giovedì 27 maggio 2010

Berlusconi insiste, vuole un ministro di spicco, ma nessuno ci casca.

Ci riprova per la seconda volta Il presidente del Consiglio ad ofrire ad Emma Marcegaglia la poltrona di Ministro dello Sviluppo Economico.
L'occasione questa volta è stata l'assemblea di Confindustria, ed il pensiero del Cavaliere era quello di procedere per acclamazione diretta , con quel populismo che lo contraddistingue.
Ad un assise di industriali attoniti e basiti il Cavaliere urla , con quanto fiato ha in gola , " «Alzi la mano chi vorrebbe  Emma ministro, alzate le mani ".
Quello che per lui doveva essere un ennesimo colpo di scena si è tramutato in un boomerang, una situazione irreale da cui è diffcile uscirne bene.
Nel gelo totale della sala infatti solo due o tre sono state le mani che si sono alzate.
Tempi duri per i venditori di tappeti con questa crisi , ma tempi duri anche per fare il ministri, i politici sentono l'aria come i cavalli, annusano il vento che sa di tempesta e manifestano inquietudine.
Difficile convincere poi personalità di spicco a metterci la faccia di questi tempi, la Macegaglia rifiuta dopo Montezemolo.
 Di gradino in gradino ,e scendendo sempre più in basso, saremmo curiosi di sapere a chi prima o poi verrà assegnato quel dicastero , visto che fino ad ora il nostro povero Cavaliere non è riiuscito ad affibbiarlo a nessuno.
Qualche malizioso ne da le colpe alla squadra, che non sembra delle migliori e neanche delle più piacevoli ed entusiasmanti , c'è il rischio di trovarsi presto pentiti a fronte di troppo repentine scelte, trascintati in chissa quali avventure, senza possibilità di ritorno .
Si sa , il Cavaliere improvvisa spesso ,  cambia rotta con facilità ed ha l'ambizione di voler essere lui il timoniere. Troppo pericoloso, si rischia di arenarsi su una qualche secca nel bel mezzo della navigazione e neanche per colpe proprie o per scelte condivise.
Ma cerchiamo di avere pazienza , se non una personalità di spicco, prima o poi un politico , che ancora nutre l'ambizione di essere ministro e di dire di sì sempre a Berlusconi , lo si trova, basta che ci sia qualche cosa da guadagnarci.
Diverso è pensare che in tutto questo possa guadagnarci anche l'Italia.

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