mercoledì 12 maggio 2010

I peccati di un povero prete.

 "Quando ero giovane caddi ma mi risollevai. Non sono un peccatore incallito".
"I preti dovrebbero essere liberi di scegliere se sposarsi o no. La Chiesa dovrebbe avere l'obiettivo di una sessualità liberata, perché è un dono di Dio".
"Ho ceduto alle tentazioni. La carne è carne. Se io commettevo peccato, quando cadevo dovevo risalire immediatamente".
Ho commesso peccato tra i 30 e i 40 anni".
"Ora a 82 anni posso dire: Cara mamma Chiesa, non è che mi hai educato tanto bene alla sessualità. Ho avuto degli amori. Solo qualche piccola caduta".
"Penso che uno dei temi delicati come quello del celibato obbligatorio debba essere affrontato dalla Chiesa, imparando dalla Chiesa d'Oriente che non ha mai imposto il celibato.
I preti dovrebbero essere liberi di scegliere se sposarsi o no. La Chiesa dovrebbe avere l'obiettivo di una sessualità liberata, perché è un dono di Dio.
La sessualità va al di là delle azioni. Ci sono i sentimenti, c'è il piacere, che è un grande dono".
Questa è la confessione pubblica rilasciata da Don Gallo ad una televisione locale.
E' fatta senza falsi pudori, sincera, schietta , non solo come è sua personale abitudine, ma come si addice ad un vero sacerdote.
E', comunque la si voglia vedere, molto bella questa confessione di Don Gallo , lascia intravedere squarci insperati di umanità su argomenti scottanti per un uomo di chiesa.
Vi si riconosce , assieme ad una grande semplicità d'animo, una gioia profonda, un gusto ed un piacere per la vita e per questo mondo, certamente inaspettati, ma riconosciuti ed accettati come un grande dono di Dio.
Sono queste le qualità  che fanno apprezzare don Gallo, e che lo rendono non solo sacerdote, ma uomo tra gli uomini.
Se poi tutto questo sarà da qualcuno considerato peccato , poco importa, peccato per loro e per la loro scarsa umanità, peccato per la loro concezione di fede e di Dio.
Noi , e con un po' di presunzione crediamo anche Dio, Don Gallo lo abbiamo già assolto.

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