giovedì 17 giugno 2010

Berlusconi , Bossi e Fini fanno melina sul Ddl intercettazioni.

Fino ad ieri erano parole di fuoco contro ogni forma di opposizione che non assicurasse una approvazione del decreto intercettazioni in tempi rapidi.
Ora il clima sembra , almeno in apparenza, un po' più svelenito.
Berlusconi si dichiara pronto ad abbandonare  la pregiudiziale sui tempi , anche se non vuole si parli di resa ai Finiani.
Bossi minimizza e concede la sua disposnibilità ad accettare tempi diversi oltreche modifiche al testo.
Fini è soddisfatto , se non per il decreto, almeno perchè è riuscito a salvare la faccia ed a crearsi un ruolo, senza far cadere il governo.
Non illudiamoci però, siamo alle meline, e  tutti sono in cerca di un qualche tornaconto , personale o politico.
L'interesse del paese o della giustizia, della democrazia come della libertà , o anche solo della chiarezza , con tutto questo, non c'entrano proprio nulla.
Non lasciamoci  nè impressionare , nè convincere.
Mantenere alta l'attenzione serve, e forse alla fine pagherà.
Ora semplicemente non va abbassata la guardia su una legge vergognosa e neppure la protesta, non ci si può fidare di queste commedie improvvisate e non si possono accettare , magari per stanchezza o disattenzione, soluzioni pasticciate, l'opposizione a questa legge deve essere dura.
Se ancora non l'hanno capito , non va corretta in alcune sue parti, per renderla solo un po' più digeribile, va semplicemente ritirata.

Nessun commento: