lunedì 31 maggio 2010

Gli evasori sono i veri responsabile della macelleria sociale per Draghi.

Secondo Draghi , la manovra approvata dal governo era inevitabile dal momento che riduce il disavanzo che in questo  biennio di recessione era aumentato di  ben 12 punti.
Nelle nuove condizioni di mercato  quindi  "era inevitabile agire, anche se le restrizioni di bilancio incidono sulle prospettive di ripresa a breve dell'economia italiana".
Tagliare la spesa , dice il Governatore è indispensabile, ma l'Italia dovrebbe anche ritornare a crescere.
La ricetta per il futuro , e la sfida di oggi, sottolinea Draghi, si riassumono in pochi pensieri, si tratta di  saper "coniugare la disciplina di bilancio con il ritorno alla crescita", una sfida che "si combatte facendo appello a  valori come "capacità di fare, equità, desiderio di sapere, solidarietà".
Come si vede, ci sono tutti gli ingredienti per lo sviluppo, anche se in pillole.
Il Governatore , però poi, dopo le iniziali considerazioni, affonda anche una stoccata finale ai governanti, che darà adito ad inevitabili polemiche, mette davvero , come si dice, il dito nella piaga infetta della società italiana,  che vede , solo tra il 2005 ed il 2008, un'avasione di gettito IVA di 30 miliardi all'anno.
Draghi riconosce infatti la drammacità della crisi e la necessità dei sacrifici che sono richiesti,  ma indica anche , nello stato attuale , chi davvero finirà inevitabilmente per pagarne le conseguenze e chi invece se ne dove assumere una gran parte delle responsabilità
 "Gli evasori fiscali dice , sono i veri responsabili della "macelleria sociale" che richiede tasse più elevate per chi le paga; riduce le risorse per le politiche sociali, ostacola gli interventi a favore dei cittadini con redditi modesti".
Certo non basta riconoscere un problema per risolverlo, non basta denunciare una situazione per porvi rimedio e, sopratutto , non servono i soli rchiami di un Governatore , per quanto auterevoli, per fare la politica di un governo. Servono però leggi conseguenti , forte responsabilità , pene severe per gli evasori, e sopratutto equità sociale, Quando anche questo governo se ne accorgerà ?

C'è nessuno che possa fermare Israele ?

Nella notte l'esercito israeliano ha attaccato alcune navi, partite da Cipro, che portavano aiuti umanitari verso Gaza.
Da notizie riportate dai giornali, almeno 10  attivisti filo-palestinesi , che erano a bordo,  sono morti durante l'attacco.
Secondo gli israeliani si è trattato di una tragica fatalità, di un risultato non cercato e nemmeno voluto.
Facile prevedere ora ritorsioni nel mondo arabo, da parte di Hamas e dei palestinesi.
Il sangue chiama sempre altro sangue , in una spirale di odio crescente ed inarrestabile.
Mentre tutto il mondo occidentale critica l'Iran e  moltiplica gli  sforzi per impedire che questo si possa dotare di armi nucleari , israele continua imperterrito nella sua politica , e nessuno sembra così preoccupato di fermarlo.
La ricerca della pace in Palestina richiede  equidistanza ed equilibrio, vuole che si comprendano le ragioni degli uni ma anche quelle degli altri, con imparzialità.
Per fare questo però bisogna prima riuscire a dividere i contendenti, poi arginare ogni forma di  violenza e fermare ogni ulteriore pretesto che la possa far sembrare inevitabile.
Resta però da chiedersi se c'è qualcuno in occidente,  tanto autorevole, da fermare Israele.
C'è nessuno che si possa davvero presentare come mediatore tra Israeliani e Palestinesi ?
Se qualcuno lo può fare  è utile che lo faccia ora, e che fermi Israele, gli faccia capire che così non si va da nessuna parte, meglio fermarsi subito, prima che sia troppo tardi.

venerdì 28 maggio 2010

Annozero : Bocchino non convince sul Ddl intercettazioni e sulla libertà di informazione.

Era tranquillo e sereno ieri sera l'Onorevole Bocchino mentre cercava di convincere gli ospiti di Anno Zero che il Ddl, sulle intercettazioni e sulla libertà di informazione, era stato rivisto e corretto in molti punti , diventando così un po' più accettabile e digeribile.
Si sforzava , con pachetezza, l'Onorevole,  di far capire agli ascoltatori  che la libertà di informazione poteva anche non essere totale in un paese democratico , magari poteva essere tale anche con qualche paletto, che serviva solo, secondo lui , a delimitarla meglio.
Arduo compito però. E' sempre difficile dichiarare di volere la libertà di informazione partendo già dal presupposto di dovergli mettere alcuni vincoli.
Non si capisce ad esempio perchè mai possa andar bene la pubblicazione di un riassunto delle indagini e non l'integrale pubblicazione di intercettazioni o di documenti rilevanti.
Messa così la cosa sembra troppo cavillosa, persino un po' idiota, fatta solo per salvare, se non la capra ed i cavoli, almeno la faccia a qualcuno.
Bocchino si nascondeva un po' dietro dietro il concetto di   “violazione del segreto istruttorio” così frequente diceva in Italia da giustificare interventi legislativi in materia, per  negare di fatto il diritto all'informazione che è altra cosa.
Senza libertà totale di informazione, ricordava giustamente Travaglio, l’opinione pubblica italiana non avrebbe mai saputo nulla di quello che accade nel proprio paese.
Se infatti fosse già attivo il ddl intercettazioni, in discussione in Senato, non sarebbe ancora trapelato nulla al riguardo della cricca del G8 della Maddalena, degli industriali- avvoltoi dell’Aquila o  dell'appartamento di Scajola.
Come si vede le intercettazioni sono necesarie a combattere la mafia e la criminilità organizzata ma anche il malaffare e la corruzione.
Ecco perchè questa legge non convince e non convincono nessuno nemmeno le nuove ed ulteriori argomentazioni di Bocchino. Non è con piccole riduzioni di pena e di ammenda , o con leggeri ritocchi , che si migliora una legge scellerata.
Non è limitando le intercettazioni che si rende il paese migliore, o che si proteggono i normali cittadini , al contrario  si aumenta solo la sicurezza e la speranza di farla franca per chi delinque.
E la libertà di informazione, illustre Onorevole , non può avere alcun limite imposti per legge, deve semplicemente essere totale, perchè solo così può vivere e prosperare una democrazia.
E questo vale sopratutto in un paese in cui i due terzi di essa sono concentrati nelle mani di un singolo soggetto.
Ecco perchè caro Bocchino questa legge non va proprio, non ci stancheremo perciò di dire  che non deve semplicemente essere emendata, va proprio accantonata o ritirata.
La medicina che ci viene proposta, per evitare inconvenienti e malalttie future, non avrà alcun effetto sui mali segnalati, che potrebbero già ora essere diversamenti curati e guariti, senza bisogno di nuove leggi.
Non ci piace essere curati  per malattie immaginarie che altri ci vogliono trovare , e quando si è convinti di essere in buona salute  non si sente di certo la necessità di poderosi antibiotici ma nemmeno di supposte.     

Amnesty International : Italia sotto accusa.

Ognuno poi cercherà le proprie giustificazioni o tenterà di difendersi come sarà possibile, lo faranno i nostri governanti e lo farà il semplice cittadino, che così si metterà una volta per tutte la coscienza a posto.
Certo non si può dire sia molto bella nè esemplare l'immagine del nostro paese vista da Amnesty International, che ha presentato in questi giorni il rapporto annuale sulla "Situazione dei diritti umani nel mondo".
L'Italia ha infatti ricevuto circa 90 raccomandazioni per la violazione dei diritti umani degli immigrati, dei rifugiati e dei richiedenti asilo.
A gennaio poi, una speciale commissione delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha criticato duramente il nostro Paese per i centri di identificazione ed espulsioni.
Certo ognuno ha le sue ragioni ma quanto sono flebili le nostre di fronte a quelle degli altri, quanto inopportune ed evanescenti,  e ancora, quanto poco civili , cristiane od umanitarie.

giovedì 27 maggio 2010

Berlusconi insiste, vuole un ministro di spicco, ma nessuno ci casca.

Ci riprova per la seconda volta Il presidente del Consiglio ad ofrire ad Emma Marcegaglia la poltrona di Ministro dello Sviluppo Economico.
L'occasione questa volta è stata l'assemblea di Confindustria, ed il pensiero del Cavaliere era quello di procedere per acclamazione diretta , con quel populismo che lo contraddistingue.
Ad un assise di industriali attoniti e basiti il Cavaliere urla , con quanto fiato ha in gola , " «Alzi la mano chi vorrebbe  Emma ministro, alzate le mani ".
Quello che per lui doveva essere un ennesimo colpo di scena si è tramutato in un boomerang, una situazione irreale da cui è diffcile uscirne bene.
Nel gelo totale della sala infatti solo due o tre sono state le mani che si sono alzate.
Tempi duri per i venditori di tappeti con questa crisi , ma tempi duri anche per fare il ministri, i politici sentono l'aria come i cavalli, annusano il vento che sa di tempesta e manifestano inquietudine.
Difficile convincere poi personalità di spicco a metterci la faccia di questi tempi, la Macegaglia rifiuta dopo Montezemolo.
 Di gradino in gradino ,e scendendo sempre più in basso, saremmo curiosi di sapere a chi prima o poi verrà assegnato quel dicastero , visto che fino ad ora il nostro povero Cavaliere non è riiuscito ad affibbiarlo a nessuno.
Qualche malizioso ne da le colpe alla squadra, che non sembra delle migliori e neanche delle più piacevoli ed entusiasmanti , c'è il rischio di trovarsi presto pentiti a fronte di troppo repentine scelte, trascintati in chissa quali avventure, senza possibilità di ritorno .
Si sa , il Cavaliere improvvisa spesso ,  cambia rotta con facilità ed ha l'ambizione di voler essere lui il timoniere. Troppo pericoloso, si rischia di arenarsi su una qualche secca nel bel mezzo della navigazione e neanche per colpe proprie o per scelte condivise.
Ma cerchiamo di avere pazienza , se non una personalità di spicco, prima o poi un politico , che ancora nutre l'ambizione di essere ministro e di dire di sì sempre a Berlusconi , lo si trova, basta che ci sia qualche cosa da guadagnarci.
Diverso è pensare che in tutto questo possa guadagnarci anche l'Italia.

Ma queste province inutili le aboliscono o si accontentano di quanto riescono a togliere dalle tasche dei cittadini ?

Di certo per ora la manovra economica del Governo ha confermato i sacrifici per i dipendenti pubblici , per i pensionati e per tutti quei poveri cristi, che ancora vivono numerosi in Italia, che si vedranno ridotti i servizi a seguito del contenimento della spesa.
Per questi nessuno si scomoda nel governo , nessuno li difende minimamente, e tutti si trincerano nella necessità e nell'urgenza dell'intervento.
Era inevitabile accadesse così, quando si tratta di fare cassa è più facile colpire subito iniziando dal basso, tutto il resto è aleatorio e discutibile.
Sarà, ma anni addietro, proprio questo governo era partito dicendo che dovendo rispermiare e fare cassa si sarebbe provveduto ad abolire le Province, giudicate un doppione inutile delle regioni oltre che uno sperpero di denaro pubblico per i cittadini già in difficoltà a causa della crisi.
Ora a quanto sembra delle difficoltà dei cittadini non ne importa più niente a nessuno , si fa cassa alla vecchia maniera , si spara nel mucchio , si conta sui grandi numeri  e su incassi certi.
La lotta all'evasione verrà poi.
Le province possono aspettare ancora, saranno anche uno sperpero per i cittadini, ma sono una ricchezza per i politici che controllano enti , territorio , voti e consensi.
Sembrava infatti che almeno un accordo minimo sull'eliminazione di alcune di esse si fosse trovato, si parlava di 10 provincie picciole che si potevano tranquillamente eliminare.
Certo qualche piccolo distinguo andava fatto, se si toglievano dall'elenco quelle piccole di confine si poteva salvare almeno Sondrio , la provincia di Tremonti.
Ma neanche questo è servito a nulla, le Province non si toccano , sono diventate di colpo utili e necessarie, non uno sperpero ma una ricchezza, e poi, si osserva ora nella maggioranza,  sono tutelate anche dalla Costituzione.
 Povera Costituzione, tirata come un bavaglino a coprire bocche ancora sporche di marmellata, da buttare o da conservare a secondo delle convenienze e degli interessi.
Che la manovra economica fosse necessaria nessuno lo contesta, avrebbe però potuto essere almeno equa.
Se a un qualsiasi dipendente pubblico è chiesto di partecipare al salvataggio dello stato con una quota del suo stipendio , anche se futuro e da guadagnare, perchè ad un miliardario non viene chiesto proprio nulla dopo che gli si è  tolto persino l'Ici ? 
Non ci sono spiegazioni se non quelle che si annidano e governano il concetto di "equità" tipico di questo Governo.
La manovra sarà di certo una grande e dolorosa tragedia per tanti, ma aspettate e vedrete che, con un po' di pazienza , riusciranno a trasformarla in una farsa o in una commedia dell'arte in cui l'unica arte richiesta sarà quella di farci fessi , come al solito e come sempre.

martedì 25 maggio 2010

Una manovra che pagheremo cara.

Oggi il Governo varerà una manovra economica di 24 miliardi per contrastare una crisi che per il presidente del Consiglio era già finita da mesi e che continuava a prosperare solo nella testa di qualche catastrifista.
Occcorrerà molto impegno e anche una buona dose di faccia tosta per tentare di convincere gli italiani che l'ambizioso obiettivo di far quadrare i bilanci verrà attuato solo eliminando gli sprechi.
Già , perchè se un governo qualsiasi avesse aspettato tanto tempo per eliminare questi sprechi sarebbe da mandare a casa seduta stante, senza aspettare la fine della legislatura.
Le notizie attese comunque non sono delle migliori e tenteranno con ogni mezzo di addolcirci la pillola.
Chissà se ancora ci racconteranno la storiella tanto sciocca quando superata dagli eventi che non metteranno le mani nelle tasche degli italiani.
Come possano loro definire il fatto che per qualche anno non si faranno contratti pubblici a fronte dell'inflazione se non mettere le mani nelle tasche della gente resta un mistero.
Forse , più che metterle sarebbe ora di cominciare a togliere le mani dalle tasche degli italiani, almeno di quelli onesti che hanno sempre lavorato e pagato le tasse.
Ci diranno di certo poi che ridurranno le spese dei ministeri, delle regioni e degli enti locali.
Ma nasconderanno il fatto che a fronte di questo dovremo aspettarci una riduzione di servizi, che andranno dagli asili nido ai trasporti, dall'istruzione all'assistenza , dalla difesa alla pubblica sicurezza, e chi più ne ha più ne metta.
Alcune misure poi come la tracciabilità del denaro, misura voluta da Visco per combattere l'avasione, e sempre definita metodo poliziesco e comunista di controllo dell'economia , ora vengono seraficamente riproposte pari pari , o con piccoli maquillage, senza neanche il minimo imbarazzo.
E pensare che l'evasione fiscale è da tempo stimata in Italia attorno ai 120 miliardi .
Si fosse pensato di combatterla seriamente prima, invece di lasciare tante illusioni e anche certezze,  di farla sempre e comunque franca .
Se si fossero fatti meno condoni e più controlli fiscali forse saremmo già messi meglio.
Ma inutile lamentarsi del tempo sprecato , prepariamoci piuttosto alle lacrime ed al sangue, che dovremmo versare ancora noi, prepariamoci perciò a pagare, qualsiasi cosa ci diranno.
Dovremo pagare per i tanti sprechi, che non verranno comunque eliminati, per le tante inefficenze, per l'enorme costo della politica e della corruzione, che ancora non si è iniziato a combattere seriamente.
Dovremo poi pagare anche per alcune leggi in fase di approvazione, che di fatto finiranno per proteggere disonesti e corrottti che continueranno ad arricchirsi a spese nostre.
Hanno giocato a nascondere la crisi purtroppo, con la retorica del non metteremo le mani nelle tasche degli italiani, ci hanno illusi con la riduzione delle tasse e  con l'abolizione dell'Ici , ora ci stanno mettendo persino le dita negli occhi e vorrebbero anche ne fossimo felici, oltre che responsabili.
Purtroppo, e ancora una volta, questa crisi e  questa manovra verranno scaricata per intero sulle spalle dei lavoratori, su quelle dei precari, sui pensionati e sui bisognosi in genere, tutto il resto sono chiacchere , e fatti, al di là di venire.

lunedì 24 maggio 2010

La Gelmini riforma la scuola e vuol regalare pacchetti vacanze.

La scuola, sopratutto se pubblica , avrebbe bisogno di tantissime cose, per prima cosa di maggiori risorse se possibile, di più impegno da parte di tutti , docenti ad allievi , e di maggiore professionalità , ad ogni livello.
Ridotta com'è ora è un vero e proprio disastro, aule spesso fatiscenti , laboratori inesistenti , genitori costretti a comperare per i figli non solo la carta per le fotocopie, ma persino la meno nobile carta igienica.
Più che scuole i nostri istituti sembrano solo parcheggi in cui si lasciano i figli in attesa di inserirli nel mondo perenne della disoccupazione.
Ma ancora una volta questo governo , pronto sempre a far cassa con l'istruzione, non solo pensa a tagliare i fondi e le risorse  ad essa dedicate, ma addirittura , per aiutare ancora il bilancio, pensa di diminuire le giornate scolastiche e di aumentare le vacanze, proponendo l'apertura delle scuole al 30 di settembre.
Tutto questo naturalmente , dicono, per il bene e la soddisfazione di tutti, della scuola , degli alunni, dei docenti e sopratutto , ma non si dice, delle casse dello stato e di un turismo in crisi.
Poco importa se poi gli studenti italiani figurano spesso nelle classifiche, come i più ignoranti al mondo (e non per colpa loro), o se le nostra scuola non riesce mai a brillare come eccellenza tra tutte quelle dei paesi civili.
In fondo i nostri figli non li dobbiamo preparare ad essere inseriti nel mondo del lavoro, già il ministro Gelmini ed il Governo sanno , che devono essere preparati solo ad essere, o disoccupati o sottooccupati, e con molto tempo libero, quindi vanno educati ad usufruirne al meglio: Che se la godano quindi, e noi con loro. 
Qualcuno però mi tolga un dubbio legittimo a questo punto, la Gelmini è il ministro dell'Istruzione, del Turismo o dello Spettacolo ?

venerdì 21 maggio 2010

Maria Busi si arrende al minzolinismo imperante.

Maria Luisa Busi lascia, con una lettera denuncia la conduzione del Tg1.
"Considero " dice la Busi a Minzolini " la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori".
Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E' stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella.
 Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese.
Oggi l'informazione del TG1 è un'informazione parziale e di parte. Dov'é il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla?
Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c'é posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perché falliti?
 Dov'é questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare?
Quell'Italia esiste. Ma il tg1 l'ha eliminata.
Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale".
 "L'Italia - scrive ancora la giornalista - che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment quotidiano.
Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese.
Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale".

Come si vede la distruzione sistematica dell'infomazione viene denunciate oramai da tutti. Tanti abbandonano la nave flagellata, se ne vanno i migliori, quanti non accettano compromessi.
Minzolini fa storia e il minzolinismo insegna, si sostituisce all'infomazione ed ai fatti;  come Berlusconi li trasforma o li ignora a piacere.
L'Italia del Tg1 è l'Italia del regime, quella che  si vorrebbe, subalterna al sistema, inesistente ed immaginaria, il paese delle fiction,  il paese che non esiste.

La legge della "vergogna".

Questa mattina i giornali pubblicano la notizia che il Pdl ha deciso di rivedere la norma che prevede l'inasprimento delle pene per  i giornalisti che pubblicassero atti di indagine o intercettazioni telefoniche.
Qualcuno dice che questo sia  dovuto ad un qualche tardivo ravvedimento nella maggioranza o al timore di prevedibili reazioni di protesta o di imboscate in parlamento , che così si spererebbe di poter evitare.
Pare che il fatto  sia vissuto e considerato dai più come una grande vittoria di libertà e di democrazia.
Meravigliano non poco la soddisfazione di tanti giornalisti, forse felici di aver evitato il peggio, e la silenziosa e accondiscendende complicità di alcuni editori.
Ancora non mi pare che si sia colto, da parte di tanti, nè il segno,  nè la portata della nuova legge , oppure le sue nefaste conseguenze.
Solo Sky  (nonostante i cambiamenti) attacca ancora con durezza lo spirito e l'impianto dell'intera legge, giungendo persino a minacciare , non solo il ricorso  "a tutte le autorità mondiali competenti" , qualora venisse approvata la nuova legge , ma anche , in aperta sfida al governo, il proseguimento anche per il futuro, di un'infomazione professionalmente imparziale e corretta , oltre che completa.
Per chi ancora non lo avesse capito o semplicemente lo avesse sottovalutato, è utile comunque ricordare che questa legge oltre ad essere un gravissimo attacco alla libertà di stampa e di espressione  è  anche una  grande anomalia rispetto a quanto in atto a livello europeo,  e non solo.
Il diritto ad una informazione completa è  irrinuciabile per ogni cittadino , è un segno di democrazia e anche di libertà.
Ecco perchè non ci si deve accontentare di semplici palliativi, di piccole variazione alla legge, di atti insignificanti che non cambiano la sostanza.
Questa legge , è utile ripeterlo e gridarlo , se si rendesse necessario, non è altro che una vergogna per il paese e per chi la dovesse accettare, ecco perchè va rigettata integralmente e combattuta con ogni mezzo.
Con la scusa di proteggere la privacy dei cittadini si finirebbe al contrario per poteggere solo i malfattori ed i disonesti.
Quanto  pochi potrebbero guadagnare in riservatezza, sarebbe insignificante in confronto con quello che perderemmo tutti.

giovedì 20 maggio 2010

L'interesse di Santoro e quello degli altri..

Quand'anche non riuscisse a far approvare alcun'altra legge ad personam , per sè o per la casta, quand'anche dovessero essere  clamorosamente bocciate le leggi che impediscono le intercettazioni o che mettono il bavaglio alla stampa,  Berlusconi un risultato lo ha già ottenuto : è riuscito a far chiudere  finalmente Annozero.
Certo il divorzio sembra avvenga consensualmente, almeno in apparenza e in superficie.
Ma la guerra prosegue oramai da anni e Santoro ha dovuto combattere nel tempo molte battaglie.
Ora finalmente il Cavaliere può dormire sonni tranquilli , si è tolto dall'impiccio, si è liberato di una vera e propria ossessione.
 E che Santoro fosse oramai  un'ossessione vera e propria per il  Premier lo si era capito proprio, ironia della sorte, da una di quelle intercettazioni che ora si vorrebbero con una legge impedire.
Tutti contenti dunque ? Non tanto.
Certamente è felice Berlusconi , visto che è riuscito a  liberarsi  in un sol colpo, di un conduttore scomodo e di una trasmissione che non si può definire filo-governativa.
Anche Santoro ha di che rasserenarsi , m non fosse altro che per la sostanziosa buonauscita che riuscirebbe ad intascare.
Ma  d'altronde come criticarlo ? Anche se , a onor del vero, persino  a sinistra c'è qualcuno che tenta di farlo.
Come dargli torto infatti , lvisto che le sue decisioni e la sua resa avvengono dopo anni di mobbing e  di denuncie , e con la certezza che l'azienda metterà in campo, anche in futuro , ogni mezzo per liberarsi di lui.
Nulla invece guadagnano quei 6 o 7 milioni di italiani che seguivano con costanza la sua trasmissione, e nulla guadagna la Rai  che, pur di metterlo a tacere , sborsa , dicono i bene informati, dieci milioni di euro per rescindere il contratto.
Qualcuno dice , a ragione, che la cifra offerta a Santoro sia un'offesa agli italiani che vivono le ristrettettezze della crisi economica e che dovranno a breve sopportare una pesante manova economica.
Ma la colpa di tutto ciò non può essere data a Santoro , lui paga il suo successo e viene pagato per andarsene propio per questo.
Quello che è veramente scandaloso in tutta la vicenda è che per i capricci di un "principe" e  per la volontà di compiacerlo di alcuni suoi "servitori" , si danneggino gli italiani tutti , costretti a sborsare cifre astronomiche per togliere di mezzo un oppositore del regime e si danneggi la Rai , eliminando dal suo palinsesto una trasmissione che raggiungeva il 20 per cento di share  , in una rete che a fatica , ultimamente, raggiungeva  il 9 per cento.
Trionfano ancora insomma gli interessi di pochi, mentre ci perdono gli italiani, ci perde un'azienda pubblica e ci perde l'informazione.
Ma di questo non dovremmo più nè meravigliarci nè scandalizzarci,  visto che oramai dovremmo sapere con quanta difficoltà la nostra classe politica riesca a distinguere, o a tenere separati , gli interessi pubblici  da quelli privati

mercoledì 19 maggio 2010

La comicità di Berlusconi che rinvia il taglio delle tasse.

A volte la capacità di alcuni personaggi pubblici di rimanere in silenzio in determinate circostanze riesce a preservarli a lungo dal ridicolo.
Questo atteggiamento inconscio permette infatti all'ascoltatore di valutare che almeno il silenzio è un un pensoso segnale di responsabilità , è dettato dalle preoccupazioni e dal saper cogliere , prima degli altri la gravità o la drammaticità del momento.
L'assenza totale di questa "virtù" , al contrario, riesce a trasformare in comici anche i personaggi più seri.
Proviamo infatti a pensare solo un attimo alle dichiarazioni del Cavaliere contenuta nel nuovo libro di  Bruno Vespa che uscirà il 28 di maggio.
E' questa infatti l'occasione proprizia per lui per riaffermare che "Il federalismo fiscale si farà, non subirà ritardi a causa della crisi, e porterà come "dividendo" il taglio delle tasse, grazie ai proventi della lotta all’evasione per la quale la riforma è «lo strumento più efficace».
Solo un uomo dotato di un distorto,, e forse sadico senso della comicità riuscirebbe infatti a rilasciare una simile dichiarazione nel momento attuale.
Sembra quasi , rileggendola , che il Cavaliere viva in un altro mondo, un po surreale ed un po' inesistente.
Forse il nostro povero uomo vive semplicemente sugli alberi, come il Barone Rampante di Italo Calvino.
Non un cenno , nè un pensiero , per la crisi Europea che taglierà o eroderà di fatto, stipendi, pensioni , liquidazioni, servizi, posti di lavoro, ammesso che si riesca a salvare il Paese.
Solo un irreale e comico E.T. moderno può continuare imperterrito ad indicare il cielo con un dito, gridando pateticamente "casa", casa" , senza accorgersi della realtà dei fatti , della situazione o degli eventi, del crollo dei mercati o  delle difficoltà economiche
Solo una grande comicità o una enorme irresponsabilità possono spiegare questo atteggiamento.
Ma solo una fede irrazionale , o l'ingenuità , o la convenienza , o un'altrettanto grande irresponsabilità, possono spiegare la testardaggine con cui qualcuno ancora gli crede seriamente, senza doverne ridere.

martedì 18 maggio 2010

Ma davvero si pensa che Berlusconi possa "chiedere" sacrifici al Paese ?

Dicono che Berlusconi stia preparando un discorso alla nazione.
Pare non abbia ancora deciso né come né quando e neppure con quali argomentazioni, ma sembra oramai certo che a breve tentarà di convincere gli Italiani a tirare la cinghia.
E' fuor di dubbio  infatti che gli italiani dovranno fare sacifici e che la colpa non potrà  essere addebitata a Berlusconi quando si è in presenza di una crisi  che investe l'intera Europa o quasi.
Sarà però difficile affrontare davvero i problemi e parlare delle difficoltà per chi fino a ieri ha parlato di ottimismo ed cercato di convincere il paese che la crisi esisteva solo nella testa dei "catastrofisti" di  sinistra , che intendevano con questo giustificare un aumento delle tasse mettendo le mani nelle tasche degli italiani.
Sarà ora interessante stare a vedere dove intenderà davvero mettere le mani il Cavaliere per risanare la finanza pubblica italiana e per far superare al paese le sue difficoltà.
Già le proposte circolate non sono incoraggianti , si è parlato di bloccare il turn over nel pubblico impiego, di chiudere alcune finestre pensionistiche,  di rinvio dei contratti.
Così facendo viene il fondato sospetto che si vogliano mettere le mani nelle "solite tasche", cioè di quelli  che le tasse e le crisi le stanno pagando da sempre.  
Già si prevede  che il Cavaliere dovrà fare sforzi sovraumani per convincere gli italiani della necessità dei sacrfici, anzi qualcuno pronostica già che il discorso al paese sarà un vero boomerang.
E ancora più difficile sarà farlo proprio nel momento in cui gli scandali scuotono il paese e rischiano di far crollare la sua popolarità , i suoi ministri ed i suoi più stretti collaboratori, oltre che il suo governo.
Ad un buon leader basterebbe forse poco, basterebbe dire che la giustizia deve fare il suo mestiere, e che glielo si deve lasciar  fare, che i corrotti devono dimettersi e che proprio chi è investito di cariche pubbliche deve dare il buon esempio davvero, non offrendo solo  come palliativo la ridicola proposta di  riduzione del 5 per cento dello stipendio.
Il Cavaliere invece viene vissuto dagli italiani , a torto o a ragione, come l'uomo che deve ad ogni costo , e per salvare se stesso,  fermare e bloccare i giudici e la giustizia, impedire le intercettazioni che ci hanno permesso al contrario di scoprire gli scandali , e per ultimo addirittura proibire ai giornalisti di parlarne , con il risultato che , se così fosse , Scajola sarebbe ancora al suo posto.
Come sarebbe poi possibile per Berlusconi chiedere ad operai ed impiegati, pubblici o privati che siano, di tirare una cinghia che tirano da sempre e che colloca i loro stipendi agli ultimi posti in Europa.
Basterebbe in fondo, prima di parlare e prima di qualsiasi discorso alla nazione, guardarsi un po' attorno e verificare il tenore di vita di tanti imprenditori , artigiani e professionisti, e confontarlo  poi con la loro dichiarazione dei redditi.
Solo potrebbe essere colta la necessità , oltre che il dovere morale, di affrontare da subito il problema dell'equità sociale che divide i ricchi dai poveri, i salariati o peggio ancora i disoccupati dai liberi professionisti, gli evasori ed i corrotti dagli onesti cittadini, i giovani dai vecchi, insomma tutte quelle questioni che rischiano di dividere e far saltare il paese .
L'impressione che se ne coglie è che la parabola del Cavaliere sia giunta alla fine , visto che in poche parole la crisi gli chiede di sconfessare se stesso e tutta la sua politica, oltre che di inimicarsi gran parte del suo bacino elettorale.
L'impressione che se ne coglie è di un Cavaliere messo alle corde dalla crisi e dagli scandali , incapace di reggere alla mutata situazione ed agli eventi, mentre la sua poplarità è in rapido declino, le difficoltà in aumento , e gli italiani, come si sa, volubili ed incostanti, sopratutto se costretti a nuovi sacrifici, quando la loro inconscia speranza era che il Cavliere fosse in grado di renderli tutti ricchi o quantomeno benestanti.
Chi ha ancora gli occhi per vedere e la testa per ragionare si prepari a quel Governo di larghe intese, che il crollo di questo regime renderà necessario, questo prima che sia troppo tardi e che la situazione sfugga di mano a tutti.
L' Italia non è certo la Grecia ma con questa divide molte cose, un alto debito pubblico, una corruzione dilagante ad ogni livello, alti costi della politica ed un'enorme evasione fiscale.

sabato 15 maggio 2010

Onu : è ufficiale La Libia è nel consiglio per i diritti umani.

Ora è ufficiale , la Libia è tra i 13 paesi eletti dall'assemblea dell'Onu nel consiglio per la protezione dei Diritti Umani.
Macabra notizia potrebbe dire qualcuno, uno scherzo di cattivo gusto , se non fosse maledettamente vero.
Poco importa se la Libia è un paese in cui non esiste alcuna libertà, dove si può venire condannati ad  anni di prigionia per il semplice motivo di criticare Gheddafi o il suo regime.
E non dimentichiamo poi che in Libia non esiste alcuna costituzione .
Giustamente perciò, molte Organizzazioni non govenative hanno deciso di protestare.
Chissà cosa potranno mai pensare del' O.N.U. le migliaia di africani migranti che hanno avuto la sventura , nell'attraversare il territorio libico, di essere fatti prigionieri.
Somali, etiopi, sudanesi, subiscono in genere ogni sorta di tortura e di violenza, si tratti di uomini, donne o bambini, vengono picchiati e violentati brutalmente.
E tutto questo viene fatto anche per proteggere le nostre coste, per evitarci sbarchi indesiderati, per impedire a noi occidentali, la vista della fame, della miseria e della disperazione, per preservarci così almeno uno straccio di coscienza e di umanità.
Fino ad oggi L'occidente ha preferito girare , con indifferenza, lo sguardo altrove.
Lo ha fatto per non dover assistere a tante brutture e per non sentirsi colpevole, ma lo ha anche fatto per salvaguardare i propri interessi e gli affari, e questo vale in special modo per l'Italia.
Da oggi però , dopo le decisioni dell'O.N.U. e con la complicità del nostro silenzio, sarà ancora più difficile per noi occidentali proclamarci paladini di civiltà e di libertà nel mondo.
Non avremmo più molte giustificazioni ed argomentazioni a nostro sostegno , quando , come si può vedere, la tutela dei tanti diritti , venga unanimamente affidata a simili tutori e guardiani.
Da quale pulpito potrebbero mai venire le prediche ?

giovedì 13 maggio 2010

L'elenco di Anemone fa tremare i Palazzi della politica.

E' un'ichiesta dirompente quella di Perugia, rischia di mostrare al paese , se saranno confermati i fatti, il malcostume dilagante, la corruzione fatta sistema.
Intanto, in attesa di poter dare conferme o smentite, possibili o probabili giustificazioni, il mondo della politica trema.
E a dire il vero ha di che tremare , visto che , è notizia odierna, dal computer di Diego Anemone gli investigatori della Finanza hanno estratto  una lunga lista di nomi eccellenti,  in cui compaiono politici, alti dirigenti dello Stato e imprenditori.
Si dice che accanto ai nomi non ci siano indicazioni, né cifre, ma i magistrati sospettano si tratti di una sorta di contabilità segreta.
Nella lista si dice compaiano tra gli altri,  Bertolaso, Scajola e Lunardi.
Certo , Anemone era un costruttore , ma possibile che tanti politici di riiievo si rivolgessero costantemente a lui per ristrutturare o acquistare immobili a prezzi stracciati ? ammesso che nessuno regala nulla per nulla, quale era il vero tornaconto di tanti  evidenti favori ?
Pare che in questi anni le ditte di Anemone abbiano goduto di protezioni ed affari oltre ogni aspettativa , tanto da trasformare uno sconosciuto costruttore in un novello Re Mida, praticamente ricoperto d'oro.
La lista ritrovata , si legge su Repubblica , "È un elenco che raccoglie tutti gli interventi edili (di ristrutturazione e ricostruzione) affrontati da Diego Anemone negli uffici pubblici e appartamenti privati della nomenklatura nazionale. Palazzo Chigi, la residenza privata di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, le abitazioni degli ex ministri Pietro Lunardi e Claudio Scajola, prime e seconde case, in città e in montagna. Le dimore di Guido Bertolaso (si scopre che a Roma sono due: in via Bellotti Bon e in via Giulia) e i suoi uffici della Protezione Civile.
E ancora capi di gabinetto, capi di dipartimento nei ministeri, capi di uffici legislativi, della Protezione civile e del ministero della Giustizia, dirigenti Rai, generali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, agenti dei servizi segreti. Una lista dettagliata dei lavori al Viminale, ai ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture, nella sede di Forza Italia e negli alloggi privati di segretarie di ministri (è il caso di Fabiana Santini assistente del Ministro Scajola, oggi assessore regionale nel Lazio). Ma nell'elenco appaiono anche i nomi di giornalisti, registi (come Pupi Avati che però respinge gli addebiti: "Tutto regolare"), produttori cinematografici, sacerdoti e parenti di vari "notabili".

Al di là dello stupore , resta da chiarire se si tratti di semplici interventi, regolarmente pagati e fatturati a seguito di appalto, oppure se si sia in presenza di un nuovo scandalo con ripercussioni per ora inimmaginabili .
Difficile comunque già da ora poter parlare di trasparenza e di moralità.
Anche eventuali  spiegazioni e giustificazioni rischiano di essere sempre più improbabili , potrebbero avere la stessa credibilità di quelle del ministro Scajola.
Rimanere in attesa degli sviluppi e delle verità, non toglie nulla ai tanti  sospetti o alle certezze che ancora una volta ci si trovi in presenza di vaste corruttele, di evidenti favoritismi, di una  illegalità strisciante, se non di tutti , almeno di tanti e quando poi non si attesti, alla fine delle indagini, che questo è un nuovo ed ennesimo scandalo , la cui vastità  farà vacillare ogni fiducia  e affosserà il sistema, lo stato e la politica.

mercoledì 12 maggio 2010

I peccati di un povero prete.

 "Quando ero giovane caddi ma mi risollevai. Non sono un peccatore incallito".
"I preti dovrebbero essere liberi di scegliere se sposarsi o no. La Chiesa dovrebbe avere l'obiettivo di una sessualità liberata, perché è un dono di Dio".
"Ho ceduto alle tentazioni. La carne è carne. Se io commettevo peccato, quando cadevo dovevo risalire immediatamente".
Ho commesso peccato tra i 30 e i 40 anni".
"Ora a 82 anni posso dire: Cara mamma Chiesa, non è che mi hai educato tanto bene alla sessualità. Ho avuto degli amori. Solo qualche piccola caduta".
"Penso che uno dei temi delicati come quello del celibato obbligatorio debba essere affrontato dalla Chiesa, imparando dalla Chiesa d'Oriente che non ha mai imposto il celibato.
I preti dovrebbero essere liberi di scegliere se sposarsi o no. La Chiesa dovrebbe avere l'obiettivo di una sessualità liberata, perché è un dono di Dio.
La sessualità va al di là delle azioni. Ci sono i sentimenti, c'è il piacere, che è un grande dono".
Questa è la confessione pubblica rilasciata da Don Gallo ad una televisione locale.
E' fatta senza falsi pudori, sincera, schietta , non solo come è sua personale abitudine, ma come si addice ad un vero sacerdote.
E', comunque la si voglia vedere, molto bella questa confessione di Don Gallo , lascia intravedere squarci insperati di umanità su argomenti scottanti per un uomo di chiesa.
Vi si riconosce , assieme ad una grande semplicità d'animo, una gioia profonda, un gusto ed un piacere per la vita e per questo mondo, certamente inaspettati, ma riconosciuti ed accettati come un grande dono di Dio.
Sono queste le qualità  che fanno apprezzare don Gallo, e che lo rendono non solo sacerdote, ma uomo tra gli uomini.
Se poi tutto questo sarà da qualcuno considerato peccato , poco importa, peccato per loro e per la loro scarsa umanità, peccato per la loro concezione di fede e di Dio.
Noi , e con un po' di presunzione crediamo anche Dio, Don Gallo lo abbiamo già assolto.

La Trota e l'ex show girls debuttano al Pirellone.

Si è riunito ieri  il nuovo Consiglio Regionale della Lombardia. Due le novità in assoluto che hanno  immediatamente trasformato l'evento istituzionale in avvenimento mediatico.
Tra i 43 nuovi eletti infatti sedevano Renzo Bossi, il figlio del Senatùr, al suo debutto al Consiglio regionale della Lombardia,e  la nuova “scoperta” di Silvio Berlusconi, l'igienista dentale ed ex show girl Nicole Minetti
Fresco ed ingenuo come appena uscito dalle acque di un torrente Renza "la Trota" (così lo definisce Bossi) , completo scuro e cravatta rigorosamente verde , si dichiara emozianato "come il primo giorno di scuola", "mio padre dice che devo studiare e correre ed è una cosa che sto già facendo".
Premia spesso la volontà, a volte fa miracoli, ma da sola non basta a far grande un uomo od un politico, servono in genere ben altre doti o virtù. 
Sarebbe come pretendere che un "somaro" si trasformasse in un "purosangue" per il solo fatto di possedere la volontà di correre al premio di  Aston.
Facile quindi notare come l'uscita di Bossi jr. non sia delle migliori, anzi , a dire il vero si è dimostrata  estremamente infelice nel momento in cui ha ricordato a tutti ,  di colpo,  il suo curriculum personale e le sue disavventure scolastiche.
Speriamo, per gli elettori e per l'intera lombardia, che qui il proseguo sia poi più ricco di risultati di quanti, il ragazzo, non abbia dimostrato di poterne conseguire a scuola.
La scuola , si è soliti dire, certo non è tutto, ma è sicuramente importante non solo per la  carriera, ma anche per la vita.
Provate a riflettere e mettetevi nei panni di quei padri  costretti  a spiegare ai figli,  il significato di parole come meritocrazia , impegno personale , sacrificio, studio, quando  poi gli esempi , visibili per tutti , sono questi.
Se la politica è  spesso l'arte di rendere possibile anche l'impossibile, ebbene qui è riuscita alla grande nel suo intento, ha permesso  a gente senza arte nè parte, di guadagnarsi un posto fisso, un lauto compenso, una vita serena e tranquilla, per semplice fortuna, per nascita o per incontri casuali.
L'Italia del domani è fatta di politici sempre peggiori, di veline e di show girls.
Non meravigliamoci  poi però degli scadenti risultati, delle inveterate e pessime abitudini o del malcostume dilagante tra i politici e nella società, in fondo una qualche colpa ci appartiene, e le nostre condizioni , assieme a quelle generali del paese, ce le cerchiamo e meritiamo ampiamente, non solo con la nostra mentalità ma anche con i nostri comportamenti.

martedì 11 maggio 2010

Berlusconi salva l'Europa ed il mondo, così almeno vuol farci credere.

Se nessuno ti riconosce meriti specifici nè all'estero nè in patria , sembra doveroso allora, per gli ambiziosi , riconoscerseli ed inventarli da soli.
Così , dicono i maliziosi,  sembra aver  fatto Berlusconi , quando ha predisposto la diffusione alla stampa della notizia che un impulso fondamentale allo sblocco dei negoziati per il salvataggio dell'Euro sia tutto dovuto proprio ad una sua personale e notturna telefonata,  alla titubante ed indecisa cancelliera Merkel.
Nessun dubbio nel comunicato di Palazzo Chigi, Berlusconi si è dimostrato l'uomo del destino e , con il suo operato, o meglio con una sua  telefonata , non solo ha salvato l'Europa, ma il mondo intero da una crisi finanziaria senza precedenti.
Sono però molto meno enfatici i  commenti che arrivano dagli altri paesi.
In Europa non si parla affatto di Berlusconi come artefice dell'accordo, bensì della Merkel, vera ed indiscussa protagonista , e del  ruolo fondamentale giocato anche dal Presidente francese Sarkozy.
Come sempre e come al solito, i destini dell'Europa sono decisi dalla  Germania e dalla Francia, piaccia o meno a Berlusconi.
Nessuno di loro comunque, al contario di Berlusconi, ha sentito la necessità di attribuirsi nemmeno i meriti che effettivamente hanno o il ruolo che hanno giocato negli incontri.
Solo in Italia il governo ha deciso di suonare la grancassa da solo, e di dar fiato così alle trombe , a onor del vero un po' stonate, per far sembrare indispensabile e fondamentale persino la scontata presenza alla riunione o il fatto di aver detto molti sì che di per sè è comunque importante, ma in questo caso non fondamentale.
Quando nessuno ti loda, meglio lodarsi da soli, quando non si hanno molti meriti, meglio immaginarli od inventarli.
Quando la storia ti sembra "" un ruolo ,in un evento giudicato importante, si può sempre dire che se fosse mancata "quella telefonata" , "quello sguardo preoccupato" o  "quella parola", l'accordo non si sarebbe fatto e l'Europa sarebbe caduta.
Ma quando si raccontano tante fregnacce e insensatezze, si è pienamente coscienti che in fondo queste non sono altro che  smargiassate da dare in pasto agli sciocchi ed ai creduloni.
Anche un buon venditore di tappeti sa, che a forza di decantare i meriti di un prodotto , per quanto questo possa essere scadente,  prima o poi qualcuno si lascierà convincere .
In fondo, noi italiani, siamo famosi nel mondo per  la capacità di riuscire a vendere ogni cosa , anche i "pacchi" più tremendi ed osceni.
Totò e nino Taranto , in un famoso film riuscivano a vendere, ad un ingenuo sprovveduto, persino la fontana di Trevi; figuriamoci che cosa mai può vendere , con un po' di impegno, un Presidente del Consiglio che controlla , per le sue campagne pubblicitarie,  tante televisioni e tanti giornali.
Berlusconi  volendo, potrebbe addirittura tramutare , come fece il faraone Ramesse con la battaglia di Qadesh, persino una sconfitta in una splendida vittoria, da propagandare in patria e da tramandare ai posteri
Naturalmente solo a quelli che credono, non alla verità, ma alle favole.

lunedì 10 maggio 2010

Bertolaso si dimette ? era ora la capisse.

Da questa mattina è una voce ricorrente, tra gli uomini della maggioranza di governo e tra i giornalisti , Bertolaso sta pensando seriamente alle dimissioni, anzi secondo qualcuno le avrebbe già firmate.
Inutile chiedersene le motivazioni , come fa il Giornale, sono evidenti a tutti.
Le chiacchere e gli scandali che lo vedono a vario titolo coinvolto  vengono riportate quotidianemente dalla stampa, Il sistema  da lui seguito, e fatto metodo della Protezione Civile, e che vede tutto affidato all'urgenza  ed all'eccazionalità degli eventi, fa acqua da tutte le parti.
Questo anzi si dimostra in pratica, anche in presenza di risultati, il substrato ideale,  in cui possono al meglio possono prosperare malcostume, cattiva amministrazione e corruzione.
Bertolaso potrebbe ora non sentirsela di operare all'interno di regole che limiterebbero fortemente la sua autonomia e la sua discezionalità.
Di più , i bene informati dicono che non se la sentirebbe più di continuare , sotto la costante pressione della stampa e dei giudici,  quando sembra sempre più urgente preoccuparsi della propria difesa personale.
Ancora stonano le parole ripetutte dallo scranno istituzionale di Palazzo Chigi  "Quando ho visto Clinton a fine marzo volevo fargli una battuta: io e lei abbiamo in comune un problema che si chiama Monica... Poi ho desistito perché io con Monica non ho avuto problemi reali, lui probabilmente qualche problemuccio lo ha avuto".
L'infelice battuta del sottosegretario ha dimostrato scarso senso del luogo e poco rispetto per l'istituzione che rappresenta.
La  sua difesa d'ufficio, utilizzando il momento e le istituzioni , si è dimostrata controproducente e dannosa.
Tanto che persino il ministro Frattini si è sentito in dovere di intervenire , specificando che si trattava solo di una semplice battuta.
Resta il fatto che a Bertolosa non dovrebbe in alcun modo essere permesso l'utilizzo delle "istituzioni" per una difesa personale che nulla ha a che fare con i suoi doveri  ed i suoi  uffici.
Meglio il silenzio e se questo non è possibile , molto meglio le dimissioni, che permettono a tutti di difendersi, come privati cittadini , da qualsiasi accusa , dalle più infamanti come dalle più menzognere.
Tutti possono essere utili allo stato, ma a nessuno è lecito pensare di essere indispensabile.

venerdì 7 maggio 2010

Moody's lancia l'allarme: il rischio contagio esteso all'Europa.

Dice Moody's che "le banche in Grecia, Portogallo e Italia soffrono per colpa delle pressioni che stanno subendo i loro Stati, mentre le banche di Spagna, Irlanda e Gran Bretagna soffrono invece per problemi propri, che si sono però estesi agli Stati che le hanno salvate".
Per Moody's, in sostanza, anche se con qualche sfumature diverse, la Grecia non è più sola, visto che il contagio rischia di estendersi a mezza Europa e le banche di Portogallo, Spagna, Irlanda, Gran Bretagna e Italia potrebbero soffrire, seppure con probabilità differenti, lo stesso contagio che hanno subìto le banche greche.
Già , le analisi di Moody's , non vanno mai prese sottogamba, sopratutto quando sono in negativo, prima o poi finiranno per influenzare i mercati.
Che poi siano sempre infallibili i suoi giudizi è tutto da dimostrare, visto che Moody's , come ricorda giustamente Prodi, aveva anche detto  che Lehman Brothers meritava dieci e lode, si proprio dieci e lode.

giovedì 6 maggio 2010

La tragedia Greca.

E' una Grecia ancora incredula, afflitta e distrutta, quella che oggi si risveglia dopo la guerriglia.
Sul campo di battaglia sono rimasti tre morti, poveri innocenti che animano e sorreggono l' odierno dolore , e testimoniano la rabbia brutale e cieca di questi giorni, unita all'odio a lungo covato.
Una nebbia fitta avvolge la capitale Greca dopo gli scontri, l'aria è quasi irrespirabile, il panorama desolante e spettrale, il nervosismo di tutti palpabile.
Tre vite spezzate rimangono sul campo e pesano sulla coscienza di tanti, tre vite spazzate via dalla follia assassina di un gruppo di giovanissimi ragazzi  che con il volto coperto  hanno lanciato, nel corso della manifestazione di protesta contro le misure di austerità varate dal governo ellenico, una bomba molotov in una filiale di banca.
Tre morti che fanno dire al premier greco che ad Atene si è consumato un "brutale atto omicida" e che il paese "ha oramai raggiunto l'orlo dell'abisso".
Già , l'abisso oramai inevitabile in cui sta cadendo la Grecia , un paese che ha sicuramente tantissime colpe per la crisi attuale, e che in fondo sembrava convinto sarebbe bastato entrare in Europa, anche barando sui conti  e sul deficit, mischiando carte e dati,  per risolvere ogni problema.
Così non è stato ed è evidente che così non poteva essere.
Ora  Atene piange , la Grecia intera piange e non solo per questi morti, che sono le prime vittime di questa crisi che sta spazzando il paese e  l'idea stessa che l'euro lo avrebbe protetto da qualsiasi crisi finanziaria futura, difeso i risparmi, dato certezze al proprio avvenire, non solo per sè ma anche per  le prossime generazioni.
Ora la Grecia ed il suo popolo si ricrede, deve ricredersi,  "È la fine del sogno europeo" , dice qualcuno .
Ma questo non lo è solo per Atene.
Ora per davvero, o si fa L'Europa anche politicamente , o il sistema intero rischia di andare in crisi, i mercati , con tante ragioni, non dimostrano più di credere ad un euro senza "stato", senza guida politica, senza testa, senza controlli certi. O li si abbandonano a se stessi e sarà la fine dell'europa o si soterranno tutti nelle difficoltà rendendo comunque la cosa impossibile.
Dietro la crisi Greca si leggono tutte le colpe europee, ci sono controlli mai fatti, mancanze madornali , assenza di verifiche, che sarebbero state quanto mai necessarie.
A questo si sono aggiunte lentezze e ritardi negli interventi , che hanno fatto precipitare ancor più la situazione.
Ma c'è di più ed è questo che alla fine manca e rischia di rendere la situazione oltre che insopportabile anche impossibile.
La strada della rinascita Greca e fatta inevitabilmente di lacrime e sangue , non c'è alcun dubbio su questo.
Già si sa oltretutto  che le somme stanziate dall'Europa e dal Fondo Monetario internazionale, rischiano  in partenza di non essere sufficienti.
I mercati e gli speculatori puntano proprio su questo.
Ma vi è un dato altrettanto indubitabile , che rende ancor più drammatica la situazione greca e la rende davvero molto simile ad una scontata e classica tragedia.
E' la mancanza di gradualità nel rientro dal suo debito, la durezza insopportabile dei provvedimenti imposti, dalla Germania in testa, e via via dal resto d'Europa, è l'iniquità dei sacrifici che richiesti  ad un intero popolo per le colpe dei suoi governanti.
In pratica i greci dovrebbero sopportare un taglio alle quattordicesime del 60% , della tredicesima mensilita' per un  30%, una nuova riduzione delle indennità salariali (complessivamente del 12%), il congelamento delle pensioni e dei salari pubblici, l'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni, un aumento dell'Iva  che andrebbe al 21%, l' eliminazione dei bonus ai manager pubblici, l' aumento delle imposte sugli alcoolici (+20%) e sulle sigarette (+65%), sulla benzina (8 cents in piu' al litro), sul gasolio (3 cents) e su tutti i beni di lusso , ma questo pesa meno ( auto di grossa cilindrata, gioielli ecc.).
Come si vede si tratta di misure draconiane che rischiano, non di guarire l'ammalato, ma di condannarlo a morte certa, fornendogli la corda necessaria per  impiccarsi da solo, oltre ai consigli necessari per farlo.
Il dramma e la tragedia sono tutti qui, non è possibile che l'Europa ancora una volta pensi solo a misure economiche senza porsi, o prefigurare, alcun problema sociale.
Nessun paese civile occidentale potrebbe sopportare una tale durezza di misure.
Così si rischia solo la rivolta sociale , non si cerca la salvezza del paese , ma il suo crollo definitivo.
Il destino deel paese ed il copione sono già certi e prefigurabili , non si tratta di capire come evolverà la situazione , si sà già da ora che questa non sarà altro che un dramma, una vera e propria , anche se moderna, tragedia greca , con il suo sangue ed i suoi morti.

mercoledì 5 maggio 2010

I sogni di Berlusconi rischiano di diventare gli incubi del Paese.

C'è chi la cerca , chi la sogna,  e chi la invoca , solo in Italia la si vive con insofferenza e si può arrivare persino a pensare di limitarla un po'.
Di che si tratta ? della libertà di stampa naturalmente, giudicata eccessiva dal nostro Presidente del Consiglio.
L'occasione per togliersi dalla coscienza un peso, o semplicemente un sassolino dalla scarpa quando si ragiona con i piedi, è giunta dalla presentazione del rapporto Ocse sulla protezione civile.
E' successo che il nostro premier abbia colto al volo l'occasione per criticare quelle organizzazioni internazionali che si rendono colpevoli, a suo dire, di giudizi troppo severi nei confronti del nostro paese, sopratutto in fatto di libertà di stampa.
Perché, fa notare Berlusconi, in Italia "c'è fin troppa libertà di stampa".
E' evidente, dalle affermazioni , il desiderio inconscio, di limitarla  un po', magari proprio quella degli oppositori o delle voci dissenzienti.
Il ragionamento di Berlusconi è molto semplice , anzi , terra terra e semplicistico .
Secondo lui, basta il fatto che ci sia sempre qualcuno pronto a criticarlo, per concludere che c'è troppa libertà nel paese.
Troppe volte - spiega  – noi abbiamo avuto esami che sono stati fatti al nostro sistema, cito l'ultimo che conosco, sulla libertà di stampa in Italia, e ci siamo visti mettere in situazioni di grande distanza dai primi".
Da qui giunge inevitabile la sua conclusione che «se c'è una cosa su cui in Italia, c'è la sicurezza di tutti, è che abbiamo fin troppa libertà di stampa".
Lo strano è che le affermazioni del Premier arrivino a distanza di sole 24 ore , dalla bocciatura contenuta nel rapporto sulla libertà di stampa di Freedom House, l'organizzazione non governativa che promuove la democrazia nel mondo.
L'Italia si trova al 72esimo posto nella classifica mondiale ed è al 24esimo posto tra le 25 nazioni dell'Europa occidentale.
Il nostro paese è stato definito "partly free", cioè parzialmente libero.
Questo alla faccia delle convinzioni del nostro Premier.
Si dava per scontato fino ad oggi che Berlusconi fosse ossesionato dalla Giustizia e dai giudici, ora si scopre che lo angustiano anche altre ossessioni.
Sotto sotto il sogno del Cavaliere si sta rivelando quello di controllare interamente non solo la giustizia mettendola sotto il controllo dell'esecutivo, ma anche la stampa e la televisione, visto che una così gran parte del suo tempo , a lamentarsi contro i giornalisti non graditi e contro certa stampa, oltre che e a telefonare ad esponenti dell'authority per le telecomunicazioni al fine di condizionare a suo piacimento i contenuti delle trasmissioni.
Purtroppo il nostro silenzio e la nostra assuefazione, anche alle peggiori schiocchezze , rischiano di trasformare i  sogni inconsci ed antidemocratici di un Cavaliere, in  veri e propri incubi , per un paese che è già attualmente considerato "partly free", cioè parzialmente libero , nonostante quello che dicono Berlusconi  ed i  suoi fedeli sostenitori. 

martedì 4 maggio 2010

Cadono come i birilli sotto le inchieste gli uomini di questo Pdl.

Non c'è pace per il Pdl nè per i suoi uomini , passano da un'inchiesta all'altra , da uno scandalo all'altro.
E per fortuna che almeno il premier cerca almeno di salvarsi con qualche legge ad personam, con le panzane del legittimo impedimento, e degli impegni.
Chissa perchè trova  il tempo per fare tutto, assistere alle partite di calcio , parteciapre a interessanti serate , più o meno piccanti, dedicarsi a passeggiate ed a meritate vacanze, purtroppo ha solo impedimenti quando deve andare in tribunale.
Pare essere uno sfizio, un questione di puntiglio, una fissa tutta sua.
Ora sembra che però i nostri politici vogliano stare un po più tranquilli , prendendosi magari un po di riposo, impedendo o rendendo più difficili le intercettazioni telefoniche.
E pensare che già potevano bastare da soli  i problemi e le note vicende, legate alla giustiza del Premier  per affossare e mandare a casa un normale Governo.
Non hanno fatto una piega.
E'  toccato poi a qualche sottosegretario, che si è visto indagato per mafia o quantomeno per concorso esterno.
Sono arrivati i presunti scandali legati alla vicende della protezione Civie ed a Bertolaso, ma loro tutti assieme imperterriti per la loro strada , a testa bassa ed ostinati , come se niente fosse , hanno proseguito per la loro strada e con la teoria del complotto.
Tralasciamo le piccole questioni di corruzione legate a qualche assessore, quisquiglie in fondo , piccole cose, quasi fisiologiche.
Doveva arrivare la vicenda Scajola  per aprire qualche crepa nella maggioranza e far emergere clamorosamente una questione morale per troppo tempo sottaciuta.
Scajola ha annunciato solo da alcune ore le sue dimissioni , che d'altronde erano orami inevitabili visto l'imbarazzo dei suoi stessi colleghi di partito, che si ha notizia di una altro illustre inquisto.
Si tratta del "Senatore del Pdl Giuseppe Ciarrapico, indagato , assieme al figlio Tullio ed altre cinque persone per truffa ai danni dello Stato e tentata truffa, per aver percepito indebitamente contributi all'editoria dal 2002 al 2007 per complessivi 20 milioni di euro".
Lo riferisce la procura di Roma in una nota, spiegando che la Guardia di Finanza ha sequestrato oggi beni per la suddetta cifra riconducibili a Ciarrapico".
Ma non si era parlato di un decreto urgente anticorruzione da approvare nel più breve tempo possibile ? che fine ha fatto ? Che cosa si aspetta ? Paura si debba mandare a casa mezzo parlamento ?
Mai come ora questo decreto è diventato davvero urgentissimo, gli uomini di questa maggoranza cadono orami sotto le inchieste come se fossero birilli.
Noi possiamo anche essere fiduciosi e pensare sempre che siano onesti e fino a prova contraria innocenti, di motivi per dubitarne , a fronte di tante inchieste, ne abbiamo però sempre più numerosi.
Inutile nasconderlo o negarlo, pare davvero che la corruzione ed il malaffare siano un grande problema per  la politica e per questo paese e va affronato.
Ecco perchè è ora di fare piazza pulita e di mandarne qualcuno a casa , ma a furor di popolo e senza aspettare che si dimettano volontariamente, quando le prove cominciano ad essere numerose e le posizioni indifendibili.
Ma sopratutto basta gridare ai complotti , questi appena elencati sono problemi di giustizia , ma non legata ai giudici, bensi alla politica ed ai suoi uomini , che vorremmo quantomeno di maggiore e più specchiata onestà o quanto meno chiacchierati.
Ma per fare questo dovremmo almeno poterli eleggere.

Scajiola: o chiarisce o si dimette.

Ancora non è possibile avere la certezza delle dimissioni del Ministro Scajola , ma queste non sono mai state così probabilie e plausibili.
A far pendere la bilancia in tal senso non è stata tanto la richiesta e la pretesa di sue urgenti spiegazioni in parlamento presentate dalle opposizioni.
Quello che conta davvero e che sta diventando insostenibile per l'uomo politico colpito dallo scandalo,  è l'imbarazzo crescente con cui la sua stessa maggioranza segue gli avvenimenti e le dichiarazioni dei testimoni e della stampa.
Piano piano va in frantumi e si sgretola, sotto i colpi delle confessioni di alcuni imputati , il muro di difesa e di solidarietà che in un primo tempo il governo e la maggioranza avevano costruito attorno a Scajola.
Le accuse , che appaiono circostanziate , se davvero dovessero essere confermate, renderebbero evidenti comportamenti di una leggerezza insostenibile da parte di un ministro, fatti in cui si ravvisano non solo illeciti  ed imprudenze , ma anche un convinto e diffuso senso  di impunità.
Continuare nella difesa del Ministro ad oltranza pare diventare sempre più difficile anche per lo stesso Premier, si rischia di mettere in pericolo la stessa stabilità del governo dividendo la maggioranza su una questione morale.
Oltretutto  i sondaggi non lasciano alcun dubbio, la popolarità ed il sostegno al ministro ed alle sue tesi,  è ai minimi storici anche nello stesso centrodestra, pur vaccinato e resistente , per anticorpi maturati , a sopportare scandali di varia natura.
Scajola rischia così di diventare il primo politico coinvolto in uno scandalo che sarà abbandonato a se stesso dal Pdl e dalla Lega, già i segnali ci sono tutti.
Basta leggere quanto riportato in questi ultimi due giorni dai giornali filo governativi per rendersene conto.
Si comincia dall’editoriale del direttore di Libero , Belpietro, il quale chiede al "ministro di reagire alle accuse in modo credibile perchè, se al contrario, ha preso 900 mila euro da un imprenditore per pagarsi la casa ha l’obbligo di farsi da parte".
Subito a ruota,  con una serie di bordate, arriva il "Giornale" , quotidiano di "famiglia" che invita il ministro a "chiarire o a dimettersi".
Non solo, apertamente il Giornale riconosce che "è abbastanza inverosimile che Scajola  non sapesse nulla degli assegni circolari incamerati dalle sorelle Papa nel suo studio" per continuare riconoscendo  "sempre più urgente un intervento più dettagliato e più convincente di Scajola, altrimenti l’idea che l’abbia combinata grossa sarà quasi impossibile da smontare".
Ancora una flebile speranza forse.
Ora la palla ritorna nelle mani del Ministro, la sua difesa fino a questo punto è stata poco convincente ed incisiva, lasciando parecchi lati oscuri ed incomprensibili a fronte delle dichiarazioni così sicure di parecchi testimoni.
E' questo il momento di  chiarire ogni cosa, Scajola deve fare in fretta ed essere chiaro oltre ogni dubbio.
Altrimenti davvero, cosa talmente rara da essere degna di nota, non si potrà non essere umanamente e ragionevolmente d'accordo con Feltri, quando dice che "se Scajola non ha niente da dire oltre a ciò che ha detto, gli conviene rassegnarsi, anzi, rassegnare le dimissioni .

lunedì 3 maggio 2010

Calderoli e le bucce di banana buttate tra le gambe di Berlusconi.

Se Berlusconi ancora non ha deciso di rompere con Fini ecco farsi avanti niente di meno che il Ministro per la Semplificazione amministrativa Calderoli che, volontoriamente e con un vero atto di sfida, mette alla prova sia il Cavaliere che Fini stesso, oltre a riaffermare un principio caro alla sua stessa "base".
"I leghisti" - dice -  "sono pronti a disertare le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia", "Io sicuramente sarò al lavoro per realizzare il federalismo, perchè il miglior modo per festeggiare l'Unità d'Italia è l'attuazione del federalismo".
Inutile dire che subito è scoppiata la polemica, non solo dell'opposizione che insorge e proclama , giustamente e quasi in coro, che queste affermazioni mal si addicono ad un ministro che ha formalmente giurato fedeltà alla Repubblica.
Le critiche al ministro partono però anche dallo stesso centrodestra , mentre Berlusconi, non sapendo che pesci pigliare , preferisce un rigoroso e totale silenzio.
"Gaffe"  involontaria quella di Calderoli ? ennesimo scivolone di un ministro che , bonariamente e con un po' di generosità ,  si potrebbe definire semplicemente folcloristico ?
Non credo, si tratta molto più semplicemente di una vera e propria zeppa, una classica buccia di banana messa li , quasi innocentemte , tra le gambe dei tanti che si stringono nelle fila della coalizione del centrodestra.
Per i finiani è la prova provata delle ragioni di Fini, per Calderoli e la Lega si tratta della riaffermazione del loro programma, per  il Cavaliere  , caso mai nel frattempo avesse avuto qualche dubbio, invece è la classica buccia di banana su cui rischia di scivolare se non presta particolare  attenzione dove cavolo "poserà" i suoi piedi.

New York; le ansie e le paure che non finiranno mai.

Il fallito attentato di New York risveglia di colpo vecchie inquitudini ed ansie mai sopite.
Times Square, uno dei luoghi "sacri" della città , uno dei suoi indiscussi simboli, è stata evacuata improvvisamente alle 18,30 di sabato , ora locale, per un veicolo sospetto che aveva a bordo un rudimentale ordigno esplosivo.
L'ordigno è poi stato disinnescato dagli artificieri.
Nel tardo pomeriggio di domenica è arrivata la rivendicazione dei talebani pachistani anche se ancora non la si ritiene attendibile e certa.
Qualcuno potrebbe pensare che quanto avvenuto abbia cambiato la vita dei Neworkesi , nulla di tutto ciò, almeno in apparenza.
Lo spettacolo pomeridiano del Minskoff Theatre , dicono sia cominciato regolarmente , come da programma.
Di più, il luogo del fallito attentato, che avrebbe potuto trasformarsi in una qualsiasi strada di Bagdad o di Kabul , è diventato di colpo uno dei luoghi da visitare e dove è ora possibile acquistare magliette di New York  e  bandierine a stelle e striscie.
La vita è giusto continui , così come è giusto continui lo spettacolo che fa di New York una città unica al mondo.
E se i turisti ora hanno un nuovo luogo di culto e di immaginazione per  forti emozioni,  pagate con una buona dose di cinismo e qualche misero dollaro in più, per gli abitanti della città  la fallita autobomba è il naturale e repentino risveglio alla realtà, è un ripresentarsi cupo e minaccioso , di  ansie ed inquitedini ,mai sopite nè dimenticate ,dopo quel terribile e terrificante 11 settembre che li ha fatti scoprire così vulnerabili ed indifesi.
Il mondo è pieno di gente che per vari motivi odia l'America e gli Americani, odia i simboli di questo grande paese e chi ,meglio di New York , sa rappresentare l'America intera, l'occidente, il mondo moderno.
Ancora non si sono trovati i colpevoli di questo fallito attentato , nemmeno si sa se si riusciranno a trovare visto che si brancola ancora nel buio, sono tante le piste e portano n molte direzioni, vanno dall'Afghanistan, all'Iraq ed all'Iran degli ayatollah,  ai terroristi arabi locali e persino a qualche psicopatico.
I Newyorkesi però sanno che la loro vita è spesso in pericolo , lo hanno imparato a loro spese da alcuni anni, vivono in questo ansie e paure che si pensavano da tanto superate e ora ritornate di colpo modernissime.
Sanno però che proprio questo è l'obiettivo principale dei terroristi, non solo la ricerca delle vittime, di una assurda vendetta, della strage e del sangue, ma anche la volontà di impedire a tanti americani non solo una vita serena, ma la vita stessa, nel loro paese, nelle loro città.
L' 11 settembre , è certo, ha cambiato profondamente non solo L'America, ma il  mondo .
L’inquietudine che tanti Newyorkesi si portano dentro,  rischia alla fine di diventare sentimento universale dell'occidente, ma in fondo ci  potrà aiutare ad essere più preparati, più attenti e guardinghi.
Il mondo e neppure  la vita, lo abbiamo imparato di colpo nel 2001, non saranno più come prima.
Le ansie , le paure del vivere in una città moderna, non sono prerogativa solo di New York  e dei suoi abitanti,  si sono globalizzate, sono diventate universali come il ricatto a cui si soggiace, proprio per questo non ci  abbandoneranno tanto presto e le dobbiamo saper accettare.
Ma la vita continua, assieme alle sue angoscie, e New York  deve continuare a vivere, non solo come esempio.