martedì 4 maggio 2010

Scajiola: o chiarisce o si dimette.

Ancora non è possibile avere la certezza delle dimissioni del Ministro Scajola , ma queste non sono mai state così probabilie e plausibili.
A far pendere la bilancia in tal senso non è stata tanto la richiesta e la pretesa di sue urgenti spiegazioni in parlamento presentate dalle opposizioni.
Quello che conta davvero e che sta diventando insostenibile per l'uomo politico colpito dallo scandalo,  è l'imbarazzo crescente con cui la sua stessa maggioranza segue gli avvenimenti e le dichiarazioni dei testimoni e della stampa.
Piano piano va in frantumi e si sgretola, sotto i colpi delle confessioni di alcuni imputati , il muro di difesa e di solidarietà che in un primo tempo il governo e la maggioranza avevano costruito attorno a Scajola.
Le accuse , che appaiono circostanziate , se davvero dovessero essere confermate, renderebbero evidenti comportamenti di una leggerezza insostenibile da parte di un ministro, fatti in cui si ravvisano non solo illeciti  ed imprudenze , ma anche un convinto e diffuso senso  di impunità.
Continuare nella difesa del Ministro ad oltranza pare diventare sempre più difficile anche per lo stesso Premier, si rischia di mettere in pericolo la stessa stabilità del governo dividendo la maggioranza su una questione morale.
Oltretutto  i sondaggi non lasciano alcun dubbio, la popolarità ed il sostegno al ministro ed alle sue tesi,  è ai minimi storici anche nello stesso centrodestra, pur vaccinato e resistente , per anticorpi maturati , a sopportare scandali di varia natura.
Scajola rischia così di diventare il primo politico coinvolto in uno scandalo che sarà abbandonato a se stesso dal Pdl e dalla Lega, già i segnali ci sono tutti.
Basta leggere quanto riportato in questi ultimi due giorni dai giornali filo governativi per rendersene conto.
Si comincia dall’editoriale del direttore di Libero , Belpietro, il quale chiede al "ministro di reagire alle accuse in modo credibile perchè, se al contrario, ha preso 900 mila euro da un imprenditore per pagarsi la casa ha l’obbligo di farsi da parte".
Subito a ruota,  con una serie di bordate, arriva il "Giornale" , quotidiano di "famiglia" che invita il ministro a "chiarire o a dimettersi".
Non solo, apertamente il Giornale riconosce che "è abbastanza inverosimile che Scajola  non sapesse nulla degli assegni circolari incamerati dalle sorelle Papa nel suo studio" per continuare riconoscendo  "sempre più urgente un intervento più dettagliato e più convincente di Scajola, altrimenti l’idea che l’abbia combinata grossa sarà quasi impossibile da smontare".
Ancora una flebile speranza forse.
Ora la palla ritorna nelle mani del Ministro, la sua difesa fino a questo punto è stata poco convincente ed incisiva, lasciando parecchi lati oscuri ed incomprensibili a fronte delle dichiarazioni così sicure di parecchi testimoni.
E' questo il momento di  chiarire ogni cosa, Scajola deve fare in fretta ed essere chiaro oltre ogni dubbio.
Altrimenti davvero, cosa talmente rara da essere degna di nota, non si potrà non essere umanamente e ragionevolmente d'accordo con Feltri, quando dice che "se Scajola non ha niente da dire oltre a ciò che ha detto, gli conviene rassegnarsi, anzi, rassegnare le dimissioni .

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