'è un luogo dove va giudicato per questi atteggiamenti, i probiviri".
Resta da chiedersi onestamente che fine dovrebbero fare, dove dovrebbero andare,  in un partito normale o in un paese normale , secondo Lupi ed i suoi, i tanti corrotti o i corruttori che vi hanno trovato posto.
Io credo che molti italiani al riguardo, e non solo Fini, Granata, Bocchino asssieme all'intera opposizione , avrebbero già delle risposte pronte e ampiamente condivise.

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