giovedì 20 maggio 2010

L'interesse di Santoro e quello degli altri..

Quand'anche non riuscisse a far approvare alcun'altra legge ad personam , per sè o per la casta, quand'anche dovessero essere  clamorosamente bocciate le leggi che impediscono le intercettazioni o che mettono il bavaglio alla stampa,  Berlusconi un risultato lo ha già ottenuto : è riuscito a far chiudere  finalmente Annozero.
Certo il divorzio sembra avvenga consensualmente, almeno in apparenza e in superficie.
Ma la guerra prosegue oramai da anni e Santoro ha dovuto combattere nel tempo molte battaglie.
Ora finalmente il Cavaliere può dormire sonni tranquilli , si è tolto dall'impiccio, si è liberato di una vera e propria ossessione.
 E che Santoro fosse oramai  un'ossessione vera e propria per il  Premier lo si era capito proprio, ironia della sorte, da una di quelle intercettazioni che ora si vorrebbero con una legge impedire.
Tutti contenti dunque ? Non tanto.
Certamente è felice Berlusconi , visto che è riuscito a  liberarsi  in un sol colpo, di un conduttore scomodo e di una trasmissione che non si può definire filo-governativa.
Anche Santoro ha di che rasserenarsi , m non fosse altro che per la sostanziosa buonauscita che riuscirebbe ad intascare.
Ma  d'altronde come criticarlo ? Anche se , a onor del vero, persino  a sinistra c'è qualcuno che tenta di farlo.
Come dargli torto infatti , lvisto che le sue decisioni e la sua resa avvengono dopo anni di mobbing e  di denuncie , e con la certezza che l'azienda metterà in campo, anche in futuro , ogni mezzo per liberarsi di lui.
Nulla invece guadagnano quei 6 o 7 milioni di italiani che seguivano con costanza la sua trasmissione, e nulla guadagna la Rai  che, pur di metterlo a tacere , sborsa , dicono i bene informati, dieci milioni di euro per rescindere il contratto.
Qualcuno dice , a ragione, che la cifra offerta a Santoro sia un'offesa agli italiani che vivono le ristrettettezze della crisi economica e che dovranno a breve sopportare una pesante manova economica.
Ma la colpa di tutto ciò non può essere data a Santoro , lui paga il suo successo e viene pagato per andarsene propio per questo.
Quello che è veramente scandaloso in tutta la vicenda è che per i capricci di un "principe" e  per la volontà di compiacerlo di alcuni suoi "servitori" , si danneggino gli italiani tutti , costretti a sborsare cifre astronomiche per togliere di mezzo un oppositore del regime e si danneggi la Rai , eliminando dal suo palinsesto una trasmissione che raggiungeva il 20 per cento di share  , in una rete che a fatica , ultimamente, raggiungeva  il 9 per cento.
Trionfano ancora insomma gli interessi di pochi, mentre ci perdono gli italiani, ci perde un'azienda pubblica e ci perde l'informazione.
Ma di questo non dovremmo più nè meravigliarci nè scandalizzarci,  visto che oramai dovremmo sapere con quanta difficoltà la nostra classe politica riesca a distinguere, o a tenere separati , gli interessi pubblici  da quelli privati

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