mercoledì 9 giugno 2010

Se qualcuno ancora in Italia pensa ad un futuro.

Se qualcuno ancora pensa che l'italia sia un paese felice dove ognuno possa vivere serenamente la sua vita senza problemi, senza soverchie preoccupazioni, convinto che la crisi sia passata o finita, i casi sono due , o questo è Berlusconi o un qualche suo amico , magari del Giornale , oppure è un emerito ignorante , senza occhi per vedere, , nè orecchie per sentire , nè testa per pensare.
Basterebbe , in fondo, guardare i dati resi noti dall'Istat per farsene una ragione, averne un'idea.
Non tutti patiscono in ugual misura le conseguenze di una crisi che viene da lontano, non tutti sopportano uguali ed equi sacrifici.
Chi  soffre di più nella "sfascio generale" sono i giovani, il nostro futuro, per questo l'italia sembra avere meno speranze di altri. 
Mentre infatti Il tasso di occupazione complessivo è calato dell’1,2% nell’ultimo anno, quello dei giovani tra i 15 e i 29 anni è calato di ben l’8,2%, scendendo al 44%.
In Italia i giovani che non sono né occupati in un lavoro, "né inseriti in percorsi di studio o formazione  sono il 21,2% dei giovani tra i 15 e i 29 anni", in larga parte diplomati e laureati: proprio quelli sui quali dovremmo poter contare di più per rilanciare, non solo l'economia, ma la società intera.
Questo vuol dire che nel paese ci sono oltre due milioni di giovani che, non lavorano e neanche studiano, non fanno assolutamente niente , aspettano solo.
 Aspettano un lavoro, una minima occupazione, aspettano forse semplicemente tempi migliori.
Ma l'attesa distrugge, distrugge le speranze, la fiducia , la conoscenza stessa , acquisita con fatica e denaro dopo anni di studio.
E' un dramma per la società , è un dramma per il paese, è l'insicurezza nel futuro e la sfiducia in se stessi e nel proprio avvenire.
Ecco basterebbe pensare a questo per farsene un'idea, per rendersi conto di come possa essere felice e sereno questo paese, di come sia lecito dubitare dei tanti che spandono ottomismo, tanto per fare, senza cognizione di causa, senza aver ben chiari i problemi, figuariamoci le soluzioni.
In queste condizioni è , non solo lecito, ma anche doveroso, il più totale pessimismo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

L'articolo mi pare un po' il solito piagnisteo all'italiana che critica critica critica, mette un paio di Berlusconi qua e là per acquisire consensi, ma non propone neanche vagamente un abbozzo di alternativa o soluzione.

Simone Bernardi