martedì 13 luglio 2010

Che latte con queste quote cara Lega.

Ancora pochi anni e poi , nel 2015, le quote latte per fortuna spariranno.
Fortuna nostra naturalmente, come italiani , visto che per i produttori, abituati agli aiuti ed alla potezione statale o europea, forse andrà ancora peggio.
In ogni caso le attuali quote latte ed il conseguente contenzioso sono  già costati all' Italia  4 miliardi di euro per il mancato rispetto degli accordi e delle regole.
Nessuno pensi che tutti questi soldi siano stati agati dagli allevatori, li  abbiamo pagati noi contribuenti.
E' successo in pratica che si è permesso ad allevatori, che non hanno voluto rispettare le regole europee che ci imponevano delle quote di produzione per il latte  oltre le quali non si poteva andare , di produrre in sovrappiù intascandosene il relativo compenso, mentre ai cittadini italiani si sono fatte pagare , come contribuenti,  le  multe da loro accumulate.
Ora il quesito si ripropone integralmente ed in aggiunta ulteriori sanzioni europee , già minacciate, si stanno per abbattere sul paese.
Una battaglia tutta italiana direbbe qualcuno, di fatto ora la Lega , con alcuni suoi esponenti di spicco vorrebbe nuovamente sospendere il pagamento di quanto concordato dai nostri rappresentanti con l'Ue, addirittura con un disegno di legge.
Inutile dire che l'Unione ha già fatto sapere che in questo caso non rimarrebbe altra strada che quella di ulteriori e più salate sanzioni.
Persino il ministro Galan , uomo indubbiamente di destra, si augura che "la maggioranza di Governo abbia un minimo di dignità e tenga conto del monito del Commissario europeo all'agricoltura (che ha chiesto all'Italia di ritirare l'emendamento, pena una procedura di infrazione).
Con quale autorevolezza altrimenti un Ministro può affrontare una battaglia come questa per la politica agricola comune?
Con quale faccia si presenta in un consesso europeo quando in Italia deliberatamente i parlamentari della maggioranza vanno contro le norme europee?".
Il ministro ha aggiunto di essere a Bruxelles "per dare una sensazione di serietà alla presenza italiana in Europa, mentre là viene difeso un piccolo manipolo di trasgressori".
Si dimetta - ha concluso il nostro Ministro - chi causa multe e sanzioni europee al nostro Paese".
Certo che ha davvero dell'incredibile il fatto che , mentre molti italiani tirano la cinghia, molte imprese chiudono o  annunciano licenziamenti, mentre la disoccupazione fa segnare drammatici record e non si trova un euro per aiutare lo sviluppo, mentre le Regioni ed i comuni si dicono costretti ad eliminare servizi essenziali ai cittadini ed ai disabili , la maggioranza si appresti a sospendere, con la manovra in approvazione al Senato, il pagamento delle multe agli allevatori che non hanno rispettato le norme sulle quote latte, che non hanno rispettato accordi, che non hanno rispettato regole e che , tra l'altro, non vogliono sentire ragioni.
Ci vuole davvero un bel coraggio a dire che così si sta dalla parte della gente, dei cittadini o di chi ne ha bisogno.
Si sta semplicemente (e come sempre) dalla parte dei soliti furbetti, di quelli che non rispettano le leggi e neanche gli accordi sottoscritti.
Si accetta volontariamnte di far pagare multe agli italiani per difendere l'indifendibile, senza alcun rispetto per il paese e per i cittadini onesti.
 

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