giovedì 6 maggio 2010

La tragedia Greca.

E' una Grecia ancora incredula, afflitta e distrutta, quella che oggi si risveglia dopo la guerriglia.
Sul campo di battaglia sono rimasti tre morti, poveri innocenti che animano e sorreggono l' odierno dolore , e testimoniano la rabbia brutale e cieca di questi giorni, unita all'odio a lungo covato.
Una nebbia fitta avvolge la capitale Greca dopo gli scontri, l'aria è quasi irrespirabile, il panorama desolante e spettrale, il nervosismo di tutti palpabile.
Tre vite spezzate rimangono sul campo e pesano sulla coscienza di tanti, tre vite spazzate via dalla follia assassina di un gruppo di giovanissimi ragazzi  che con il volto coperto  hanno lanciato, nel corso della manifestazione di protesta contro le misure di austerità varate dal governo ellenico, una bomba molotov in una filiale di banca.
Tre morti che fanno dire al premier greco che ad Atene si è consumato un "brutale atto omicida" e che il paese "ha oramai raggiunto l'orlo dell'abisso".
Già , l'abisso oramai inevitabile in cui sta cadendo la Grecia , un paese che ha sicuramente tantissime colpe per la crisi attuale, e che in fondo sembrava convinto sarebbe bastato entrare in Europa, anche barando sui conti  e sul deficit, mischiando carte e dati,  per risolvere ogni problema.
Così non è stato ed è evidente che così non poteva essere.
Ora  Atene piange , la Grecia intera piange e non solo per questi morti, che sono le prime vittime di questa crisi che sta spazzando il paese e  l'idea stessa che l'euro lo avrebbe protetto da qualsiasi crisi finanziaria futura, difeso i risparmi, dato certezze al proprio avvenire, non solo per sè ma anche per  le prossime generazioni.
Ora la Grecia ed il suo popolo si ricrede, deve ricredersi,  "È la fine del sogno europeo" , dice qualcuno .
Ma questo non lo è solo per Atene.
Ora per davvero, o si fa L'Europa anche politicamente , o il sistema intero rischia di andare in crisi, i mercati , con tante ragioni, non dimostrano più di credere ad un euro senza "stato", senza guida politica, senza testa, senza controlli certi. O li si abbandonano a se stessi e sarà la fine dell'europa o si soterranno tutti nelle difficoltà rendendo comunque la cosa impossibile.
Dietro la crisi Greca si leggono tutte le colpe europee, ci sono controlli mai fatti, mancanze madornali , assenza di verifiche, che sarebbero state quanto mai necessarie.
A questo si sono aggiunte lentezze e ritardi negli interventi , che hanno fatto precipitare ancor più la situazione.
Ma c'è di più ed è questo che alla fine manca e rischia di rendere la situazione oltre che insopportabile anche impossibile.
La strada della rinascita Greca e fatta inevitabilmente di lacrime e sangue , non c'è alcun dubbio su questo.
Già si sa oltretutto  che le somme stanziate dall'Europa e dal Fondo Monetario internazionale, rischiano  in partenza di non essere sufficienti.
I mercati e gli speculatori puntano proprio su questo.
Ma vi è un dato altrettanto indubitabile , che rende ancor più drammatica la situazione greca e la rende davvero molto simile ad una scontata e classica tragedia.
E' la mancanza di gradualità nel rientro dal suo debito, la durezza insopportabile dei provvedimenti imposti, dalla Germania in testa, e via via dal resto d'Europa, è l'iniquità dei sacrifici che richiesti  ad un intero popolo per le colpe dei suoi governanti.
In pratica i greci dovrebbero sopportare un taglio alle quattordicesime del 60% , della tredicesima mensilita' per un  30%, una nuova riduzione delle indennità salariali (complessivamente del 12%), il congelamento delle pensioni e dei salari pubblici, l'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni, un aumento dell'Iva  che andrebbe al 21%, l' eliminazione dei bonus ai manager pubblici, l' aumento delle imposte sugli alcoolici (+20%) e sulle sigarette (+65%), sulla benzina (8 cents in piu' al litro), sul gasolio (3 cents) e su tutti i beni di lusso , ma questo pesa meno ( auto di grossa cilindrata, gioielli ecc.).
Come si vede si tratta di misure draconiane che rischiano, non di guarire l'ammalato, ma di condannarlo a morte certa, fornendogli la corda necessaria per  impiccarsi da solo, oltre ai consigli necessari per farlo.
Il dramma e la tragedia sono tutti qui, non è possibile che l'Europa ancora una volta pensi solo a misure economiche senza porsi, o prefigurare, alcun problema sociale.
Nessun paese civile occidentale potrebbe sopportare una tale durezza di misure.
Così si rischia solo la rivolta sociale , non si cerca la salvezza del paese , ma il suo crollo definitivo.
Il destino deel paese ed il copione sono già certi e prefigurabili , non si tratta di capire come evolverà la situazione , si sà già da ora che questa non sarà altro che un dramma, una vera e propria , anche se moderna, tragedia greca , con il suo sangue ed i suoi morti.

Nessun commento: